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°°[Mailbombing] Boycott Trento & Trentino Alto Adige °°

Un altro orso abbattuto.
Una nuova “Daniza” dipinta come un demone dal quale liberarsi e mettersi in salvo.
Era stato chiamato “KJ2” l’ennesimo orso giustiziato nella regione Trentino Alto Adige.
La colpa: aver aggredito un uomo a spasso con il suo cane.
Uomo che avrebbe volontariamente colpito a bastonate l’animale.

Una nuova vittima dello specismo e dell’antropocentrismo più cieco, due morbi che troppi umani non vogliono far sparire sanando la propria forma mentis.
Una nuova vittima dell’infinita crudeltà umana.

Perché se sei umano e uccidi, nella peggiore delle ipotesi dopo anni di burocrazia finisci in galera. Nella migliore delle ipotesi sei invitato nei talk show e diventi famoso.
Se sei di un’altra specie invece non hai salvezza. Non hai scampo.
E poco importa se l’animale più pericoloso al mondo, in realtà, sia l’uomo stesso: la supremazia umana sulle altre specie trova sempre il modo di spadroneggiare.

Mi vergogno immensamente di esistere in un contesto storico e in una società dove ancora è in voga la falsa convinzione che gli umani siano i proprietari del mondo.
Mi vergogno in un modo incredibile per quegli umani che, mortali e fallibili come tutti, credono di poter disporre della vita e della morte degli altri, come schizzinosi e annoiati imperatori tiranni intenti a godersi la fine della vita di schiavi e animali volgendo il pollice in giù.

Questa vera e propria esecuzione, a detta di Ugo Rossi (Presidente), sarebbe stata presa per difendere i cittadini dagli orsi.
Ciò che Ugo Rossi forse non sa è che il pianeta, nella sua interezza, è la casa di ogni specie animale. Anche quel pezzo di mondo definito dagli umani “Trento” è casa delle altre specie. Il fatto di aver cementificato tutto o portato la nostra presenza umana in ogni angolo del globo non ci da il diritto di togliere spazio, o peggio ancora di togliere la vita, agli altri animali. Quando avviene, è un insulto alla natura. E’ un crimine contro la vita stessa.

Credo sia giunto il momento di unire le forze e di ribellarci, in modo ferreo e decisivo, contro questi individui che si illudono di avere il diritto di togliere la vita agli animali.
La verità è che le leggi umane non sono niente in confronto a quelle della natura.
Nessun uomo e nessuna donna deve permettersi di condannare a morte un essere senziente, soprattutto se quest’ultimo non ha modo di potersi difendere e/o giustificare.

Per prima cosa, è necessario condannare questa uccisione definendola per ciò che è: un animalicidio, un assassinio ottenuto con la violenza che non può essere accettato né tollerato dalla nostra società.
Per seconda cosa, urge rendere nota la nostra più totale alienazione nei confronti di chi ha ordinato l’abbattimento, di chi ha obbedito (schiavi!) e di chi è rimasto in silenzio senza opporsi finendo per stare dalla parte degli oppressori.
Terza cosa, è indispensabile da oggi e fino a quando questo angolo di mondo dimostrerà disprezzo nei confronti del diritto alla vita, boicottare in ogni modo possibile il luogo e il suo mercato.

Vi invito pertanto ad evitare il Trentino Alto Adige come meta per i vostri viaggi o come luogo in cui abitare. Vi invito inoltre a non acquistare nulla che sia stato prodotto in questa zona, a meno che l’azienda produttrice non abbia espressamente preso le distanze dal punto di vista morale dagli abbattimenti ingiustificato.
Vi esorto poi ad inviare una mail di protesta all’attenzione di chi ha permesso questo ennesimo crimine.

