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°°[Review] Albero Vita – Natural Restaurant @ Pistoia°°

Cercando un locale vegan dove cenare a Pistoia in vista di un concerto in Piazza del Duomo ho chiesto ai miei amici consigli. Il risultato è stato la scoperta di questo ristorante dove ho mangiato benissimo.

Si tratta di Albero Vita – Natural Restaurant.
Situato in via S. Andrea 27, il ristorante propone piatti vegetali sapientemente preparati dalla chef Francesca Lughero.

Il ristorante è molto accogliente già dall’ingresso: tante piante verdi che mettono allegria, un menù dove poter consultare i piatti che si possono gustare e un cartello che informa di uno sconto speciale per chi a pranzo e a cena porta con sé il proprio amico a quattro zampe.

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Una volta entrata nel locale sono rimasta molto colpita dagli arredi lignei e naturali che lo caratterizzano, dai dettagli, dai colori che riposano la vista.
Ho trovato l’atmosfera rilassante, e dal profumo rigenerante.

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Accompagnata al tavolo, sono stata servita da una cameriera estremamente gentile che mi ha proposto bevande (birre e vini artigianali) e illustrato le opzioni del menu: antipasti, primi e secondi.

Nonostante non avessi molta fame, non ho resistito all’optare per un menu completo.
L’appetito è arrivato mangiando!

Come primo piatto ho scelto i tagliolini con zucchine su crema di fiori di zucca, mandorle al profumo di limone. La portata è arrivata in tempi di attesa giusti, tenendo conto che il locale aveva una tavolata di clienti.
Ho veramente adorato questo piatto. Sarà che amo il limone come ingrediente.
La porzione era abbondante e il sapore squisito.
Per non parlare della presentazione: una gioia per gli occhi.

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Di secondo ho scelto i quadrotti di farina di ceci e patate con maionese e affettato vegetale. Dire che era tutto buonissimo è davvero riduttivo.
I quadrotti erano croccanti all’esterno e morbidi e caldi all’interno.
La maionese squisita e l’affettato molto buono.

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Non poteva mancare un dolce a fine pasto, così fra le golose proposte ho scelto la panna cotta al cocco con mango fresco. Delicata, rinfrescante. Davvero buona!

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Questa esperienza culinaria vegan è stata particolarmente di mio gradimento.
Ho mangiato molto bene, ho trovato i prezzi onesti rapportati alla qualità del cibo, mi è piaciuto tantissimo il locale e sono stata accolta in modo davvero gentile.

Se passate da Pistoia non posso che consiglio di prenotare un tavolo da
Albero Vita – natural restaurant. Sono sicura che piacerà tantissimo anche a voi.

Alla prossima recensione.

Carmen.

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°°Collagene Bovino nell’Acqua: La Risposta di Sant’Anna°°

Con un articolo pubblicato in data 25 giugno 2019 vi avevo messi al corrente della novità di Fonti di Vinadio, ossia una linea di acque di bellezza Sant’Anna contenenti collagene bovino. Siete stati tantissimi ad unirvi a me nell’invio di una mail di dissenso nei confronti dell’azienda.

A distanza di due settimane il brand ha risposto ai nostri messaggi con una mail firmata Giorgia Colombino che fa alquanto riflettere.

Riporto qui di seguito il testo per scopo dimostrativo.

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Gent.ma,
Il collagene utilizzato nella nostra acqua Beauty è – come tutti i collagene – di origine animale, come indicato sull’etichetta.

Non esiste, infatti, collagene di origine vegetale.

Viene ricavato dalla lavorazione della pelle dei bovini allevati a scopo alimentare, il tutto sotto lo stretta supervisione di veterinari esperti e del Sistema Sanitario Nazionale. È dunque una parte dell’animale che non viene utilizzata in nessun altro modo e che sarebbe inviata allo smaltimento. Nessun animale è allevato o abbattuto al solo scopo di ottenere questa proteina.

