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°°[Toscana] Svolta Vegan Friendly nelle Mense Universitarie°°

Cari e care followers,
con questo articolo vi informo che in Toscana è in atto un significativo cambiamento che unisce il rispetto per l’ambiente con quello per la salute delle persone, oltre ad essere un decisivo passo avanti nella strada del rispetto per la vita degli animali.

A partire dal 7 Novembre scorso, nelle Mense Universitarie a gestione diretta di Pisa, Firenze e Siena sono stati introdotti nuovi menu vegetariani e vegani. La novità mi era stata anticipata nei mesi estivi direttamente da una responsabile di Pisa, che mi aveva accennato che stavano lavorando su nuovi piatti vegetali da offrire a studenti e studentesse, prendendo esempio e spunti positivi dalle mense universitarie della Germania, dove l’offerta di alimenti a base di animali è stata drasticamente ridotta per rispetto dell’ambiente. In attesa della nuova formazione dei cuochi (per studiare piatti più gustosi per scongiurare pregiudizi da parte dei restii al cambiamento) era stato ideato per le persone che frequentano le mense un ricettario per provare nuove pietanze vegetariane e vegan a casa. Ve ne ho parlato in questo articolo, nel quale ho fornito suggerimenti su come rendere 100% plant based le ricette con derivati animali.

L’impegno di rendere la Ristorazione Universitaria più sostenibile è stato mantenuto egregiamente. E così dalla data sopra citata, si è iniziato a servire caldi pasti con più opzioni vegetali. Ogni giorno nelle Mense Universitarie, a gestione diretta, del DSU Toscana ragazzi e ragazze possono riempire il proprio vassoio con primi piatti, secondi e contorni cruelty free e frutta di stagione biologica o a coltivazione regionale. A fianco all’opzione classica contenente animali e a quella vegetariana che era già presente da tempo, si è fatta spazio quella vegan, con pietanze sempre diverse preparate in modo gustoso. Un esempio? Pasta al ragù di lenticchie, tortini di farina di ceci con zucchine e cipolle di Tropea o agli spinaci, vellutate con crostini, passati di verdure senza latte e tanto altro.



Sebbene ci sia stata qualche celata lamentela (prima dell’introduzione dei nuovi menu ho sentito a pranzo a Mensa Martiri un gruppetto di ragazzi osare screditare con disprezzo la scelta fatta in rispetto per l’ambiente, con frasi del tipo “se non trovo più carne porto il barbecue da casa e cucino in strada un hamburger”, esternazioni più appropriate alla caverna del Mito di Platone che a un ambiente che accoglie giovani menti nel più alto livello di formazione) l’impegno etico del DSU sembra essere stato molto apprezzato. Frequentando ogni giorno la mensa Martiri a Pisa ho notato con piacere che sono state moltissime le persone che hanno scelto i nuovi pasti vegetariani o vegani. Qualche giorno fa, quando di secondo erano proposte delle polpettine di soia con verdure (opzione vegetariana) un gruppo di ragazze al tavolo vicino al mio ha iniziato a parlare bene del piatto scelto per curiosità, condividendo il fatto che era molto buono.
Capita poi sempre più spesso di ritrovarmi seduta accanto a studenti e studentesse che nel vassoio hanno solo pasti vegetali, e questo mi rincuora molto perché è un segno evidente del cambiamento in atto, ormai inarrestabile.



Basandomi sulla prima settimana dall’inizio dei nuovi menu, trovo questa svolta vegan friendly davvero un impegno concreto.
Da studentessa vegan all’ultimo anno di Magistrale mi sono ritrovata a domandarmi “cosa troverò che posso mangiare oggi a mensa?” a “che cosa avranno preparato di buono e che mangerò oggi a mensa?”. Una differenza non di poco conto.
Dal settembre 2016 ad oggi ho sempre trovato tante opzioni vegetali (oltre ai pasti consegnati al banco dai/dalle dipendenti c’è anche un vasto buffet con verdure, ortaggi e legumi) ma adesso è decisamente meglio.

Sappiamo bene che nelle regole del mercato è la domanda che genera l’offerta, e che in Italia chi non consuma carne e derivati animali è ancora una minoranza nonostante nonostante le alternative siano ormai diffusissime. Ma in questo caso, con un impatto ambientale così grande che ha l’alimentazione umana sull’ambiente e i miliardi di animali che ogni anno vengono letteralmente smontati dall’industria del cibo, era doveroso pensare a un’offerta sempre più priva di sofferenza che alleggerisce la natura, la nostra coscienza e l’organismo. Le aziende, le realtà aperte al pubblico, hanno una grande responsabilità e possono fare la differenza col proprio impegno e il proprio esempio, perché molte persone possono arrivare a sensibilizzarsi anche sedendosi a un tavolo della mensa dopo essere stati incuriosite dai cibi proposti.

