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°° la sofferenza delle mucche da latte °°

La filiera produttiva del latte negli allevamenti intensivi è un sistema di sfruttamento perfezionato con l’ausilio delle tecnologie, dei farmaci e della genetica.
Il latte è il prodotto di una lunga catena di sofferenze degli animali.
Infatti le vacche sono trattate per produrre fino a 50 litri di latte al giorno.
Per la produzione di tali quantità di latte una mucca, allevata secondo i criteri dell’allevamento intensivo, è normalmente costretta a partorire un vitello l’anno. Ciò comporta per questi animali una coincidenza tra allattamento e gravidanza durante la maggior parte dell’anno.
Le mucche da latte, infatti, allattano e sono incinte contemporaneamente per circa sette mesi. La lattazione si interrompe solo due mesi prima della nascita del vitello, ma dopo tre mesi dalla nascita del piccolo la mucca è nuovamente incinta, attraverso l’inseminazione artificiale, e così il ciclo gravidanza-allattamento ricomincia.
I cuccioli sono allontanati dalla madre dopo 1-3 giorni dalla nascita, ma continuano a cercarla per molto tempo dopo la separazione. Le femmine rientrano nel ciclo produttivo del latte, mentre i vitelli maschi sono nella maggior parte dei casi inviati alle aziende per “ingrassarli”, seppure sottoposti a una dieta povera di ferro affinché “producano” la carne bianca di vitello.
 

Una produzione di latte così elevata in confronto a quella naturale, rende i loro corpi sproporzionati.
Presentano enormi mammelle, gonfie e pesanti, frequentemente soggette a mastiti, dolorosa infezione batterica le cui cause principali sono costituite dalle macchine per la mungitura automatica e dalle scarse condizioni igieniche degli allevamenti.
La prevenzione e cura delle mastiti richiede massicce quantità di farmaci: si ritiene che ogni anno siano utilizzate milioni di dosi di antibiotici (spesso penicillina) per questa patologia.
Il peso delle mammelle incide considerevolmente sulle zampe posteriori, danneggiandole gravemente, e sono molto frequenti i casi di zoppie riscontrati nelle mucche da latte.
Oltre al peso, un fattore determinante è rappresentato dal fatto che durante l’inverno sono spesso alloggiate in poste, nella maggior parte dei casi troppo strette per consentire loro un adeguato spazio, così spesso le zampe posteriori degli animali restano per ore nel canale di scorrimento dei reflui, subito dietro le poste. Altro fattore è costituito dall’insufficienza della lettiera sulla quale le mucche si sdraiano, e quindi a contatto diretto con il pavimento che causa loro abrasioni e infiammazioni delle articolazioni.
Quando una mucca da latte mostra segni di patologie o debolezza, o diminuisce la produzione di latte e la capacità di riproduzione viene giudicata non più redditizia e quindi avviata al macello. In un altro luogo rispetto all’allevamento in cui è sempre vissuta.
Esse sono difficoltose da trasportare, perché spesso sono tanto debilitate o sofferenti da non riuscire a deambulare. Un’infinita di elementi combinati come: tecniche di allevamento intensivo, l’alimentazione ad alto contenuto proteico, la selezione genetica per ottenere un’elevata quantità di latte, i problemi cronici alle zampe, le patologie, la paralisi da parto e altro , le rende vulnerabili e doloranti.
Già al momento delle operazioni di carico numerose mucche non sono più in grado di camminare.
Tante di loro non riescono ad alzarsi e rimangono accasciate: sono le “mucche a terra”.
Nel viaggio verso il mattatoio la sofferenza di queste mucche non è un elemento preso in considerazione.
L’importante è che arrivino a destinazione come carne ancora viva, per permettere all’allevatore di trarne il profitto adeguato.
Per legge, in fase di carico (e scarico) gli animali non devono essere mai mantenuti in sospensione con mezzi meccanici, sollevati o tirati per la testa, le corna, le zampe, la coda o il vello.
La legge viene però contravvenuta e le “mucche a terra, e non solo loro, spesso vengono: trascinate con una catena o una fune legate a una o a due zampe, spinte sul camion con mezzi meccanici come pale di trattori, sollevate e scaricate, dopo averle imbracate sommariamente, nel camion, con l’ausilio di elevatori, verricelli o mezzi meccanici simili.
Un esempio fra tutti, osservato in un mercato alimentare all’ingrosso del Nord Italia, descrive come una bovina che giaceva in terra lungo il passaggio degli animali sia stata: spinta, caricata sul trattore, trascinata per la coda, schiacciata, calpestata, fatta rotolare sul camion. A queste azioni di violenza, si sono poi aggiunte le torture con un pungolo elettrico, utilizzato in varie parti del corpo, incluse le zone genitale e anale, per almeno 10 volte.
Ci chiediamo quanto sia profonda l’insensibilità dell’allevatore che sfrutta una mucca da latte fino a che non si regga più in piedi e poi, non pago di tutto ciò che quella mucca gli ha dato come guadagno, anziché ucciderla sul posto senza farla soffrire ulteriormente come prescrive la legge, la fa trasportare tra atroci sofferenze al macello per ricavarne un profitto maggiore.

INVITIAMO LA GRANDE DISTRIBUZIONE A DARE SEMPRE PIU’ SPAZIO A LATTE E LATTICINI PROVENIENTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA CERTIFICATA DOVE GLI ANIMALI SONO ALLEVATI NEL RISPETTO DEL LORO BENESSERE.

 
 
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il latte?
A Ognuno il suo!
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Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 26 ottobre 2009, in ° altro.. ° con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Ringrazio la persona che divulga queste notizie condividerò ogni articolo e lo copierò nella mia pagina di facebook Voglio partecipare e far capire che e molto meglio diventare vegetariani mangiare sano lo stesso che di ingozzarsi con alimenti animali, uccisione-tortura e vivisezione pezzi di animale per conservare la morbidezza della carne.
    Orrore e terrore che subiscono ogni ora questi animali.
    MANGIARE VEGETARIANO NON SOLO SALVA LA LORO VITA
    MA SALVA LA TUA DAL TUMORE
    NOI SIAMO VEGETARIANE E ANCHE I NOSTRI CANI ABBIAMO ELIMINATO LE SCATOLETTE CON LE VERDURE FRESCHE DI STAGIONE SONO SANI E BELLI
    IL CANE CHE AGGREDEISCE E SBRANA SPESSO DIPENDE DALLA CARNE ANIMALE E INTERIORA CHE MANGIA – NON E COLPA DEL CANE CHE IMPAZZISCE MA DI QUELLO CHE GLI FATE MANGIARE.
    CI SONO ANCHE TROPPI OMOCIDI E LE PERSONE CHE MANGIANO CARNE SONO AGGRESSIVE
    CHE SIA LA MALEDIZIONE DELL’ANIMALE UCCISO

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