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°°Giacche con Piume e Pelliccia Vere: La Risposta di BATA°°

Qualche giorno fa attraverso un articolo vi ho informat* della presenza di giacche dall’imbottitura in piuma vera, bordati di pelliccia altrettanto vera a marchio BATA. Un ragazzo ne aveva dato notizia sul suo profilo Facebook e mi ero personalmente interessata al fatto, tanto da cercare e trovare tale articolo sul sito e-commerce dell’azienda.

A seguito delle email di dissenso che abbiamo spedito al marchio, l’azienda ci ha risposto con il seguente messaggio:


“Gentile cliente,
apprezziamo il Suo pensiero e lo condividiamo.

La informiamo infatti che è da anni che non proponiamo nelle nostre collezioni capi in pelo o pelliccia animale.

Al contrario, i nostri capi di abbigliamento sono accompagnati da cartellini che ne evidenziano la realizzazione nel rispetto degli animali, dell’ambiente e completamente cruelty free.

Rimanendo a Sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio o informazione,
Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Servizio Clienti Bata”

In allegato sono poi state inserite due immagini, che pubblico.

Ho pertanto chiesto all’azienda come mai la presenza di tali capi d’abbigliamento con cartellino così esplicito “Vera Piuma, Vero Pelo” e per niente cruelty free.
Mi è stato risposto che sono articoli di collezioni passate in vendita presso outlet fisici e online: praticamente delle rimanenze.
Sinceramente non so cosa pensare, perché a mio avviso dichiararsi dalla parte degli animali con degli articoli simili ancora nei negozi fa alquanto strano.

Spero che l’azienda abbia sul serio smesso di mettere in vendita capi realizzati con tessuti animali.

Come sempre, vi ringrazio per il vostro impegno per il riconoscimento dei diritti delle altre specie, e per le vostre scelte etiche in ambito di acquisti.

Al prossimo articolo!

Carmen



°°Reggia di Caserta: Basta Carrozze Ippotrainate!°°

Oggi pomeriggio, mercoledì 12 Agosto 2020, nel parco della Reggia di Caserta in Campania è accaduto un fatto triste e inaccettabile: uno dei cavalli impiegati (mi piace usare il verbo sfruttati, però) per trainare le carrozze e portare a spasso i turisti è collassato a terra privo di vita.

Le foto del decesso, scattate da persone presenti sul luogo, sono finite in rete raggiungendo tantissime persone, fra le quali me.

Si è subito scatenata l’ira di chi da sempre si oppone a questa schiavitù legalizzata messa in pratica in fin troppi luoghi in Italia e nel mondo.
Sono stati tantissimi i commenti di dissenso che la Reggia ha ricevuto sui suoi canali social, tant’è che dopo qualche ora è spuntato sulla pagina ufficiale di Facebook il seguente post.

Un’immagine completamente nera (si presume in segno di lutto) per informare i followers della morte del povero cavallo detenuto dalla società Tnt accompagnata da frasi di convenienza e finale che a mio avviso denota solo tanta ipocrisia “esprimiamo profondo dispiacere per l’accaduto”.

Dispiacere? Profondo dispiacere?
Frase patetica.

Agli animali che si vedono negata la libertà (anche fino alla morte) non importa assolutamente niente del dispiacere degli umani, e nemmeno a noi che da decenni lottiamo affinché la nostra specie smetta di sfruttarli per soldi e capricci.

Il servizio-schiavitù delle carrozze ippotrainate non deve essere semplicemente sospeso, DEVE ESSERE ABOLITO!
In un luogo di immensa cultura come il contesto della Reggia di Caserta non deve esserci spazio per un abominio simile!

Per quale motivo degli esseri viventi debbono essere ridotti a forza da traino per far guadagnare 50 euro (è questo il costo del servizio per la durata di 40 minuti) alla ditta?


Oggi una bellissima vita si è spenta sotto il peso insostenibile della crudeltà umana: che non avvenga a nessun’altra!


Lettera da inviare:

“Gentile Reggia di Caserta/Comune di Caserta
sono qui a scrivervi questa email per esprimere il mio rammarico unito a profonda rabbia per quanto accaduto mercoledì 12 Agosto 2020 nel parco della Reggia. Trovo vergognoso che venga ancora offerto il servizio di carrozze ippotrainate, dove i cavalli fungono da mera forza da traino al solo fine di generare lucro per chi li detiene in schiavitù.
Una vita si è spezzata sotto il peso insostenibile della crudeltà, dell’indifferenza, dello specismo, dell’assoggettamento al genere umano.
Tale deplorevole servizio non deve essere semplicemente sospeso, deve essere abolito per sempre e non solo nel contesto della Reggia di Caserta.
Assieme a tantissime altre persone chiedo che vengano tolte definitivamente le carrozze della schiavitù per decoro, etica e rispetto per la vita degli animali.
Fino a quando ci saranno creature costrette a servire gli umani contro la propria volontà non farò ritorno presso il sopra menzionato luogo e inviterò amici, parenti e tutti i miei conoscenti a fare lo stesso.

Saluti”

Nome, Cognome

Da inviare a: re-ce@beniculturali.it, staff.segreteria.generale@comune.caserta.it, giuseppe.porfidia@comune.caserta.it

Grazie a chi si unirà all’invio di email di protesta.

