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°°Pisa: Verso la Fine dello Sfruttamento dei Cavalli?°°

Recentemente alcuni esponenti delle associazioni animaliste presenti nel territorio pisano hanno avuto modo di esporre al Sindaco Michele Conti la propria idea circa la presenza in città delle carrozze turistiche trainate dai cavalli.


Parere contrario all’impiego di questi animali, costretti a trainare ciascuno una carrozza con a bordo turisti (ma anche italiani) che non si fanno problemi a gravare fisicamente sul corpo altrui.

Da quanto riportato dalle principali testate giornalistiche del luogo che hanno dato notizia dell’incontro con le associazioni, il Sindaco sembrerebbe essere favorevole alla fine dell’impiego dei cavalli.
Ma non solo: sarebbero favorevoli a cambiare tipologia di lavoro anche alcuni fiaccherai stessi, che da tempo hanno chiesto al Comune un cambio di licenza per guidare taxi.

Con la speranza che venga messo un punto definitivo a questo che a mio avviso è sfruttamento di una specie per business, continua la raccolta firme da me lanciata su Change.org: se non vi siete ancora uniti con la vostra firma, potete farlo cliccando qui.

Un grazie a chi ha firmato già la petizione e alle associazioni che si stanno interessando di questa delicata realtà.

Carmen.

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°°Amadori e gli Hamburgers quasi Vegani°°

Mentre facevo un giro in un supermercato Carrefour alla ricerca di alimenti vegani già pronti, l’attenzione mi è caduta su una confezione atipica che spiccava tra le altre contenenti carne.
Packaging verde scuro, carote, insalata, quinoa raffigurate sulla superficie.
Ma poi il marchio: AMADORI.

Per un istante mi si è azzerato il livello di B12 dall’incredulità


Per tutti i panetti di tofu insapore, Amadori ha fatto i burgers vegetali?!” mi sono chiesta mentre aprivo lo sportello del banco frigo e avvicinavo la confezione ai miei occhi.
Lo stupore è durato poco: in mezzo agli ortaggi e a tutto quel fogliame da far invidia ad Adamo ed Eva in cerca di vegetazione per coprirsi ho intravisto un piccolissimo simbolo raffigurante un pollo.

<<Fonte di Fibre>>
<<63% di ingredienti vegetali>>

Ma arriviamo al dunque.

E’ interessante notare come un’azienda storica come quella Amadori, che da anni smonta animali, abbia deciso di proporre ai clienti un alimento che per oltre la metà è vegetale.
E’ molto interessante constatare la volontà di tale marchio di proporre qualcosa di nuovo senza stravolgere il consueto impegno nel massacrare galline. A differenza sua invece altre aziende hanno puntato su alimenti vegetariani o 100% vegetali (come Findus, Fratelli Beretta ecc).
E’ interessantissimo che la scelta dei colori e delle immagini per presentare il prodotto sia ricaduta su verdure verdi e carote arancioni.
Non una traccia di rosso, rosso come il sangue che fuoriesce ai corpi degli sventurati protagonisti di tali hamburgers.
Forse non c’era spazio

Ma non erano i prodotti vegani, alternative alla carne, ad avere confezioni e rappresentazioni così simili ai rivali “classici” da poter generare confusione nei clienti? 😉

Chissà cosa ne pensa Matteo Lenardon (autore dell’articolo “perché non c’è niente di etico nella vita di un vegano” pubblicato su The Vision nel 2017) nello scoprire che la tanto demonizzata quinoa non la usano solo quei cattivoni dei vegani.

E chissà cosa ne pensano gli animali costretti a morire per diventare parte integrante di un alimento che potrebbe avere altre fonti proteiche.
Animali mercificati, ridotti a mera materia organica inanimata da un business che non risparmia nessuno, che non chiude mai un occhio sulla sofferenza altrui nonostante un numero spropositato di animali chiuda gli occhi per sempre.


Carmen

Dettaglio di una confezione di carne di pollo, marchio generico.

Possiamo Salvare il Mondo, Prima di Cena
Perché il clima siamo noi

°°Top in Pelle di Agnello: La Risposta di Intimissimi°°

Siete stati in tanti ad aderire all’invio di messaggi di sensibilizzazione al brand Intimissimi a seguito della decisione di produrre e vendere abbigliamento realizzato con materiali di derivazione animale, in questo caso pelle di agnello.

Il marchio ha risposto al mio messaggio con il testo che segue, che pubblico a titolo informativo.

Cortese Carmen,

grazie per averci contattato.

Siamo dispiaciuti per questa sua esperienza negativa.

Le confermiamo che tutte le segnalazioni che riceviamo sono fondamentali al fine di migliorare sempre l’esperienza di acquisto dei nostri clienti.

Capendo il suo disappunto confidiamo che questo episodio non comprometta la sua fiducia in modo definitivo nei confronti del nostro Brand.

Anticipatamente grazie per la comprensione,
cordiali saluti,
 
Vincenzo – Intimissimi Customer Care Team

Prima di esprimere il mio parere in merito, tengo a dire che alcuni di voi hanno invece ricevuto messaggi da parte di Intimissimi dove l’azienda informerebbe di utilizzare solo pelle di quegli animali che vengono usati per fini alimentari. Una pelle “scarto”, tanto per intenderci.

