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°° Firenze vieta il menù vegan nelle scuole della provincia °°

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E’ recentissima la notizia negativa giunta dal Consiglio Comunale di Firenze riguardo all’introduzione del menù vegan nelle mense scolastiche del territorio.
E’ stata infatti bocciata tale proposta avanzata dal consigliere Tommaso Grassi e sostenuta da associazioni animaliste che avrebbe permesso ai bambini e ai ragazzi vegetariani e vegani di poter mangiare tranquillamente a scuola durante la pausa pranzo.

Proposta lecita che se fosse stata accettata, avrebbe consolidato un enorme passo avanti dal punto di vista etico morale e che sarebbe sicuramente stato un servizio migliore per chi non mangia carne e pesce.

Sono sempre di più infatti le persone che hanno modificato le proprie preferenze alimentari adottando una dieta priva di alimenti animali.
In Italia aumentano di numero le famiglie vegetariane che vorrebbero poter vedere i propri figli vivere tranquillamente senza avere limiti nel sociale.
Limiti culinari che per esempio non hanno i ragazzi musulmani.

Esempio fatto anche da Mariangela Corrieri, ex Responsabile LAV Firenze che ha espresso quanto segue:

“Vengono tutelate le scelte alimentari di ebrei e musulmani ammettendo la pratica cruenta della macellazione rituale senza stordimento e non viene ammessa l’alimentazione incruenta e morale di chi fa una scelta vegana.

 Naturalmente consideriamo tale bocciatura come una chiusura mentale, una prepotenza, quella  mancanza di considerazione verso le scelte personali altrui che perfino l’art. 2 della Costituzione tutela in quanto rispetto dei convincimenti dei singoli e base del rispetto della persona umana e della sua dignità.

Le istituzioni non dovrebbero quindi imporre la loro visione (spesso dogmatica e insipiente) ma offrire ai cittadini un ventaglio di scelte dalle quali costoro potranno attingere secondo il proprio convincimento e le proprie esigenze di salute e coscienza morale.

Nessuno di noi può essere strumento del volere di altri e nessuno può imporre ad altri come alimentarsi.

 Noi ce lo saremmo augurato e non soltanto per gli animali che si salverebbero dalle inaudite sofferenze a cui vengono sottoposti, ma anche per l’ambiente (acqua, foreste, clima…..) la cui devastazione produce quel cambiamento climatico certificato dal rapporto FAO del 2006 Livestocck’s long shadow, aggiornato recentemente,il quale espone con chiarezza come gli allevamenti intensivi di animali rappresentino una delle principali cause di immissione nell’atmosfera (51% del totale) di gas serra – anidride carbonica (CO2), metano (CH4), ossido di azoto (NO2) e clorofluorocarburi (CFC). 

Il ciclo di produzione della carne infatti è un sistema inefficiente che trasforma una moltitudine di alimenti a base vegetale in una quantità estremamente  limitata di alimenti di origine animale incidendo  non soltanto sull’ambiente ma anche sulla fame nel mondo e sulla nostra salute (diabete, cancro, obesità, malattie cardiovascolari). 

Ma possiamo arrestare il processo? Sì, possiamo. Agevolando le scelte vegane e cominciando ad alimentarci senza prodotti animali almeno un giorno a settimana secondo l’esempio di città come San Francisco, Gand e tante altre nel mondo.

Inviamo un ringraziamento per la loro sensibilità, la libertà di coscienza e il rispetto della Costituzione a tutti quei consiglieri che hanno votato a favore della scelta vegana e invitiamo tutti a una riflessione.”

 

Assolutamente d’accordo con Mariangela Corrieri.
Non è assolutamente giusto ed equo vedere dei cittadini oppure ospiti musulmani o ebrei tutelati nei loro diritti NONOSTANTE IN ITALIA SIA D’USANZA STORDIRE GLI ANIMALI PRIMA DI MACELLARLI, e poi ritrovarsi una proposta così etica rigettata.

Per non parlare del fatto che sarebbe stato un modo per avvicinare TUTTI i bambini e i ragazzi ad un’alimentazione sana e naturale.
Importantissimo oggigiorno, dato il livello di obesità infantile che affligge la nostra società.

Questo ostacolo è incomprensibile.
Mi rifiuto completamente di credere che nel Consiglio Comunale di Firenze ci siano persone così retrograde e poco aperte al progresso.

