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°° Carne Rossa e Lavorata : Cancerogena Secondo le Ricerche IARC °°

La notizia è stata pubblicata poche ore fa sul sito della World Health Organization ( Organizzazione Mondiale della Salute, in Europa ha sede in Danimarca, n.d.r ).
Dopo una lunga ricerca portata avanti da 22 esperti provenienti da 10 paesi diversi , la prestigiosa International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione in data 24 Ottobre 2015 ha reso noto il risultato degli studi affermando quanto segue:
La carne rossa è un alimento ad alta probabilità cancerogena mentre la carne lavorata è cancerogena per gli umani.
La presenza di conservanti o di prodotti di combustione con i quali la carne viene cotta è legata ad alcuni tipi di tumore che ormai flagellano la popolazione in tutto il mondo.

Queste nuove valutazioni verranno pubblicate nel Volume 114 degli IARC Monographs.
Un riassunto di esse invece è stato inserito già nella pubblicazione ” The Lancet Oncology

A partire dal 1971 sono state stilate 4 liste per suddividere gli agenti cancerogeni.
▬ Gruppo 1 :cancerogeni certi per l’uomo.
▬ Gruppo 2A : cancerogeni probabili per l’uomo.
▬ Gruppo 2B : cancerogeni possibili.
▬ Gruppo 3 : agenti non cancerogeni
▬ Gruppo 4 : agenti probabilmente non cancerogeni.

L’inserimento delle carni rosse lavorate nel gruppo 1,  dove sono elencati già 117 alimenti cancerogeni certi , e l’inserimento delle carni rosse non lavorate nel gruppo 2 porteranno sicuramente dei cambiamenti.

Come avviene già per il tabacco, elemento del primo gruppo, è possibile che sulle future etichette applicate sulle confezioni di prodotti alimentari a base di carne rossa lavorata vengano inserite indicazioni sulla cancerogenicità per tutelare la salute dei clienti.
E’ auspicabile che venga adottato per le aziende che producono carne lo stesso trattamento riservato alle aziende che invece producono tabacco.
Se sui pacchetti di sigarette grazie a nuove normative troviamo adesso la dicitura
” il fumo uccide ” o addirittura ( come accade in altri stati europei ) foto-testimonianza di polmoni malridotti, chissà se anche sulle vaschette al reparto macelleria ci sarà qualcosa di simile.

Al momento molti esperti favorevoli al consumo di carne ( forse perchè non è la loro ) stanno cercando di riportare l’attenzione dei consumatori sul fatto che la carne sia un alimento necessario per godere di buona salute.
La realtà dei fatti invece rimane molto preoccupante:  il cancro resta la seconda causa di decesso e ogni giorno in Italia si scoprono 1000 nuovi casi.

Detto questo, vorrei aggiungere un mio parere personale in merito alla notizia.
Sto notando con molto dispiacere che i casi di decesso avvenuti tra miei parenti e conoscenti siano stati tutti dati dal tumore: al sangue, al fegato..
L’età di coloro che hanno combattuto e perso contro questo male va dai 50 ai 75 anni.
Non può essere una semplice coincidenza.
Non può essere che troppe persone non riescano a vivere fino alla vecchiaia.
Credo fermamente che questa malattia dipenda da tanti fattori, tra cui sicuramente quello alimentare.
Il cibo è una componente importante in grado di determinare il giusto funzionamento del nostro organismo.
Dovremmo seriamente iniziare a ricordare che la salute è una sola, e aver cura del proprio corpo è l’unico modo che abbiamo ( forse associato al fato ) di vivere a lungo.
Da persona alla quale fu detto che non mangiare carne ( per motivi etici ) avrebbe comportato problemi di salute, da persona che invece da 13 anni non mangia animali e problemi di salute non ne ha, vi invito a riflettere sul mio esempio e su quello di tantissime persone che come me hanno abbandonato il consumo di animali e derivati escludendoli dalla loro alimentazione.

Per ulteriori informazioni sul veganismo
consultate i siti:
▬ www.cambiamenu.it
▬ www.scienzavegetariana.it


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Il sistema nutrizionale per prevenire e curare diabete, malattie cardiovascolari tumori – Seminario formativo + Intervista esclusiva

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°° [DVD ] Guarire Con La Dieta Vegan di Michela De Petris °°