“Gentile Paola,

abbiamo letto con attenzione il Suo messaggio e ci teniamo a rassicurarLa segnalandoLe che il Gruppo Calzedonia, per la realizzazione dei propri capi in pelle, sceglie esclusivamente materiali provenienti da allevamenti finalizzati unicamente alla vendita della carne per uso alimentare.
Ciò premesso, nella consapevolezza che tale argomentazione può non essere condivisa, è per noi importante sentire la voce dei nostri Clienti per permetterci nuove riflessioni su questi rilevanti temi, anche al fine di poterla prendere seriamente in considerazione nelle nostre future valutazioni e scelte aziendali.
Grazie per aver condiviso con noi il Suo pensiero”

Dominik – Intimissimi Customer Care Team



The same old story.
Quante volte ce lo siamo sentiti dire.

Trovo davvero assurdo che in un momento storico come questo un’azienda così importante vada nella strada opposta a quella della sensibilità collettiva verso la vita degli animali. Pelle scarto? Nessuna vita merita di essere violentemente uccisa per cedere il proprio essere fisico. Nessuna.
Del corpo degli altri non dovrebbe “avanzare” niente, perché la sua funzione naturale è quella di rimanere addosso al legittimo proprietario.

E’ allucinante.

La domanda di proposte realizzate con materiali ecologici, a basso impatto ambientale e soprattutto non di derivazione animale è in costante aumento, e così di conseguenza l’offerta.
Quale passaggio ha perso Intimissimi?

Personalmente mi sento di dire al signor Vincenzo (e rivolgendomi a lui, anche a tutto il brand) che spero vivamente sia solo un episodio raro e triste questo al quale stiamo assistendo.

Se Intimissimi decidesse di realizzare altri capi d’abbigliamento di questa fattura, degni di donne nostalgiche dei bei momenti di vita passati nella valle di Neander, senza alcun dubbio non comprerei mai più altro nei loro negozi.

Come sempre, a ciascuno di voi la libertà di scelta.


Carmen.

°°[Protesta] INTIMISSIMI: Top in Pelle di Agnello°°

Intimissimi, colosso dell’abbigliamento intimo di Calzedonia Group, ha da poco inserito nella sua vasta gamma di biancheria dei top realizzati in materiale di origine animale. A rimetterci la pelle stavolta sono gli agnelli.

Ne da notizia la pagina facebook LAV Bergamo attraverso un post che ha suscitato in poco tempo tanta tristezza da parte delle persone che lo hanno letto. Me inclusa.

Genera sempre una profonda angoscia vedere come gli animali continuino ad essere scambiati da parecchi umani come corpi dai quali attingere il necessario per fare soldi.
Con tutti i materiali scoperti, creati e testati abbiamo sul serio la necessità di scuoiare le altre specie per vestirci? O per sorreggere il seno?

Da donna, trovo ripugnante l’idea di indossare sulla mia pelle la pelle di qualcun altro a cui è stata sottratta. Sinceramente non so con che coraggio si possa acquistare un capo d’abbigliamento simile, tanto meno realizzarlo e venderlo.

Da cliente storica, rimango estremamente delusa da Intimissimi.

Mi auguro sia stata solo una caduta di stile, uno scivolone, un errore al quale si può porre rimedio. Se così non fosse, dovrei valutare seriamente l’idea di non acquistare più abbigliamento intimo di questa marca. Preferisco sempre acquistare capi etici da aziende che dimostrano di rispettare la vita, in ogni sua forma.

Per schierarmi dalla parte di chi non può difendersi ho inviato un messaggio a Intimissimi. Tale testo può essere copiato, incollato ed inviato da chiunque di voi senta proprie le idee espresse.


Gentile azienda Intimissimi
Gentile Calzedonia Group,
ho trovato sul vostro sito dell’intimo realizzato in pelle d’agnello. Sono rimasta molto turbata da questa vostra scelta. Siamo quasi nel 2020 e non credo sia necessario continuare a usare materiali di origine animale. Per sorreggere il seno si possono utilizzare altri tessuti naturali che non hanno comportato la morte di nessuno. Da cliente, vi dico che mai mi permetterei di indossare un top fatto con la pelle di qualcuno che è stato ucciso.
Questa vostra idea l’ho trovata di pessimo gusto sia a livello etico che estetico.
Vi invito vivamente a riflettere e a prendere in considerazione l’idea di evitare ogni tipo di materiale di derivazione animale per il confezionamento dei vostri indumenti (non solo la pelle, anche la lana o la seta), perché rispettare la vita delle altre specie ad un certo punto della storia dell’umanità diventa qualcosa di necessario. Di doveroso.
Quanto altro tempo ancora dobbiamo passare sul pianeta come arroganti sfruttatori incapaci di esistere senza tormentare le altre vite?
Avendo preso le distanze da uno stile di vita crudele, egocentrico ed antropocentrico vi informo che non comprerò mai capi d’abbigliamento che abbiano contribuito alla morte di qualcuno, né del vostro brand né di altri.
Inviterò amici, parenti e conoscenti a fare lo stesso.
Gli animali meritano rispetto, come tutti.

Distinti saluti.

Nome, Cognome, Città

Da inviare a Intimissimi attraverso il form che trovate sul sito internet, oppure via email al servizio clienti info@calzedonia.it

Grazie a nome degli animali coinvolti.

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