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°°Coniglietto Salvato dopo 9 Anni Passati in Gabbia°°

Cari lettori e care lettrici,
con questo articolo vi porto a conoscenza di un fatto davvero delicato che merita di essere condiviso perché è in ballo la salute di un esserino indifeso che ha bisogno di aiuto.

Qualche giorno fa a Lucca la mia collega Claudia è riuscita a recuperare un coniglietto, detenuto per anni in una gabbia dove era impossibilitato a muoversi. La sua vita è trascorsa confinata dentro a questa prigione metallica per semplice egoismo umano.
Questa creaturina infatti era di proprietà di un uomo ospite di una residenza sanitaria assistenziale che lo aveva con sé per puro vezzo. Le condizioni del coniglietto, accolto dalle persone volontarie dell’associazione A Code Unite, sono veramente tristi.

Una visita veterinaria (forse la prima che abbia mai avuto) ha fatto emergere la necessità di una radiografia al cranio, e probabilmente anche la limatura e chirurgia di apicectomia, a seguito di opportuni esami del sangue.



L’associazione ha fatto un post sulla pagina Facebook ufficiale per raccogliere fondi: gli animali recuperati sono tanti, tantissimi, e le disponibilità economiche per coprire le spese scarseggiano.

Chi volesse e potesse dare un piccolo contributo, può farlo attraverso queste opzioni:

 PostePay

5333 1711 4007 1669 intestata a Alice Balbi

Codice fiscale: BLBLCA93T58I225N

🐾 Iban:

IT16Z3608105138245839645855 intestato a Alice Balbi

🐾 PayPal:

acodeunite.rescue@gmail.com

https://www.paypal.me/ACodeUniteRescue



Grazie a chi aiuterà l’associazione ad aiutare questa creaturina e tante altre recuperate.

°°[PISA] 22.10.2022 Manifestazione per L’Abolizione dell’Uso dei Cavalli per le Carrozze Turistiche°°

Cari e care followers,
vi informo che sabato 22 ottobre 2022 si terrà una seconda manifestazione autorizzata a Pisa contro l’uso dei cavalli per trainare carrozze turistiche organizzata in collaborazione con l’associazione Animalisti Italiani. La protesta avrà luogo ancora una volta in Piazza Arcivescovado, dalle 10.00 alle 12.00, accanto alla Torre pendente, e davanti all’area dove sostano i vetturini in attesa dei clienti da far portare in giro dagli animali che detengono.

Da anni stiamo chiedendo che il Comune di Pisa non offra più questo servizio turistico anacronistico che coinvolge 16 cavalli (2 per ciascuna delle 8 carrozze), creature meravigliose che meritano rispetto, ma soprattutto libertà, e che invece sono obbligate a lavorare per lucro umano quando quegli stessi umani potrebbero avere uno stipendio con altre forme di reddito.

La testa dei cavalli è confinata dentro la testiera, parte iniziale delle briglie, che serve ad avere il controllo su di loro. La loro vista è limitata dal paraocchi, che non gli permette di guardare dietro. Per spronarli nell’andamento o per cambiare direzione sono sottoposti poi al frustino, il tutto mentre percorrono le strade della città in mezzo ad auto e a mezzi pubblici, con un sonaglio fastidioso al seguito e una carrozza agganciata alla schiena.

Se un essere umano venisse usato contro la propria volontà e ridotto allo stesso modo, si chiamerebbe schiavitù. Ma gli esseri umani, ammalati di antropocentrismo, non riescono a vedere oltre ai propri interessi e oltre lo specismo, per questo a tale forma di schiavitù animale cercano di trovare molteplici scuse: che i cavalli sono sempre stati usati, che essi hanno forza abbastanza per sostenere un certo peso ecc ecc.
Le azioni dei nostri antenati nei secoli o millenni addietro non giustificano il perpetrare di azioni INGIUSTE nei confronti delle altre specie, e solo perché una creatura ha una determinata forza fisica non dà diritto alla specie umana di usufruirne a piacimento.


Alla richiesta di abolizione e riconversione delle carrozze trainate dai cavalli, per rendere la città di Pisa un luogo di cultura che non preveda assoggettamento animale, si sono unite oltre 8.250 persone che hanno firmato la petizione online rivolta al Sindaco Michele Conti e all’Assessore Filippo Bedini.

