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°°LIDL: Cosmetici contenenti Latte d’Asina°°

Oggi pomeriggio mentre facevo acquisti in una filiale LIDL ho notato sullo scaffale dedicato ai cosmetici un sapone liquido che non mi è piaciuto affatto.
Mi sono avvicinata per capire come mai vi fosse raffigurato un asinello sulla confezione, e poi ho capito: fra gli ingredienti del detergente a marchio CIEN (di proprietà della catena Lidl) era presente anche il latte d’asina.Da lì, l’illustrazione.

Foto: CarmenLuciano.com



Rimasta alquanto sconcertata, una volta tornata a casa ho effettuato una breve ricerca su Google per capire se fosse stato un prodotto solo ed isolato. E invece no. Mi sono imbattuta, pensate un po’, in un’intera linea arricchita con latte d’asina: sapone, detergente, crema corpo.. il tutto recensito da donne. Youtubers, bloggers femmine, come femmine sono gli animali dai quali viene tolto il latte usato anche per finire in questi prodotti.
E così questo alimento specie specifico che spetterebbe ai figli mammiferi finisce con la volontà umana di spalmarlo in faccia o farci bolle di sapone nella vasca da bagno.

Proprio per rispetto nei confronti di questi animali sono qui alla mia postazione per scrivere il presente articolo, la cui stesura è finalizzata a dare voce ai diretti interessati lasciati inascoltati.

Vorrei dire a LIDL, ai suoi dirigenti e a chi amministra l’area dedicata ai prodotti per la cura del corpo che sono veramente delusa riguardo questa iniziativa. Come cliente (in questo supermercato si trovano tantissimi prodotti vegan e ve ne ho parlato in tanti post) e come persona civile trovo assurdo nonché immorale utilizzare un alimento prezioso per gli asinelli neonati per umani scopi effimeri.
Abbiamo, in natura, a nostra disposizione le più disparate fonti vegetali da utilizzare per la realizzazione di qualsiasi cosa possa far bene al nostro organismo. Di qualsiasi colore, di qualsiasi consistenza e di qualsivoglia aroma.

Perché arrivare a utilizzare un alimento fluido che invece serve a nuove vite senzienti per far accrescere il proprio organismo?

Trovo ingiusto nei riguardi di questa specie dedicare una linea intera di prodotti contenenti ciò che deriva dal loro organismo.
E che l’entità di tale atto non venga ridotta con l’ausilio della solita frase “è un alimento di scarto”,”è di provenienza alimentare”.
Chi scrive e muove tale monito è una persona che non appoggia né l’utilizzo di secrezione mammaria di altra specie per fini alimentari né per fini estetici.


Inserire all’interno di cosmetici ciò che deriva dall’organismo di altri mammiferi è una chiarissima manifestazione di quanta poca considerazione e rispetto abbiamo per le restanti forme di vita animali che insieme a noi vivono in natura.
La Nature, sono convinta, vorrebbe chiedere noi pietà verso i suoi figli, e non di continuare nei secoli ad agire verso gli altri ospiti del pianeta come fossero alla nostra mercé.

Invito dunque LIDL a non ideare più alcun tipo di cosmetico contenente ingredienti di derivazione animale, poiché la vera strada da seguire è quella del rispetto verso la vita.

Potete unirvi a tale richiesta inviando una mail da voi scritta alla catena di supermercati (con toni educati e civili, grazie) oppure facendo copia-incolla del sottostante testo da me composto.

Gentile LIDL,
sono venuto a conoscenza di una linea di cosmetici a marchio CIEN (di vostra proprietà, da quanto si può dedurre e leggere sul vostro sito) realizzata con latte d’asina. Trovo sia stata una scelta poco morale, la vostra, e di discutibile etica nei confronti di questi animali.
Non sostenendo né il consumo di derivati animali per fini alimentari né quello per fini estetici, mi preme invitarvi a prendere in considerazione l’idea di eliminare tale linea dai vostri scaffali orientandovi su ingredienti vegetali che fanno bene al nostro organismo senza assoggettare al genere umano quello degli animali.
Ripongo fiducia in un vostro gentile e positivo riscontro.

