Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°° VITTORIA SULLA NUTELLA °°

In seguito alla nostra campagna “Nutella salva la foresta” e grazie anche al tuo aiuto Ferrero ha aderito alla nostra richiesta di moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio che distruggono le ultime foreste del Sud est asiatico e alla Nazionale degli ultimi oranghi del Borneo e alla raccolta di oltre 10.000 firme, siamo riusciti ad ottenere – dopo il successo su Unilever – un altro enorme risultato su una delle più grandi multinazionali italiane.
In una lettera inviata a Greenpeace, Ferrero dichiara di “essere pronta a muoversi per raggiungere, in un lasso di tempo ragionevole, i seguenti obiettivi:

  • moratoria su ulteriori deforestazioni dovute alla produzione di olio di palma;
  • sviluppo di sistemi credibili di tracciabilità e di certificazione di quest’ultimo

Tuttavia se la deforestazione non verrà fermata, gli sforzi di  Ferrero e tutte le altre multinazionali della RSPO  per rintracciare olio di palma sostenibile sono condannati al  fallimento.

Continueremo a lavorare affinché anche le altre grandi multinazionali che  utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per  l’Olio di Palma Sostenibile),  uniscano le forze insieme a Unilever e Ferrero per chiedere ai propri  fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la  distruzione in corso.
Per salvare il pianeta dagli effetti del cambiamento climatico a causa delle deforestazione la strada è ancora lunga ma vi terremo informati e, se dovesse essere necessario, chiederemo ancora il vostro aiuto per stimolare quelle multinazionali che ancora non hanno preso una posizione chiara, affinché sostengano la moratoria.

Il nostro lavoro, però, non è affatto terminato.
E avremo ancora bisogno di te.

Grazie ancora per il tuo aiuto.
Chiara Campione
Responsabile della Campagna Foreste
Greenpeace Italia
Se ancora non l’hai fatto, ricordati di compilare
il questionario sull’attivismo on line. Grazie!

°° vegetariani… °° <— the best!

ciao ragazzi!!!!!
volevo farvi una domanda….dato che tri miei contatti
sento tante persone vegetariane!!!
Cioè… è stupendooo A bocca aperta vi sto radunando tutti???
comunque…
 
chi di voi è vegetariano???Rosa rossa
lasciate un commento con la vostra storia!
il mondo deve sapere chi siete… (oltre ad essere persone
stupende…quello si sapeva!!!)

°° S.O.S tartarughe °°

Le tartarughe di Corn Island

A Corn Island,in Nicaragua,ancora oggi è possibile acquistare e mangiare un’intera tartaruga per circa 25 dollari: poche centinaia di chilometri a Sud, nel parco nazionale di Tortuguero (Costa Rica) i turisti occidentali pagano 60-100 dollari al giorno per escursioni che permettono di osservare le tartarughe senza toccarle, né disturbarle coi flash mentre depongono le uova. Sull’isola, invece, basta camminare tra Briggs Bay e Picnic Beach per incontrare un angolo d’inferno.

In un capannone giacciono a pancia in su, vive e con le pinne legate, una dozzina di tartarughe, sempre pronte per essere fatte a fette. Vengono mantenute così per venticinque giorni, semivive e “fresche” grazie a qualche secchio d’acqua buttato ogni tanto. Lo spettacolo è disgustoso, ma nessuno sembra fare alcunché.

La popolazione locale consuma la loro carne giustificandolo con l’appartenenza alla loro cultura: quando di tartarughe non ce ne saranno più finirà anche la cultura? I pescatori si dicono ecosostenibili perché pescano solo quelle adulte, e ogni anno interrompono per ben tre mesi la caccia, permettendo la deposizione delle uova.
A questo punto comprenderete perché è stato preparato il tagliando di protesta per l’ambasciata nicaraguense da inviare a:

Spett. Ambasciata del Nicaragua
via Brescia 16
00198 ROMA

Spett. Ambasciata,

siamo rimasti sconcertati e inorriditi per quanto accade sull’isola di Corn Island, dove le tartarughe vengono "immagazzinate" vive in capannoni per avere sempre "carne fresca" da vendere ai turisti; Vi chiediamo di prendere esempio dal vicino Costa Rica, dove i turisti pagano 60-100 dollari al giorno per escursioni che permettono di avvicinarsi a questi animali senza far loro danno, mentre a Corn Island vengono ammazzate per 25$. Fino a quando questa usanza crudele non terminerà, non visiteremo e cercheremo di non far visitare Corn Island.

Distinti saluti.

Fonte: Notiziario Animalista

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