Archivi giornalieri: 11 marzo 2013

°° Vacanze Veg in Egitto: La mia esperienza °°

Nel settembre del 2012 ho potuto finalmente realizzare un sogno: uscire dall’Europa e visitare l’Egitto, che da quando ero piccola mi ha sempre affascinato con la sua Storia Antica.
Insieme alla mia zia sono stata a Marsa Alam.
4 ore d’aereo per arrivare nella cittadina fondata di recente ed edificata nelle prossimità dei Resort e Hotel che ogni mese vedono giungere migliaia di turisti che portano entrate economiche agli abitanti.
L’Egitto infatti vive principalmente del settore terziario e agricolo.
L’idea di visitare la Valle dei Re, Luxor e Karnak mi elettrizzava tanto quanto quella di nuotare nel Mar Rosso, ma prima di partire mi sono più volte domandata come me la sarei cavata con l’alimentazione.
Ma abituata a fare sacrifici e a mangiare anche meno durante i viaggi, mi sono detta “male che vada, tornerò magra come.. una mummia!” 
Così sono partita.
Questa è la mia esperienza.. e questi sono i miei consigli per voi vegetariani/vegani se dovrete fare un viaggio in Egitto.
Buona lettura !

kahramana beach

Alimentazione a Marsa Alam :

 

– Primo consiglio  che vi do se siete vegani/vegetariani:
avvertite in tempo la compagnia aerea della vostra alimentazione soprattutto se il volo copre la fascia oraria del pranzo e della cena. Durante il volo vi verrà offerto un primo e un secondo con snack. Se indicate che non mangiate carne né pesce troverete un “Veggie Meal” personalizzato tutto per voi ^_^
Se invece non vi ricorderete di informare la compagnia aerea come ho fatto io, darete in beneficenza il pasto al vostro compagno di viaggio che sicuramente apprezzerà il bis (come è accaduto con mia zia,hahahah) e voi vi adatterete con i crackers.

All’arrivo ci hanno offerto del thè al karkadè:  anche se la bevanda è rossa, NIENTE PANICO. Non esiste colorante E120! Il color rubino è dato dal pigmento della pianta stessa. Quindi.. enjoy it 😉

Dopo il drink di benvenuto il villaggio (Kahramana Beach Resort, il mio)  ci ha offerto la cena.
Li ho avuto modo di constatare cosa potevo mangiare e cosa no.
In Egitto nelle zone turistiche ormai tutti gli hotel hanno un menù continentale. Ovvero grandi buffet con portate composte da primi di pasta, di riso, secondi di verdure e anche di carne.
Gli egiziani, sapendo che la maggior parte dei turisti evita come la morte la carne in generale (per paura di ingerire carne di cammello), servono quasi solo pollo o manzo.
E ne servono davvero poco.
In maggioranza i piatti sono a base di verdure.
Almeno per me, è stato IMPOSSIBILE alimentarmi in maniera vegan : creme fatte con il latte o tracce di uova sono praticamente ovunque.

buffet
Per una settimana ho dovuto quindi fare un piccolo passo indietro nei confronti della mia alimentazione.
A differenza di quanto immaginavo, ho mangiato veramente tantissimo!!!
Il personale era molto cortese, e quando il secondo giorno ho chiesto se era vegetariana questa o quella portata, lo chef mi ha fatto trovare un piatto IMMENSO tutto per me alzando il pollice e dicendo “tutto vegetarian!” 😀
Da provare assolutamente sono le patate cotte con tutta la buccia: buonissime.
E..non perdetevi il pane arabo: morbidissimo e stra-buono!

colazione

 

pranzo marsa alam

 

cena

Una cosa invece a cui dovete prestare molta attenzione: tanti hotel nella sala da pranzo hanno i distributori di bibite che erogano alla spina succo, thè ed acqua.
State molto attenti a non berne in maniera eccessiva.
In Egitto bere acqua non imbottigliata può creare disturbi fisici, tipo la diarrea.

 

Gli Animali a Marsa Alam:

Animali terrestri:
Non vi aspettate di trovare gatti neri tipo Bastet o cagnolini perchè ce ne sono veramente pochi.
Gli unici animali  che troverete tra un’escursione e l’altra non sono poi nel fiore della salute.
Quelli che invece spopolano sono asini (magrissimi che gli si contano le ossa, e usati come mezzo di trasporto) e mucche. Oltre ai cammelli (che sono praticamente le auto del deserto).
Se siete sensibili al maltrattamento vi consiglio di non soffermarvi troppo a riflettere sulla loro tradizione di appendere gli animali uccisi fuori dalle “macellerie” : per loro la carne ha valore appena l’animale è macellato.
Più passa il tempo, più abbassa il prezzo.
Altri animali che potrete incontrare, soprattutto sotto i tavoli all’esterno degli hotel, sono i piccioni egizi: bellissimi dal color sabbia!