Saluti.

Nome, Cognome,Città

Da inviare a stampa@lidl.it oppure incollando il testo del messaggio in questo contact form cliccando QUI.

°°[Bologna] La Mortadella nel Museo della Storia°°

Il Museo della Storia di Bologna ospiterà a partire dal mese di ottobre 2019 un’area dedicata alla mortadella, un’ala intera della struttura per elogiare questo “alimento” tipico della città. Lo segnala a Think Green – Live Vegan – Love Animals una lettrice del blog, la dottoressa Elisa Spilinga.
Contrariata dalla notizia, Elisa ha deciso di scrivere una mail di dissenso al responsabile di tale introduzione, che riporto:

Gentile responsabile,

mi chiamo Elisa Spilinga e seguo con molto interesse e ammirazione i musei e le iniziative di Genus Bononiae.

Tuttavia, sono rimasta colpita dall’annuncio dell’inaugurazione di una sezione dedicata alla mortadella nel Museo della Storia della città. Francamente pensavo a uno scherzo di cattivo gusto… Bologna non ha abbastanza storia, arte, personaggi illustri da raccontare? Ma soprattutto, vogliamo davvero porre la mortadella a questo livello? Non sono contraria all’interdisciplinarietà, anzi, ma capirete che un conto è narrare che storicamente a Bologna si è sviluppato questo prodotto, un conto è sponsorizzarlo e declamarlo. Anche il Museo del Patrimonio industriale ha alcuni pannelli dedicati alla mortadella, ma sono pienamente contestualizzati. Personalmente credo che i musei debbano avvicinare le persone a temi un po’ “difficili”, che il grande pubblico, non specializzato, raramente conosce. Questo per ampliare le conoscenze dei singoli cittadini e stimolarli a riflessioni profonde. Abbiamo davvero bisogno di portare bambini e adulti al museo per insegnare loro che la mortadella è uno dei piatti tipici? Siamo tutti d’accordo sul fatto che il cibo sia un fattore culturale, ma non vi sembra che stiamo esagerando? Viviamo anni in cui ci si sente intellettuali se si va alla sagra della lumaca o a una degustazione; tutti vogliono essere cuochi alla Masterchef e nessuno sa più cosa significhi studiare la storia, l’arte e la filosofia. Siamo tutti alla ricerca di esperienze “sensoriali” e andiamo nei vari ristoranti per potercene vantare. Questo non è rendere giustizia al cibo come fattore culturale: questo è vivere in maniera edonistica e superficiale.

Proprio ora è in chiusura la vostra mostra “Planet or Plastic“, incentrata sull’impatto ambientale delle nostre scelte e abitudini. Spero abbiate capito subito dove voglio arrivare. E’ una enorme contraddizione promuovere l’abolizione della plastica per il bene nostro e della Terra e allo stesso tempo promuovere la mortadella. Di seguito il link di un recente articolo che spiega il perchè (ma è solo uno dei tanti, che ormai da un annetto compaiono sulle maggiori testate nazionali): http://espresso.repubblica.it/attualita/2019/09/09/news/bistecca-peggio-della-plastica-1.338526

State ignorando che il mondo sta andando nella direzione opposta al consumo di carne: state ignorando il dibattito sui diritti animali (immagino che al museo non saranno proiettate le immagini dei macelli e degli allevamenti di maiali) e state ignorando che il consumo di carne sarà la nostra rovina in termini ecologici. Dimenticate (e farete dimenticare al pubblico) che dietro la mortadella ci sono degli esseri senzienti, che vengono considerati degli oggetti (un capitale) di nostra proprietà, la cui vita deve essere tolta e il cui corpo deve essere smembrato e manipolato per creare un business (solo perchè noi abbiamo voglia di mangiare proprio quello, come se non ci fosse nient’altro in natura…). Dimenticate inoltre che dietro l’industrializzazione della mortadella c’è anche l’industrializzazione della morte di queste creature, una catena di “smontaggio” che, “democratizzando” questo prodotto, una volta solo per i ricchi, sta contribuendo a inquinare l’unico pianeta che abbiamo.

