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Archivio dell'autore: Carmen Luciano

°°La Lettera di Miley Cyrus per i 29 anni di Liam Hemsworth°°

Il 13 Gennaio Liam Hemsworth, classe 1990, ha compiuto 29 anni. In occasione del suo compleanno la sua compagna Miley Cyrus ha voluto dedicargli una lettera, riportata per intero sul profilo instagram della cantante. Parole dolci che mettono in evidenza un sentimento forte in quella che è, a mio avviso, una delle migliori coppie vegane dello spettacolo.


“Liam, Buon Compleanno al numero uno. Quando ci siamo incontrati per la prima volta avevi 19 anni. Oggi ne compi 29.
Ho pensato di condividere alcune delle cose che adoro di te in onore di questo giorno speciale.
Il modo in cui mi guardi, il modo in cui guardi i nostri cani, i nostri maiali, i nostri cavalli, i nostri gatti, i nostri pesci..
Il modo in cui guardi la tua famiglia, i tuoi amici, gli sconosciuti.. il modo in cui guardi la vita..
Il modo in cui guardi l’oceano e ti prendi il tuo tempo.
Il modo in cui esci fuori quando ti chiedo com’è il tempo, invece di controllare il meteo sul tuo telefono..
La tua espressione quando ricevi buone notizie o brutte notizie.
Amo come provi sempre le cose a modo tuo, senza chiedere aiuto. (Sì, l’ho notato e me lo sono appuntato, ci sto lavorando..)
Il modo in cui dipingi, i colori che scegli..
Adoro i tuoi calzini sporchi sul pavimento perché significano che SEI A CASA. Amo quando mi presenti ad una nuova band, così quando sei via posso ascoltare la loro musica, e pensare che tu sia qui con me.
Adoro guardare “The Sandalot” con te. Amo stare a letto sveglia fino a tarda notte per cercare nuove ricette, per poi addormentarci e svegliarci al mattino con l’intenzione di preparare colazione insieme, mentre beviamo del caffè caldo (bollente come te).
Amo le piccole linee intorno ai tuoi occhi quando ridi o quando guardi il sole. Amo il modo in cui parliamo lo stesso linguaggio. Qualche volta basta un solo sguardo. Amo rilassarmi sul divano mangiando cibo cinese quando siamo reduci della notte precedente. Amo andare a qualsiasi festa e ricordarmi che la gente là fuori e falsa, e quanto sono fortunata io a condividere la vita con una persona VERA. Amo il modo in cui mi ascolti sempre e le attenzioni che mi dai (anche se si tratta della RuPaul’s Drag Race). Amo l’idea di avere il mio partner di spazzolino e dentifricio e il modo in cui mi pettini quando sono pigra per farlo.
Amo anche quando mi fai rimpicciolire la mia maglia preferita nell’asciugatrice – perché avere un fidanzato (oh mio dio stavo quasi dimenticando che adesso sei il mio f*ttuto marito!) che fa la lavatrice è la migliore cosa che possa capitare. Amo fare lunghi viaggi in auto, talvolta senza meta. Amo come ti siedi e ascolti i miei nuovi pezzi alla chitarra per ore..
Amo il modo in cui mormori a voce alta un nuovo copione o se leggi un libro. Amo il modo in cui cresci e impari. Amo scrivere canzoni di te al pianoforte.
Amo il modo in cui mi lasci essere me stessa.
Semplicemente.. Ti amo. Incondizionatamente.
Nel tempo trascorso insieme hai mostrato cosa significa davvero amare in ogni circostanza.
Io rispetto te e tu rispetti me.
Se il mondo avesse più comprensioni come queste non innalzeremmo muri ma costruiremmo ponti.
Sono orgogliosa della persona che sei diventato e non vedo l’ora di dare tutto il buono che possiamo dare, insieme, in futuro.
Tu ed io.
Prendiamo questo posto buio e facciamolo risplendere con la luce dell’amore.
Grazie per avermi regalato i giorni più felici e belli della mia vita.
Tua Miley”

