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°°Messaggi Diseducativi Sugli Animali: La Risposta di De Agostini°°

Grazie all’articolo di denuncia morale pubblicato pochi giorni fa sul mio blog, tantissime persone hanno avuto modo di vedere per la prima volta alcune pagine dei libri “Animali della Fattoria” di DeAgostini contenenti messaggi diseducativi per i bambini.
La reazione è stata immediata: come me, avete provato orrore e disgusto per quanto letto e mostrato attraverso le illustrazioni.

Animali felici di ricevere sevizie, come le oche spennate o ingozzate con l’imbuto, ed altri contenti di vivere in poco spazio come i maiali.

La casa editrice ha ricevuto letteralmente una valanga di critiche e di messaggi di protesta, tanto da correre ai ripari rispondendoci con tale messaggio pubblicato sulla pagina ufficiale di Facebook.



Quanto esplicitato da De Agostini Publishing è in parte vero: la collezione, che era acquistabile in edicola o con abbonamento, adesso non è più disponibile. Ma non è una raccolta datata e vecchia. In base ai volumi che ho avuto modo di controllare si parla dell’anno 2006, per arrivare alle edizioni del 2017 e 2018.

Troppo recente la pubblicazione per poter pensare “erano altri tempi”.
Mi domando quanti bambini abbiano letto tali letture a mio avviso contenenti messaggi diseducativi e distorti sulle condizioni emotive degli animali schiavi delle fattorie. Mi domando anche se quei bambini e se quelle bambine che hanno letto tali racconti siano in qualche modo cresciuti/e con la convinzione che le altre specie vivano bene recluse nella fattoria, o contente di essere in qualsiasi modo alla mercé degli esseri umani.

Io personalmente sono nata e cresciuta in un ambiente di campagna, ambiente in cui vi erano animali privilegiati (gatti e cani, di cui quest’ultimi meno privilegiati dei primi poiché legati a catena giorno e notte) e altri acquistati, fatti ingrassare e ammazzati all’occorrenza, appena il freezer si svuotava di carcasse.

Posso assicurarvi che nessuno di quegli animali era felice. Sebbene lo spazio fosse agreste, quelle vite erano lo stesso stressate. Succede quando si è obbligati a stare in piccoli spazi con altri compagni di sventura, a mangiare se qualcuno ti da da mangiare e a calpestare le proprie feci.

Esattamente come negli allevamenti intensivi, pure in quelli estensivi e nelle fattorie gli animali sono ignari protagonisti della breve tragedia che è la loro vita.

Ai bambini è giusto dire la verità, se si sostiene l’assoggettamento umano. Cercare di sminuirne la violenza significa che in qualche modo ci sentiamo in errore, e abbiamo bisogno di mascherare le nostre azioni deplorevoli facendole passare per normali e giuste.

Se i bambini sapessero cosa subiscono davvero gli animali e come se la passano quella misera vita che dura pochi mesi o nemmeno un anno, proverebbero dispiacere e disprezzo verso gli adulti.
Emozioni che ho provato io verso i 12 anni.
Difatti ho poi smesso di mangiare animali a quell’età.


Concludo questo articolo condividendo altre immagini tratte dal libro di De Agostini “I prodotti della Fattoria” – “Il Latte”, con testi che qualcuno ha approvato e accettato venissero pubblicati. Aberrante.

La vacca dopo essere stata munta guarda con un sorriso il suo latte venir versato in una tanica da parte di Celestina, femmina umana che non sa cosa vuol dire essere munta.

“Proprio come fa il vitellino quando succhia il latte”. Come dovrebbe fare SOLO il vitellino, in caso.
La vacca che subisce la mungitura è raffigurata imbarazzata, rossa sul volto, per aver fatto cadere il SUO latte a terra.
“Un’operazione lunga e difficile”, del tutto evitabile visto che il latte è un alimento specie specifico.
Una vacca raffigurata felice di avere macchinari attaccati alle mammelle
Tranquille e felici di essere sfruttate



Che una cosa simile, che un messaggio del genere non venga mai più impresso su carta e fatto arrivare alle giovani menti.

Carmen Luciano

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