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Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°° Lamazuna: Cosmetici Vegan Made in France Zero Waste °°

Siete pronti ad immergervi in un mondo profumato fatto di cosmetici freschi, non testati su animali e amici dell’ambiente?
Sta per arrivare in Italia LAMAZUNA, un nuovo marchio di cosmesi rivoluzionario.

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Fatti a mano in Francia, i prodotti Lamazuna (che in georgiano significa “bambina graziosa“) profumano di ingredienti buoni. Oltre ad essere cruelty free, sono amici dell’ambiente poiché non sono contenuti in nessun contenitore plastico: il packaging è in cartoncino riciclato oppure in legno.

In esclusiva per voi lettori e lettrici di Think Green Live Vegan Love Animals ed in collaborazione con Pompea Gualano – Iwy Ethical Communication and PR, eccovi in anteprima alcuni dei prodotti Lamazuna che potrete trovare al Sana di Bologna che si terrà nel mese di Settembre 2017.
Provati e recensiti per voi ❤
Buona lettura!


Quando ho ricevuto il pacco pieno di prodotti da recensire (in una scatola di cartone riciclata, in piena filosofia zero waste!) è stato possibile sentire il profumo dei cosmetici già dall’esterno.
Una volta aperto mi sono ritrovata ad ammirare tante scatole e scatoline dai colori sgargianti. Lamazuna mette allegria già dal packaging!
Il contenuto era a dir poco elettrizzante: spazzolino da denti ecologico, dentifrici a forma di lecca-lecca, shampoo & deodorante solido, spugna konjac e salviettine struccanti riutilizzabili centinaia di volte.
Sono corsa a provarli ed ecco quale opinione mi sono fatta di questi prodotti che presto arriveranno in Italia.

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I dentifrici solidi sono i primi ad esser stati provati.
Prodotto in formato solido dal design geometrico posto sopra una palettina di legno che richiama tanto alla mente i gelati. Zero traccia di tubetti di plastica da smaltire.
Assolutamente particolari e unici.
Cannella, Menta, Salvia & Limone.. tanti gusti per accontentare proprio tutti.

Ho testato subito il dentifricio al Limone utilizzando in abbinato lo spazzolino Lamazuna. Dopo aver bagnato le setole ho provveduto a strofinarle sul dentifricio. Con una quantità minima di prodotto è stato possibile ricreare una ricca schiuma capace di pulire a fondo i denti, lasciando in bocca un aroma gradevole.

L’idea che mi sono fatta del dentifricio? Geniale!
Per chi viaggia in aereo non sarà più un problema, dal momento che essendo solido non ha limitazioni per esser portato con sé nel bagaglio a mano.

lamazuna spazzolino dentifricio prova

Che dire poi dello spazzolino?
Già da anni uso quelli in bamboo ecologici e compostabili, ma questo Lamazuna li batte in ecologia. Dal momento che la testina è intercambiabile, il manico in bioplastica (realizzato col 70% di derivati di olio di ricino) può essere utilizzato all’infinito!
Il manico è disponibile in 5 colorazioni diverse mentre le testine intercambiabili sono o medie oppure morbide.
Un’idea ecologicamente fantastica che mi è piaciuta moltissimo.

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Il terzo elemento provato dei prodotti ricevuti è stato il dischetto struccante ecologico Lamazuna. Contenute in una scatolina di legno decorata, con all’interno un sacchetto in cotone biologico indicato per i lavaggi in lavatrice, le salviettine in microfibra riescono a togliere ogni traccia di trucco dalla pelle semplicemente con acqua.

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lamazuna dischetto struccante prova

Basta passare qualche istante la salviettina sotto al getto d’acqua fresca, o tiepida, e poi appoggiarla per qualche minuto sulla pelle. Con movimenti circolari si può togliere ogni traccia di trucco. Per quello waterproof, basta unire una goccia di latte detergente e il gioco è fatto.
Ho utilizzato la salvietta ecologica per rimuovere un trucco naturale color verde cangiante, matita nera e mascara.
Con il solo ausilio dell’acqua ho rimosso il make up ritrovandomi la pelle perfettamente pulita.

