[Interviste] Francesca & Luca: La Nostra Famiglia Vegana fra Rispetto, Amore ed Empatia

Care lettrici e cari lettori,

questo articolo è dedicato a un’intervista speciale, quella a una famiglia vegana che ho avuto il piacere di conoscere di persona in uno dei tanti eventi di beneficenza organizzati in sostegno degli animali.
Una famiglia composta da una coppia splendida, Francesca e Luca, che hanno dato vita a una bambina e un bambino meravigliosi che non hanno mai sostenuto la violenza ai danni degli animali con la loro alimentazione. Vegani sin dal concepimento, questi due cuccioli umani sono l’esempio di come si può nascere e crescere bellissimi e in salute senza negare l’esistenza ad altri esseri senzienti.
Una famiglia così speciale che non potevo non intervistare.

Buona lettura.


Francesca, Luca, Gaia, Liam e il loro amore a 4 zampe


• Ci sono coppie che stanno insieme da anni e scoprono insieme una nuova consapevolezza, altre composte da persone già consapevoli che si innamorano anche grazie agli stessi ideali: qual è la vostra storia? Come vi siete conosciuti? Come siete diventati vegan?

Ci siamo conosciuti che eravamo entrambi onnivori e insieme abbiamo intrapreso un percorso di consapevolezza. Dopo un anno di relazione siamo partiti per l’Australia con un visto vacanza-lavoro e lì, come molti, abbiamo lavorato in campagna per poter estendere il visto. La vita a contatto con la natura ci ha permesso di vedere il mondo con altri occhi e siamo diventati vegetariani, poi inevitabilmente abbiamo iniziato ad informarci, guardare documentari, leggere, provare ricette ed il passo successivo è stato inevitabile: felicemente vegani da più di 11 anni! 


• Nonostante la grande divulgazione di medici e di personalità scientifiche a favore dell’alimentazione vegetale per ogni stadio di età, essa è ancora un tabù quando si parla di infanzia: come avete vissuto la scelta di non alimentare i vostri bimbi con resti animali? Ci sono state complicazioni, o avete ricevuto sostegno?

La scelta è stata naturale, spontanea e in linea con i nostri valori e sarebbe stato incoerente fare diversamente.
Mentre ero incinta (2 gravidanze perfette e 100% vegane) ci siamo informati il più possibile, tramite articoli scientifici, libri di pediatri e nutrizionisti esperti in alimentazione vegetale (consiglio vivamente il breve ma conciso manuale “Piatto Veg Baby” della dottoressa Luciana Baroni) e ci siamo resi conto che non solo era fattibile, ma che era anche benefico per i bambini. Inoltre ci siamo fatti supportare da una nutrizionista, anche per rassicurare chi ci stava attorno.

Siamo entrati in gruppi Facebook di genitori vegani e svezzamento vegano per non sentirci soli, perché la parte sociale può essere, a volte, frustrante. 

Inizialmente qualche perplessità da parte delle nostre famiglie c’è stata, ma eravamo informati, preparati, seguiti e sicuri della scelta, Gaia Victoria è sempre cresciuta benissimo, intelligente, forte, sana, piena di energia, quindi non ci sono mai stati problemi e lo stesso lo riscontriamo con Liam che ha ora 6 mesi. I nostri genitori sono rispettosi della scelta e non ci hanno mai ostacolati.

La parte difficile, per noi genitori vegani, è vivere in una società specista, in cui i bambini sono letteralmente bombardati da messaggi opposti a quello che gli insegnamo a casa e non si parla solo di cibo, ma anche libri (in cui ci sono, per esempio, cacciatori eroi, animali buoni e cattivi, animali della fattoria), giochi (la fattoria, il cibo nelle cucinette, la pesca, ecc.), attività per bambini proposte anche a scuola (fattorie didattiche, zoo, acquari), canzoni o semplici discorsi tipo “la mucca fa il latte che ti fa bene e ti fa crescere”, tutto ciò può essere fonte di grande confusione per i bambini, sopratutto quando son piccoli.

Bisogna sempre arrivare preparati nelle situazioni sociali, feste e compleanni,  per far sì che non si perdano nessuna esperienza, tipo la torta golosa o le caramelle della piñata, quindi noi ci portiamo sempre l’opzione da condividere con tutti, ma sicuramente nel 2026 siamo fortunati, perché oggi si trova di tutto facilmente in versione vegan! 

