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°°Conigli Sorridenti sulla Locandina della Sagra del Coniglio di Parlascio°°

Accade nel Comune di Casciana Terme Lari, in Toscana.
Da oltre 40 anni nella località Parlascio viene organizzata una sagra paesana dove hanno la peggio i conigli. Si sa, la Toscana pullula di luoghi dove gli esseri umani si trastullano con serate e cene a base di animali, dove la sofferenza di queste creature (verso cui non sembra esserci né pietà né il minimo interesse) sprofonda sotto il peso di danze, musiche, ed antropocentrica gioia. Alcuni luoghi dove vengono serviti i resti corporei però si contraddistinguono per la rappresentazione grafica di quelle che, a mio modesto avviso, sono piccole e innocenti vittime dell’inconsapevole ingordigia umana.

I conigli, come tutti gli animali che hanno la sfortuna di essere usati per fini alimentari dalla nostra specie, nascono in allevamento già con una condanna a morte che pende sulla loro testa.
La loro è una non-vita. Una breve esistenza volta solo a far sviluppare abbastanza il proprio organismo, che verrà poi smembrato in mattatoio.
Non sanno cosa significano la libertà, la vita in natura, il ciclo delle stagioni, l’espletare il vivere secondo gli istinti della propria specie di appartenenza.
Così silenziosi e delicati, vengono ammazzati senza pietà in modi di cui nessun umano vorrebbe fare esperienza. Appesi per le zampe posteriori, tramortiti, messi in condizioni di non potersi difendere..
Così l’eroico e impavido uomo, che vanta la discendenza dai Sapiens, nega loro l’esistenza.

Foto: esempio di uccisione di conigli


Ma gli esseri umani, si sa, sono una specie molto peculiare.
Si autodefiniscono cacciatori e predatori come i grandi animali carnivori, ma a differenza loro alla vista del sangue e delle interiora vengono poi assaliti non dalla fame ma da profonda nausea.

Sarà per questo motivo che per la Sagra del Coniglio di Parlascio, borgo del Comune di Casciana Terme Lari, si è pensato di edulcorare la mattanza dei conigli. Forse un po’ troppo.
E così, ecco l’uso di un’immagine Disneyana per raffigurare i conigli. Da notare poi il particolare del sorriso. Una vera chicca.

Come ho scritto già al Comune, che patrocina questo “evento”, e come scriverò anche all’organizzazione e alla Pro Loco di Casciana Terme Lari, scendere a questi livelli è davvero imbarazzante.

Non è solo imbarazzante l’idea che per passare delle allegre serate si debba far morire qualcuno,
è imbarazzante anche il fatto che tali eventi siano poi pubblicizzati con grafiche simili che sono lontane nella verità quanto Saturno dalla Terra.

Mi spiace ricordare alle coscienze assopite di chi organizza, di chi patrocina, di chi partecipa a questi eventi dove si banchetta su piccoli corpi che hanno vissuto violenza, che gli animali non sono felici di morire. Ogni essere vivente senziente, come noi, ha la naturale e innata spinta alla sopravvivenza, all’esistenza, al preservare il proprio essere per godere della vita.
Quindi, se si ha un minimo di decoro, grafiche simili non andrebbero nemmeno pensate.

Mi dispiace enormemente vedere come gli esseri umani si siano ridotti.
Durante il lockdown hanno fatto esperienza di come ci si possa sentire chiusi in uno spazio per mesi (sempre più grande e non paragonabile agli angusti spazi dove sopravvivono gli animali negli allevamenti intensivi), hanno visto la morte da vicino, ma non appena usciti fuori dalle proprie abitazioni e riconquistate quelle libertà della “vita di prima”, hanno ripreso con operosità e zelo a far pesare agli animali la propria presenza sul mondo. Un mondo che non ne può più di come lo stiamo trattando.

In attesa di un necessario salto evolutivo (perché vivere senza ammazzare gli animali è possibilissimo, lo stesso godersi la vita senza negarla alle altre creature) vi invito a disertare a questi eventi dove gli animali vengono intesi e usati come materia organica. Tutte, dalla prima all’ultima, e in tutta Italia.
Non sono gli animali che devono morire, ma lo stereotipo di altre specie = cibo.
Nessuna specie fra quelle presenti su questo pianeta si permette di fare a noi ciò che noi facciamo alle altre. È il momento di finirla.


Carmen Luciano

°°Spreco Alimentare: Consigli per Ridurlo ed Evitarlo°°

La metà del cibo prodotto finisce nell’immondizia“, lessi tempo fa su un articolo di denuncia sociale sugli sprechi alimentari.
Pensai che fosse un tantino esagerata come esternazione, che non poteva essere davvero così. E invece ho dovuto ricredermi.

Gran parte del cibo prodotto viene davvero sprecato, e spesso e volentieri finisce dritto nel bidone senza nemmeno esser stato toccato.
Posso confermare ciò a seguito di esperienze lavorative maturate nel settore della ristorazione e in quello della vendita al pubblico nei supermercati.
Con molto rammarico vi dico che la quantità di cibo sprecato è inimmaginabile.
E ciò che fa stare più ma le è che gli sprechi potrebbero essere evitati, eppure non vengono evitati.

Voglio farvi un esempio riportando un avvenimento che ho visto coi miei occhi.