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Le tracce di trucco dalle salviette si possono togliere lavandole con sapone neutro a mano oppure in lavatrice (nell’apposito sacchetto in dotazione).
Una volta asciutte, le salviette si possono utilizzare e riutilizzare tantissime volte!
Secondo Lamazuna, il numero di utilizzi ammonta a 300! Non è fantastico??.

 

Dopo aver provato dentifricio e le salviettine struccanti ecologiche mi sono dedicata a gli altri prodotti solidi Lamazuna: deodorante e shampoo.

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A destra: deodorante solido. A sinistra: shampoo solido capelli normali

Il deodorante è molto piacevole al tatto ed ha una profumazione gradevolissima.
Basta bagnarlo leggermente con dell’acqua corrente e passarlo sulla pelle sotto le braccia per far agire le sue proprietà antibatteriche e deodoranti.
L’applicazione si asciuga in modo rapido. E’ delicato e al contempo efficace.
Mi è piaciuto molto!

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Gli shampoo solidi che ho ricevuto (li vedete in foto) sono entrambi per capelli normali, ma Lamazuna dispone anche di varianti per capelli grassi e per capelli secchi.
Quello verde contiene olio essenziale di pino silvestre, mentre quello arancione contiene arancio, cannella e anice stellato.
Tra gli ingredienti sono presenti molti di origine biologica. Le materie prime utilizzate sono di origine vegetale.

Ho provato lo shampoo solido arancio per un lavaggio dei capelli.
Prima dell’utilizzo era tempestato di glitter dorati ❤
Premettendo che ho una chioma molto folta, sono felice di informarvi che ho trovato il prodotto efficace e in grado di detergere bene.
Lascia i capelli morbidi e facilmente pettinabili.
Il profumo poi è spettacolare: l’aria si riempie di una nuvola di cannella.
Il vostro bagno dal tanto aroma farà concorrenza ad una sala da thé francese!

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Nel pacchetto ho trovato anche una spugna konjac, ideale per esfoliare la pelle del corpo e del viso, e un Oriculi.

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L’Oriculi (nome inventato  depositato da Lamazuna) è uno strumento in bamboo che sostituisce a vita il cotton fioc per la pulizia delle orecchie.
Ne uso da anni uno in versione metallica, ma questo di Lamazuna andrà a rimpiazzare quello usato fino ad oggi.
Sicuramente più delicato e morbido, Oriculi grazie alla parte arcuata posta all’estremità permette di asportare come una palettina il cerume in eccesso.
A differenza del cotton fioc, che “spalma” il cerume all’interno della cavità auricolare, Oriculi lo rimuove in modo efficace.
Utilizzandolo una o due volte alla settimana avrete delle orecchie pulitissime e senza generare rifiuti su rifiuti!

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I prodotti Lamazuna sono novità vegane ed ecologiche valide capaci di conquistare persone di ogni età.
In attesa del loro ingresso nel mercato italiano visitate il sito www.lamazuna.com e scoprite tutta la linea completa per coccolare il vostro corpo avendo a cuore la vita degli animali e la salute del pianeta.

 

Alla prossima recensione!

– Carmen 

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°° Se Vegetale non è “LATTE”? Albjus -Coniato un Neologismo Esclusivamente Vegan °°

Latte di soia? Panna vegetale? Formaggio di riso?
Bye bye termini presi in prestito!
Secondo la Corte di Giustizia Ue non si potrebbero più utilizzare i suddetti termini legati ai prodotti di origine animale per indicare le alternative realizzate con ingredienti vegetali.

Nonostante tante parole siano nate ricollegandosi al gesto che sta dietro la preparazione dell’alimento, come nei casi di
– “insaccato” (posto in una ‘sacca’, che poi son budella)
– “affettato” (fatto a fette)
– “formaggio” (da ‘forma’, recipiente in cui è collocato)
all’industria che sfrutta gli animali questo prestito proprio non va giù.

Il motivo? Creerebbero confusione tra i consumatori, soprattutto quelli non vegani, che leggendo “latte” sbaglierebbero a comprare ritrovandosi a consumare alimenti dai nutrienti ben diversi. Un’ipotesi che potrebbe risultare tranquillamente un’offesa per i clienti, dal momento che verrebbe messa in dubbio la loro capacità di leggere le etichette e, di conseguenza, di scegliere il prodotto che più preferiscono.