Per concludere, viste tutte le positive mostre e iniziative da voi promosse e che ho spesso apprezzato, vi pregherei di riflettere ulteriormente sulla posizione da voi assunta in questo delicato ambito. Sono sicura che sapete fare meglio di così.

Ringraziandovi anticipatamente per l’attenzione che mi avrete dedicato, porgo cordiali saluti.

Dott.ssa Elisa Spilinga

Una lettera che con estrema chiarezza lancia un messaggio ben preciso, che condivido: abbiamo davvero bisogno di promuovere un alimento che genera sofferenza, morte ed ha un enorme impatto ambientale?
Mi unisco ad Elisa nel richiedere al responsabile sulla posizione assunta in questo ambito: di farlo soprattutto per quelle vite che vengono spezzate in nome della produzione della mortadella.

Consapevole dell’aspetto utopistico della richiesta (sappiamo bene tutti che dove c’è interesse economico il rispetto per l’esistenza scarseggia) invito chi è sufficientemente sensibile a disertare il Museo della Storia di Bologna in segno di protesta.

Personalmente non varcherò mai la soglia di un luogo “di cultura” dove viene promosso il culto della disfatta fisica animale. I maiali non esistono al mondo per divenire materia organica, fonte di guadagno per chi non sa ingegnarsi diversamente. Trovo vergognoso, nel 2019, non provare pena per azioni immorali protratte nel tempo in nome del lucro.

maiali09
Chi volesse condividere la propria opinione con il Museo può inviare una mail agli indirizzi seguenti:
stampa.comunicazione@genusbononiae.it
msb@genusbononiae.it

Grazie a nome di chi non può difendersi dalla crudeltà umana.

Carmen.

°°5 Film per Bambini con Messaggio Animalista°°

Gli animali sono creature intelligenti, da rispettare e da lasciare libere di esistere.
Il mondo cinematografico negli anni ci ha regalato lungometraggi e cartoni animati proprio con questo delicato messaggio tra le righe.
Siete mai riusciti a coglierlo?

Ecco alcuni esempi, tutti da vedere di nuovo con una nuova prospettiva.

BABE, MAIALINO CORAGGIOSO (1995)

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Questo film, adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Dick King-Smith,
racconta della storia di un maialino di nome Babe. Salvatosi dal macello, viene vinto da un contadino. Babe riesce subito a diventare amico degli altri animali della fattoria e a guadagnarsi il rispetto e l’amore degli umani che lo circondano, nonostante sia “solo un maialino”.
Non tutti sanno che questo racconto vuole mostrare quanto gli animali che reputiamo mera materia organica siano alla fine simili a quelli che riteniamo i migliori amici dell’uomo.
L’attore James Cromwell, che nel film interpreta il fattore, è diventato un attivista vegano, arrivando a mettere a repentaglio la sua libertà individuale per difendere i diritti degli animali da macello.

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GALLINE IN FUGA (2000)

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Questo film d’animazione diretto da Peter Lord e Nick Park racconta della storia di un gruppo di galline d’allevamento sfruttate intensivamente per la produzione di uova.
Le protagoniste decideranno di cambiare il proprio destino scappando dai crudeli contadini che le tengono schiave.
Il film mostra ad un pubblico di ogni età i retroscena dell’allevamento animale e non lascia spazio a dubbi sulla cattiveria di chi sfrutta gli animali.
<<Stupide, inutili creature! Sono stufa marcia di ricavare minuscoli profitti!>> sbraita la signora Tweedy in una scena.
Il messaggio tra le righe è molto chiaro: le galline vogliono essere libere.

