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°°Il Veganismo è un Credo Filosofico Indiscriminabile: Sentenza Storica in Gran Bretagna°°

Fatto memorabile degno di nota che rimarrà sicuramente nella storia dell’attivismo per i diritti animali, quello accaduto in Gran Bretagna.

La Corte inglese ha deciso che il veganismo etico è paragonabile a un credo religioso o a una corrente filosofica. Pertanto, deve godere di tutela e non essere discriminato.

E’ la prima volta al mondo che viene pronunciata una sentenza del genere.
Ne hanno dato notizia importanti testate giornalistiche Europee.

Tutto è nato da un attivista, Jordi Casamitjana, impiegato presso la League Against Cruel Sports, un’organizzazione benefit che difende gli animali e che lotta contro sport che ne prevedono la caccia. L’uomo per aver fatto notare che il fondo pensioni dell’associazione di cui fa parte stava investendo in società collegate alla sperimentazione animale si è visto licenziato.
Discriminato per le sue idee e per i suoi ideali, Jordi ha fatto appello al tribunale del lavoro britannico, che in base all’Equality Act del 2010 ha stabilito che il veganismo etico è equiparabile a un credo religioso o a uno filosofico, e che chi lo ha fatto proprio come stile di vita non può essere discriminato.

Jordi Casamitjana

Prima o poi doveva succedere una svolta simile.
A oltre 70 anni dalla fondazione della Vegan Society, nata dalla volontà di Donald Watson di dar vita a un movimento di rispetto di tutti gli animali (inclusi quelli da reddito usati per i derivati corporei), siamo finalmente davanti a un cambiamento che sta mettendo lentamente profonde radici nella società.

Sono sempre più fiduciosa nel presente e nel futuro: l’evoluzione è in corso, il salto qualitativo del modus vivendi umano è in fase di perfezionamento.
Non è lontano il momento storico in cui la nostra specie raggiungerà, per fortuna, un livello di empatia tale da riuscire a esistere senza negare la vita agli altri abitanti del pianeta.


Carmen

°°[Review] Momo Cucina Sana – Pontedera°°

A Pontedera, a pochi passi dal centro, ha aperto un nuovo locale dove poter gustare piatti 100% vegetali: si tratta di Momo Cucina Sana. Curiosa di provare questa novità vegan, ho deciso di prenotare per cena qualche settimana fa.

Il locale
Situato in Via Dante 46, è vicinissimo alla stazione ferroviaria (se si arriva in treno). la posizione è favorevole anche se si giunge a Pontedera in auto vista l’ampia scelta di parcheggi. Il punto ristoro ha delle vetrate che danno sulla strada. Appena entrati in Momo Cucina Sana si viene raggiunti dai profumi della cucina naturale con vista.
Tavolini, sedie, angolo relax con divano e libri, e un esteso bancone ricco di dolci che mettono l’acquolina in bocca.

I piatti
Su una delle pareti del locale si possono leggere i piatti che compongono il menù, sempre vario: primi, secondi, contorni, dolci e bibite. La varietà l’ho trovata molto interessante e
i prezzi accessibili.
Ciò che mi ha davvero colpito è che il nome del locale rispecchia appieno la sua natura: Momo Cucina Sana offre davvero pietanze sane.
Per sane, intendo ben bilanciate: cereali accostati a legumi (fonte di carboidrati, fibre, proteine) arricchiti con semi preziosissimi per i loro nutrienti (magnesio, ferro, calcio, omega 3 ecc).

A cena come antipasto ho scelto il sushi vegano.
La porzione è molto abbondante e il sapore del cibo molto buono.
Ho apprezzato tantissimo la cura dei dettagli e anche l’estetica del piatto.

momo cucina sana

Come primo la mia scelta è caduta sui crostoni di pane con formaggi vegetali e creme.
Un tripudio di colori e sapori che mi sono piaciuti particolarmente.

momo cucina sana 2

La persona che mi ha accompagnato in questa scoperta culinaria ha invece optato per un piatto unico. Se non erro, il nome è “cibo per la pace”. Il piatto è davvero ricco: riso, verdure, crostini di sesamo, ortaggi e salsine. Molto abbondante e cucinato bene.

momo cucina sana 5

Come scritto all’inizio di questo articolo, Momo Cucina Sana propone tanti dolci bellissimi da vedere e irresistibili.
A fine pasto sono stati scelti la torta della nonna, con crema pasticcera, e una cheesecake ai frutti rossi. Le ho assaggiate entrambe e le ho trovate buonissime!

momo cucina sana 4momo cucina sana 3

Questo locale è stato davvero una bella scoperta e, se passate da Pontedera, vi consiglio assolutamente di provarlo 🙂
Perfetto come punto di riferimento per merende, cene e aperitivi vegani.

Alla prossima recensione!

Carmen

°°Menu Esclusivamente Vegan sul Set di Avatar°°

James Cameron torna a stupirci. Non solo al cinema.

Il regista americano è al momento impegnato nella realizzazione dei sequel di Avatar (campione di incassi, dopo Titanic, uscito nelle sale meno di un decennio fa) che sono previsti per il 2020, 2021, 2024 e 2025.

