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°° Intervista all’Artista Alessandro Del Vecchio: Anima Rock in un Corpo Vegano °°

Oggi voglio farvi conoscere, in caso non lo conosciate già, un artista che stimo davvero molto: parlo di Alessandro Del Vecchio.
Impegnato nel grande mondo della musica rock, Alessandro ha una vera aria da duro ma come tutti i duri nasconde un lato tenero.
Il suo?
L’amore incondizionato per tutti gli animali 🙂 .

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  • Alessandro, di te sappiamo che sei un artista. Suoni, canti, prepari altre persone interessante al mondo della musica. Quando è nata questa passione? Ti è stata trasmessa da qualcuno?

    Ciao Carmen. Che piacere essere intervistato da te per il tuo sito!
    La mia passione per la musica non ricordo quando è nata perché, da che ho memoria, mi ricordo di me immerso nelle note, nel canto, nelle copertine dei dischi e nella musica che mio padre ascoltava. Devo tutto a lui.
    Avere un padre che a 6 anni ti fa ascoltare Jimi Hendrix e Beatles è abbastanza indicativo di come potresti crescere 🙂 .
    Mi ricordo che in salotto avevamo un hi-fi (ah, i bei tempi dello stereo in ogni casa) e ci sedevamo sul divano ad ascoltare i grandi artisti. E’ passato di tutto su quel giradischi, da Battiato a Genesis, da Jethro Tull a Branduardi.

  • Oltre alla musica una delle tue più grandi passioni sono gli animali. Qual è il tuo rapporto con loro?

    Il mio rapporto con gli animali è profondo. Non saprei trovare altri aggettivi. Profondo come il rapporto con il migliore dei tuoi amici, profondo come quando incontri una persona con cui ti capisci al volo senza dover parlare, profondo come la vita stessa. Ho sempre vissuto malissimo il paradosso di avere questo legame incredibile con gli animali e doverli poi mangiare o sfruttare. Mi son sempre sentito come se stessi mangiando me stesso o una persona che amo. Una follia. Ogni volta che guardo gli occhi di un animale rimango esterrefatto da come trovo quegli occhi, quella luce, quella voglia di vita, esattamente uguale a quella di noi umani. Non vedo differenze tra loro e noi in questi termini.

  • Visitando il tuo profilo facebook non si può non notare che sei vegano. Quando lo sei diventato? Cosa ti ha spinto a cambiare stile alimentare?

    Sono stato vegetariano in&out per qualche anno per poi rimanere onnivoro, ahimè, finchè non sono andato in tour in Kuwait e Iraq con una band americana dietro Obama neo presidente che salutava le truppe augurandogli il meglio (ce ne sarebbe da dire). Avevo già lavorato su due dischi con il cantante di questa band, gli Axe, Bob Harris che ha, oltretutto, fatto parte della band di Frank Zappa per numerosi anni. Bob lo conobbi nel 2003 quando venne in Italia per cantare su uno dei miei primi dischi. Bob è vegano da fine anni 70. Un giorno gli chiesi semplicemente “ma perchè vegano? non basta vegetariano?”.
    Bob, nella maniera più candida del mondo ma in modo estremamente deciso, mi disse solamente “non voglio prendere parte alla sofferenza animale”. Non ero ancora maturo per capire cosa mi stesse dicendo, io, che pensavo che le mucche facessero il latte naturalmente; io, che pensavo le api producessero miele senza alcun motivo; io, che pensavo che in fin dei conti se hai vissuto bene anche se muori è il male minore; io, che pensavo che “vabbè ma la gallina farebbe le uova comunque no? meglio che buttarle”.
    Poi in tour con Bob abbiamo parlato per ore di come lui vive gli animali, la natura, il Tutto e mi son guardato in faccia capendo che non potevo essere io al mio meglio rimanendo onnivoro. Dovevo cambiare per me stesso prima di tutto. Non stavo rispettando il mio amore per gli animali e di conseguenza non rispettavo la vita stessa. Son tornato a casa dicendomi “stasera ultima cena da onnivoro”. Ecco, arrivato a casa dopo il tour vado in bagno e c’è un numero di Geo (chi in bagno non legge Geo? ahaha) dove si parlava di quanto in realtà la pesca sostenibile fosse una boiata e che nel giro di pochi anni non avremmo avuto più tonni o pesci simili nei mari, ma solo negli allevamenti. Ho avuto un colpo al cuore e da lì non ho più toccato nulla che fosse di origine animale. Manco l’ultima cena mi son fatto 🙂 . Non potrei oltretutto neanche tornare indietro e non mi manca niente di quegli anni vissuti da inconsapevole della vita.

  • Hai mai cercato, attraverso la musica, di diffondere il messaggio antispecista? Se sì, come?