Ricordo benissimo quanto è stato difficile adattarmi alla mensa scolastica delle scuole medie che ho frequentato io: spesso c’erano piatti che non potevo mangiare e che non mi facevo servire per lasciarne maggiore quantità ad altri, rimanendo dunque senza primo o secondo e facendomi bastare il pasto.
Poi però, quando di secondo arrivava la carne di maiale, per gli studenti musulmani in un contenitore a parte c’era il pollo, per esempio.
Questa discriminazione non mi è mai piaciuta.

Sono passati 10 anni , e vedere ANCORA queste differenze mi fa davvero rabbia.
Non iscrivere alla mensa i bambini vegetariani sarebbe una soluzione?
ASSOLUTAMENTE NO.
Significherebbe darla vinta a chi ha bocciato la proposta, oltre ad essere una scelta sconveniente dal punto di vista sociale, dato che a mensa i bambini rafforzano il contatto con i loro coetanei.

Pertanto, spero che nel Consiglio Comunale cambi presto aria con l’arrivo consiglieri più sensibili e rispettosi nei confronti di tutti.

°° 30/11/2013: La LAV in Gabbia a Roma contro l’allevamento di Visoni °°

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Probabilmente non ti aspettavi che la LAV sarebbe arrivata a tanto.
Ma non possiamo più fare finta di nulla: l’83% degli italiani (te compreso sicuramente) è contro le pellicce ma non abbiamo ancora una legge per chiudere definitivamente gli ultimi allevamenti di visone.
Vogliamo quindi che tu sappia per primo che sabato 30 novembre, davanti al Pantheon di Roma, faremo una staffetta di protesta dove il nostro Presidente Gianluca Felicetti e attivisti, soci e amici si chiuderanno a turno in una gabbia, come quelle che ospitano i circa 200 mila visoni prigionieri degli allevamenti in Italia.
Anche se non ci sarai fisicamente, potrai comunque seguire quello che succederà nella Capitale su Facebook e Twitter ma soprattutto potrai contribuire attivamente alla causa recandoti presso il banchetto a te più vicino, per firmare le cartoline rivolte ai Deputati e Senatori chiamati a decidere sul destino degli allevamenti.

Scopri qui dove puoi trovarci

Partecipa anche tu via social network!

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La LAV vi invita a provare il visone.
Per mostrare che la maggioranza degli italiani è contro le pellicce e contro gli allevamenti che costringono gli animali a una vita in gabbia e a una morte (atroce).
Andate su http://twb.ly/1g221Tg e aderite alla nostra campagna con la vostra foto profilo Facebook o Twitter.
Tutto questo, non prima delle 14.00 del 30 novembre!

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Io sono già pronta!! tu???

°° La LAV torna in piazza contro l’uccisione degli animali da Pelliccia °°

Comunicato stampa LAV

ALLEVAMENTI DI PELLICCE: È ORA DI CHIUDERLI! LAV IN PIAZZA IL 30 NOVEMBRE E IL 1°, IL 7 E 8 DICEMBRE PER CHIEDERE IL DIVIETO ALL’ALLEVAMENTO DI ANIMALI PER LA PRODUZIONE DI PELLICCE. SCOPRI DOVE TROVARE I TAVOLI LAV SU WWW.LAV.IT. ASCOLTA E AIUTACI A VEICOLARE LO SPOT RADIO DELL’INIZIATIVA

Di nuovo in piazza per dire No alle pellicce: sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre (con replica il  7 e 8 dicembre) la LAV sarà nelle principali piazze italiane per chiedere il divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce. Scopri dove trovare i tavoli LAV più vicini, su www.lav.it.  Ascolta e aiutaci a veicolare lo spot radio dell’iniziativa: https://soundcloud.com/lav-onlus/visoni-da-armadio-mai-pi

La LAV torna in piazza per sostenere la proposta di legge (Senato S.62 Silvana Amati – PD – Camera C.288 Michela V. Brambilla – PDL) che chiede di vietare l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la principale finalità di ottenere pellicce (ma anche pelle, al fine di prevenire il possibile sviluppo di allevamenti di animai esotici per la produzione di pelle “pregiata” utilizzata dall’industria del lusso).

Presso i tavoli LAV i cittadini potranno firmare le cartoline dirette ai 25 senatori e 43 deputati membri rispettivamente della Commissione Sanità al Senato e della Commissione Agricoltura alla Camera, che per primi dovranno esprimersi sulla proposta di legge della LAV.

Il testo ricalca quello presentato nel 2011, il cui iter ha subìto un arresto a causa del cambio del Governo, “lo scenario, però, è decisamente diverso rispetto a due anni fa: in Europa sono aumentati i Paesi che hanno definitivamente vietato questa attivitàdichiara Simone Pavesi, responsabile LAV campagna Pelliccementre in Italia sta aumentando il numero di allevamenti”.

