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°°La Mia Famiglia Mangia Green – Silvia Goggi°°

Essere genitori è uno degli impegni più delicati ed importanti che si possano prendere nella propria vita. Quando si decide di accogliere una nuova esistenza infatti essa dipende da noi e andrà crescendo in base a come la aiuteremo. E’ perciò necessario essere ben informati a 360°, soprattutto sull’alimentazione, che sta alla base della crescita.

Le librerie e le biblioteche sono piene di volumi che danno consigli, i più disparati, per essere genitori attenti e preparati. Da questo mese sugli scaffali c’è un volume in più, che a mio avviso merita indiscutibilmente di essere letto.

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Si tratta della novità Sonda La Mia Famiglia Mangia Green“, primo libro della dottoressa Silvia Goggi, specializzata con lode in Scienza dell’Alimentazione presso l’Università degli studi di Milano. L’opera ha riscosso un enorme successo in pochi giorni dal debutto in libreria ed è già in ristampa. E lo credo bene!
La Mia Famiglia Mangia Green è una pratica guida su come aiutare i propri figli a diventare adulti in piena salute facendo affidamento ad una dieta esclusivamente vegetale o green, come la definisce la dottoressa.

Con la prefazione della dottoressa Luciana Baroni, è sicuramente una delle letture di carattere nutrizionale più importanti per chi vuole informarsi sulla dieta vegetale, andando oltre falsi miti e stereotipi.

Il libro, che conta 319 pagine scorrevolissime, è diviso in tre parti:

La prima parte offre informazioni basilari e importanti di carattere nutrizionale, spiegando in modo chiaro perché è importante evitare alimenti di origine animale e il perché siano fondamentali quelli di origine vegetale. Le vitamine, il ferro, le proteine, i carboidrati, i sali minerali ecc. Di tutti i nutrienti vengono fornite le fonti.
Un divertentissimo quiz con domande retoriche metterà alla prova i lettori per comprendere quanto hanno appreso sugli argomenti spiegati.

La seconda parte, molto sviluppata, è dedicata alle ricette e ai suggerimenti alimentari di carattere pratico per i genitori: pura salvezza messa su carta!
La dottoressa non solo propone menu-esempio suddivisi per fascia di età dei bambini (dallo svezzamento all’adolescenza), ma anche in base alla stagione. E non mancano bellissime foto esemplificative!
In poche parole, anche se non l’avete mai conosciuta di persona, desidererete incontrare Silvia Goggi e abbracciarla stile panda!

La terza parte del libro è dedicata alle informazioni pratiche per i genitori: come richiedere i pasti vegetali a mensa ecc.

La Mia Famiglia Mangia Green è uno dei libri di alimentazione più interessanti che abbia letto. Scritto in modo scorrevole e accattivante, cattura l’attenzione dalla prima all’ultima pagina. Anche se non sono ancora un genitore e non ho figli, ho trovato la lettura illuminante per diversi fattori: ho scoperto infatti cose che non sapevo e consolidato conoscenze in ambito nutrizionali acquisite nel tempo.

Avrei voluto ci fosse stata un’opera così già nel 2002 quando sono diventata vegetariana contro l’opinione di tutti. Pensate che mi davano per spacciata senza carne e pesce!
Invece eccomi qua, 17 anni dopo, a parlarvi di un libro che parla di alimentazione vegetale per i bambini!
Il passato non si può cambiare, ma il futuro sì!
Adesso non ci sono scuse: l’informazione c’è, di qualità, e può aiutare tantissimo.

Ne consiglio pertanto la lettura a tutti, in special mondo ai genitori di bambini vegani per tutte le informazioni teoriche e pratiche che contiene, e anche ai genitori non vegani che pensano che i bambini si alimentino a succhi, merendine e formaggini nella pasta.
Dopo aver letto questo libro mi sento molto più preparata anche per la mia alimentazione personale. Per questo penso che l’opera non abbia limiti di pubblico.

Ringrazio tantissimo Silvia Goggi e Sonda Edizioni per aver regalato alla letteratura scientifica questo libro che non può mancare nella propria libreria di casa e sugli scaffali delle biblioteche italiane.

Non perdetevi la mia video recensione 🙂

Dove si può acquistare La Mia Famiglia Mangia Green?
Sul sito della casa editrice Sonda (cliccando qui), su Amazon, nelle librerie online e in quelle fisiche in tutta Italia.

La mia Famiglia mangia Green

Silvia Goggi

La mia Famiglia mangia Green

Sonda Edizioni

€ 19,00


Buona lettura e alla prossima recensione!

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°°L’incredibile quantità di rifiuti in plastica prodotta dagli ospedali°°

L’ospedale è un luogo dove le persone trovano cure e assistenza necessarie in caso di bisogno. Un luogo dove umani aiutano altri umani, e questo è lodevole e socialmente utile se tutto funziona come deve.