Il collagene è la più importante proteina strutturale della pelle: le conferisce tono ed elasticità, attiva la protezione delle cellule della pelle dalle radiazioni UVA e inoltre favorisce la salute delle articolazioni. Il processo di idrolisi a cui viene sottoposta permette di scomporla in frammenti microscopici e quindi più facilmente assorbibili dalla cute e dall’intestino.

L’acqua Sant’Anna Beauty non è solo un’acqua, ma un prodotto di bellezza e benessere. Una bevanda funzionale, arricchita di vitamine e minerali, che impiega il collagene in virtù della sua importanza per la salute della pelle e dell’intero organismo.

All’indirizzo https://www.santanna.it/beauty/ potrai trovare tutti i valori, le informazioni e i consigli di utilizzo della nuovissima Acqua Sant’Anna Beauty.

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci oppure visita il nostro sito

Buona giornata

Giorgia Colombino

Iniziamo a commentare questa risposta che, a mio avviso, lascia intendere che l’azienda non abbia del tutto capito l’importanza che diamo alla vita degli animali.

Punto primo: l’esternazione “non esiste collagene di origine vegetale“.
Imbarazzante leggere una cosa del genere. E’ risaputo infatti che il collagene non sia esclusivamente  di origine animale.
Sul sito Benessere360 la dottoressa Jessica Zanza spiega che
“quando si parla di collagene vegetale s’intende l’estensina, una proteina contenuta nelle pareti cellulari di soia, grano, acacia ed alghe, definita collagene vegetale per l’elevato contenuto di idrossiprolina.
Il collagene vegetale pertanto, ed è quello che viene utilizzato dalle aziende cosmetiche certificate cruelty free e vegan per prodotti che sostengono la bellezza della pelle.

Punto secondo: i bovini allevati a scopo alimentare.
Non poteva mancare la classica affermazione alla Ponzio Pilato.
Possiamo notare come sia prassi comune a chi usa ingredienti di origine animale ricordare che essi derivino da animali comunque macellati, come se la fine in mattatoio fosse un’attenuante per beneficiare degli “scarti”.
Ce lo siamo sentiti dire da Haribo per la gelatina alimentare (il tessuto connettivo animale diventa caramella), lo abbiamo letto nelle informazioni di carattere commerciale sul sito del brand che realizza carta igienica con latte animale e così via.
Il primo scarto animale in assoluto, vorrei ricordarlo, è la vita.

Punto terzo: tante belle parole sulle funzionalità dell’acqua che vendono.
L’ultima parte della risposta sembra quasi una campagna pubblicitaria.
Peccato per l’azienda che a noi non interessa avere la pelle in salute sulla pelle delle altre creature. Pertanto della loro acqua non ci interessa niente.

Con la risposta fornita da Fonti di Vinadio chiunque adesso può farsi un’opinione in merito all’etica aziendale del brand.
Personalmente non avevo grandi aspettative.

Il lato positivo di questa vicenda però c’è:
se un prodotto rimane o no sul mercato dipende dai consumatori.
Quindi, cari lettori e cari lettrici, il potere è nelle vostre mani.
Se deciderete di non sostenere economicamente aziende che fanno capire di non essere sensibili al rispetto per la vita degli animali, esse in qualche modo dovranno adattarsi.

Personalmente dopo la “bella” novità Sant’Anna e a seguito di questa risposta non comprerò più niente dall’azienda Fonti di Vinadio spa.
Non solo per rispetto degli animali, ma anche per quello del pianeta: porto la mia borraccia ovunque, la riempio con acqua di fontana ed evito la plastica.

Carmen.

°°La Fallimentare Ricerca sui Primati°°

“C’è una grande quantità di dati spesso trascurata che mostra che la ricerca su primati non umani sia irrilevante, non necessaria, anche pericolosa per la salute umana e che abbia poco o nessun valore predittivo o applicazione per la medicina umana”