    Assolutamente sì. Io sono un liricista molto allegorico e poco di facciata. Parlo del disprezzo verso la vita e verso la natura nelle molteplici forme che l’umanità sa assurdamente adottare. Il mio brano “Another Paradise” parla proprio dell’ipocrisia di chi professa l’amore per la vita (le religioni nel caso specifico), ma annienta la vita di quelli che vengono ritenuto esseri soggiogati ai nostri vizi, ai nostri bisogni al di sopra del necessario, alla nostra lussuria.
    Ah, ma la lussuria non è un vizio capitale? Vabbè 🙂 .
    Nel disco degli Hardline “Human Nature” parlo di come la natura umana sia assurda nel distruggere la nostra stessa casa, il pianeta Terra, chiudendo gli occhi di fronte a qualsiasi strage, distruzione, disastro ambientale, sfruttamento, uccisione. Siamo folli. Chiedo sempre come ci sentiremmo se un giorno arrivasse un essere che dal nulla ci soggiogasse, sfruttasse, ingravidasse per rubarci latte e figli, uccidesse per cibarsi delle nostre carni. Non sappiamo rispondere a questa domanda. Perchè noi, uomini, siamo convinti di essere una razza superiore. In base a cosa? All’inganno? Sì, allora siamo superiori, soprattutto nell’essere con una morale che così bassa non si vede in altre specie in natura.

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  • In che modo la musica potrebbe esser d’aiuto alla causa animalista?

    La musica è ancora vista come la colonna sonora e l’accompagnamento della nostra vita, dei nostri momenti, del nostro cammino. In questo senso la musica può aiutare ad aprire gli occhi perché dona spunti di riflessione se si vuole ascoltare. Purtroppo a volte ci si scontra col fatto che i testi non vengono letti e i messaggi quindi cadono nel vuoto. Il brano ci cui parlavo prima, “Another Paradise”, in alcuni paesi lo han visto come un brano cristiano, come tanti miei altri testi.
    Io, cristiano? Non ci siamo.

  • Ognuno di noi ha una visione tutta sua del futuro: come lo immagini tu per la Natura e i suoi abitanti? Sei ottimista?

    Sono, purtroppo, assolutamente pessimista. Penso che per il bene del Tutto dovremmo estinguerci. Noi siamo il male. Le religioni parlano del Diavolo, del Male, del Maligno, dei peccati, ma non fanno altro che ricordarci in realtà chi siamo. Per due soldi uccideremmo nostra madre. Abbiamo venduto l’anima alla comodità sfruttando chiunque potessimo sfruttare. Non abbiamo morale.
    Siamo sbagliati. Punto.

  • Il tuo lavoro ti porta a viaggiare molto. E’ difficile, secondo te, mantenere un certo stile di vita etico anche all’estero?

    No. Secondo me se sei vegano, ma sai adattarti e non hai richieste assurde, mangi bene ovunque. Io viaggio soprattutto in US e Germania e non ho mai avuto problemi. Anzi, in alcuni paesi europei basta dire “I’m vegan” che sanno già tutto. Mi è capitato che in Spagna non sapessero cosa darmi a cena e mi han portato la minestrina in brodo, spiegandomi che lì è un piatto ottimo.
    Ho sorriso e me la son gustata dopo penso vent’anni che non la mangiavo.
    Pensa che io essendo tendente diabetico, ma moooolto borderline, non mangio quasi nulla contentente sale e zucchero. Vegano, preferisco integrale, senza sale, senza zuccheri, non bevo alcolici e non fumo. Un quadretto contrario alla rockstar stereotipata, eppure riesco a cibarmi più che bene ovunque. Ho anche lavorato in quello che chiamano Vegan Paradise, Portland in Oregon. E’ la città più vegana al mondo e son tornato indietro con una panza da vero statunitense dopo che in un mese mi son girato tutti i ristoranti e le vegan bakeries! LOL 😀

  • Cosa vorresti dire a chi è interessato alla musica?

    Non fatelo per lavoro a tutti i costi. E’ la morte della musica stessa. Suonate, divertitevi e fate di tutto per essere ascoltati e, se vi capita, prendete le occasioni per avvicinarvi al professionismo. Ma in tal caso continuate a divertirvi, suonare, godere dell’arte e non pensare solo al portafogli. Ho troppi colleghi e amici che vivono una vita da miserabili pur di dirsi “faccio il musicista di lavoro”. Io mi sveglio ogni giorno sempre carichissimo come quando avevo 12 anni e il mio primo pensiero (musicisti incorreggibili) è “non vedo l’ora di far musica oggi”. Mi ritengo un privilegiato che ha lottato per il proprio amore e la propria passione, ma comunque un privilegiato. Se mio figlio mi dicesse di voler diventare musicista farei di tutto pur di tenerlo lontano da questo business maledetto. Non esiste ambiente lavorativo dove cattiveria, invidia, gelosia e arrivismo toccano certi culmini. Ci sono la maggior parte dei musicisti che sono repressi, tristi e quindi nervosi verso la vita e amareggiati e tutto questo si riversa in atteggiamenti che sono assurdi. La musica andrebbe vissuta come un grandissimo privilegio. Onestà, lealtà, duro lavoro, attitudine. Doti rare, rarissime in questo ambiente.