È veramente bello e riempie sul serio il cuore di gioia vedere sugli schermi, fra i vari piatti elencati, il bollino verde “vegan” per indicare quelli dagli ingredienti interamente vegetali.

DSU Toscana sta dando un bellissimo esempio, che spero venga seguito da tantissime altre realtà della ristorazione dedicata a chi studia nelle restanti regioni d’Italia.
Un ringraziamento a tutti coloro che ne fanno parte, dai direttori fino ai dipendenti, per il loro impegno.




Carmen

°°[Cagliari] Fermiamo la Strage di Uccelli del Parco di Monte Urpinu°°

Cari e care followers,
questo articolo per chiedervi di attivarvi assieme a me, a Lav, a volontari e volontarie che si stanno battendo contro l’uccisione di centinaia di animali presenti nel parco di Monte Urpinu a Cagliari.
Si tratta di volatili il cui abbattimento è stato disposto a causa dell’Aviaria.

Dal post pubblico di Gianluca Felicetti, presidente Lav, si legge:

INFLUENZA AVIARIA, UCCISIONE DI ANIMALI IN UN PARCO URBANO A CAGLIARI.

LAV: CHIEDIAMO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SOLINAS L’IMMEDIATO STOP ALLE UCCISIONI, IN UN ANALOGO PRECEDENTE IN TOSCANA GLI ANIMALI SONO STATI SALVATI APPLICANDO LA QUARANTENA

In queste ore, il parco urbano di Monte Urpinu di Cagliari è teatro di uno sterminio di massa senza precedenti. Dopo che in alcuni uccelli deceduti è stata rilevata la presenza del virus dell’influenza aviaria, l’ASL di Cagliari, con una ordinanza, ha decretato la condanna a morte di tutti i circa trecento animali presenti nell’area, anche quelli perfettamente sani.

Centinaia di cittadini, numerose sigle associative, compresa la sede cagliaritana della LAV, sono da giorni mobilitate con un presidio al di fuori dei cancelli del parco per chiedere assieme l’immediata sospensione di un evitabile epilogo. Ancor più perché in un analogo caso avvenuto lo scorso gennaio in provincia di Firenze, il parco dove è stata rilevata la presenza del virus dell’aviaria è stato semplicemente chiuso così da far trascorrere un periodo di quarantena agli animali.

“Gli stessi regolamenti europei che dettano indicazioni per la gestione dell’influenza aviaria, prevedono la possibilità di evitare le uccisioni nel caso in cui gli animali siano adeguatamente confinati – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV – per questo motivo abbiamo già inviato una diffida all’ASL di Cagliari, chiedendo la revoca del provvedimento di abbattimento poiché, in caso contrario, si potrebbe verificare l’ipotesi di uccisione non necessitata di animali, con conseguente violazione dell’art.544 -bis del Codice Penale”.

“Preme anche ricordare che la proliferazione del virus dell’influenza aviaria è favorita dagli allevamenti di specie sensibili (come polli, tacchini, galline, faraone, quaglie) dove le densità sono altissime e il sistema immunitario degli animali è fortemente compromesso. Ciò è il risultato di una selezione genetica che risponde a logiche commerciali che considerano l’animale come mera unità produttiva e dell’impossibilità per gli animali di vivere rispettando la propria etologia – dichiara Lorenza Bianchi, responsabile Animali negli allevamenti LAV – Bisogna ripensare il nostro rapporto con gli animali, siano essi rinchiusi nei capannoni o detenuti a qualsiasi altro titolo. Gli animali sono esseri senzienti e come tali vanno trattati”.

“Chiediamo che il Presidente Solinas e l’Assessore Nieddu intervengano subito concordando con la ASL lo stop degli abbattimenti così come previsto dai Regolamenti Europei, accogliendo le tante richieste dei cittadini, bambini compresi, che in questi giorni chiedono che venga risparmiata la vita agli animali” – conclude la LAV.