RATATOUILLE (2007)

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E’ stato uno dei miei film d’animazione Disney preferiti.
Il protagonista è un simpaticissimo topolino francese, Remy, appassionato di cucina. Talmente appassionato di cibo e fornelli che sogna di diventare uno chef rinomato. Intento a imparare a cucinare viene scoperto in ambienti dove non dovrebbero esserci topi da un cuoco. Fra il roditore e l’umano nascerà una bella amicizia.
Ratatouille tratta il tema scottante dei topi, etichettati come animali “infestanti” e per questo crudelmente uccisi con esche e veleni, e ne mostra una visione completamente diversa dall’immaginario collettivo.

SPIRIT, CAVALLO SELVAGGIO (2002)

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Spirit è un giovane cavallo tenuto prigioniero da alcuni soldati. La storia racconta di come incontra un umano pelle rossa che capisce l’importanza di essere liberi e che lo aiuterà a fuggire dalla cattività.
Realizzato da Kelly Asbury e Lorna Cook, credo che il messaggio lanciato agli spettatori scena dopo scena sia molto forte: non si può, e non si deve, dominare l’impetuosa necessità di libertà di un individuo.

°°[Review] Momo Cucina Sana – Pontedera°°

A Pontedera, a pochi passi dal centro, ha aperto un nuovo locale dove poter gustare piatti 100% vegetali: si tratta di Momo Cucina Sana. Curiosa di provare questa novità vegan, ho deciso di prenotare per cena qualche settimana fa.

Il locale
Situato in Via Dante 46, è vicinissimo alla stazione ferroviaria (se si arriva in treno). la posizione è favorevole anche se si giunge a Pontedera in auto vista l’ampia scelta di parcheggi. Il punto ristoro ha delle vetrate che danno sulla strada. Appena entrati in Momo Cucina Sana si viene raggiunti dai profumi della cucina naturale con vista.
Tavolini, sedie, angolo relax con divano e libri, e un esteso bancone ricco di dolci che mettono l’acquolina in bocca.

I piatti
Su una delle pareti del locale si possono leggere i piatti che compongono il menù, sempre vario: primi, secondi, contorni, dolci e bibite. La varietà l’ho trovata molto interessante e
i prezzi accessibili.
Ciò che mi ha davvero colpito è che il nome del locale rispecchia appieno la sua natura: Momo Cucina Sana offre davvero pietanze sane.
Per sane, intendo ben bilanciate: cereali accostati a legumi (fonte di carboidrati, fibre, proteine) arricchiti con semi preziosissimi per i loro nutrienti (magnesio, ferro, calcio, omega 3 ecc).

A cena come antipasto ho scelto il sushi vegano.
La porzione è molto abbondante e il sapore del cibo molto buono.
Ho apprezzato tantissimo la cura dei dettagli e anche l’estetica del piatto.

momo cucina sana

Come primo la mia scelta è caduta sui crostoni di pane con formaggi vegetali e creme.
Un tripudio di colori e sapori che mi sono piaciuti particolarmente.

momo cucina sana 2

La persona che mi ha accompagnato in questa scoperta culinaria ha invece optato per un piatto unico. Se non erro, il nome è “cibo per la pace”. Il piatto è davvero ricco: riso, verdure, crostini di sesamo, ortaggi e salsine. Molto abbondante e cucinato bene.

momo cucina sana 5

Come scritto all’inizio di questo articolo, Momo Cucina Sana propone tanti dolci bellissimi da vedere e irresistibili.
A fine pasto sono stati scelti la torta della nonna, con crema pasticcera, e una cheesecake ai frutti rossi. Le ho assaggiate entrambe e le ho trovate buonissime!

momo cucina sana 4momo cucina sana 3

Questo locale è stato davvero una bella scoperta e, se passate da Pontedera, vi consiglio assolutamente di provarlo 🙂
Perfetto come punto di riferimento per merende, cene e aperitivi vegani.

Alla prossima recensione!

Carmen

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