  • Cosa consigli a chi vorrebbe diventare vegan?

    Diventate vegan. Non esiste altro modo di vivere, a parer mio.
    Diventate vegan per gli animali, per Madre Natura, per noi stessi.
    Fatelo perchè non è giusto uccidere, seppur per cibarsi. Non è giusto sfruttare, non è giusto sopraffare, tradire, umiliare. Non è giusto schiavizzare, non è giusto sentirci migliori, superiori e più potenti pur di prendere e fare tutto ciò che vogliamo. “Non fare ad altri quello che non vorresti si facesse a te”. Io ci credo ciecamente e negli “altri” includo tutti gli esseri viventi, nessuno escluso. Oltretutto all’alba del 2017 penso sia palese che si possa vivere senza proteine animali, senza latte, senza uova, senza pelli di animali morti addosso e senza il pesce in tavola. Io sono il contrario di quelli che vengono definiti “nazi-vegan” e ne son fiero. Io parlo dal mio punto di vista vegan sempre con amore e empatia. Non ho mai attaccato un onnivoro, ma ho sempre dimostrato con il mio esempio di vita quanto sia importante quello che faccio nel mio piccolo. E’ parlando con amore che Bob Harris mi ha aperto gli occhi sulla vita. Me lo raccontava mentre io mangiavo roba di KFC. Eppure mi diceva “io non vedo un chicken nugget, vedo un animale che ha vissuto una vita miserabile e noi lo abbiamo ucciso per la nostra gola” rispettandomi come essere umano prima di tutto, consapevole del fatto che prima o poi avrei ascoltato le sue parole e avrei capito. Chi di noi è nato vegan? Credo pochissimi.
    In vita mia ho conosciuto solo una persona nata vegetariana e vissuta vegetariana. Il resto siam tutti ex onnivori, chi più chi meno, quindi attaccare non serve a nulla. Le coscienza si scuotono con l’esempio, con la propria vita, con la sensibilizzazione, non con l’attacco. Ho visto attivisti vegan spruzzare pellicce con bombolette, facendo morire quegli animali due volte. Ho visto attivisti insultare l’addetto ai panini da Mc Donald’s, come se servisse a qualcosa. Poi ho visto Bob che mi ha aperto gli occhi facendomi capire che l’empatia deve essere a tutti i livelli. Anche quando è difficile accettare certe cose. Ho convertito amici e persone anche solo ironizzandoci sul mio essere vegan. Purtroppo certi individui hanno umiliato il mondo vegan con attitudini piene di odio e di cattiveria, facendo cadere un’ ombra sbagliata su chi, come noi, nel proprio quotidiano, spesso in silenzio, lotta per cambiare il mondo. Ci sono persone che non diventeranno mai vegane, ma il solo fatto che magari, grazie a me, mangiamo meno carne e pesce, per me è già un successo. Lo so, verrò attaccato dagli integralisti del caso, ma io vengo da anni dove ero il solo vegano tra tutti i miei amici e i miei colleghi. Quando vivi con solo il tofu di cartone come prodotto veg al tuo supermercato e il latte di soia che sa di fieno marcio impari a vedere il buono anche nei compromessi 🙂 .

  • Qual è la cosa più bella dell’avere un aspetto da duro ma possedere un’animo nobile nei confronti della vita nella sua totalità?

    La sorpresa che leggo negli occhi di chi ho di fronte è impagabile. Mi guardano e pensano che sia un fattone. E’ inevitabile. Duro, sporco, cattivo, tatuato, capellone, in giro con un lupo e pensano che io sia il peggiore dei dannati. E invece no, vi ho fregato tutti. Come ti dicevo prima sono praticamente uno Straight-Edge 🙂 .
    Certo, non sono molto rock così, ma penso che rock significhi essere se stessi. E essere se stessi significa essere liberi. Io non ho catene. Vivo la vita che volevo vivere e la vivo nel massimo rispetto di Madre Natura per quanto posso 🙂

    Un ringraziamento enorme ad Alessandro per aver accettato la mia intervista regalandoci risposte piene di informazioni utili.

    – Carmen.

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Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 8 ottobre 2016, in ° Good_Vip ° con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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