Avrete sicuramente sentito parlare della Dottoressa Michela De Petris qualche tempo fa grazie ad un servizio di Pablo Trincia per il programma Mediaset LE IENE.
In una puntata andata in onda nel marzo 2014 ( per vederla clicca QUI ) veniva intervistato un suo paziente, il signor Antonio, guarito dal tumore maligno grazie all’alimentazione vegan.
Antonio era malato di tumore da anni e i cicli di chemioterapia non avevano migliorato le sue condizioni di salute. Si era letteralmente rassegnato alla malattia e negli ultimi tempi aveva rifiutato di sottoporsi ad ulteriori cure.
La scelta di provare, come ultima spiaggia, un tipo di alimentazione diverso per cercare di guarire è giunta grazie al figlio che non accettava l’arrendersi del padre.
Il ragazzo  si è documentato su internet e da li ha scoperto un mondo tutto nuovo, ovvero quello della medicina alternativa e della salute che parte dalla tavola.
The China Study è stato solo uno dei libri che gli hanno fatto scoprire che esiste una correlazione tra ciò che mangiamo e le malattie che possono insorgere nel nostro organismo.

La Dottoressa De Petris, ricercatrice in studi di intervento alimentare presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, docente di nutrizione clinica in diversi corsi indetti dalla Provincia di Milano e dalla Regione Lombardia ed esperta in nutrizione oncologica ha seguito il caso aiutando il paziente nel cambio di alimentazione.
<< Un programma alimentare bilanciato, vario, che consiste nello spostare il più possibile l’alimentazione sui cibi vegetali. Oramai è evidente e scientificamente provato che le proteine di origine animale e i cibi raffinati infiammano e acidificano l’organismo; più ci spostiamo su una dieta a base vegetale tanto maggiori sono i benefici e le probabilità di guarigione >> ha spiegato.
Dopo circa tre mesi di cure il tumore del signor Antonio era completamente scomparso.

Il servizio e il caso di guarigione di quest’uomo hanno destato molto scalpore e scosso l’opinione pubblica. Ovviamente sono giunte molte critiche anche da parte di medici convenzionali che si sono forse sentiti minacciati in qualche modo.
<< Durante la laurea in medicina e chirurgia l’alimentazione non viene minimamente toccata mentre l’alimentazione e il cibo sono prioritari. Le cose stanno cambiando. Si sta verificando una rivoluzione e come tutte le vere rivoluzioni partono dal basso. I pazienti arrivano con il ritaglio del giornale, riportano quello che hanno sentito dire e “obbligano” i medici ad informarsi, ad aggiornarsi, a rimettersi in discussione, a modificare atteggiamenti che spesso sono poco vantaggiosi soprattutto per i pazienti >> ha espresso la dottoressa.

A distanza di più di un anno da quel servizio il prezioso lavoro di Michela De Petris sta continuando in tutta Italia.
Con questo articolo vi informo proprio di un suo nuovo progetto appena pubblicato:
il dvd ” GUARIRE CON LA DIETA VEGAN “.

guarire-con-la-dieta-vegan-dvd

Si tratta di un seminario della durata di 240 minuti dove la Dottoressa illustra l’importanza della dieta nella regressione e nella stabilizzazione della malattia, così come nella sua prevenzione. Analizza, inoltre, il rapporto tra alimentazione e chemioterapia, elencando gli studi e i casi clinici in cui una dieta povera di proteine animali si è rivelata determinante per la guarigione del paziente oncologico e approfondisce il concetto di dieta verde: regime utilizzato principalmente per ridurre il rischio del diabete e delle malattie cardiovascolari.

Nel DVD si parla di :

  • alimentazione naturale e benessere
  • strategie alimentari per la prevenzione e la cura dei tumori
  • dieta verde per ridurre il rischio delle malattie cardiovascolari e del diabete
  • ingredienti nuovi per imbandire una tavola sana

Il DVD contiene un’intervista esclusiva nella quale la dottoressa dà i suoi consigli per mangiare sano, recuperare la salute e vivere in perfetta forma fisica.

Al momento in offerta scontato del -15% come prodotto novità.

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°° In risposta a PAOLO B., a favore della sperimentazione animale °°

Mi è giunta ieri sera questa mail da parte di un lettore , Paolo B. sdegnato per il mio articolo/intervista ad Alessandra sulle cure e sul tumore. A piè messaggio ha esternato la perplessità di una mia risposta.
Beh, eccola.
Ma prima di rispondere, leggiamo quanto mi è stato scritto.

Ciao,
volevo manifestare il mio sdegno in merito all’articolo-intervista che hai pubblicato.
Credo di non parlare senza cognizione di causa, in quanto orfano di padre da ormai più di dieci anni e studente di medicina.
Alessandra si è salvata grazie alla sperimentazione sugli animali, i farmaci che chiama/chiamate “veleni” sono stata l’unica cosa a tenerla, seppur faticosamente, in vita.
L’alimentazione non c’entra probabilmente nulla col suo tumore, tantomeno col decorso della sua malattia.
Insomma…la signora è salva grazie SOLO ED ESCLUSIVAMENTE alla ricerca biomedica, alle “case farmaceutiche” tanto odiate, alla sperimentazione sugli animali, ai medici e agli infermieri che l’hanno seguita, e cosa fa? Sputa nel piatto dove ha mangiato? Su chi le ha salvato la vita?

