Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°°Massarosa (LU): Giovane Cinghiale Fucilato dalla Polizia Provinciale°°

Cari lettori e care lettrici,
quello che è successo oggi (venerdì 2 dicembre 2022) in Via dei Ghivizzani a Piano di Mommio – Massarosa (Lucca) è un fatto davvero orribile di cui devo mettervi a conoscenza per dovere morale. Stiamo vivendo da mesi dei veri e propri tentativi di oltraggiare la vita degli animali (si veda il caso Sfattoria degli Ultimi e Parco della Maggiolina a La Spezia), e questo non può passare inosservato senza il biasimo della collettività.

Ieri pomeriggio un giovane cinghiale, di circa 5 o 6 mesi, è stato ritrovato ferito e bloccato in un fosso.
Forse investito da un’auto nel tentativo di salvarsi dalla morte per mano dei cacciatori.
Ha passato tutta la notte nell’acqua al freddo, coi denti che battevano, impossibilitato a muoversi e a risalire il bordo dell’area dove era finito. La sua presenza deve essere stata segnalata alle Forze dell’Ordine, perché alla fine nella giornata odierna è arrivato qualcuno.

In una società di sole persone empatiche, rispettose della vita e grate alla Natura per la moltitudine di esistenze che ci circondano e che ci fanno compagnia su questo pianeta, sarebbe scattata una gara di solidarietà per aiutare questa giovane creatura.
Difatti, delle persone buone hanno da subito provato a capire in che modo poter intervenire e sui social è scattato un appello per aiutare il piccolo ferito. Purtroppo però, in questo meraviglioso mondo, non esistono solo esseri umani compassionevoli e dotati di empatia che mai toglierebbero la vita alle altre creature, ma anche individui che senza alcuno scrupolo eseguono ordini dettati da leggi speciste, antropocentriche e immorali. E la magia di quella che poteva essere una bellissima storia a lieto fine si è infranta con quattro colpi di fucile.

Poco dopo l’arrivo di Barbara del rifugio Alma Libre infatti, stando a quanto mi ha raccontato, sul posto sono arrivati alcuni Agenti della Polizia Provinciale e Municipale, oltre ai Carabinieri e al personale dell’USL Nord Ovest Pietrasanta, per mettere in atto quella che ai nostri occhi è stata una vera e propria esecuzione capitale e legalmente autorizzata di un innocente bisognoso di aiuto.



A nulla sono valse le preghiere dell’attivista di lasciare vivere l’animale, a niente sono valsi gli inviti a ragionare sulle altre, non-violente soluzioni da poter intraprendere per recuperare l’animale.
Nonostante il rifugio si fosse offerto di accogliere la creatura ferita e di provvedere a lei autonomamente, nonostante i proprietari del terreno dove gli Agenti sono entrati non fossero d’accordo, il cinghiale già ferito è stato ucciso senza pietà con un colpo di fucile. Sia Barbara che un’altra ragazza volontaria si sono sentite male nel vivere quel drammatico animalicidio.

Le scene del tentativo di opporsi al massacro sono state riprese da più persone e stanno facendo il giro del web.
Lascia inorriditi l’espressione priva di compassione del giovane poliziotto che tiene in spalla l’arma mortale mentre Barbara lo supplica di non uccidere il cinghiale.
Lascia sgomentati l’idea che nessuna, fra le persone delegate da Comune e ASL presenti sul posto, abbia obiettato sull’abbattimento.
Lascia nauseati il modus operandi di questi che dovrebbero tutelare la salute e l’incolumità umana, ma che per “ordini dall’alto” eseguono e mettono in atto uccisioni di creature che non hanno arrecato danno a nessuno.

Ucciso perché ferito.
Ucciso perché cinghiale.
Ucciso perché animale.

Mi avvalgo del diritto di espressione, tutelato dall’Art. 21 della Costituzione Italiana, per dire pubblicamente che preferirei togliermi la vita piuttosto che negarla a qualcun altro, che sia per lavoro, che sia per un futile stipendio, che per tetra obbedienza a un sistema che pone gli esseri umani al vertice di un’immaginaria ed egoistica piramide d’importanza.


La vergognosa notizia ha fatto il giro del web, finendo sotto gli occhi di tantissime persone, fra le quali Avvocati che hanno offerto gratuito sostegno per muovere azione legale verso questo mortifero intervento e capire se gli Agenti si sono mossi entro i limiti della legalità.


Nel frattempo, possiamo esternare il nostro dissenso e dare voce a quest’anima che non c’è più scrivendo al Comune di Massarosa (LU) e alle altre Istituzioni che sono state biasimevoli protagoniste di questo fatto.