Tralasciando questi aspetti, dal punto di vista dell’impatto ambientale l’ospedale costituisce un peso non indifferente sulla natura.

Sappiamo bene che quando si parla di salute bisogna avere più accorgimenti possibili in fatto di igiene per garantire ai pazienti ambienti salubri. Per questo motivo vengono impiegati strumenti sterili.

Il punto è che quest’ultimi sono quasi sempre usa e getta, e per di più fabbricati in plastica o materiali non riciclabili.

Recandomi in una struttura ospedaliera per assistenza familiare ho potuto appurare quanti rifiuti di natura plastica si producano quotidianamente.

Alcuni esempi?

Guanti indossati pochi minuti e gettati, traverse per pazienti con problemi di incontinenza, aghi, siringhe, cerotti, tubi, bottiglie d’acqua e contenitori per il cibo per la distribuzione dei pasti. E tanto, tanto altro.

Tutto ciò finisce nel sacco nero. A meno che non venga separato successivamente tutto nei centri di raccolta. Ma ho forti dubbi.

Avete mai provato a fare un calcolo?

Se moltiplichiamo gli strumenti o utensili in plastica usati per singolo paziente per numero di volte in cui ne hanno bisogno quotidianamente avremo una cifra non indifferente. Se questa cifra la moltiplichiamo a sua volta per il numero di giorni di degenza il risultato sono sacchi enormi di rifiuti.

E se moltiplicassimo questi sacchi per ogni singolo paziente in cura in tutti gli ospedali d’Italia? Il risultato è allarmante.

Cosa accade a questi rifiuti? Vanno dritto all’inceneritore? Finiscono nelle discariche sotto terra?

Non so dare una risposta a queste domande.

Posso solo dire che spero tanto che la plastica venga presto sostituita con altri tipi di materiali innovativi, ecocompatibili e compostabili.

Già da adesso le strutture ospedaliere potrebbero optare per il mater-bi per il coperto usa e getta per far pranzare e cenare i pazienti.

Siamo coscienti e consapevoli dei danni ambientali che provocano le cose che produciamo e urge un’inversione di rotta. A meno che non ci stia bene così, ovvero di rendere il mondo la discarica del sistema solare.

Continuo ad essere ottimista. E a cercare nel mio piccolo di fare la differenza.

Chissà che bello quando riusciremo a guarire le persone senza far ammalare l’ambiente…

°°[Evento] Dalla Vegefobia al Bullismo @ Firenze 19/04/2019°°

Cari e care followers, siete tutt* all’evento Dalla Vegefobia al Bullismo: Vegani nel Mirino che si terrà il 19 Aprile 2019 ore 19.00 a Firenze presso il Grand Hotel Mediterraneo.

L’evento è organizzato da Progetto Vivere Vegan in collaborazione con il Movimento Hyronista. Tema della serata sarà proprio la filosofia di vita vegan e gli aspetti negativi che può generare in una società basata sullo sfruttamento animale.

E’ certamente in aumento il numero di persone che scelgono di essere vegan.
Ce lo dicono i sondaggi, ma il dato è comunque evidente dai segnali che ci manda la società. Un fenomeno in crescita che sta scatenando reazioni spesso non derivanti da un’attenta valutazione delle ragioni più vere che portano molti a una scelta etica che riguarda la libertà degli Animali dal dominio degli esseri umani.
A chi da fastidio la scelta vegan e perché?

A parlare di questa delicata tematica:

Carmen Luciano, attivista e vegan blogger di Think Green – Live Vegan – Love Animals
– Guido Giacomo Gattai, filosofo, scrittore e curatore del Festival della Filosofia di Firenze
– Niccolò Bertuzzi, attivista antispecista e ricercatore indipendente 
– Marco Reggio, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali della Scuola Normale Superiore

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Il mio contributo da relatrice sarà incentrato sulla mia esperienza personale: difendere gli animali con la propria identità nel web infatti non ha portato solo ad un costante impegno per sensibilizzare gli internauti, ma anche la necessità di essere forte abbastanza per affrontare attacchi diretti.
Anni di attacchi diretti mirati a minare la mia opinione antispecista da parte di individui nascosti dietro ad un pc.
Dal bullismo tra i banchi di scuola fino al recente processo in tribunale, vi racconterò di come l’attivismo e l’avere un blog antispecista possono essere azioni scomode.

Guido Giacomo Gattai, che ha fatto sua l’alimentazione veg dal 2009, affronterà invece la tematica dal punto di vista filosofico.

L’odio nei confronti di chi ha scelto di non finanziare più il massacro animale ha dato origine al neologismo “Vegefobia”. Di questa paura nei confronti di coloro che hanno fatto del veganismo il proprio stile di vita ne parlano Niccolò Bertuzzi e Marco Reggio,
curatori del volume “Smontare la Gabbia. Anticapitalismo e movimento di liberazione animale”, Mimesis, 2019.