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LA STRADA DAVANTI

Molte tecniche e metodologie scientifiche sono le uniche rilevanti per la medicina umana e predittive e affidabili per gli esseri umani rispetto alla ricerca orientata al NHP (non Human primate) e sono direttamente responsabili dei grandi progressi che stiamo facendo per trattare e curare le malattie umane più diffuse e debilitanti.
Batterie di test basati sull’uomo forniscono informazioni affidabili e pertinenti su cui basare ulteriori ricerche e accelerare la traduzione della ricerca al capezzale.
Queste tecnologie includono microarray e altre tecnologie del DNA;  proteomica e metabolomica;  modellizzazione matematica e informatica;  epidemiologia;
ricerca clinica;  una miriade di tecniche biologiche molecolari in vitro;  dispositivi microfluidici che ospitano molti tipi di cellule umane in un ambiente quasi “naturale” e che interagiscono tra loro;  e tanti altri.  Gli studi sulla funzione cerebrale e sui disturbi neurologici rappresentano la maggior parte della ricerca del NHP, tuttavia le differenze più drammatiche tra noi e altri primati sono nel cervello.  I cervelli umani possono ora essere studiati in modo non invasivo utilizzando una vasta gamma di tecniche di imaging come la tomografia ad emissione di positroni (PET), magnetoencefalografia (MEG), risonanza magnetica (MRI) e risonanza magnetica funzionale (fMRI), stimolazione magnetica transcranica (TMS  ), EROS (segnali ottici relativi agli eventi), VBM (analisi morfometrica basata su voxel) e tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone (SPECT).  Ciò consente al cervello cosciente di essere osservato mentre è impegnato in una varietà di compiti cognitivi (ad esempio parlando, cantando, leggendo e scrivendo) di cui i NHP non sono nemmeno in grado.  Sottigliezze come abilità musicali e capacità di memoria possono essere identificate, evidenziando la ridondanza della conoscenza che si ottiene dai NHP.  L’Accademia delle scienze della vita presso l’Università di Aston è un esempio di progresso da trarre dalla ricerca clinica umana multidisciplinare.
Forse la tecnologia più eccitante per quanto riguarda lo sviluppo di farmaci è la “microdosaggio”, in cui le dosi di nanogrammi di nuovi farmaci sono tracciate attraverso il corpo umano.  Impiegato come studi clinici di “Fase 0”, il microdosaggio fornisce ampie informazioni sulle proprietà farmacocinetiche di un farmaco in un ambiente umano ed è già stato approvato dalla FDA (aprile 2005) e dall’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (gennaio 2003).  L’APC ha raccomandato di incoraggiare l’uso del microdosaggio al posto dei NHP.  Esistono diverse compagnie la cui missione è di sviluppare e/o testare farmaci in un contesto esclusivamente umano, come ad esempio Pharmagene, che osserva;  ‘Nessuna specie animale è sufficientemente simile all’uomo per fungere da surrogato del tutto affidabile.  In effetti vi sono numerose prove che l’uso di tessuti animali (non umani) può portare alla generazione di informazioni potenzialmente fuorvianti “e Biopta, la cui motivazione è” la prova del concetto nell’uomo “.

Fonte [Bailey J. Non-human primates in medical research and drug development: a critical review. Biogenic Amines 2005; 19(4-6): 235–255 – http://www.safermedicines.org/pdfs/reportbiogenic.pdf]

Video: investigazione Peta


Articolo a cura di
<C.Corsini>
Animalisti Italiani Onlus
Riscatto Animale
Think Green • Live Vegan • Love Animals

°°Tesina sul Veganismo: Idee e Collegamenti°°

Quando portai all’esame di maturità il veganismo come argomento della tesina ero consapevole che avrebbe potuto destare sia curiosità che perplessità in chi mi avrebbe ascoltato ed esaminato. Ma era il mio momento, era una mia prova da superare, e non potevo farmi scappare l’opportunità di parlare ancora una volta di diritti animali davanti ad un piccolo pubblico erudito.

Il risultato fu inaspettato.
Una professoressa rimase alquanto turbata da alcuni accostamenti ideologici, ero pronta a questo tipo di reazione, ma altre due invece mostrarono molto interesse, tanto da leggere con attenzione il mio elaborato scritto chiedendomene una copia.
Non immaginavo poi di ricevere supporto in ambito filosofico con contributi pertinenti mirati ad arricchire quanto stavo esponendo.