Carmen

°°Il Mio Blog a Scopo di Lucro?°°


Spesso, quando si ignorano molte cose, si può generalizzare o trarre conclusioni artefatte che non rispecchiano la realtà.
Il commento (pubblico) trovato sulla mia pagina e qui riportato ne è un esempio.




Dal momento che per me è importantissima la trasparenza e l’onestà verso chi dal 2006 mi segue, vorrei affrontare questo argomento:
col blog ci guadagno? Non mi interessa il guadagno.

wolf46



Anni fa mi sono sentita dire da una persona esperta di marketing
“ma tu lo sai che potenziale ha il tuo blog? Potresti vivere solo di quello”. Forse sì, avrei potuto vivere solo di quello (dovendo imparare tutti i trucchi del mestiere), ma non ho mai desiderato farlo.Ho sempre pensato che dove arrivano i soldi e il lucro si possa perdere genuinità.
Così, nel sentirmi dare della folle per la mia scelta morale, ho continuato a portare avanti il mio sito internet per pura passione.


Ci sono stati momenti di maggiore produttività, altri di minore impegno nella stesura degli articoli: tutto è dipeso dai miei impegni personali. Lavorare (nella vita reale, da dipendente) è già un grande impegno. Io ho iniziato a 17 anni quando andavo al liceo, il blog l’ho aperto a 16 anni, e vi assicuro che lavorare, studiare (adesso a livello universitario) e seguire anche un blog non è semplicissimo. Ogni cosa comporta tempo e dedizione.
A volte ho scritto articolo di denuncia sociale dopo essere rientrata a casa distrutta dalla fatica pur di intraprendere l’ennesima difesa degli animali ingiustamente sfruttati.

Ma entriamo nel dettaglio:

– I banner WordADS che vedete nel blog (variano in base ai cookies) possono essere inseriti sui propri siti wordpress da chiunque abbia un blog. I guadagni sono irrisori: circa 1 centesimo di dollaro al giorno per migliaia di impressioni. Tengo attiva l’impostazione solo per impiegare (in tempi geologici) la somma accumulata per pagare il dominio del blog.I siti internet per avere un nome necessitano il pagamento di una somma. La cifra che pago a WordPress è di circa 50 euro annuali.


– I banner di Macrolibrarsi e IlGiardinoDeiLibri fanno parte della mia partnership con questi due siti: se qualcuno fa acquisti tramite il mio blog rimane a me il 10%. Dal 2015 ho accumulato circa 800 euro usati per coprire parte delle spese per l’acquisto di materiale informativo cartaceo lasciato a titolo gratuito all’università o distribuito ai ragazzi e alle ragazze durante le lezioni di etica nelle scuole.O per comprare prodotti cosmetici da far diventare premio per lotterie di beneficenza di raccolta fondi per gli animali.Ne ho personalmente tenuti in stallo oltre 50, anche per mesi interi.

– Ho una collaborazione con VeganoBio: il mio blog offre la possibilità di avere un 5% di sconto extra. Al momento con il credito percepito ho comprato un sacco di croccantini vegetali Ami Cat da 7,5 kg per alimentare i due gatti adulti recuperati a febbraio, di cui uno è ancora in stallo da me.

– Le collaborazioni con aziende, come ho riportato sul mio blog, avvengono senza scopo di lucro. “Nel pieno rispetto dei miei lettori e delle mie lettrici dichiaro di non essere pagata per le recensioni che scrivo e di essere sempre stata libera di esprimere il mio giudizio sui prodotti che queste società mi hanno inviato.Le collaborazioni hanno come finalità la promozione dei prodotti etici, biologici, naturali, vegetali e non testati su animali”.

– Essendo il mio blog molto seguito ho ricevuto con piacere richieste di invio prodotti per recensirli: ho detto sì solo a quelli che erano in linea con la mia filosofia etica. Ed ho sempre espresso il mio onesto parere.

– Le interviste che ho fatto a piccoli commercianti, imprenditori e personalità animaliste sono state tutte realizzate col solo intento di dare spazio e far conoscere realtà etiche. Non ho mai chiesto alcun tipo di pagamento, perché credo nella collaborazione e nello scopo ultimo di aiutare gli animali.

– Più volte sono stata contattata da attività e persone “affiliate” a una certa associazione “OK”, che per me non ha niente di OK, e mi sono rifiutata di prestare la mia collaborazione.

– Ho rifiutato le proposte di pagamento finalizzate alla pubblicazione di articoli non miei.

Ho organizzato decine di eventi vegani per raccogliere fondi per associazioni animaliste: ho ricevuto in cambio, talvolta ma non sempre, la cena omaggio.

– Il banner di Fantastika Bio è di rimando alla pagina che ho aperto sul mio blog: da marzo ho deciso di diventare consulente di questa azienda vegana italiana che non fa sperimentare su animali i propri prodotti.
E’ certificata da Vegan Society e PeTA, le migliori certificazioni (assieme a LAV) sinonimo di garanzia cruelty free.


Dal 2006 ad oggi questo è quanto.
Non demonizzo chi decide di guadagnare col proprio blog: è una scelta individuale. L’importante è che l’introito economico sia frutto del proprio lavoro e dei PROPRI contenuti. Non di quelli altrui. Altrimenti, a mio avviso, è cattiva furbizia.

Fate attenzione ai furbi 🙂

In conclusione, ringrazio tutte persone che mi hanno dato fiducia da quando ho aperto il blog e che apprezzano la mia onestà ❤

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