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Se da una parte troviamo chi sostiene lo sfruttamento degli animali per introito economico intento a dire che è la salute dei clienti che intendono salvaguardare, dall’altro non possiamo fare altro che notare che questo provvedimento possa essere un futile tentativo di ostacolare la crescita del mercato vegan.

Le alternative vegetali infatti stanno minando l’economia basata sugli allevamenti intensivi. Secondo i dati Nielsen sulla grande distribuzione, il settore delle bevande vegetali alternative al latte (che da due anni fanno anche parte del paniere Istat) ha registrato nel 2016 un incremento del 7,4%, per un valore complessivo di circa 198 milioni di euro [fonte: Corriere.it ]. Percentuali davvero alte, se si pensa comunque che le bevande vegetali abbiano lo svantaggio di avere un’iva applicata del 22%, nettamente superiore a quella del 4% prevista per il latte di origine animale.

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Esselunga: il reparto bevande vegetali grande quanto quello di latte animale

A differenza di quanto sostenuto da Assocarni e da chi continua a vedere negli animali degli esseri da sfruttare fino alla morte, imposta, sono fermamente convinta che questo boom di vendite sia dato da scelte consapevoli e non da errori fatti al supermercato.
I nostri carrelli si riempiono sempre di più di alimenti realizzati con materie prime vegetali, spesso di origine biologica, sia per motivi salutistici sia per etica e rispetto per le altre specie.

In natura ciascun mammifero ha il suo latte.
L’uomo è l’unico essere vivente che impone agli altri animali di concepire figli (previa ingravidamento manuale/violenza fisica) per poi sfruttare la maternità altrui per derubare le femmine del latte che spetta ai cuccioli.
Un oltraggio che continua ogni giorno, ma che al contempo è oggetto di rifiuto da un numero sempre più grande di persone sensibili.

Personalmente non bevo latte né mangio formaggi da anni e questa scelta mi ha portato solo benefici dal punto di vista salutistico e da quello etico-morale: sapere di non portare alla bocca secrezione mammaria (che sia liquida o cagliata) di femmine schiavizzate e ridotte a macchine da produzione ha sicuramente innalzato il mio modus vivendi.

Tentare di ostacolare la vendita dei prodotti alternativi a quelli realizzati con violenza dimostra quanto si sentano minacciati coloro che lucrano sull’organismo altrui.

Non sarà la fine dell’utilizzo del termine “latte” a frenare la vendita di bevande vegetali.
Non saranno gli schiavisti a vincere questa lotta per la liberazione degli oppressi.

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha deciso, fra le tante parole, che il sostantivo LATTE (di derivazione latina lāc/lactis) sia da utilizzare solo ed esclusivamente per quello di origine animale?
Perfetto.
Ci adegueremo. Porteremo innovazione non solo negli alimenti, ma anche nel linguaggio.

Da qualche ora di riflessione e di valutazione di più lingue in disuso ed utilizzate ho coniato un neologismo che credo possa essere adatto per indicare qualsiasi bevanda vegetale di colore bianco.

ALBJUS 
Dalla fusione dei termini  latini
ALBUS (chiaro) e IUS (brodo/succo) posto al francese (JUS).
Un neologismo semplice, dalla base linguistica comprensibile sia in Europa che all’estero, in grado di indicare un succo vegetale di colore chiaro, tendente al bianco.
Un sostantivo unico, non presente in nessun idioma.

Albjus di riso, albjus di soia, albjus d’avena..

Come tutti i neologismi inizialmente suonano strani, ma con il suo utilizzo può diventare una valida alternativa a termini che vale la pena lasciare associati ad alimenti tipici di una dieta retrograda e invadente.

Le nuove parole, per entrare nel vocabolario ed essere prese in considerazione dall’Accademia della Crusca, devono essere utilizzate da un numero ampio di parlanti.
Pertanto, se appoggiate l’idea di dare vita a nuovi termini per indicare prodotti che non hanno comportato la morte di nessuno, iniziate anche voi già da domani mattina ad utilizzarlo, magari facendo colazione o merenda con un bicchiere di albjus alla nocciola.