Mail da inviare tipo:

Gentile Provincia Autonoma di Trento,
vi scrivo in seguito alla notizia del vostro comunicato stampa circa l’abbattimento dell’orso “KJ2”. Ciò che è stato fatto è un vero crimine nei confronti della Natura.
Gli orsi, come tutti gli altri animali, sono esseri viventi che hanno tutto il diritto di esistere e di vivere la loro vita. Trovo deplorevole che degli individui appartenenti alla specie umana si credano in possesso del diritto di disporre a proprio piacimento della vita e della morte altrui.
L’uccisione sarebbe avvenuta per la pericolosità dell’animale. Onestamente, credo fermamente che al mondo non vi sia animale più pericoloso dell’uomo, poiché esso è capace di fare del male e di uccidere non solo spinto da istinti (comuni alle altre specie) ma soprattutto per ragione e volontà.
Con l’uccisione di questo orso avete dimostrato di essere schiavi di una forma mentis inquinata da egoismo, antropocentrismo e stereotipi circa la superiorità della specie umana in confronto delle altre animali.
Mi vergogno per voi per il vile atto portato a termine.
Mi vergogno per chi ha ordinato l’esecuzione capitale, e per chi ha obbedito.
Con la presente mail vi informo che è nel mio più totale interesse boicottare la vostra provincia e il vostro territorio. Non sosterrò mai nessuna vostra iniziativa e mi terrò a debita distanza dal finanziare qualsiasi tipo di economia che vi appartiene.
Fino a quando non si capirà che nessuno può avvalersi della libertà di negare la vita agli altri, farò in modo di boicottarvi preferendo zone d’Italia più sensibili e al passo coi tempi. Perché i tempi di oggi sono questi: gli animali vanno rispettati e non c’è più spazio nella nostra società per azioni retrograde.

Nome, Cognome, Città

Mail da inviare a:
gruppoportale@provincia.tn.it
Presidente@regione.taa.it
Ugo.Rossi@regione.taa.it

Con PEC:
vicepresidente@pec.regione.taa.it   

Da postare anche su facebook cliccando QUI.

A Ugo Rossi e all’uomo che in compagnia del cane (povero animale!) avrebbe incontrato e bastonato l’orso ormai ucciso, anziché un orso auguro di trovare per caso tra i boschi la loro dignità perduta.
–  Carmen

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°°Simona Fais: Insulti Sessisti e Minacce da Onnivori Fascisti°°

Sardegna, Agosto 2017.

Dopo aver scoperto che degli animali “allevati” (ossia schiavizzati) erano morti durante un rogo, Simona Fais, animalista sarda, ha espresso il suo dissenso nei confronti degli allevatori e la sua vicinanza nei confronti di chi ha perso la vita scrivendo un post destinato alla sola lettura da parte dei suoi contatti.

Sinceramente degli allevatori che hanno perso la loro fonte di guadagno/sfruttamento , non mi frega un c*zzo, anzi… discorsi tipo anni di duro lavoro e sacrifici svaniti ecc ecc li trovo altamente ridicoli. Mi spiace solo per chi del mondo animale ha perso la vita, per chi non avendo le ali non poteva scappare, per chi era rinchiuso, legato o in trappola”.

Era questo il post scritto da Simona.
Parole condivisibili da chiunque sappia che il diritto alla vita vale più di un lavoro, e che tenere prigionieri animali e fare di loro qualsiasi cosa si voglia non è un mestiere tollerabile nel 2017.
Parole, però, che non sono state accettate da chi nell’allevamento vede qualcosa di giusto e di rispettoso.
Mosso sicuramente da ira e rabbia, qualcuno fra i contatti ha pensato di fare uno screenshot alle sue parole per renderle pubbliche.
Risultato: insulti e minacce da ogni fronte da parte di chi sostiene la schiavitù animale.

Sono stati tanti gli utenti facebook sardi che non si sono risparmiati di criticare duramente la riflessione della ragazza.
Critiche e parole cariche di disprezzo, odio e violenza.
Insulti sessisti (anche da parte di “donne”) fino al limite della decenza, inviti a cercare la ragazza e addirittura informazioni per rintracciare e risalire alla sua famiglia.

Atteggiamenti incivili e violenti che non si possono assolutamente accettare, che devono essere condannati ma che purtroppo continuano ad esistere in contesti dove gli animali ancora sono ritenuti inferiori o meri oggetti.

Particolarmente pesante il post di Andrea Tinchi che ha pensato di pubblicare anche una foto della ragazza. “Sei solo una pezzente e una gran mign*tta”m e poi l’invito ad esiliarsi dalla madre patria Sardegna.