Divincolarsi non è facile e secondo noi, è importante spiegare bene ai bambini le nostre scelte, per renderli consapevoli e fargli capire che la nostra scelta è amore e fa la differenza. 

• Chi ha avuto il piacere di conoscervi di persona ha visto coi propri occhi quanto è bella la vostra famiglia e di quanto godano di ottima salute la vostra bimba e il vostro bimbo: siete stati seguiti da qualche nutrizionista?

Poco prima di iniziare l’alimentazione complementare abbiamo seguito un corso della dottoressa Silvia Goggi e fatto una consulenza con una nutrizionista, la dottoressa Maria Alessandra Tosatti, che ha seguito nostra figlia per il periodo di introduzione dei solidi ed è stato molto utile, ma pensiamo che tutti i genitori, anche quelli onnivori, dovrebbero essere affiancati da un professionista per mettere le giuste basi alimentari e far sì che i bambini, fin da subito, abbiano un buon rapporto con il cibo. 


• Quale visione degli animali ha, grazie ai vostri insegnamenti, la vostra bambina?

Gaia è cresciuta andando nei rifugi di animali liberi, vedendo gli animali per quello che sono: individui da rispettare con caratteristiche e personalità diverse.

Già all’età di 3 anni faceva la volontaria al Refugio de Perla a Relleu vicino ad Alicante e ha quindi imparato presto a prendersi cura degli animali e a rispettarli tutti. Un anno e mezzo fa abbiamo anche adottato Nena, una cagnolona meravigliosa con cui i bimbi stanno crescendo. Gaia sa che gli altri bambini mangiano gli animali, ciò la disturba e non riesce a comprenderlo pienamente e noi cerchiamo di trasmetterle una visione positiva e una speranza nel cambiamento.

• Livorno è diventato il vostro nido d’amore: come avete scoperto della presenza di una scuola vegan in questa città? Potete parlarci di come si sviluppa questo progetto? Quali caratteristiche ha, più vantaggiose, rispetto agli istituti statali?

Mentre vivevamo in Spagna stavamo cercando una scuola che affiancasse l’educazione che le stavamo dando a casa, e cercando su Google “scuola antispecista” abbiamo trovato il progetto educativo Scuola Itinerante. Dopo essere venuti, 2 anni fa, appositamente a conoscere le 2 figure educative e la città, abbiamo capito che era la situazione che stavamo cercando e così ci siamo trasferiti in Toscana!

Scuola Itinerante è un progetto di educazione parentale che si basa sui valori di gentilezza, rispetto ed empatia. I due meravigliosi insegnanti organizzano le giornate con molta cura e creatività, mischiando pedagogia Montessori outdoor learning e didattica esperienziale. Grazie a questo approccio e alla preparazione delle figure educative, le bimbe e i bimbi mantengono la loro intrinseca curiosità e voglia di apprendere, sviluppando amore e rispetto per il mondo che li circonda.

• Quali iniziative avete intrapreso per rendere le vostre vite con un minor impatto ambientale e maggiore sostenibilità, in termini di genitorialità? 

Con entrambi i figli abbiamo cercato di applicare l’approccio “bebè a costo zero” recuperando tutto da altri bimbi, sia tramite amici e conoscenti che su piattaforme e negozi di oggetti e vestiti di seconda mano. 

I bambini, ancor di più da neonati, usano vestiti e oggetti per pochissimo tempo e non vale davvero la pena comprare cose nuove.

Per entrambi abbiamo optato per i pannolini lavabili, che oltre ad essere bellissimi, sono anche molto meno impattanti sull’ambiente. Ci vuole un pochino di organizzazione all’inizio, ma poi è più facile di quel che si pensa! 

Anche per i giocattoli, si può trovare tutto pre-amato e in ottime condizioni e soprattutto i bambini non ha bisogno di una marea di cose. La maggior parte dei materiali dei giocattoli non sono nemmeno riciclabili e finiscono per diventare un problema che si dovranno smazzare poi proprio i nostri figli. A volte il costo degli oggetti, non intacca il nostro portafoglio, ma il nostro ambiente.

• Come immaginate il futuro dei vostri piccoli?

Guardando il mondo ora, si prospetta un futuro difficile, ma siamo positivi! Speriamo che possano continuare a realizzare che ogni giorno con le loro scelte possono fare la differenza e ci auguriamo che non smettano di credere che un mondo giusto, equo e compassionevole può esistere.