[Traduzione: Carmen Luciano]

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°°Zoo, Circhi e Acquari: Prigione per Animali e Umani°°

Quando una famiglia decide di pagare un biglietto d’ingresso per entrare in uno zoo, in un circo che si avvale dell’uso degli animali per intrattenere il pubblico o in un acquario/delfinario ci troviamo davanti due tipi di prigionie:
quella animale, ovviamente, evidente e chiara, e quella umana, celata dietro false scelte “personali”.
Se le altre specie vengono confinate in gabbie, recinti, teche, vasche e spazi non naturali per mero lucro, le persone umane dal canto loro vengono ingabbiate mentalmente da stereotipi costruiti ad hoc dalla società, dalla cultura e dal sistema che ci inizia a ciò per volontà ben precise.

L’imposizione sugli altri, come qualsiasi altra azione, la si impara, e la si trasmette di generazione in generazione e nel tempo. Col tempo essa viene data per “normale”, come qualsiasi altra abitudine che conforma le masse.

Subordinazione animale al genere umano = normalità

Chi paga il biglietto per vedere il triste spettacolo della reclusione ai danni di qualcuno mette in atto un comportamento dettato da emulazione sociale e viene meno all’uso di raziocinio ed empatia.

Quando si accetta che un individuo, qualsiasi sia la sua specie di appartenenza, venga prelevato dalla natura per finire in uno spazio confinato dove non avrà la possibilità di godere appieno del mondo e dell’ambiente che lo compone, sprigioniamo il peggior atteggiamento di cui siamo capaci: l’egoismo antropocentrico.

L’antropocentrismo mette al centro di tutto la specie umana, e tutte le altre intorno. L’essere umano visto come un re con i suoi sudditi, le altre specie, la cui vita deve svolgersi in funzione delle proprie volontà.
Qualsiasi esse siano.

Gli umani infatti grazie all’antropocentrismo fortemente radicato, pensano di appartenere alla specie che primeggia per importanza. Pensano di poter disporre della vita, della libertà, dei sentimenti e del corpo altrui a proprio piacimento. Pensano addirittura di poter usare chiunque nasce al mondo (per ben altre finalità) per generare introito economico.
I soldi, pezzi di carta e cotone (o materiale plastico, dipende da nazione a nazione) ai quali per decisione sociale viene attribuito un valore, per alcuni umani valgono più della vita stessa.

<<Cosa c’è di male? Gli animali vengono puliti, alimentati, mantenuti>> chiedono taluni, dimenticandosi, rimuovendo completamente dalla propria coscienza che in fin dei conti mai nessun animale recluso ha mai chiesto questi “servigi”, queste “attenzioni” con le quali viene onorato.
Attenzioni che, se venissero riservate agli umani, si configurerebbero come arresto. Perché quando si è confinati dentro il solito spazio senza poter uscire è come essere agli arresti domiciliari. E solo provando questa sensazione incresciosa si può capire che alla fin fine avere qualcuno che pulisce i tuoi escrementi e ti da del cibo non è il massimo della vita, e che l’esistenza, quella vera, è fatta di esperienze e di libertà.

Dare per scontato che all’animale vada bene, perché ciò che conta per noi è che obbedisca a cosa abbiamo in serbo per lui, è una delle conseguenze dell’antropocentrismo sfrenato.

Se fossimo davvero la specie più intelligente come immotivatamente adoriamo definirci, useremmo il nostro inarrivabile intelletto per comprendere concetti basilari, semplici: un leone non deve stare dentro una gabbia. Un orso polare non deve farsi il bagno in una piscina. Un delfino non deve nuotare dentro una vasca.

Quando introduciamo un animale (pretendendo che frutti soldi) dentro uno spazio artificiale che non sostituirà assolutamente mai il suo habitat naturale facciamo un danno a noi, arrivando a gesti di tale bassezza morale, e facciamo un torto alla natura che ci permette di esistere.