Animali marini:
Messi molto meglio di quelli terrestri!
Potrete ammirare pesci coloratissimi, un’infinità di specie bellissime insieme a squaletti, tartarughe, pagurini, delfini…
Vi consiglio vivamente di fare snorkling: infilate maschera, pinne e boccaglio e immergetevi nel paradiso del Mar Rosso. Nuotare tra gli abitanti del mare è un’esperienza indimenticabile e unica.
Io ho fatto snorkling a Sharm el Loli ( una spiaggia bianchissima) ed è stata un’esperienza stupenda a contatto con i coralli e i pesci.
sharm el loli

 

sharm el loli2

 

snorkling

Tradizioni e Usanze:

A Marsa Alam è tradizione bere thè nelle tende beduine (io personalmente non l’ho fatto) o fare escursioni o “cammellate” nel deserto.
Come potete immaginare, i cammelli in Egitto sono trattati come i cavalli per le botticelle a Roma.
I cammelli sono i soliti che poi, un a volta usati per anni per far soldi coi turisti, finiscono uccisi dissanguati nel metodo Alal per finire poi nelle macellerie venduti a basso prezzo.
Il turista che ha una coscienza e una morale, NON VA IN GROPPA AI CAMMELLI  e NON FINANZIA LO SFRUTTAMENTO ANIMALE.
Uno può dire ” Per una volta nella vita che sono in Egitto, io ci salgo sul cammello! Che male c’è… (clicca qui!)..“.
Certo. Per voi è una volta nella vita, per quel cammello invece TUTTA LA VITA VIENE SACRIFICATA!Pensateci.
Vengono sfruttati per tutta la loro esistenza come mezzi di spostamento per poi finire MACELLATI senza pietà con il metodo Halal.

A Marsa Alam è usanza anche rincorrere i turisti per vendere souvenirs: attenti alle truffe!
Quando pagate in euro, spesso i venditori ambulanti fanno il gioco del cambio-moneta mettendo in tasca i vostri euro e tirando fuori dall’altra lire egizie INCOLPANDOVI DI AVERLI SOTTOPAGATI (1Euro vale 7 lire egizie).
Io ci sono cascata nell’acquisto di alcuni papiri, e sinceramente mi ha fatto schifo la cosa.
Quindi OCCHIO.

animazione kahramana

Altro da sapere: In Egitto il bagno si paga. E si paga anche la mancia per ogni servizio: ai camerieri, agli autisti, alle guide, ai guardiani dei musei,  A TUTTI.
Nonostante abbiate già pagato profumatamente gli ingressi (esempio: 5 minuti nella tomba di Tut Ank Amon, 15 Euro + 2 Euro a testa di mancia al guardiano, oltre ai 100 Euro per vedere 3 tombe nella Valle dei Re)

Per concludere:
vi consiglio di visitare l’Egitto con molta apertura mentale  ^_^
A me personalmente piaceva di più la popolazione che lo abitava migliaia di anni fa.

°° 11 Marzo 2013: DIVIETO definitivo di test cosmetici su animali °°

 

  • Dopo 23 anni di difficile lotta e di promesse troppo spesso mancate, di petizioni, manifestazioni, votazioni a Bruxelles, l’Unione Europea si libera da tutti i test su animali in ambito cosmetico: oggi 11 marzo 2013, infatti, entra in vigore l’ultimo stop previsto dalla Direttiva 2003/15 che impone il divieto di sperimentare su animali, o importare,  anche gli ingredienti oltre ai prodotti cosmetici.

    Questo importante traguardo ha rischiato di slittare ulteriormente, tanto che la Commissione Europea ha più volte paventato la possibilità di posticiparlo almeno di dieci anni: una prospettiva fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, da coraggiose aziende e dalle associazioni animaliste di tutta Europa, tra cui la “European Coalition to end animal experiments” di cui facciamo parte, e così il bando è stato mantenuto.

    L’impegno antivivisezionista ha portato la LAV a ottenere nel 1993, insieme alle maggiori associazioni animaliste europee, la prima direttiva di bando dei test su animali, su prodotto finito e ingredienti cosmetici, fissato al 1998. Il bando è stato più volte rimandato dal Governo comunitario ma finalmente, ora, possiamo festeggiare questa svolta storica: la totale esclusione dei test animali in campo cosmetico.