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Sempre Tinchi informa i suoi amici, nel post pubblico, che si augura “di non trovare mai la sua macchina (perché) se gli va a fuoco gli dispiacerà”.
Minacce da piromane?

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Rincarano la dose Giuliano Anedda e Marco Pes: il primo alludendo a Mussolini, il secondo con offese pesantissime a sfondo sessuale.

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Non contento delle già pesanti parole spese, Tinchi continua invitando chiunque fosse interessato a “rompere il c*lo come si deve e a gratis” alla ragazza.

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Ignazio Chessa, alludendo forse all’alimentazione della ragazza, invita pubblicamente tutti a condividere delle carote sulla  sua bacheca per “ficcarsele tutte su per il c*lo”.

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Poi, informa gli utenti del web che avrebbe fatto del male a Simona fino a farle perdere i denti.

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Un altro post creato per diffamare Simona lo ha creato Marco Pes, che già aveva commentato con parole offensive il post del sopracitato Tinchi.

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Secondo Daniela Stangalino la ragazza andrebbe “eliminata dalla faccia della terra”.
Marco Pes aggiunge che andrebbe infilata nel wc a pressione e le augura che muoia di sete. Per Giuseppe Pirrolu è invece logico che Simona sia “puttana”.

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Il ragazzo ha gettato alla mercé dei suoi contatti le parole di Simona generando ulteriore odio. Odio giunto anche da numerosissime donne che non si sono risparmiate con offese maschiliste e sessiste. Alla faccia della solidarietà femminile.

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Pasqua Maria Carrus esterna tutta la sua educazione dandole della troia e dicendo che può anche prendere fuoco.

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Simona poi perderà tutto e farà “pompini” per guadagnarsi da vivere secondo l’oracolo di Graziella Sanna.

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Minaccia invece di violenza credibile Elvy Salis che afferma che con lo sfruttamento animale i suoi figli ci vivono. Ovviamente, nel suo commento compaiono offese a sfondo sessuale. Gran bella coerenza vista la sua scelta di usare una cornice come immagine del profilo “contro la violenza sulle donne”.

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Questo odio dovrebbe far capire molto su quanto influisca negativamente, dal punto di vista sociale, la falsa convinzione che gli animali siano alla mercé umana.
La forma mentis specista genera anche questo.

Spero vivamente che Simona denunci tutte le persone che l’hanno offesa pesantemente in nome della libertà d’espressione, che non deve mai mancare se si spendono parole a favore di chi viene oppresso e soppresso.

Solidarietà dunque alla signorina Fais e un caloroso invito a vergognarsi per tutti i sessisti, maschilisti, fascisti e specisti che la stanno minacciando.

 

°° 27.07.2017 – Denunciati gli Amministratori di VEGANO STAMMI LONTANO °°

Giovedì 27 Luglio 2017 mi sono recata, accompagnata, ad Arezzo per depositare presso il Tribunale di tale provincia una denuncia querela nei confronti degli amministratori della pagina facebook “Vegano Stammi Lontano“.

Motivo della denuncia querela: diffamazione aggravata.

 

Da anni infatti la mia pagina e la mia persona sono bersaglio di offese e diffamazioni. So perfettamente che il mio impegno nel difendere coloro che ancora non godono di diritti pari all’uomo possa ledere gli interessi (personali, economici, qualsiasi essi siano) di chi vuole che gli animali soccombano alla specie umana, ma a tutto c’è un limite, in special modo se quel “tutto” costituisce reato perseguibile.

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Dopo settimane impiegate per raccogliere le prove e per la stesura del documento stesso, alle 10.30 la denuncia contenente numerosi allegati fra cartacei e digitali è stata depositata presso la segreteria del Tribunale, terzo piano, stanza 3.14 .

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Come indicato in segreteria, fra circa un mese sarà possibile sapere a quale P.M verrà affidato il fascicolo.

Oltre alla mia denuncia, sono in arrivo ulteriori querele mosse da altre personalità che fanno parte del mondo dell’attivismo animalista e vegan.

Vi terrò aggiornati sui futuri sviluppi.

– Carmen.

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