Nel magazzino di un supermercato dove ho lavorato (penso accada in tutti i supermercati) c’era una cassetta con del cibo dentro, messa in un angolo, a terra. Entrando e uscendo dal magazzino per sistemare sugli scaffali la merce vedevo aumentare le confezioni dentro quella cassetta.
<<Cosa finisce là dentro?>> chiesi alla responsabile della filiale.
<<Ah, quella? E’ la cassetta dello scarto che viene buttato via>> mi sentii rispondere.
La curiosità mi portò ad andare a vedere cosa ci fosse dentro: una cartone di latte ammaccato, una vaschetta di affettato di suino dal colore poco invitante per un onnivoro, un pacchetto di biscotti rotto da un lato, una busta di cioccolatini aperta, una confezione di succhi mela e banana a cui mancava un brick.
<<Ma qui manca un succo solo>> feci notare.
<<Sì, qualche cliente deve averlo sfilato via. Ma non possiamo vendere una confezione non più integra, quindi va buttato>> fu la risposta. Rimasi sconcertata nel sentire quelle parole. Cinque succhi sarebbero stati gettati via perché non erano più sei.
<<Per caso si possono acquistare?>> domandai con la speranza che la risposta fosse affermativa.  <<Sì volendo sì, ma chi te lo fa fare? Non ci sono sconti e comunque manca un succo>>.
Risposi che non mi interessava dell’assenza di un succo, era di mio interesse che il resto della confezione non venisse gettato via.
Così a fine turno andai alla cassa e pagai il “rifiuto“.

Non solo i supermercati e i negozi sono colpevoli di spreco alimentare.
Tantissimo scarto lo troviamo anche nei ristoranti, nelle pasticcerie, nei bar e nei pub dove i secchi dell’organico si riempiono di cibo lasciato a metà o nemmeno toccato.

cibo sprecato

Ci pensate?
Prendiamo come esempio una pizza marinara lasciata a metà.
Grano e pomodori sono stati seminati, irrigati, fatti crescere, raccolti, lavorati da agricoltori (spesso sottopagati), resi farina e passata per una pizza cotta in forno da un pizzaiolo, servita al tavolo da un/a cameriere/a ed infine gettata per metà nel bidone.

Che dire poi dei cibi di origine animale?

Non si parla più di piante irrigate, si parla di esseri viventi senzienti segregati in capannoni, gabbie, mutilati e costretti a condizioni di vita orrende per divenire cibo che finisce in discarica.

Tutto ciò è deplorevole, lo trovo un affronto alla coscienza umana dal momento che il numero di persone che soffrono e muoiono per la fame è in aumento:
si parla di 821 milioni di persone, circa un 1 abitante del pianeta su 9,
secondo “The State of Food Security and Nutrition in the World 2018“.

Contraria ad ogni forma di discriminazione, credo che ciascuno di noi sia responsabile del non fare abbastanza per gli altri. Chi vive nell’agiatezza, disponendo di cibo a volontà quando ad altri non tocca, dovrebbe seriamente riflettere sulla propria condizione di vantaggio e impiegare le proprie energie per arginare lo svantaggio degli altri.

Esattamente come stiamo correndo ai ripari per i rifiuti in plastica, dobbiamo correre ai ripari anche per limitare al massimo ed evitare i rifiuti organici alimentari.
Lo dobbiamo a quelle persone che muoiono di stenti perché non hanno niente da mangiare.

Come evitare allora gli sprechi?
Alcuni consigli.

– Preferire i cibi di origine vegetale evitando quelli di origine animale: gran parte delle risorse alimentari agricole vengono destinate all’alimentazione zootecnica delle specie allevate, quando potrebbero essere sfamate tantissime persone.

– Nei negozi e nei supermercati, non farsi problemi nell’acquistare cibi in scadenza: spesso sono scontati del 30% o messi a metà prezzo. Risparmierete qualche euro ma soprattutto eviterete uno spreco di cibo.

– Acquistate solo gli alimenti che mangiate evitando scorte enormi che potrebbero scadere. Pianificate il menù settimanale con gli ingredienti che possono servire per i piatti.

– Avete comprato troppo cibo e impegni/imprevisti vi fanno capire che non potrete consumarlo? Regalatelo. Suonate al campanello dei vicini di casa, chiedete in famiglia o ad amici se può far comodo a qualcuno.

– Quando andate al ristorante non strafate: ordinate solo ciò che riuscirete a mangiare. Se proprio vi sentite sazi e non riuscite a finire quanto avete nel piatto, chiedete di poter portare via gli avanzi. Potete acquistare una scatola porta cibo in bambù da tenere in borsa, così da evitare anche i rifiuti usa e getta. Non sentitevi in imbarazzo per tale richiesta! E’ molto più imbarazzante sprecare cibo.

– Se a casa avanzano ortaggi, cereali e legumi già cotti, realizzate un passato vegetale o una zuppa. E’ un’idea geniale che ho visto in Olanda durante uno scambio culturale.

Io, nella mia quotidianità, metto in pratica questi punti e posso dire di riuscire a limitare al massimo gli sprechi. Se ciascuno di noi a partire da oggi iniziasse a prestare attenzione alle proprie abitudini e scelte alimentari, le cose potrebbero cambiare enormemente.

Buona riflessione.

Carmen.

 

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