    Oggi 11 marzo la LAV festeggia questa grande vittoria a Roma, in piazza del Pantheon – piazza non scelta a caso poiché ha visto le prime manifestazioni antivivisezioniste su questo tema – con un “Happy Hour per gli animali”: un brindisi insieme a cittadini e sostenitori per ribadire come per questo settore avremo un’Europa libera dall’orrore incettabile di questa parte della vivisezione.

    Con la LAV in questa occasione di festa, molte delle aziende che hanno fatto della loro etica antivivisezionista una politica aziendale: L’Erbolario, Argital, Helan, Bakel, Omia, Pierpaoli, Allegro Natura, Dr.Taffi, tutte impegnate a ricordare l’importanza dello Standard internazionale “Stop ai test su animali”, rappresentato in Italia dalla LAV: l’unico disciplinare che garantisce con il controllo di un Ente certificatore terzo il no test su animali nell’intera filiera di produzione comprendendo anche le materie non prettamente cosmetiche come i conservanti e i chimici.

    L’Erbolario e LAV hanno offerto una seduta-omaggio di trucco ad alcuni partecipanti e, per tutti: brindisi e campioni omaggio di prodotti cosmetici certificati “Stop ai test su animali”.

    “I test sostitutivi in ambito cosmetico sono già ampiamente diffusi, tra i più noti quelli in vitro, risultati più affidabili, sicuri, economici e veloci – spiega Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione – Questo è un chiaro segnale di come le leggi possano influenzare anche il mondo dell’industria veicolando le risorse in cui investire. E’, quindi, fondamentale che il nuovo Parlamento preveda subito ulteriori tappe per far applicare tutti i metodi sostituivi già disponibili, e sostenere la ricerca di altri in tutti gli altri settori di sperimentazione sugli animali”.

    “Questa vittoria dimostra come una ricerca senza animali sia possibile, non solo in ambito cosmetico, ma per tutte le applicazioni – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV – questo traguardo, unito al positivo decorso giudiziario contro Green Hill e alla recente dichiarazione della Menarini-RTC che ha rinunciato alla sperimentazione su otto beagle, ci danno la forza per urlare, ancora di più, il nostro no alla vivisezione e pretendere che non vengano più autorizzati esperimenti basati sulla crudeltà e su un business economico a scapito, oltretutto, di una rigorosa e utile ricerca per l’uomo”.

    La LAV ringrazia tutti i consumatori, le aziende, i parlamentari europei che in questi anni hanno responsabilmente contribuito con la loro scelta rivolta al non testato su animali a mettere fine ai crudeli test cosmetici, praticati in questo settore in particolare su conigli e topi. Scienza, etica ed economia possono andare d’accordo: questo risultato lo conferma.

    Scopri perché continuare a preferire le aziende certificate!

 

Anche  LUSH festeggia la vittoria con tutti i clienti che hanno firmato la petizione contro i test cosmetici effettuati sugli animali.

E scrivono sulla loro pagina Facebook:
<< Vogliamo ringraziarvi tutti, anche grazie al vostro supporto l’Europa è da oggi la prima zona al mondo ad aver definitivamente abbandonato i test sugli animali in campo cosmetico. ORA TOCCA AL RESTO DEL MONDO!http://tinyurl.com/lush-becrueltyfree >>

 

Anche sulla pagina facebook di Animal Amnesty si parla del traguardo raggiunto.

I ragazzi di Animal Amnesty scrivono:

<< Oggi 11 Marzo è una data storica. Da oggi in Europa entra in vigore il divieto di sperimentare cosmetici su animali, una battaglia durata oltre 20 anni e vinta dal mondo antivivsezionista. La guerra però è ancora lunga da combattere e ha altri nemici che si chiamano REACH e più in generale vivisezione.

Proprio per vincere questa guerra, che vede milioni di animali vittime ogni anno, domenica 28 Aprile saremo per le strade di Roma a chiedere la fine della vivisezione, senza alcuna condizione.

Non mancare!
www.facebook.com/events/449362491800499/ >>


Adesso che dopo quasi un quarto di secolo siamo riusciti a dare più civiltà al nostro Continente, dobbiamo verificare ogni giorno che venga rispettato il divieto. Come sappiamo, tutte le leggi finiscono per essere aggirate.
Ma qui si parla di vittime, di innocenti uccisi, e non c’è scusante per chi da oggi in poi verrà meno al divieto.
Alcuni ipotizzano che i marchi dei cosmetici commissioneranno i test ai laboratori farmaceutici che (per adesso) hanno sempre la prerogativa di poter vivisezionare gli animali.
Spero invece che accada l’opposto: che questo divieto diventi una spinta al progresso per aziende che intenzionalmente non hanno mai voluto progredire e migliorarsi.
Per quanto riguarda i test dei medicinali, che le case farmaceutiche si preparino: il prossimo bersaglio da colpire e affondare SONO LORO!