I leoni, le tigri e i grandi felini sono carnivori predatori che nell’ecosistema hanno la funzione di tenere sotto controllo il numero di grandi erbivori. Se ci fossero solo erbivori, la vegetazione scomparirebbe. Se ci fossero troppi carnivori, gli erbivori si estinguerebbero. Ecco perché l’importanza dell’equilibrio. Un equilibrio dettato dalla natura, dall’istinto degli animali. Che noi non dovremmo alterare.

Quando mettiamo uno di questi grandi felini sotto un tendone di un circo lo priviamo della sua funzione naturale per attribuirgliene un’altra, del tutto superflua e inutile, se non dannosa, alla natura stessa.

I pesci, che in natura avrebbero mari aperti dove poter nuotare, quando sono costretti a stare dentro vasche o teche perdono la propria funzione.
Essi non esistono al mondo per abbellire, decorare spazi chiusi o per udire colpi di indice contro il vetro di bambini e giovani accompagnati da adulti in pomeriggi fatti di ricerca d’evasione dalla noia.



Quando una persona paga per assistere alla prigionia animale, deve essere consapevole che la sua esperienza dura poche ore, per poi lasciare spazio al ritorno a casa e alla possibilità di fare altre esperienze.
Un animale costretto a stare dentro uno spazio innaturale chiuso come unica esperienza ha l’obbedienza. Nient’altro.

Come ripeto da anni, nessuna specie al mondo si avvale del diritto di schiavizzare il genere umano. Se un bel dì essi decidessero di riservarci gli stessi tremendi trattamenti che noi riserviamo loro da millenni, non avremmo più così paura della morte. Desidereremmo piuttosto non esistere, perché una vita vuota fatta di violenza, di solitudine, di privazioni equivale a morire ogni giorno.

Se dentro di voi è rimasto un minimo frammento di coscienza, mandata in frantumi violentemente dalla cultura specista umana, conservatelo come un bene prezioso.

Riflettete su ogni vostra scelta e realizzate l’idea che la collettività è data dalle singole scelte degli individui. Se questo mondo in cui viviamo è troppo stretto per gli animali, la colpa è anche nostra.

Ridimensioniamo il nostro ego. Scendiamo dal trono dove ci siamo voluti arrampicare per illuderci di essere più importanti. Gettiamo via scettri e fruste e collochiamoci al pari delle altre specie, perché è quello il nostro posto: accanto a loro, non sopra di loro.


Carmen

°°[Review] Vegrano • Etic Veg Food @ Lucca°°

Poco distante dal centro di Lucca, il 3 aprile 2018, è nato un nuovo punto ristoro di cucina vegetale: Vegrano.

Dopo averne sentito parlare molto bene da amici e conoscenti, ho voluto provare anch’io le proposte vegan di questo locale facilmente raggiungibile sia in auto che con mezzi di trasporto pubblici.

I titolari, Samuele e Sofia, sono una giovane coppia unita dagli stessi ideali, determinata a diffondere il messaggio antispecista attraverso cibo vegetale etico e gustoso.

Entrambi molto simpatici e disponibili, accolgono i clienti dal retro di un bancone ricco di cibi realizzati con ingredienti esclusivamente vegetali delle migliori marche.

I titolari con alcune clienti

Le proposte sono molte, e possono essere scelte sia da mangiare sul posto usufruendo dei tavoli, oppure da asporto:

schiacciate farcite, pizza, cecina ma anche insalate e aĺtri piatti che si possono scegliere consultando il menu.

Oltre ai cibi salati Vegrano ha delle opzioni dolci, come muffins e torte soffici di produzione propria che variano nella farcitura di settimana in settimana.

Tutto da accompagnare con acqua, succhi di frutta, thé, birre o vino bio in base alle proprie preferenze.

Durante la mia visita a Vegrano da perfetta vegolosona ho assaggiato diverse cose 😀

Un trancio di pizza, una schiacciata “ricciola” (con rucola e formaggio spalmabile vegetale), una “montana” (con funghi, affettato vegetale ed una contenente formaggio vegetale affumicato ed affettato dal sapore simile allo speck.