Messaggio da inviare a:

presidente@regione.sardegna.it, san.assessore@regione.sardegna.it


Gentile Presidente Solinas
Gentile Assessore Nieddu

Apprendo con sgomento tramite testate giornalistiche e associazioni animaliste che sarebbe in corso l’uccisione di centinaia di animali presenti nel parco di Monte Urpinu a Cagliari. Creature meravigliose, sicuramente sono una gioia per gli occhi di chi frequenta tale area verde, che meritano cura, rispetto e di essere lasciate in pace.
Perché negare loro la vita? Possibile che ci si permetta di continuare a seminare morte fra gli animali come se ne avessimo il diritto?
Con la presente email mi unisco al blog animalista Think Green • Live Vegan • Love Animals per chiedervi di interrompere l’ordinanza di sterminio. Trovo ingiusto, sgradevole e incivile decidere di condannare a morte degli esseri viventi innocenti per il semplice fatto che potrebbero ammalarsi di Aviaria. La situazione può essere gestita diversamente: si prenda come esempio la soluzione adottata in Toscana al parco Chico Mendes di Firenze. Anche lì la soppressione degli animali che era stata ordinata si è rivelata del tutto innecessaria. Da cittadini, vi chiediamo di essere civili poiché una scelta simile va contro ogni forma di morale.
Da esseri umani, vi chiediamo di essere rispettosi delle altre creature che vivono su questo pianeta, poiché esse non ci appartengono né sono al di sotto del nostro dominio.

Distinti saluti.

Nome, Cognome, Città


Grazie a chi deciderà di schierarsi dalla parte della vita.

°°[PISA] 22.10.2022 Manifestazione per L’Abolizione dell’Uso dei Cavalli per le Carrozze Turistiche°°

Cari e care followers,
vi informo che sabato 22 ottobre 2022 si terrà una seconda manifestazione autorizzata a Pisa contro l’uso dei cavalli per trainare carrozze turistiche organizzata in collaborazione con l’associazione Animalisti Italiani. La protesta avrà luogo ancora una volta in Piazza Arcivescovado, dalle 10.00 alle 12.00, accanto alla Torre pendente, e davanti all’area dove sostano i vetturini in attesa dei clienti da far portare in giro dagli animali che detengono.

Da anni stiamo chiedendo che il Comune di Pisa non offra più questo servizio turistico anacronistico che coinvolge 16 cavalli (2 per ciascuna delle 8 carrozze), creature meravigliose che meritano rispetto, ma soprattutto libertà, e che invece sono obbligate a lavorare per lucro umano quando quegli stessi umani potrebbero avere uno stipendio con altre forme di reddito.

La testa dei cavalli è confinata dentro la testiera, parte iniziale delle briglie, che serve ad avere il controllo su di loro. La loro vista è limitata dal paraocchi, che non gli permette di guardare dietro. Per spronarli nell’andamento o per cambiare direzione sono sottoposti poi al frustino, il tutto mentre percorrono le strade della città in mezzo ad auto e a mezzi pubblici, con un sonaglio fastidioso al seguito e una carrozza agganciata alla schiena.

Se un essere umano venisse usato contro la propria volontà e ridotto allo stesso modo, si chiamerebbe schiavitù. Ma gli esseri umani, ammalati di antropocentrismo, non riescono a vedere oltre ai propri interessi e oltre lo specismo, per questo a tale forma di schiavitù animale cercano di trovare molteplici scuse: che i cavalli sono sempre stati usati, che essi hanno forza abbastanza per sostenere un certo peso ecc ecc.
Le azioni dei nostri antenati nei secoli o millenni addietro non giustificano il perpetrare di azioni INGIUSTE nei confronti delle altre specie, e solo perché una creatura ha una determinata forza fisica non dà diritto alla specie umana di usufruirne a piacimento.


Alla richiesta di abolizione e riconversione delle carrozze trainate dai cavalli, per rendere la città di Pisa un luogo di cultura che non preveda assoggettamento animale, si sono unite oltre 8.250 persone che hanno firmato la petizione online rivolta al Sindaco Michele Conti e all’Assessore Filippo Bedini.

Nel frattempo, è stata inviata una mail alla Segreteria del Sindaco e all’Assessore per l’apertura di un tavolo di lavoro fra noi (me, Claudia Corsini di Animalisti Italiani, e Sonny Richichi presidente di IHP Italian Horse Protection) ed eventuali rappresentati dei vetturini per trovare una soluzione ed eventuale riconversione delle licenze.


Non manca molto alla data della manifestazione.
Preparate cartelli, striscioni, slogan per dare voce ai cavalli assieme a noi.
Vi aspettiamo in piazza Arcivescovado a Pisa, dalle 10.00 alle 12.00
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Per rimanere aggiornati/e in tempo reale sulla protesta a Pisa, seguite la pagina dell’evento su Facebook cliccando QUI.

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