Al Comune di Massarosa,
Alla Polizia Municipale
Alla Polizia Provinciale
A USL Pietrasanta

Apprendo con sgomento che oggi, venerdì 2 dicembre 2022, a Piano di Mommio (LU) è stato ucciso con quattro colpi di fucile dalla Polizia Provinciale un giovane cinghiale che da quasi un giorno riversava in condizioni critiche.
Perché un essere umano ferito viene soccorso, mentre un animale bisognoso d’aiuto viene finito senza pietà?
La risposta risiede nell’antropocentrismo che ammala la nostra specie e la rende, da secoli, la più crudele (se non l’unica) fra quelle mai esistite sulla crosta terrestre.
Scrivo questo messaggio per esternare tutto il mio dissenso, tutto l’orrore che provo e tutto il biasimo nei confronti di questa uccisione che è stata concessa.
È vergognoso che ancora si agisca senza la minima compassione e il più basilare rispetto verso ogni forma di vita.
In una società giusta, evoluta, empatica e morale questi drammatici fatti non accadrebbero, perché nessuna arma mai verrebbe alzata verso un’esistenza inerme e indifesa.
Siamo ancora ben lontani dall’essere una specie meritevole della presenza degli animali, della loro compagnia, del loro non lasciarci soli in mezzo ai nostri simili, e la vostra scelta violenta di negare la vita a una creatura ferita che poteva essere accudita da volontarie intervenute in via Ghivizzani ne è un esempio.
Prendo le distanze dal vostro gesto, che non mi rappresenta come appartenente alla comunità di cui facciamo parte.
Vi invito a non macchiarvi più le mani di sangue innocente, perché gli animali meritano di vivere esattamente come ne abbiamo il diritto noi. E che non si risponda che questa è la Legge: siamo prima degli esseri con un cuore pulsante come lo hanno gli animali, prima di essere creature che obbediscono a crudeli leggi del proprio periodo storico senza batter ciglio.

Nome, Cognome, Città


Da inviare a: info@comune.massarosa.lu.it, sindaca@comune.massarosa.lu.it, f.papasogli@comune.massarosa.lu.it, poliziaprovinciale@provincia.lucca.it, ufpisllversilia@uslnordovest.toscana.it


°°Coniglietto Salvato dopo 9 Anni Passati in Gabbia°°

Cari lettori e care lettrici,
con questo articolo vi porto a conoscenza di un fatto davvero delicato che merita di essere condiviso perché è in ballo la salute di un esserino indifeso che ha bisogno di aiuto.

Qualche giorno fa a Lucca la mia collega Claudia è riuscita a recuperare un coniglietto, detenuto per anni in una gabbia dove era impossibilitato a muoversi. La sua vita è trascorsa confinata dentro a questa prigione metallica per semplice egoismo umano.
Questa creaturina infatti era di proprietà di un uomo ospite di una residenza sanitaria assistenziale che lo aveva con sé per puro vezzo. Le condizioni del coniglietto, accolto dalle persone volontarie dell’associazione A Code Unite, sono veramente tristi.

Una visita veterinaria (forse la prima che abbia mai avuto) ha fatto emergere la necessità di una radiografia al cranio, e probabilmente anche la limatura e chirurgia di apicectomia, a seguito di opportuni esami del sangue.



L’associazione ha fatto un post sulla pagina Facebook ufficiale per raccogliere fondi: gli animali recuperati sono tanti, tantissimi, e le disponibilità economiche per coprire le spese scarseggiano.

Chi volesse e potesse dare un piccolo contributo, può farlo attraverso queste opzioni:

 PostePay

5333 1711 4007 1669 intestata a Alice Balbi

Codice fiscale: BLBLCA93T58I225N

🐾 Iban:

IT16Z3608105138245839645855 intestato a Alice Balbi

🐾 PayPal:

acodeunite.rescue@gmail.com

https://www.paypal.me/ACodeUniteRescue



Grazie a chi aiuterà l’associazione ad aiutare questa creaturina e tante altre recuperate.

°°[Toscana] Svolta Vegan Friendly nelle Mense Universitarie°°

Cari e care followers,
con questo articolo vi informo che in Toscana è in atto un significativo cambiamento che unisce il rispetto per l’ambiente con quello per la salute delle persone, oltre ad essere un decisivo passo avanti nella strada del rispetto per la vita degli animali.