Negli ultimi due anni, infatti, l’industria europea della produzione di pellicce è stata oggetto di numerose iniziative di contestazione che hanno coinvolto cittadini e istituzioni. Il risultato più importante è stato raggiunto in Olanda, (il secondo produttore in Europa e terzo al mondo di pelli di visone, con oltre 5 milioni di animali appositamente allevati all’anno), dove lo scorso dicembre il Senato dell’Aia, preso atto della incompatibilità di questa forma di allevamento con il rispetto delle minime esigenze etologiche dei visoni, ha approvato la legge che dal 2024 farà chiudere i quasi 200 allevamenti olandesi.

In Italia invece il numero di allevamenti di visoni sta aumentando, “l’associazione di categoria degli allevatori ha concentrato le sue forze sulla promozione di questo primitivo business, che oggi vede attivi 20 allevamenti e altri 2 prossimi all’apertura, con un totale di circa 200.000 animali all’annoprosegue Pavesiper questo è necessario un immediato intervento del Parlamento al fine di impedire un ulteriore incremento di queste strutture”.

Il testo proposto dalla LAV prevede anche l’impegno alla promozione di attività economiche alternative, un regime di sanzioni che includono la reclusione da 3 a 18 mesi per chi contravviene al divieto, e la multa da 1.000 a 5.000 euro per ogni animale allevato. Reclusione da quattro mesi a due anni, con la multa da euro 1.000 a euro 5.000 per ciascun animale, per chi invece esporta, sfrutta economicamente, trasporta, cede o riceve pelli o pellicce di animali appositamente allevati, catturati e uccisi in Italia.

La proposta di legge della LAV prevede anche la possibilità di “riscattare” gli animali presenti negli allevamenti all’entrata in vigore del bando e di reinserirli in natura nell’ambito di progetti di recupero concordati con i Ministeri dell’Ambiente e della Salute.

I tempi per l’abbandono dell’uso di pellicce animali sono maturi: lo dimostrano l’accresciuta sensibilità dei cittadini, l’83% dei quali si è dichiarato contrario alle pellicce (Rapporto Italia Eurispes 2011), e l’aumento delle aziende che aderiscono allo standard Fur Freeconclude Pavesi è ora che il Parlamento si faccia promotore di un cambiamento legislativo in grado di rispondere alle istanze degli italiani”.

L’elenco completo delle piazze in cui trovare i tavoli della LAV è disponibile su www.lav.it.

 

Paesi con divieto di allevamento animali “da pelliccia”
Inghilterra 2000, divieto per tutti gli animali
Irlanda del Nord 2003, divieto per tutti gli animali
Scozia 2003, divieto per tutti gli animali
Austria 2004, divieto per tutti gli animali
Croazia 2007, divieto per tutti gli animali effettivo dal 2017
Bosnia 2009, divieto per tutti gli animali effettivo dal 2018
Danimarca 2009, volpi effettivo dal 2024
Olanda 2012, divieto per tutti gli animali effettivo dal 2024 (già vigente dal 2008 divieto per volpi e cincillà)
Slovenia 2013, divieto per tutti gli animali effettivo dal 2015

 

Allevamenti in Italia

EMILIA ROMAGNA

5 allevamenti

VENETO

5 allevamenti

Comune

provincia

n. allevamenti

Comune

provincia

n. allevamenti

Galeata

FC

1

Bastia

PD

3

Jolanda di Savoia

FE

1

Villa del Conte

PD

Fossoli di Carpi

MO

1

Galzignano

PD

Cella di Noceto

PR

1

Conco

VI

1

San Marco

RA

1

Fiesso d’Artico

VE

1

LOMBARDIA

7 allevamenti attivi

2 non ancora avviati

ABRUZZO

1 allevamento

Comune

provincia

n. allevamenti

Comune

provincia

n. allevamenti

Misano di Gera d’Adda

BG

1

Castel Di Sangro

AQ

1

Antegnate*

BG

Montirone

BS

2

Calvagese della Riviera

BS

Capergnanica*

CR

3

Capralba

CR

Offanengo

CR

Dovera

CR

Fraz. S. Cataldo – Borgoforte

MN

1

*= Non ancora attivi
TOTALE     18

 

18 Novembre 2013

Ufficio stampa nazionale LAV 06.4461325

www.lav.itwww.nonlosapevo.com

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