Nel frattempo, è stata inviata una mail alla Segreteria del Sindaco e all’Assessore per l’apertura di un tavolo di lavoro fra noi (me, Claudia Corsini di Animalisti Italiani, e Sonny Richichi presidente di IHP Italian Horse Protection) ed eventuali rappresentati dei vetturini per trovare una soluzione ed eventuale riconversione delle licenze.


Non manca molto alla data della manifestazione.
Preparate cartelli, striscioni, slogan per dare voce ai cavalli assieme a noi.
Vi aspettiamo in piazza Arcivescovado a Pisa, dalle 10.00 alle 12.00
.


Per rimanere aggiornati/e in tempo reale sulla protesta a Pisa, seguite la pagina dell’evento su Facebook cliccando QUI.

°°San Rossore: Dromedari Usati per Trasportare Sacchi di Spazzatura°°

Cari e care followers,
qualche giorno fa ho appreso da un articolo di un giornale che il 2 ottobre 2022 a Pisa, precisamente sulla spiaggia di San Rossore, si è tenuta un’operazione di pulizia speciale promossa da Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, dall’associazione Plastic Free, Geofor e dal Comune di Pisa, che ha visto coinvolti decine di volontari e di volontarie nella rimozione di spazzatura arrivata anche dal mare.
Sono state raccolte ben 6 tonnellate di rifiuti, principalmente plastica e microplastica, dalle aree naturali grazie all’impegno di chi ha preso parte all’evento che ha riempito enormi sacchi.
Purtroppo questo appuntamento finalizzato alla tutela dell’ambiente non ha visto soltanto la partecipazione di esseri umani, ma anche di animali, utilizzati per le pulizie: i dromedari allevati dalla Tenuta.

Foto dal web

Animali con testa e muso cinti da corde, con addosso una struttura per contenere sacchi di spazzatura.
Una scena veramente triste, che mostra come questi animali siano stati impiegati come mezzi di trasporto senza che essi ne abbiano mai dato consenso. Creature subordinate alla volontà umana alla mercé delle persone per prestare servizio di pulizia spiagge.

Un’occasione mancata per aver rispetto dell’ambiente senza doverlo far pesare (letteralmente) a qualche altra specie che non inquina.
Il coinvolgimento dei dromedari, trasformati in camioncini della spazzatura a quattro zampe, ha lasciato amareggiate moltissime persone che da giorni stanno esternando il proprio disappunto.

Di seguito, la testimonianza di una persona che ha preso parte alla giornata di pulizia delle spiagge che ha deciso di scrivere al mio blog:

Io sono una delle tante persone che ha partecipato alla raccolta domenica. Era il mio secondo evento con Plastic Free e mi sembrava di far parte di qualcosa di veramente bello che potesse lanciare un messaggio importante sulla salvaguardia dell’ambiente e del nostro pianeta. Tutto bene fino a quando non ho visto loro, i dromedari.
Sono vegana, sono animalista, potrai immaginare come io mi sia sentita. Non ero assolutamente a conoscenza di questa cosa e appena ho visto che i primi sacchi, raggruppati in spiaggia, venivano caricati addosso a loro mi è presa veramente male. Sono andata subito dalla responsabile a fare domande e a manifestare il mio totale disaccordo. Ho continuato a raccogliere, ma a quel punto non mi sembrava più di partecipare a qualcosa di bello, qualcosa dentro si era sporcato. Ho caricato il mio secondo sacco di mi sono fatta metri trascinandolo pur di non far fare il lavoro ai dromedari. Mi sono dovuta isolare un attimo perché essendo molto sensibile a questo tema dovevo riprendermi. Sono andata a prendere un altro sacco lasciato in spiaggia da qualcun altro e l’ho portato di nuovo io al punto raccolta. Volevo che il mio lavoro sulla spiaggia non includesse assolutamente il lavoro dei dromedari. Sono stata rassicurata dal fatto che loro possono sostenere pesi enormi, ma il punto come sappiamo non è quello. Il punto è che loro li non dovevano essere obbligati a fare questa cosa. Loro non dovevano essere tirati per stare al nostro servizio. Hanno fatto passare la cosa come ‘sostenibile’, si sono fatto fotografare insieme ai dromedari , hanno fatto accarezzare questi animali ai bambini felici di farlo (naturalmente) e in tutto questo io pensavo: “non è possibile che nessuno si renda conto di quanto tutto questo sia sbagliato!”. Sono salita sul primo autobus per tornare alla macchina, come per voler scappare ad una cosa a cui non volevo più prendere parte. Me ne sono andata da lì devastata sia dalla quantità di inquinanti in spiaggia e in mezzo a quelle bellissime dune, e sia dalla presenza di questi due esseri stupendi che però erano stati costretti a partecipare. Loro che devono aiutare a portare via sacchi di spazzatura gettata dall’uomo!! Ma siamo noi ad aver fatto questo casino? E noi dobbiamo cercare di rimediare. Stop, fine. Gli animali non ci devono un bel niente. Finché l’uomo penserà che tutto gli sia dovuto, che si possa imporre su altre forme di vita, beh fino ad allora sarà difficile poter parlare di rispetto”.