– Sbarellababy

°° LAV: Maxi sequestro di pelli di foca per scarpe e stivali °°

Comunicato stampa LAV 8 marzo 2013

CFS OPERA MAXI-SEQUESTRO DI SCARPE E STIVALI CON PELLI DI FOCA

LAV: SUBITO SANZIONI A DITTA RESPONSABILE. NECESSARIO INTENSIFICARE I CONTROLLI, L’ITALIA NON ALIMENTI QUESTO VERGOGNOSO BUSINESS

 

Non ha precedenti in Europa il maxi-sequestro di scarpe e stivali con pelli di foca, operato in queste ore dal Corpo Forestale dello Stato su segnalazione della LAV: l’azienda di abbigliamento italiana “Creative s.r.l.” (proprietaria del marchio di calzature Hice Shoes http://www.hiceshoes.it/ ), con sede a Civitanova Marche, non solo avrebbe violato il bando comunitario mettendo in commercio scarpe e stivali realizzati con pellicce di foca, ma addirittura avrebbe pubblicizzato la propria attività con false attestazioni circa la provenienza di queste merci come frutto della caccia tradizionale delle popolazioni Inuit in Groenlandia, necessaria al loro sostentamento.

 

Gli accertamenti del Corpo Forestale dello Stato, così come segnalato dalla LAV e dalla HSI Humane Society International, hanno dimostrato che la Groenlandia non ha alcun ente di certificazione di questa filiera che sia stato riconosciuto dalla Commissione Europea. Di conseguenza gli uomini della Forestale hanno sequestrato tutta la merce reperita presso l’azienda e consistente in: novanta pelli e oltre cento paia di scarpe confezionate con pelli di foca, introdotte irregolarmente sul mercato.

“Una violazione grave, chiediamo sanzioni esemplari – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce – Al Corpo Forestale dello Stato va il nostro plauso per l’innovativa e incisiva azione di contrasto di illeciti penali contro gli animali e per questa operazione, unica In Europa, che ha per oggetto il commercio di prodotti di foca. Le rigide sanzioni vigenti (L.189/04 articolo 2) prevedono l’arresto  da  tre  mesi  a  un  anno o l’ammenda da 5.000 a 100.000 euro per chiunque produce, commercializza, esporta o introduce nel territorio nazionale  qualunque  prodotto  derivato  dalla  foca. Ed infine è disposta la confisca e la distruzione di tutto il materiale, oltre alla sospensione della licenza per  un  periodo  da  tre mesi ad un anno”.

 

“Il sequestro è un fatto molto preoccupante perché dimostra che gli Stati Membri non stanno vigilando sull’applicazione del Regolamento UE che ha messo l’Europa all’avanguardia con il bando all’importazione commerciale di pelli di foca – dichiara Roberto Bennati Vicepresidente LAV – Nei prossimi giorni chiederemo alla Commissione Europea quali azioni intende intraprendere per proteggere le foche da importazioni illegali e quali controlli intende intraprendere sugli Stati Membri affinché verifichino se ci sono state altre importazioni in Europa in regime di divieto”.

Da quando, il 20 agosto 2010, è entrato in vigore il bando europeo al commercio di prodotti di foca abbiamo assistito a numerosi tentativi di annullamento da parte dell’industria della pellicceria e in particolare dei trasformatori di prodotti derivanti dalle foche (pelli, carne, grasso, omega 3).

Ai due contenziosi in sede di Corte di Giustizia dell’Unione Europea, si è affiancato il reclamo di Canada e Norvegia presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio: contenziosi che sino ad oggi, tra ricorsi, sospensioni e contro-ricorsi, hanno sempre visto confermato il bando europeo ma che ancora non si sono conclusi.

L’industria della pellicceria, per fare fronte ad un trend di consumi di prodotti in pelliccia sempre più in declino, soprattutto in Italia e in Europa, già da diverso tempo veicola le pellicce animali sotto forma di inserti per abbigliamento non solo donna, ma anche uomo e bambino; e così le pellicce sono spesso presenti anche negli accessori come borse e calzature. Sono complessivamente circa 80 milioni gli animali (70 milioni appositamente allevati, 10 milioni catturati in natura) che ogni anno vengono sfruttati e uccisi dall’industria della pellicceria per queste produzioni insanguinate.

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Foto CFS

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586

www.nonlosapevo.com

www.lav.it

 

Per chi volesse esternare il proprio disgusto e inviare una bella letterina all’azienda, può contattarla ai seguenti recapiti:

CALZATURIFICIO CREATIVE SRL
Via Ciarrocchi 46/C Zona Industriale B
62013 Civitanova Marche Alta (MC) Italia
+39 0733 892820
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