A partire dal 7 Novembre scorso, nelle Mense Universitarie a gestione diretta di Pisa, Firenze e Siena sono stati introdotti nuovi menu vegetariani e vegani. La novità mi era stata anticipata nei mesi estivi direttamente da una responsabile di Pisa, che mi aveva accennato che stavano lavorando su nuovi piatti vegetali da offrire a studenti e studentesse, prendendo esempio e spunti positivi dalle mense universitarie della Germania, dove l’offerta di alimenti a base di animali è stata drasticamente ridotta per rispetto dell’ambiente. In attesa della nuova formazione dei cuochi (per studiare piatti più gustosi per scongiurare pregiudizi da parte dei restii al cambiamento) era stato ideato per le persone che frequentano le mense un ricettario per provare nuove pietanze vegetariane e vegan a casa. Ve ne ho parlato in questo articolo, nel quale ho fornito suggerimenti su come rendere 100% plant based le ricette con derivati animali.

L’impegno di rendere la Ristorazione Universitaria più sostenibile è stato mantenuto egregiamente. E così dalla data sopra citata, si è iniziato a servire caldi pasti con più opzioni vegetali. Ogni giorno nelle Mense Universitarie, a gestione diretta, del DSU Toscana ragazzi e ragazze possono riempire il proprio vassoio con primi piatti, secondi e contorni cruelty free e frutta di stagione biologica o a coltivazione regionale. A fianco all’opzione classica contenente animali e a quella vegetariana che era già presente da tempo, si è fatta spazio quella vegan, con pietanze sempre diverse preparate in modo gustoso. Un esempio? Pasta al ragù di lenticchie, tortini di farina di ceci con zucchine e cipolle di Tropea o agli spinaci, vellutate con crostini, passati di verdure senza latte e tanto altro.



Sebbene ci sia stata qualche celata lamentela (prima dell’introduzione dei nuovi menu ho sentito a pranzo a Mensa Martiri un gruppetto di ragazzi osare screditare con disprezzo la scelta fatta in rispetto per l’ambiente, con frasi del tipo “se non trovo più carne porto il barbecue da casa e cucino in strada un hamburger”, esternazioni più appropriate alla caverna del Mito di Platone che a un ambiente che accoglie giovani menti nel più alto livello di formazione) l’impegno etico del DSU sembra essere stato molto apprezzato. Frequentando ogni giorno la mensa Martiri a Pisa ho notato con piacere che sono state moltissime le persone che hanno scelto i nuovi pasti vegetariani o vegani. Qualche giorno fa, quando di secondo erano proposte delle polpettine di soia con verdure (opzione vegetariana) un gruppo di ragazze al tavolo vicino al mio ha iniziato a parlare bene del piatto scelto per curiosità, condividendo il fatto che era molto buono.
Capita poi sempre più spesso di ritrovarmi seduta accanto a studenti e studentesse che nel vassoio hanno solo pasti vegetali, e questo mi rincuora molto perché è un segno evidente del cambiamento in atto, ormai inarrestabile.



Basandomi sulla prima settimana dall’inizio dei nuovi menu, trovo questa svolta vegan friendly davvero un impegno concreto.
Da studentessa vegan all’ultimo anno di Magistrale mi sono ritrovata a domandarmi “cosa troverò che posso mangiare oggi a mensa?” a “che cosa avranno preparato di buono e che mangerò oggi a mensa?”. Una differenza non di poco conto.
Dal settembre 2016 ad oggi ho sempre trovato tante opzioni vegetali (oltre ai pasti consegnati al banco dai/dalle dipendenti c’è anche un vasto buffet con verdure, ortaggi e legumi) ma adesso è decisamente meglio.

Sappiamo bene che nelle regole del mercato è la domanda che genera l’offerta, e che in Italia chi non consuma carne e derivati animali è ancora una minoranza nonostante nonostante le alternative siano ormai diffusissime. Ma in questo caso, con un impatto ambientale così grande che ha l’alimentazione umana sull’ambiente e i miliardi di animali che ogni anno vengono letteralmente smontati dall’industria del cibo, era doveroso pensare a un’offerta sempre più priva di sofferenza che alleggerisce la natura, la nostra coscienza e l’organismo. Le aziende, le realtà aperte al pubblico, hanno una grande responsabilità e possono fare la differenza col proprio impegno e il proprio esempio, perché molte persone possono arrivare a sensibilizzarsi anche sedendosi a un tavolo della mensa dopo essere stati incuriosite dai cibi proposti.

È veramente bello e riempie sul serio il cuore di gioia vedere sugli schermi, fra i vari piatti elencati, il bollino verde “vegan” per indicare quelli dagli ingredienti interamente vegetali.

DSU Toscana sta dando un bellissimo esempio, che spero venga seguito da tantissime altre realtà della ristorazione dedicata a chi studia nelle restanti regioni d’Italia.
Un ringraziamento a tutti coloro che ne fanno parte, dai direttori fino ai dipendenti, per il loro impegno.




Carmen

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