Utilizzate l’hashtag #Albjus sui vostri canali social e rendete la parola conosciuta ai vostri amici e contatti.

Nel frattempo, il mio blog è a disposizione di tutti coloro che vorranno inviare un proprio neologismo da rendere pubblico per le alternative vegetali allo yogurt, al burro e alla panna.

– Carmen

°° VEGEOMOFOBIA – Paolo Diaz: “Offeso perché sono Vegano e Gay” °°

Paolo è un ragazzo di 19 anni, originario di Cremona, sensibile al tema del rispetto per la vita degli animali. Circa due anni e mezzo fa l’amore nei confronti delle altre specie lo ha portato a diventare vegano per etica.
Una scelta importante, fatta in giovane età, che ha regalato lui profondi cambiamenti.

paolo diaz

Questa caratteristica speciale di Paolo, unita a quella del suo orientamento sessuale, sta generando purtroppo delle inaspettate ed inaccettabili reazioni negative.
Attraverso il suo profilo facebook infatti il ragazzo riceve continuamente offese di ogni tipo, sia per il suo essere vegano sia per il fatto che è gay.
Si sa, come ogni cosa nata con uno scopo positivo, anche i social network non potevano non avere il loro lato oscuro.
Eccoci dunque davanti a decine di individui senza scrupoli né educazione, appartenenti ad uno spaccato di società crudele, egoista e oltraggiosa che non ha rispetto per le persone, figuriamoci per gli animali.
Eccoci quindi davanti a quella che voglio definire, avvalendomi della facoltà di creare un neologismo, una vera e propria vegeomofobia.

Ho deciso, unitamente a Paolo, di pubblicare alcune delle pesanti offese che ha ricevuto senza censurare alcun nome.

 

paolo diaz offese 1

Lorenzo Rossi (forse profilo fake) senza mezzi termini dimostra interesse per l’integrità del retto altrui.

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paolo diaz offese 2

Andrea Scarpini, esperto in meritocrazia, consiglia a Paolo oggetti sicuramente da lui stesso provati

 

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paolo diaz offese

Un diffamatore anonimo invece confessa di praticare cannibalismo, prima di porre domanda idiota per la felicità del suo unico neurone

 

Sono sicura che Paolo non sia il solo a ricevere offese di questo tipo.
Chissà quante altre persone stanno vivendo la sua stessa esperienza.
Realtà che in una società sana e civile non dovrebbero nemmeno esistere.
E’ vergognoso che nell’umanità ci siano individui (prevalentemente uomini poi) in grado di arrivare a spendere parole così basse e grezze nei confronti di chi nemmeno conoscono.

“Frocio”? “Devi morire”?
Ma chi si credono di essere.

Paolo è libero di mangiare cosa preferisce, a maggior ragione adesso che ha scelto di non nutrirsi più dei resti di nessuno.
Paolo è libero di amare, uscire, frequentare chi desidera, perché ciascuno di noi deve avere il diritto di poter decidere in base ai propri sentimenti e alle proprie preferenze.

Chi per limiti mentali e/o culturali, per carenza di buona educazione e per assenza di intelletto ha problemi a relazionarsi con persone dall’alimentazione diversa oppure dall’orientamento sessuale opposto, che stia al suo posto senza permettersi di offendere.
Facebook e qualsiasi altro social network non deve diventare il sacchetto del vomito di nessuno. Le persone non devono trasformarsi assolutamente in antistress viventi per coloro che dimostrano un certo livello di mal celata repressione.

Invito chi, come Paolo, sta vivendo un’esperienza analoga a renderla pubblica senza timore. Spesso i bulli da tastiera agiscono di nascosto alle loro famiglie, rivelandosi per ciò che sono davvero a perfetti sconosciuti e mantenendo maschere di falsità con i parenti. E’ necessario far sapere la vera natura di individui del genere per permettere a chi ne ha le competenze e il dovere di disciplinarli una volta per tutte.

La Vegeomofobia è un limite, una barriera, una vergogna che si può superare.
Esorto chi ne è rappresentante a farsi un esame di coscienza.
A patto di averla.

– Carmen

 


Stai vivendo la stessa esperienza di Paolo?
Denuncia chi ti offende: info@carmenluciano.com

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