Quel giorno tornai a casa davvero contenta. Desideravo con tutta me stessa lasciare in quelle persone il seme di un nuovo modo di vedere e trattare le altre specie animali.

Col passare del tempo e con tutta la mia felicità ho notato che il veganismo come argomento di tesina è sempre più gettonato, non solo per gli esami di quinta superiore ma anche per quelli di terza media!
Dal momento che in molti mi avete scritto via email per chiedermi pareri e suggerimenti, ho pensato di dedicare un articolo intero ai collegamenti che si possono fare.
Vediamoli insieme.

LETTERATURA ITALIANA

  • GIOVANNI PARINI  “Il Giorno”
    Nei versi 516-555 dell’opera che parla del Giovin Signore troviamo il riferimento ad un commensale vegetariano empatico e compassionevole verso gli animali uccisi e serviti sulla tavola imbandita.
    «Pera colui che prima osò la mano
    Armata alzar su l’innocente agnella,
    E sul placido bue: nè il truculento
    Cor gli piegàro i teneri belati
    Nè i pietosi mugiti nè le molli
    Lingue lambenti tortuosamente
    La man che il loro fato, ahimè, stringea»
    Il personaggio è disegnato da Parini come magrissimo e pietoso solo nei confronti della vita animale.
    Un ottimo esempio da utilizzare come rappresentazione stereotipata nella società di chi non mangia carne.

 

  • UMBERTO SABA A Mia Moglie
    La poesia di questo scrittore dedicata alla sua compagna di vita viene spesso vista ed analizzata come strana. Il motivo sta nell’accostare e paragonare la donna e i suoi atteggiamenti agli animali.
    Personalmente credo che Saba prima di arrivare alla stesura di questa opera d’arte poetica abbia osservato molto bene gli animali alienandosi da stereotipi specisti.
    I versi trasudano amore, delicatezza e rispetto. Per la prima volta una donna viene paragonata ad altre femmine per similitudini positive.

 

 

  • GIOVANNI VERGA “La Roba”
    Quest’opera non solo ha dato vita ad un mio articolo che ha riscosso molto successo in ambito di lettura, ma è stato protagonista della mia tesina.
    Ne La Roba troviamo il personaggio di Mazzarò, bracciante che con tanta fatica e duro lavoro è arrivato a possedere campi estesi, animali da fattoria e personale dipendente.
    L’avidità dell’uomo lo porta a volere sempre di più fino agli ultimi giorni di vita.
    Quando la morte è prossima, capendo di non poter portare via con sé quanto ha comprato in tutta la sua vita esce fuori sul cortile e inizia ad ammazzare oche e galline gridando “roba mia vientene con me”.
    La lettura de La Roba ha dato origine alla mia riflessione “La Sindrome di Mazzarò“, ovvero l’idea (non veritiera) tipica umana di poter possedere corpo e vita degli animali, e di essere arbitri della loro morte.

  • GIACOMO LEOPARDI 
    Si potrebbe prendere come esempio questo poeta italiano per la sua concezione di natura come madre matrigna da contrapporre all’idea di natura amorevole.

 

 

LETTERATURA INGLESE

 

  • GEORGE ORWELL “Animal Farm”
    Anche questo è stato argomento della mia tesina d’esame, non tanto per l’autore di per sé (non sappiamo se Orwell fosse vegetariano), ma per la veritiera descrizione dei trattamenti subiti dagli animali allevati.
    L’opera, volendo descrivere una situazione politico-sociale, è riuscita anche a mostrare lo specismo nelle fattorie. Nelle pagine del breve Animal Farm troviamo il destino segnato dei maiali, lo sfruttamento delle pecore, delle galline e dei cavalli, con un chiaro messaggio: la salvezza non esiste, dopo aver preteso di più, sempre di più, gli animali stremati finiscono al mattatoio.

A questo argomento credo sia interessante allegare il numero di animali macellati in Italia: trovate tutti i numeri (dell’orrore) sul sito Agri Istat.