Ho trovato tutto molto buono, sia per la morbidezza e croccantezza dell’impasto, sia per i saporiti ingredienti di farcitura.

Mi hanno particolarmente colpito però la schiacciata “ricciola” e “montana”, che sicuramente sceglierò di nuovo quando vi farò ritorno.

A fine pranzo poi ho gustato una soffice fetta dell torta esposta nel bancone: buonissima!

I prezzi di Vegrano sono onesti, e per chi si ferma in pausa da lavoro vi è la possibilità di avere un menù dal costo fisso. Ma i vantaggi non finiscono qui: con la tessera fedeltà che viene lasciata ad ogni cliente, si riceve un timbro ogni 10 euro. Al completamento della tessera si riceve del cibo omaggio da poter mangiare nel locale o da asporto.

Se capitate a Lucca e volete pranzare, cenare o semplicemente fare uno spuntino sostanzioso, fermatevi da Vegrano. Soprattutto se siete in compagnia di amici non vegani: rimarranno stupiti!

Vegrano è in via del Brennero 10, Borgo Giannotti (Lucca)

Per ulteriori informazioni seguite la pagina facebook ufficiale cliccando QUI.


Samuele Atzori, di Vegrano, non solo è impegnato nella causa antispecista, ma è anche dedito alla divulgazione di idee collegate a tematiche di interesse pubblico.

In questa intervista ci racconta di come è diventato vegano, del suo locale e del canale YouTube “Il Saggio Integrale” dove carica video interessanti.

Visitate il canale o iscrivetevi cliccando qui.

°°Seconda Protesta al Circo: Famiglie Convinte a Non Assistere°°

Domenica 6 gennaio 2019 a Pontedera si è tenuta la seconda manifestazione davanti ai tendoni del Circo Millennium attendato nella Piazza del Mercato.

Mentre un fiume di persone affollava il Cinema Multisala Cineplex accanto, altre famiglie hanno deciso di assistere al circo dove l’attrazione principale erano gli animali.

La tigre albina del Circo Millennium. Foto pubblica di una spettatrice postata su facebook.

Proprio per le specie detenute e costrette ad esibirsi, eravamo lì a manifestare. Ancora una volta hanno preso parte alla protesta privati cittadini ed associazioni quali Lav Pontedera, Animalisti Italiani Onlus sezione Toscana, Anima Animale e Pontedera 5 Stelle.

Muniti di striscioni, cartelli, palloncini colorati e megafoni abbiamo spiegato ai clienti del Circo che nel nuovo millennio non possiamo più permetterci di schiavizzare animali per tornaconto econimico.

Il vero circo è quello dove artisti mettono in pratica le proprie abilità frutto di allemento settimanale ed anni di esperienza.

Detenere specie animali che in natura vivono in continenti lontani, seppur (ancora) legale, è immorale. Inoltre, le leggi italiane non tengono in considerazione il fattore più importante: la doma. I controlli, se e quando avvengono, servono per garantire che gli animali abbiano cibo e spazi di detenzione puliti per motivo igienico sanitario. Della salute psichica di queste forme di vita non se ne tiene conto.

Fino a quando le persone pagheranno per assistere all’assoggettamento animale all’uomo, ci saranno creature condannate alla reclusione e all’obbedienza.

Fortunatamente nello spiegare questi concetti così basilari ma al tempo stesso alieni per taluni, svariate famiglie che avevano parcheggiato nel piazzale hanno compreso e deciso all’ultimo momento di cambiare programmi per la giornata.

Ringrazio pubblicamente tutti i partecipanti che si sono uniti alla protesta sia il 23 dicembre che il 6 gennaio. Ed anche i Carabinieri e la Polizia che durante i due eventi ha monitorato il regolare svolgimento della nostra manifestazione autorizzata.

Ci auguriamo che a Pontedera non torni più questo triste spettacolo. In caso contrario, saremo sempre pronti ad opporci e dare voce a chi non può difendersi.


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