Dopo la conferenza, alle ore 20.30, gli ospiti della serata potranno gustare la cena vegan proposta dallo Chef Andrea Ragoni del Grand Hotel Mediterraneo.

Menu della cena

  • Farro Monococco con cavolo e Mandorle all’olio Extravergine d’Oliva
  •  “Gramugia della Lucchesia” con carciofi Croccanti
  • Macco di fave con Cicoria e Erbe Aromatiche
  • Crostata Vegana con Frutti Rossi
  • Caffè Espresso

Abbinamento Enologico Incluso compreso le Acque Minerali

Costo della cena a persona € 25

Sarà un’occasione per trascorrere insieme una serata un po’ particolare fra riflessioni e testimonianze, per concludere con il piacere di una cena vegan servita in una location davvero speciale. E sarà anche un modo per trascorrere il venerdì prima di Pasqua, tutti insieme, senza stragi nel piatto.

 

Vi aspetto dunque venerdì 19 Aprile 2019 presso Grand hotel Mediterraneo Firenze, Lungarno del Tempio, 44.

Incontro a ingresso libero.
Gradita una conferma di partecipazione scrivendo a: info@viverevegan.org.
Per la cena è necessaria la prenotazione entro il 12 Aprile scrivendo a: margherita@viverevegan.org

 

            

°°Gli Incredibili Pasti VEGAN a Bordo di Emirates Airlines°°

Nel mese di novembre 2018 ho affrontato uno dei viaggi più lunghi della mia vita, quello per raggiungere l’Australia e la Nuova Zelanda.
Circa 30 ore di volo, due scali, aeroporti immensi da percorrere (Dubai, Melbourne, Brisbane) con dietro i bagagli e l’immancabile stanchezza jet lag.
Al momento della scelta della compagnia aerea con la quale viaggiare ciò che mi preoccupava era prevalentemente il cibo.
Diventata vegetariana nel 2002 e successivamente vegan nel 2011 ho avuto il timore di dovermi arrangiare parecchio in tutto quel tempo da passare in aereo.

Fortunatamente le mie preoccupazioni non hanno avuto alcun fondamento. Anzi!
Grazie ai consigli e ai suggerimenti di persone vegane tra i miei contatti ho prenotato il volo di andata e ritorno per l’Oceania con Emirates Airlines, compagnia che si è dimostrata davvero avanti con le proprie proposte vegan!

Al momento della prenotazione sul sito di Emirates ho potuto scegliere il tipo di dieta che seguo, spuntando quindi “Strict Vegetarian-vegan“.

Il bello è arrivato durante i voli.
Non mi aspettavo minimamente di ritrovarmi così tante varianti di pasti.

Riso, cous cous, farro, spezzatini di legumi, vellutate accompagnate da crackers.
I menu per il pranzo e per la cena erano veramente ricchi.
Gradevoli alla vista quanto buoni di sapore. Tutto era servito caldo e in porzioni giuste.

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E che dire della colazione con vista sull’oceano? Davvero abbondante!
Crepes senza uova e latte, marmellata, fette biscottate, frutta fresca e bibite a scelta fra succhi, caffé o thé. Nemmeno a casa mi preparo tutte queste cose. E’ stata una delizia!

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La pizza margherita con formaggio vegetale poi non me l’aspettavo sul serio 😀
E’ stata una bellissima sorpresa ricevuta mentre stavo facendo un sonnellino.
A bordo degli aerei Emirates basta attaccare al poggia testa l’adesivo “wake me up for meal” per essere piacevolmente svegliati quando passano hostess e steward con il carrello.

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Con molto piacere ho notato che i pasti tenevano di conto dei principi nutritivi. Per questo non mancavano mai frutta secca (molto zuccherina e ideale per avere energie durante la traversata) oppure noci e semi. Largo spazio a legumi, cereali, ortaggi e verdure.

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Le tante ore di viaggio sono risultate molto più leggere da vivere anche grazie alla curiosità di scoprire cosa avrei mangiato al pasto successivo 😀
I pasti li ho consumati comodamente seduta e guardando novità cinematografiche o ascoltando la musica dallo schermo posizionato difronte al mio sedile.

Per concludere questo articolo, mi sento di consigliare Emirates non solo per l’opzione vegan a bordo ma anche per la qualità del servizio fornito: gli aerei sono puliti, spaziosi e belli soprattutto nella prima classe, forniti di tutto ciò che serve (i bagni hanno anche assorbenti per le donne), si tiene di conto delle necessità dei passeggeri (viene fornita anche una pochette con calzini, spazzolino e tappi per le orecchie) ed il personale è molto disponibile e gentile.

Prenotate in anticipo ricordandovi di includere l’assicurazione in caso di imprevisti e partite sicuri con questa compagnia! 🙂

Al prossimo articolo.

Carmen.


Stai pensando di visitare la Nuova Zelanda?
Non perderti il mio articolo-guida su dove mangiare vegan nella terra Kiwi Maori!

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