Nel frattempo, c’è chi ha tentato di edulcorare il loro impiego asserendo che i dromedari siano “animali da soma” e che “portano pesi ben più importanti di qualche sacchetto”. All’interno di queste due esternazioni è racchiuso tutto l’antropocentrismo egoistico di cui può essere capace un essere umano.

Urge innanzitutto ricordare che gli animali non sono presenti nella Natura per espletare volontà umane in base alle proprie caratteristiche fisiche: gli animali esistono per sé stessi, per vivere la loro vita a contatto con i propri simili e in habitat specifici. Vedere in loro qualcosa da utilizzare è veramente una bassezza enorme. Meritano rispetto e di essere lasciati in pace, Inoltre, è doveroso ricordare che la schiena dei grandi animali a quattro zampe non è naturalmente a disposizione per il trasporto umano. Il fatto che una creatura abbia un organismo resistente non ci dà il diritto di sfruttarlo a nostro beneficio.


Gli animali non sporcano la natura, non generano rifiuti, non gettano spazzatura nell’ambiente, e non sono tenuti a pulire. Coinvolgerli in un evento dove esseri umani tentano di riparare i danni fatti da altri esseri umani è semplicemente una scelta specista. Essi non ci devono niente.

Ho pertanto deciso di scrivere un messaggio agli organizzatori della pulizia in spiaggia per difendere queste creature. Se volete farlo anche voi, potete inviare il testo qui sotto riportato – arricchendolo con i vostri pensieri – agli indirizzi:

info@geofor.it
protocollo@sanrossore.toscana.it
info@plasticfreeonlus.it
urp@comune.pisa.it


Gentili Parco di San Rossore
Comune di Pisa
Geofor
Plastic Free Onlus
ho saputo che domenica 2 ottobre 2022 si è tenuta una speciale pulizia delle spiagge di San Rossore che ha visto il recupero di circa 6 tonnellate di rifiuti. Tale iniziativa è davvero lodevole e d’esempio, ma c’è stato un dettaglio che purtroppo ne ha rovinato la sua bellezza e la sua eticità. Vi scrivo infatti per esternarvi il mio dissenso sull’utilizzo dei dromedari che sono stati coinvolti durante le operazioni di raccolta rifiuti. Trovo la decisione di averli tirati in ballo del tutto discutibile, e il loro impiego veramente ingiusto. Nessun animale produce, commercia, compra e vende oggetti che poi diventeranno rifiuti: dal momento della nascita fino all’ultimo giorno di vita sanno esistere senza lasciare alcuna traccia inquinante nell’ambiente. Trovo pertanto scorretto averli coinvolti in operazioni di pulizia di ambienti che si sono riempiti di spazzatura per colpa della specie umana. Una scena triste vederli con il volto legato, indotti a trasportare sulla schiena sacchi pieni di rifiuti. Non importa se il loro organismo, se la loro struttura fisica può sostenere grandi pesi. Il fatto che ne siano capaci non deve obbligarli a diventare mezzi di trasporto.
I dromedari, come qualsiasi altro animale, non sono dovuti a renderci servizio, e noi non abbiamo il diritto di decidere come e dove debbano esistere, e trovare per loro uno scopo proficuo per i nostri interessi.
Vi chiedo, per le prossime operazioni di pulizia spiaggia, di non coinvolgere più questi animali: si possono liberare le spiagge dai rifiuti senza far trasportare sacchi a loro. Ci sono altre soluzioni etiche ed ecologiche. C’è sempre una soluzione!
Oltre alla natura, sarebbe importante pulire anche le nostre coscienze deturpate da idee e stereotipi specisti e antropocentrici: gli animali non sono nostri schiavi e noi non siamo altro che una specie, l’unica che deve ancora imparare a coesistere con le altre senza piegarle alla propria mercé.

Saluti.

Nome, Cognome, Città

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