• C’è un messaggio che vorreste lanciare a chi non ha abbracciato ancora l’alimentazione vegetale e uno stile di vita empatico?

Fatevi delle domande! È importante capire se le proprie azioni sono coerenti con la propria morale. Lo stile di vita vegano non è una rinucia, ma è scoperta, liberazione e gioia!

Ringrazio Francesca e Luca per questa intervista rilasciata e per il loro impegno da genitori ed esseri umani empatici.

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Per approfondire

• Intervista alla Dottoressa Luciana Baroni – PiattoVeg Baby & PiattoVeg Mamy
• Libro “Perché Vegan” – PDF Gratuito
• Libretto “Passo a Veg!” – PDF Gratuito
Guida gratuita “Ottenere pasti vegani nelle mense scolastiche”


© Carmen Luciano
Think Green • Live Vegan • Love Animals (2026)

[Bologna] 18-19 Aprile 2026: Arriva la 2^ Edizione del Decima Vegan Days

Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 a San Matteo della Decima di San Giovanni in Persiceto (BO) si terrà la seconda edizione del Decima Vegan Days, festival antispecista organizzato dal Caseificio Vegano di Barbara Ferrante che ha riscosso grande successo nel debutto del 2025. Quest’anno l’etica raddoppia: ben due giorni all’insegna del buon cibo vegetale, dell’artigianato eco-sostenibile e della cultura in difesa della natura e degli animali.

L’appuntamento è in via Sicilia. Da sabato 18 alle ore 10.30 fino a domenica 19 alle 19.30, sarà possibile partecipare al festival curiosando fra i numerosi stand dell’area espositori (più di 60 stand fra associazioni animaliste, rifugi, attività etiche), degustando prelibatezze street food 100% vegetali nell’area ristoro e assistendo a conferenze e talk di carattere culturale.

Con il patrocinio della Pro Loco Decima e in collaborazione con Vegolosi.it, FunnyVegan, Veggie Channel ed Happy Cow, Decima Vegan Days è un evento da non perdere per scoprire il mondo vegano, farsi conquistare dalla cucina senza crudeltà sostenendo al contempo realtà che hanno a cuore tutte le creature della terra.

Domenica 19 aprile, unica data e per tutto il giorno, vi aspetto allo stand da me allestito in sostegno de Il Prato dei Conigli con tanti gadget (orecchini, borse, pochette handmade) da poter acquistare per aiutare questa associazione onlus di San Miniato (PI). Ma non solo!


Alle ore 16.00, nell’area dedicata alle conferenze, si terrà la presentazione del mio saggio Percy Bysshe Shelley Pensatore Antispecista in cui, dal mito di Frankenstein di Mary alla vita privata con Percy, scopriremo e ricorderemo insieme quanto questa Romantica coppia ha fatto di concreto per gli animali nel 1800: testi in difesa dell’alimentazione vegetale, atti di liberazione animale ed empatia diffusa in ogni gesto.

Copie del saggio saranno disponibili per l’acquisto in loco.


Non perdetevi questo festival meraviglioso.

Vi aspettiamo!

Novoli (FI): Pesci Vivi in Un Acquario Buttati come Rifiuti

È successo nel pomeriggio di domenica 1 marzo 2026 a Novoli, in provincia di Firenze.
Qualcuno, una persona che del rispetto per la vita non conosce nemmeno lontanamente il significato, ha lasciato in strada un acquario con dentro dei pesci vivi, collocandolo accanto a dei rifiuti regolarmente autorizzati per lo smaltimento e in attesa di essere recuperati da ALIA.

La disgustosa scena si è materializzata in Via Villa Demidoff, all’altezza del civico 64 C/D, davanti a un viavai di macchine e di persone. Accanto a un mobiletto con sopra attaccato il codice di prelievo per la società dedicata alla raccolta dei rifiuti, c’era un acquario con all’interno dei pesci vivi che si muovevano in pochissima acqua sporca.

Nel pomeriggio un tale Edoardo F., utente del gruppo Facebook pubblico “I ragazzi di Novoli” aveva diffuso due foto dell’acquario con scritto “Acquario ABBANDONATO con PESCI VIVI! Molto carini, se vi interessa venite a prenderli in un mucchio di roba ALIA in via Demidoff 64. Roba da pazzi…“. Il post, poi sparito (forse cancellato, non si sa per quale ragione) la sera stessa, aveva raccolto decine di commenti di indignazione da parte di molte persone rimaste incredule per un abbandono simile.