Cameron, vegano dal 2012, ha deciso di proporre solo alimenti vegetali per i pasti dedicati ad attori e comparse presenti sul set. Lo rivela in un articolo il sito VegNews.
“Stiamo offrendi pasti vegani a tutti. Esclusivamente vegani. Non obblighiamo nessuno a rimanere a mangiare qui se non vuole” ha spiegato il produttore Jon Landau.

“Lo facciamo basandoci sull’iniziativa di uno stile alimentare vegetale che reputiamo importante non solo dal punto di vista salutistico ma anche da quello ambientale. Così diciamo: guardate, se ci occupiamo dei pasti per voi lo facciamo non venendo meno ai nostri valori e il catering sarà interamente vegetale”

Una bellissima iniziativa, dettata da empatia e coerenza, che non può che farci piacere.

Carmen

°°[Guide] Vegan in New Zealand°°

La Nuova Zelanda è uno dei paesi a livello mondiale ad avere natura incontaminata e paesaggi bellissimi.

Se sognate l’idea di visitare un luogo dove colline verdeggianti si affacciano su un mare cristallino, a pochi passi da cascate, natura selvaggia e animali che non avete mai visto in vita vostra, questo angolo di Oceania è la meta perfetta. Se sognate la Nuova Zelanda e siete vegan come me, questo articolo (come altri pubblicati sul blog) si prefigge di essere uno spunto su viaggi antispecisti portati intrapresi da coloro che seguono un’alimentazione su base vegetale.

In questa guida che sto scrivendo durante la mia permanenza in Australia, vi mostrerò tutti i luoghi che ho visitato e tutti gli ottimi cibi che ho assaggiato nella Nuova Zelanda del nord.

Pronti? Buona lettura vegan kiwis!

~ ~ ~

Prima di partire, assicuratevi di avere in valigia:

• Scarpe da trekking

• Ombrello

• Adattatore presa elettrica

• Impermeabile

• Asciugamano/Accappatoio in microfibra

• Cappello/Bandana

• Occhiali da sole

• Protezione solare (almeno 30)

• Accessori da nuoto/bagno

• Contenitore ermetico per alimenti/sigilla sacchetti/ mollette

• Borraccia/Termos

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Fra le principali cose da sapere se si viaggia in Nuova Zelanda è che questo paese basa la sua economia sull’allevamento, ancor prima del turismo. Ecco perché prima di avere il visto o poter entrare nella nazione vi verranno fatte domande sul cibo e sul vestiario che avete con voi: serve a scongiurare eventuale ingresso di virus/batteri che potrebbero mettere a repentaglio la vita di flora e fauna locale. Assolutamente vietata l’importazione di cibi di origine animale. Chi è vegan non ha problemi.

Riguardo alla zootecnia, ovunque guarderete troverete vacche, pecore, cavalli e capre al pascolo. Sicuramente le condizioni degli animali sono nettamente migliori a quelle degli sventurati allevati intensivamente in Europa, ma la meta è la stessa: il mattatoio. Anche l’apicoltura è molto praticata. Il settore lattiero-caseario è molto attivo e personalmente ho visto coi miei occhi una centrale immensa del latte, oltre a colline intere di vitellini cuccioli lontani dalle loro madri, riunite in disparte per essere munte. Non credo sia un caso se vi siano così tanti intolleranti al lattosio fra i cittadini. Ecco perché si può leggere sui menù “Dairy Free” o “Lactose Free” quasi in tutti i locali. Ms prestate bene attenzione: senza lattosio non vuol dire per forza bevanda vegetale.

Il latte e suoi derivati sono un po’ ovunque in Nuova Zelanda, anche nel pane. Ecco perché è bene fare sempre attenzione e leggere le etichette.

Supermercati

Se vi capita di fare spesa, passate da Countdown oppure Pack ‘n Save. Il primo è un po’ più caro rispetto al secondo, ma ha opzioni diverse. Fare spesa nei market vi porterà a trovare svariate opzioni vegane. Non sono così tante come ne abbiamo in Italia o in altri stati europei. Il veganismo sta piano piano aumentando anche qui ma il per il momento non esistono, da quanto ho visto, reparti vegani. I prodotti dovrete cercarli da soli controllando il packaging.

Nelle due catene di supermercati comunque ho trovato frutta, verdura, ortaggi, pane, piadine, burgers, biscotti, patatine, dolci e cereali senza latte/uova/miele.

I prezzi sono simili a quelli nostrani. La moneta neozelandese è il NZD (dollaro) che vale 1.58 euro (novembre 2018).

Questi sono alcuni dei pasti che ho preparato facendo spesa.

Da Countdown troverete un settore nel banco frigo con tanti formaggi vegetali a marchio Angel Food. Ho assaggiato il vegan cheddar e l’ho trovato davvero buono. Altro marchio è Veesey ed ha formaggi veg affettati.