  • SAMUEL TAYLOR COLERIDGE “The Ryme of the Ancient Mariner”
    Bellissima opera che ho apprezzato sin dal primo momento. Come personaggio troviamo un vecchio marinaio che racconta la sua vicenda spaventosa in mare, portando un messaggio di speranza e di salvezza. Il simbolo interessantissimo che può essere usato nella tesina sul veganismo è l’uccisione dell’albatross, simbolo divino nonché animale spesso tormentato dai marinai.
    Nell’opera un personaggio per passare il tempo e divertirsi ammazza uno di questi uccelli marini scatenando l’ira della natura e condannando a morte l’intera ciurma.

 

 

LETTERATURA FRANCESE

  • VICTOR HUGO
    In questo caso si può collegare alla tesina Hugo in quanto autore vegetariano sensibile agli animali. Se adorate anche voi Les Misérables, può essere inserito nelle opere da portare all’esame.

LETTERATURA SPAGNOLA

  • FEDERICO GARCIA LORCA “La Casa de Bernarda Alba”
    In quest’opera troviamo un patriarcato molto forte che porta il personaggio di Bernarda, madre, ad assumere caratteri maschili. Tra le pagine troviamo la repressione sessuale e sociale delle figlie collegate al nitrire e scalciare di uno stallone confinato in un box.
    Credo sia molto interessante come esempio di subordinazione (sia femminile che animale) senza via d’uscita.
  • MANUEL RIVAS “Las Lenguas de las Mariposas”
    Il racconto, oltre a mettere nero su bianco la fine di coloro che hanno ideologie diverse o divergenti, mostra come termini usati per definire gli animali vengano usati dal bambino protagonista per offendere il suo insegnante.

STORIA

 

  • 1944 – Seconda Guerra Mondiale
    Ad un anno dalla fine della sanguinaria guerra in Inghilterra veniva fondata  da Donald Watson la Vegan Society. Interessante riportare nella tesina il rispetto per ogni forma di vita nato in un contesto storico carente di empatia.
  • L’OLOCAUSTO ANIMALE
    Isaac Bashevis Singer, ebreo, paragonò i trattamenti riservati alla sua razza di origine a quelli imposti agli animali allevati.
    Particolarmente forti le sue parole:
    “Che ne sanno di quelli come te, gli studiosi, i filosofi, i leader di questo mondo? Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno.” ~ “L’uomo che Scriveva Lettere”
  • GANDHI
    e l’ideale di non-violenza.

SCIENZE

 

  • La fotosintesi clorofilliana
    Perfetta da collegare se si parla di stile alimentare che prevede il solo consumo di cibi di origine vegetale.
  • Le proteine
    Argomento scientifico interessante, da abbinare magari ad un bel grafico dove indicare l’apporto proteico dei legumi.
  • La cellula vegetale

GEOGRAFIA / EDUCAZIONE TECNICA

 

  • L’inquinamento collegato alla produzione di carni e derivati, il consumo delle risorse idriche e vegetali, il disboscamento, l’espropriazione dei terreni.
    Potrete utilizzare siti quali cambiamenu.it oppure documentarvi attravero il documentario Meat The Truth per i dati statistici.

ARTE

 

  • Vincent Van Gogh “I Mangiatori di Patate”
    Van Gogh è uno dei miei artisti preferiti. In rete si parla di lui come un artista vegetariano. Fonti attendibili al 100% non ve ne sono, che io sappia.
    Portato come artista all’esame di terza media, lo consiglio anche per la quinta superiore, magari allegando questo suo famosissimo quadro che mostra persone umili alimentarsi con i prodotti della terra.

Risultati immagini per mangiatori di patate

 

 

Per rendere il vostro elaborato scritto ben fatto, ricordatevi di inserire immagini pertinenti agli argomenti scelti, di inserire le fonti a piè pagina e di usare termini scientifici pertinenti.
Inoltre, non dimenticate della stesura di un’introduzione dove unirete tutto il vostro sapere sull’argomento: gli aspetti etici, i diritti animali & co.

Buon esame!

Carmen


Ancora dubbi o perplessità? Scrivimi! 🙂

 

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