Quando Anna B., mia amica su Facebook, mi ha girato via messaggio privato lo screenshot dell’annuncio pubblicato da una ventina di minuti, capendo la gravità della situazione sono corsa assieme al mio compagno in Via Demidoff a Novoli.
Per strada, proprio accanto ai rifiuti da far portare via da ALIA, abbiamo trovato l’acquario con dentro poveri pesci vivi.
Qualcuno aveva collocato una busta di plastica gialla sopra tutta la superficie in vetro, quasi per non voler far vedere cosa (per meglio dire CHI) vi era sotto.

Dopo aver provato a suonare al campanello della prima casa del civico per capire di chi potesse essere l’acquario,
alle 19:08 ho chiamato immediatamente il 112. Al telefono, da una operatrice, mi sono stati passati i carabinieri di Novoli, che a loro volta mi hanno fatto parlare con i vigili urbani.
Ho informato loro della presenza di un acquario abbandonato da qualcuno che ha commesso il reato di abbandono di animali (art. 727 del Codice Penale) mettendo in serio pericolo la loro vita: di lì a poche ore, se non fossero morti dal freddo o per poco ossigeno nell’acqua, sarebbero potuti finire vivi in discarica.

Nessuna pattuglia era disponibile per un pronto intervento.

Nel frattempo che cercavamo di trovare una soluzione per salvare i poveri animali contattando volontarie e volontari antispecisti presenti assieme a noi al Festival RifugiAmo di Calenzano, sono arrivate due coppie di persone: un padre e un figlio, e un uomo e una donna, anche loro accorsi sul posto dopo aver letto la pubblicazione su Facebook.

Assieme abbiamo controllato l’acquario: a detta loro, persone in possesso già di altri acquari, all’interno di quello gettato in strada vi erano dei pesciolini Molly, con numerosi esemplari di altra specie.

Vista la situazione delicata, si è optato per l’adozione da parte dei due uomini che avevano già spazio a disposizione per loro e che hanno dimostrato di conoscere la corretta gestione anche in termini di temperature e ph dell’acqua. Il recupero si è concluso, senza alcun intervento da parte delle forze dell’ordine, attorno alle 20:00 con la messa in sicurezza degli animali.

Stamattina, non appena mi è stato possibile, ho contattato ALIA per chiedere se vi fosse, incluso fra gli oggetti da buttare via col codice che ho fotografato nella serata di ieri, anche un acquario: la risposta è stata negativa.
Con ogni probabilità, dunque, qualcuno ha pensato di sbarazzarsi di questi animali approfittandosi della presenza di altri rifiuti messi sul marciapiede e in attesa di recupero.
Un acquario così grande, con dentro acqua e pesci vivi, non deve essere passato inosservato mentre la malvagia persona lo ha portato fino in strada: per tale ragione, chi avesse visto qualcosa, può scrivermi all’indirizzo carmen.veganblogger@gmail.com. Tutto sarà riferito alle autorità competenti.


L’abbandono di un acquario con dentro degli esseri viventi trattati come rifiuti lancia un messaggio chiaro: la nostra società è inquinata da gente specista che vede le altre specie come meri oggetti.
In questo caso le vittime avrebbero potuto fare una fine orribile, che non si augura né si obbliga nessuno a vivere: sarebbero potute morire frantumate vive.
Quale dei pesci dentro questo acquario recuperato dalla spazzatura ha mai chiesto di venire acquistato come fosse un decoro? Quale di queste esistenze ha autorizzato alla propria compravendita?
Per quale ragione detenere animali che dovrebbero vivere esclusivamente nel loro habitat originario?
Ritengo doveroso ribadire che gli esseri senzienti che esistono su questo pianeta assieme a noi non sono nostri schiavi, né di nostra proprietà.
È necessario che il commercio e la tratta di piccole o grandi vite finisca, cessi definitivamente.
Quando sarà abolito l’acquisto della vita altrui, verranno meno anche vergognose realtà come l’abbandono e i maltrattamenti.

Che chi ha compiuto questo ignobile gesto si vergogni, e che le autorità competenti rintraccino la sua indentità per procedere ad una necessaria denuncia.


Foto dell’acquario trovato accanto ad altra spazzatura in via Villa Demidoff a Novoli, Firenze. Foto: CarmenLuciano.com


Carmen Luciano

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