Da Pack ‘n Save invece ho trovato questi burgers. Ogni confezione ne contiene 4. Io ho acquistato quelli masala. La prima esperienza non è stata positiva, da cotti al forno. Successivamente provandoli in padella con olio di canola sono risultati appetibili. Ad ogni modo, chi ama le spezie li troverà ottimi.

I biscotti Arrowroot li ho trovati strabuoni!! Ho finito tutto il pacchetto in una mattina. Ops!

Gli snack raw di Tom&Luke sono stati una bellissima scoperta. Deliziose palline di noci e frutta. Le mie preferite sono state quelle al caramello salato. Provatele!

Se adorate il cioccolato provate questo dark con arachidi! Buonissimo!

Locali

Dal momento che il settore lattiero-caseario è molto attivo, le opzioni vegane sono minori rispetto a quelle vegane, che però non mancano.

▪ Nei franchising BurgerFuel potrete gustare V8 Hardcore Herbivore, un panino vegan con burger di ceci e zucca con pomodoro, cipolla fresca, insalata, mayo, strato di barbabietola e fetta di vegan cheddar. Costo: 12.5 NZD, circa 7 euro.

Ho mangiato il V8 sia a Rotorua che a Taupo, ma ce ne sono molti altri in città vicine.

▪ Non lontano da Rotorua ho avuto il piacere di scoprire Okere Falls Store, un locale davvero unico. La filosofia è il zero waste, e il locale è suddiviso in negozio eco-friendly e ristoro con cucina classica, vegetariana e vegana. Ampia scelta di frullati/smoothies 100% veg.

Ho pranzato in questo luogo vicinissimo alle cascate scegliendo un involtino di pasta sfoglia con spinaci, funghi e riso nero che mi è giunto al tavolo accompagnato da insalata fresca. Ho poi scelto uno smoothie acai e una bellissima fetta di torta effetto marble al mirtillo e cioccolato bianco vegan.

Un pranzo incredibile. Davvero.

▪ Da Third Place a Rotorua, locale con vista lago accanto ad un villaggio Maori, mi sono arrangiata un pranzo chiedendo ciabatta, funghi e pomodoro. In questo ristorantino purtroppo non hanno opzioni vegane ma solo vegetariane. Lo staff è stato comuque molto gentile nel cambiarmi gratuitamente lo smoothie alla banana. Indicato come “dairy free” era semplicemente senza lattosio. Me ne sono accorta in tempo e ne ho scelto uno con bevanda di soia. Davvero buono.

▪ Sempre a Rotorua, accanto a Burgerfuel, accompagnando la mia amica neozelandese ho scoperto un piccolo bar con dolci vegani e bevande calde di soia/riso/mandorla.

Prezzi onesti (circa 2.50 euro) e ambiente tranquillo dove si può chiacchierare ai tavolini e magiare anche cibo da asporto.

▪ Da Eat Streat a Rotorua, piccolo quartiere di locali e ristoranti riuniti insieme, ho trovato svariate opzioni vegane sui menù esposti all’esterno dei punti ristoro. Una sera a cena ho ordinato una Tofu Salad: niente male, ma i datteri li ho decisamente scansati nel piatto 🙂 L’accostamento dolce/salato così non è proprio il mio preferito.

▪ Nei bar si possono trovare anche gelati 100% vegetali. Non sono indicati come vegan (talvolta per volontà dei produttori), ma alla luce degli ingredienti lo sono. Come questo che ho assaggiato seduta al tavolo di un centro Hot Pools di acqua termale.

Da sapere sui locali:

~ In Nuova Zelanda l’acqua a tavola non si paga (a meno che non sia in bottiglietta). Ciò è dato dal fatto che lq nazione ha sorgenti pure e quella di rubinetto è ottima.

~ Non esiste costo di coperto come accade invece in Italia.

~ La mancia è gradita ma non obbligatoria.

~ È usuale chiedere la “doggy bag” per portare via ciò che non si è finito di mangiare nel piatto.

~ A cena con tavolo da molte persone i locali offrono modalità di pagamento separato (ciascun commensale quanto ha ordinato) oppure conto unico. Niente delle tante storie che ho visto fare in Italia.

Posti da vedere

Ce ne sono davvero tantissimi! A partire da Auckland, città dove si giunge in aereo, fino ad arrivare alle località più a sud. Il mio consiglio è quello di prendere una guida da sfogliare e di iniziare un bell’itinerario.

Io ho visitato

~ Coromandel, bella località con cascate e percorsi fra gli alberi. E mare a pochi passi.

~ Rotorua, distretto termale con un bel parco dove poter ammirare l’acqua vulcanica che evapora e immergersi in piscine calde gratuite.

~ Waitomo Glowworms cave, itinerario di tre grotte con stalagmiti e stalattiti davvero affascinante. Non perdetevi l’occasione di vedere da vicino i glow worms, vermi che emettono luce blu e che sembrano stelline alla parete delle caverne.

~ Hobbiton, un luogo incantato. Merita di essere visitato, che si sia fan del Signore degli Anelli o meno.

Ecco alcuni dei miei scatti ♡

Enjoy New Zealand ♡

Carmen

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