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°°[Viareggio] 11.12.2022• Protesta in Piazza per l’Uccisione del Cinghialino°°

Cari lettori e cari lettrici,
vi informo che a seguito dell’uccisione del maialino, domenica 11 dicembre 2022 si terrà a Viareggio
una manifestazione in piazza di sensibilizzazione sul corretto rapporto di coabitazione tra selvatici e umani.
La protesta pacifica è stata organizzata dal Rifugio Alma Libre e avrà inizio alle ore 15.00 in Piazza Inigo Campioni.

Il rifugio fa sapere, attraverso la pagina Facebook ufficiale, quanto segue:

⚠️ Dopo quanto accaduto venerdì 2 Dicembre, a seguito della intollerabile uccisione del giovane cinghiale ferito a causa di un incidente stradale, abbiamo ritenuto opportuno raccogliere idee e forze per manifestare il nostro dissenso verso un modus operandi cruento che tratta gli Altri Animali come oggetti di cui disporre senza tener conto della loro etologia e dei singoli casi specifici che di volta in volta andrebbero valutati, sempre nel rispetto della vita e della coabitazione tra animali umani e di Altra specie.

Sarà un dissenso non violento in cui avremo la possibilità di ascoltare diversi interventi tra cui quello di Francesco De Giorgio (etologo e presidente dell’associazione Sparta – Riserva dell’animalità) e di alcuni rifugi e collettivi Antispecisti.

📍 La manifestazione si terrà in PIAZZA INIGO CAMPIONI (Viale Regina Margherita) a Viareggio.
Il luogo si trova a 18 minuti a piedi dalla Stazione quindi facilmente raggiungibile anche in treno.

📅 DOMENICA 11 DICEMBRE, DALLE ORE 15.00

👉 Non sono ammesse sigle e simboli di associazioni o partiti.
👉 Non sono ammesse persone discriminanti verso categorie oppresse.
👉 Non sono ammessi atti di violenza verbale verso i mandanti dell’uccisione del giovane cinghiale.

Abbiamo bisogno di far comprendere alle persone e alle istituzioni che siamo informatə e che vogliamo cambiare lo stato delle cose nei confronti dei selvatici.
Serve una divulgazione precisa ed efficace e non le solite frasi di frustrazione animalista che non spiegano nulla e creano demonizzazione e derisione nei confronti delle persone che fanno attivismo seriamente.

Copy e grafica @a4animali e @antospeciesist”


Prenderò parte alla manifestazione.
Spero ci sarete anche voi, e che saremo in tanti e in tante a difendere gli animali.

°°Se le Persone sono Fatte di Carne, Perché Mangiamo Solo gli Animali?°°

Stamattina, durante la lezione dell’interessante corso di Letterature Comparate che sto seguendo all’Università di Pisa, ho avuto modo di apprendere nuove informazioni utili sulle dinamiche del modus operandi umano che portano allo specismo.

Il corso, tenuto dal professor A. Grilli ed incentrato sulla paura (horror) e tutto ciò che ruota intorno ad essa, fino ad oggi mi ha permesso di conoscere la differenza fra paura vera e spavento simulato, nonché i loro effetti sul soggetto sottoposto a tale emozione.

In merito alla paura reale, ho scoperto che essa deriva dalla fobia (dal greco Phobos – Φόβος) di predazione congenita e innata negli esseri umani.
Anche se della nostra specie di appartenenza è stata fatta passare solo l’idea di
umano= predatore (avvalorando la tesi prendendo pitture rupestri di caccia & co d’esempio), l’umano è anche preda. Lo è stato, e accidentalmente lo è tutt’oggi.
La paura di essere predati equivale ad avere il timore, il terrore che il predatore ci raggiunga e ci annienti fisicamente, portando a compimento il processo di desoggettivazione del nostro essere.

C’è stato dunque un periodo storico in cui la specie umana era predata, ed anche se i documenti storici non lo mettono in evidenza, questa paura è rimasta cristallizzata in noi come sentimento arcaico.

– Se siamo stati prede, perché la maggioranza di noi si sentono al vertice del creato?

Mera autosuggestione.

In natura non esistono scale d’importanza fra una specie e le altre. Esistono solo le specie e determinate leggi alle quali per istinto esse sottostanno, che permettono il mantenimento dell’equilibrio.
I vegetali presenti sulla terra vengono mangiati dagli erbivori. Gli erbivori vengono cacciati dai carnivori, che a loro volta vengono cacciati da altri carnivori.
In questo modo, nessuna specie risulta in eccesso.
La nostra invece, con presunzione, si è dissociata da tale quadro ed ha così iniziato un processo di distruzione che influisce negativamente anche su di essa.
Gli animali erbivori macellati ogni anno vengono forzati a riprodursi incessantemente per sopperire alla richiesta di carne e di derivati animali. In un solo anno, riusciamo a far nascere e a far morire un numero di individui che la natura ospiterebbe nell’arco di decine e decine di anni.

Nei millenni l’essere umano ha costruito una cultura intorno a sé e si è auto-attribuito un valore. Sia con mezzi laici che con mezzi religiosi.
Dal punto di vista laico, egli si è attribuito capacità intellettive superiori alle altre specie, disponendo di questo dettaglio come pretesto per dominarle e ucciderle. In poche parole, solo poiché visti “intellettualmente inferiori”, gli animali sono alla mercé dell’uomo. Curioso constatare però come questo non accada con gli umani con danni cerebrali e dunque dalle assenti capacità cognitive.
Dal punto di vista religioso, ha deciso che l’entità alla quale affidarsi moralmente lo avrebbe creato a sua immagine e somiglianza, dotandolo di anima, di cui gli animali sarebbero sprovvisti.