Come potete, voi animalisti/antispecisti, da anteporre il benessere di qualche topo e pochi cani (comunque trattati al meglio, non certo vivisezionati, ma anzi forse trattati meglio di come sono “accuditi”, per esempio, nel canile della Brambilla) all’esigenza di trovare cure per queste orribili malattie, che indiscriminatamente possono colpire chiunque, anche voi? 

Io davvero mi aspetto delle risposte, anche se dubito fortemente arriveranno

Cordiali saluti”

—————————————-

Ed eccoci qua che per la prima volta scrivo sul mio blog quello che ho passato io, che in maniera indiretta ho vissuto la tragedia di questa malattia vedendo mio nonno ammalarsene fino a morirne nell’agosto 2012.
Non ho mai voluto intraprendere questo discorso in pubblico sul mio sito, al massimo ho sempre ribadito i concetti e i miei pensieri sulla mia pagina facebook dove ogni tanto qualche sfogo parte eccome.
Quelli che noi chiamiamo veleni e che tu metti tra virgolette, caro Paolo studente di medicina,  altro non sono che veleni.
Ribadisco per la millesima volta la traduzione greca del sostantivo “farmaco” che per l’appunto significa veleno.
So che magari è interessante ripercorrere insieme la nascita di tale vocabolo per chi sicuramente non ne è a conoscenza ( data l’insistenza) ma farei le 5 del mattino a scrivere sulla tastiera, quindi evito.
Se tu sei orfano di padre, e me ne dispiaccio, sappi che non sei l’unico.
Come hai potuto leggere nell’incipit della mia risposta, io ho perso mio nonno un anno e mezzo fa.
Inizialmente gli erano stati diagnosticati dei noduli alle corde vocali.
Poi, si scoprì che erano dei tumori.
Col passare del tempo e con le chemio alle quali si è sottoposto, mio nonno ha perso la voce.
Ci credi che non ricordo nemmeno più il suo timbro vocale?
Gli ultimi 4 anni della sua vita li ha passati parlando in maniera rauca.
I medici, tuoi futuri colleghi dunque, gli avevano promesso che la voce sarebbe tornata eccome.
Ma così non è stato.
Già il dare false speranze a chi sta male è condannabile eticamente.
Ma andiamo avanti.
Sembrava che il tumore fosse stato debellato dalle corde vocali.
Apparentemente era così.
Ma come ha ben detto Alessandra, la ragazza che ho intervistato, i trattamenti devastanti a cui sono sottoposti i pazienti anche se apparentemente curano il tumore iniziale, sono spesso causa dell’insorgere di altri tumori.
E così è stato per mio nonno.
Dopo qualche tempo infatti hanno trovato cellule tumorali nel fegato.
Anche li, bombardamento di chemio uno dietro l’altro.
Mio nonno che non ha mai sopportato neanche l’idea di farsi fare una puntura con la siringa, è stato letteralmente ribaltato come un calzino.
Sembrava che tutti sapessero come curarlo e cosa fare.
“Prova questo”, “prova quest’altro”, “prova pure quest’altro ancora”.
Alla fine, dopo che avevano cantato vittoria per avergli spazzato via le cellule infette, hanno avuto l’illuminazione celestiale di guardare dall’altra parte del fegato.
Come la luna: l’altra metà era nera.
Completamente satura di cellule tumorali.
In poco tempo anche la parte che loro ritenevano ormai guarita si è infettata.
Il tumore in poco tempo ha preso il sopravvento su tutto il fegato raggiungendo il sangue in circolo in tutte le vene.
Nei mesi in cui il tumore progrediva e iniziava a devastare ogni cellula che trovava davanti a sé, più volte mi sono chiesta se fosse stato il caso di alimentare mio nonno in maniera più sana, equilibrata, naturale.
Non con i classici maccheroni al pomodoro, parmigiana e braciola di carne.
Mi è stato risposto inizialmente che non vi erano problemi.
Poi, 4 mesi dopo, ecco che i problemi arrivano: nonno non assimilava più gli alimenti e necessitava di integratori di vitamine e quant’altro.
A testimoniare il fatto che forse un po di ragione l’avevo eccome a preoccuparmi della sua alimentazione.
Pertanto, se reputi l’alimentazione poco importante, ti sbagli.
E’ grazie a quella che ci sostentiamo, ed è stata probabilmente grazie a quella poco adatta che mio nonno ha iniziato a perdere peso vertiginosamente, fino a diventare una mummia irriconoscibile.
Dopo solo un mese gli sono stati dati pochi giorni di vita.
Mio nonno è vissuto fino al 19 Agosto sera.
Nelle ultime settimane non mangiava più, non riusciva più a salire le scale, a muoversi.
Gli ultimi 3 giorni della sua esistenza li ha passati con un laccio al polso e con un ago in vena che lo alimentava previa alimento endovenoso.
E sai ( per la millesima volta) cosa contiene quella sacca di alimento bianco che danno ai malati terminali?
Sostanze vegetali.
Olii e soprattutto SOIA. Che sta alla base dell’alimentazione vegan.

