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°°L’Oréal compra Sante Naturkosmetik e Logona°°

Il colosso della cosmetica L’Oréal, da decenni combattuto da associazioni animaliste di tutto il mondo per via dei test clinici condotti su animali, ha annunciato di aver comprato l’azienda tedesca Logocos Naturkosmetik AG.

Logocos racchiude brand ecologici, biologici e vegani come Sante Naturkosmetik e Logona. Se Logona è molto più conosciuta in Germania, Sante invece lo è in Italia.

La notizia è stata divulgata sul sito ufficiale di L’Oréal stessa.

Logocos è stata fondata nel 1978 e ad oggi conta 340 impiegati e una vendita di prodotti in tutto il mondo.

Sull’affare vegano Alexis Perakis-Valat, presidente di L’Oréal, afferma che “Logocos porta alla Divisione due autentici e certificati marchi pionieri nel mercato dei prodotti naturali e biologici. In linea con L’Oréal questo acquisto rinforza l’azienda con le tendenze attuali in ambito di beauty”.

Fabrice Megarbane, General Manager L’Oréal Germania, ha espresso che “L’Oréal Germany è lieta di inglobare un brand esperto in cosmetica naturale in un mercato dove il desiderio di cosmetici biologici si rivela la richiesta più ampia in tutta l’Europa Occidentale”.

Il passaggio di proprietà del brand avverrà nel giro di pochi mesi.

Nessun accenno ai test su animali. Nessuna informazione ulteriore su cosa ne sarà della filosofia dei prodotti che fino ad oggi erano la scelta di molti vegani in tutta l’U.E.

Una notizia che a mio avviso desta preoccupazione. Sì perché se per L’Oréal questo affare frutterà introiti economici con loro estrema gioia, noi clienti non sappiamo più se poter acquistare o meno quei prodotti che da tempo ci davano sicurezza.

L’Oréal già da un anno ha iniziato ad indicare come “vegan” alcuni suoi cosmetici a marchio, ma il colosso non ha mai aderito a nessuna certificazione per quanto riguarda il cruelty free. E questo non promette niente di buono.

Personalmente da oggi eviterò di comprare cosmetici Sante per non finanziare questa multinazionale che ho scelto di boicottare nel 2008. Continuerò a sostenere marchi etici in linea con la mia filosofia di vita e che rifiutano di condurre test su animali.

E voi? Cosa ne pensate?

Carmen.

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°°Vegalia: il nuovo affettato vegetariano prodotto da Fiorucci°°

La lista di marchi che da sempre hanno lucrato sugli animali (allevati, macellati e resi “cibo”) e che di recente hanno ideato alternative vegetali ai propri prodotti è in costante aumento.

Questo mese di giugno dell’anno 2018 ai brand onnivori interessati al vegetarismo si è unita Fiorucci, azienda storica italiana.

Fiorucci sui suoi canali social ha informato followers e clienti della novità chiamata “vegalia”: un affrettato vegetariano alle erbe.

Molto simile agli affettati realizzati con corpi animali, Vegalia dall’immagine di presentazione vanta di essere “0% carne, 100% sapore”.

Fino a pochi anni fa una realtà del genere sarebbe stata utopia, mera fantasia. E invece, ad oggi, questa svolta è verità concreta.

Continuino a dire che il numero di vegetariani e vegani è in calo: l’interesse delle aziende per il mercato veg afferma l’esatto contrario.

Ormai non si tratta più di semplice speranza: sappiamo bene tutti, chi più chi meno, che il futuro sarà per gli animali ben diverso dal passato trascorso e dall’attuale presente. La nostra specie sta vivendo un profondo cambiamento che, ne sono convinta, ci porterà ad abbandonare false convinzioni che legano la nostra esistenza a subordinazione e schiavitù del prossimo.

Con l’augurio che l’evoluzione avvenga nel più celere dei tempi, vi invito ad aver fiducia e a continuare a difendere gli animali.

Presto come li stiamo ancora trattando sarà solo un brutto ricordo.

Carmen

°°[Regno Unito] Chiude il Reparto Macelleria in ben 6 Supermercati TESCO°°

Ancora belle notizie dall’Inghilterra! Questa settimana attraverso il mio blog vi ho informati della chiusura imminente del reparto macelleria e pescheria nella filiale Tesco di Liverpool. 

La novità in merito è che sarebbero ben 6 i supermercati Tesco a chiudere i suddetti reparti, e non solo il punto vendita indicato. La conferma arriva direttamente oltremare dalla presidente Animal Equality UK. La notizia è stata poi condivisa da Marina Kodros, Animal Equality Italia.

Il motivo è sempre lo stesso: la scarsa domanda di alimenti animali non permetterebbe alla catena di coprire i costi. Via, dunque, carne e pesce dai banconi.

Lo spazio dedicato ai prodotti realizzati con resti animali rimane quello degli scaffali e degli espositori del preconfezionato. C’è da dire però che col tempo la varietà sta piano piano diminuendo, in modo direttamente proporzionale a quella vegetale.

Sono sempre più numerose infatti le proposte alternative vegan. 

A 73 anni dalla nascita del termine vegan, coniato da Donald Watson, possiamo dire che di passi avanti nella strada del rispetto per ogni forma di vita ne sono stati fatti molti.

Una bellissima notizia che, sono sicura, presto diventerà realtà in altri Stati in Europa. 

°°Riaperta la Caccia agli Elefanti: Moby attacca la famiglia Trump°°

È recente la notizia della riapertura della caccia agli animali esotici, fra i quali gli elefanti, in America. La decisione, che annulla la legge a favore della conseevazione animale di Obama, è stata voluta dal neopresidente Trump.

Insensibile all’ambiente e agli animali (per non aggiungere altro), Trump ha regalato a uno dei suou figli la possibilità di cacciare un elefante. La foto scattata al giovane, che lo ritrae con la coda dall’animale nella mano sinistra e un pugnale in quella destra, ha fatto il giro del globo, indignando qualsiasi persona dotata di empatia.

Su instagram, e successivamente su Facebook, è arrivata la dura critica, in chiave satirica, di una delle personalità vegan più attive nello star system: Moby.

Il cantante, proprietario di un locale vegano che supporta le associazioni animaliste col 100% dei proventi, ha pubblicato sui suoi social un’immagine modificata del figlio di Trump: l’uomo non risulta più carnefice ma vittima.

Onestamente non riesco a pensare ad un singolo Trump la cui vita valga più di quella di un elefante”.

Sono queste le dure parole di Moby che accompagnano la raffigurazione di un Trump decapitato da un elefante che mostra fiero la testa della vittima tenuta per i capelli.

Una critica che lascia intendere quanta disapprovazione stia generando il Presidente non solo nel resto del mondo ma soprattutto nello Stato in cui governa.

Ringrazio Moby per aver apertamente fatto intendere la sua contrarietà alla caccia. Mi auguro che si uniscano a lui tantissimi altri, anche del mondo dello spettacolo, per contrastare questo vergognoso danno alla natura. 

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