In realtà, il concetto di anima sarebbe un puro artefatto concettuale tenuto in piedi, assieme alle altre qualità, da costruzioni sociali convenzionali ben precise che continuano ad esistere grazie alla convinzione diffusa.
L’essere umano, che vede in sé un non-animale e che vede negli animali dei non-umani, ha creato la contrapposizione uomo-animale per avvalersi del diritto di disporre della materia organica delle altre specie: i loro corpi.

E’ da questa contrapposizione che in tema “catena alimentare” esso si colloca esclusivamente al vertice, pensando di sovrastare ogni altra specie a suo avviso predabile. Anche solo la possibilità ipotetica di essere predati è esclusa.

tras los muros 1
– Perché se gli umani sono fatti di carne, sono convinti di potere e di avere il diritto di mangiare la carne degli animali?

Il concetto di uomo come preda è stato fortemente demonizzato dalla società.
La demonizzazione della predazione umana ha spronato l’uomo a diventare predatore verso altre prede.

Il solo pensiero di essere mangiati metterebbe in crisi l’umanità che per solidarietà categoriale piange dei rari umani che finiscono digeriti da grandi predatori (squali, leoni..), mentre non si fa scrupolo di allevare e di smontare letteralmente l’esistenza di miliardi di animali ogni anno, solo per scopo alimentare.
Gli animali sono costretti a morire anche se scappano davanti alla furia distruttrice umana.

tras los muros 2

– Gli uomini sono ciò che hanno propagandato di essere nei secoli?

No. L’esaltazione di se stessi risulta eccessiva e tendenziosa. E le motivazioni che hanno trovato, inventato, diffuso e date per vere per continuare a spargere sangue sono frutto di un processo ideologico (significato Marxista). La figura dell’uomo superiore alle altre specie è artificiosa. Le sue motivazioni sanguinarie indebite.

– E’ cambiata nella storia la visione di sé per l’uomo?

Sì. Soprattutto negli ultimi due secoli, nei quali si è verificata la crisi dell’antropocentrismo. Grazie alla teoria evoluzionistica di Charles Darwin l’uomo ha ridimensionato il suo ego smisurato ritrovandosi ad essere animale in mezzo ad altri animali.
Inoltre, la fondazione della Società Vegetariana (30 Settembre 1847, Ramsgate – Kent) e di quella Vegana un secolo dopo (1 Novembre 1944 – Regno Unito) hanno e stanno diffondendo idee che vanno a smontare ogni sorta di artificio specista.

Immagine correlata

 

Cosa deve pensare chi ancora mangia animali e crede di farlo per ovvi motivi?
Personalmente, penso debba accettare l’idea di essere una persona totalmente integrata in un modus vivendi precostruito, totalmente sbagliato nella morale e controproducente dal punto di vista ambientale e salutare.
Almeno io, quando ho capito che non esisteva solo questo modo di esistere mi sono sentita veramente in gabbia. Ma dalle gabbie si può uscire.

Cosa può pensare di sé chi invece ha smesso di mangiare animali?
Sempre a mio avviso, può con tutta tranquillità pensare di aver intrapreso un modo di vivere logico sottraendo la propria persona a regole irrazionali umane e sottraendo gli animali da crudeltà gratuita e immotivata.

Al prossimo articolo.

Carmen.

°°[Review] Vite da Ri(a)mare ~ Gianni Palagi°°

Il mondo della letteratura e della poesia antispecista si arrichisce di un nuovo elemento.

Edito da Giovane Holden edizioni, “Vite da Ri(a)mare” è il primo libro di poesie dell’esordiente Gianni Palagi.

Ben 61 pensieri in rima che toccano i più importanti e delicati argomenti della causa animalista: dal recupero dei gatti randagi alla ricerca di una casa per i cani abbandonati, dalla schiavitù negli zoo allo sfruttamento negli allevamenti intensivi.

Versi brevi, ma carichi di significato. Così diretti da lasciare addosso brividi di malinconia, tristezza, ma anche tanta speranza per il futuro e fiducia nel cambiamento.

La veridicità delle parole è limpida. Pagina dopo pagina questa lettura è capace di smuovere sentimenti, e di farci sentire così vicini quegli animali raccontati, anche se non li abbiamo mai guardati negli occhi.

Vite da Ri(a)mare” racchiude in sé la storia di alcuni animali direttamente conosciuti dall’autore, ed altri noti a tutti per il loro tragico destino.

Come Laika, la cagnolina spedita nello spazio e morta di solitudine. Oppure Harambe, il gorilla ucciso nello zoo di Cincinnati che lo teneva prigioniero in seguito alla caduta accidentale di un bambino nella sua gabbia.

Le ho adorate tutte le rime di questa opera, ma alcune mi hanno particolarmente colpito.

Come quella intitolata Terrestri, che lancia un messaggio forte: molte discriminazioni un tempo normalità oggi sono condannate moralmente. Arriverà anche la pace per gli animali e il rispetto che meritano.

“Vite da Ri(a)mare” è il regalo perfetto da fare a chi ama la letteratura e ancora non ha aperto il suo cuore alle altre specie. È un dono ideale da fare anche a se stessi, che non può mancare nella biblioteca personale di casa.

L’opera oltre a parlare per gli animali e ad essere un inno al rispetto universale, è un sostegno concreto per molti di loro: Gianni Palagi infatti ha deciso di destinare il ricavato del libro ad associazioni animaliste e rifugi, che ogni giorno stanno dalla parte degli oppressi.

Potete acquistarlo durante gli eventi di presentazione indicati sulla pagina personale dell’autore oppure online su Amazon cliccando qui.

Un ringraziamento a Gianni per aver messo nero su bianco l’amore per i nostri fratelli e sorelle di specie diversa.

Carmen.

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