Mio nonno è morto. E come lui migliaia di persone ogni anno solo in Italia.
Cosa ha risolto nel suo caso la sperimentazione animale?
Cosa ha risolto per tuo padre la sperimentazione animale?
Assolutamente nulla.
Entrambi ci troviamo a non sapere come riempire un vuoto che mai verrà colmato.
Entrambi i nostri familiari sono stati sia pazienti che tester umani, alla fine.
Perchè sono convinta che è impossibile trovare una cura per una malattia per una specie B se si testa la patologia e la cura su una specie A.
Addirittura tra umani abbiamo reazioni diverse!
Se Alessandra si è salvata molto probabilmente è stato grazie alla forza del suo fisico, capace di resistere a cure durissime.
E non è da escludersi il fatto che l’alimentazione vegan abbia giovato tale resistenza.
Non vi sono ancora prove certe perchè i campioni di persone in esame sono ancora pochi, ma in futuro parleranno i fatti.

Ma ritornando al discorso vivisezione.
Con che coraggio dici che gli animali su cui sperimentano ( che non sono qualche topo o qualche cane, ma MILIONI DI ANIMALI) vengono tutelati nel loro benessere?
Che concezione hai tu, caro Paolo, della parola benessere?
Non ho mai sentito di SPA che regalano momenti di relax ai clienti aprendoli a metà, sai.
Non lo so in che mondo vivi, ma ti assicuro che questo è un tantino diverso da come te lo immagini.
Io che ho seguito la questione GREEN HILL da vicino ti posso garantire che gli animali non sono trattati bene.
Sono oggetti. A nessuno importa del loro benessere.
Proprio a nessuno.
Come a nessuno importa del benessere di tutti gli altri animali vittime della sperimentazione.
Poi, se c’è una cosa che urta veramente tanto, è questa famosa frase che tutti fate uscire dalle vostre bocche, cioè che noi animalisti anteponiamo la vita dei topi a quella delle persone.
Ma chi te lo ha mai detto?
Ma da quando in qua una cosa escluderebbe l’altra?
Io rispetto sia la vita di un topo che quella di un uomo.
Rispetto la VITA, quel qualcosa di invisibile agli occhi che fa animare i corpi e che una volta che sparisce nessuno è in grado di regalarla di nuovo al corpo che rimane inerme.
Ma in che modo la mia empatia e il mio rispetto a pari merito per tutte le specie lede alla tua persona?
Dovresti aver timore di chi, egoista e antropocentrico, passerebbe sul tuo cadavere pur di salvare la propria pelle.
Non di me che invece vorrei tutti felici e contenti.
Vorrei tutti liberi di poter vivere la propria esistenza senza il timore di morire prima del tempo previsto.
Ma chi siamo noi per decidere cosa non una vita ma MILIONI DI VITE devono fare al mondo?
Chi siamo noi per ostacolare l’esistenza degli altri per imporgli la morte?
Non è trucidando animali che salveremo le persone.
Sono già stati uccisi abbastanza topi e tuo padre come del resto mio nonno sono morti comunque.
E chissà se si sono tutti ritrovati in un aldilà, animali sperimentati e vittime del tumore, a parlare di come magari perdiamo il tempo noi frivoli umani mentre il tempo scorre e la malattia miete vittime.

Ribadisco fermamente il mio concetto di base: la sperimentazione su chi può provare dolore e soffre nel provare dolore NON DEVE ESSERE NEMMENO PENSATA!
Iniziamo ad investire tempo, energie e fondi per cure valide che non comportino la sofferenza di nessuno.
Mi appello anche a te, che sai cosa significa perdere chi si ama.
Cerca di comprendere che “noi animalisti” non stiamo interferendo con nessuna giusta ricerca ma stiamo portando alla luce i crimini che la Sperimentazione Animale nasconde.

Fino a quando continueranno a morire topi, cani, gatti, ratti, cavie, conigli, scimmie in laboratorio anche la nostra stessa salute sarà in pericolo.

Mi auguro di averti fatto intendere chiaramente il mio concetto
e di averti anche stupito nel vedere una risposta che non ti aspettavi, malfidato! 🙂

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