Archivi giornalieri: 8 ottobre 2016

°° Intervista all’Artista Alessandro Del Vecchio: Anima Rock in un Corpo Vegano °°

Oggi voglio farvi conoscere, in caso non lo conosciate già, un artista che stimo davvero molto: parlo di Alessandro Del Vecchio.
Impegnato nel grande mondo della musica rock, Alessandro ha una vera aria da duro ma come tutti i duri nasconde un lato tenero.
Il suo?
L’amore incondizionato per tutti gli animali 🙂 .

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  • Alessandro, di te sappiamo che sei un artista. Suoni, canti, prepari altre persone interessante al mondo della musica. Quando è nata questa passione? Ti è stata trasmessa da qualcuno?

    Ciao Carmen. Che piacere essere intervistato da te per il tuo sito!
    La mia passione per la musica non ricordo quando è nata perché, da che ho memoria, mi ricordo di me immerso nelle note, nel canto, nelle copertine dei dischi e nella musica che mio padre ascoltava. Devo tutto a lui.
    Avere un padre che a 6 anni ti fa ascoltare Jimi Hendrix e Beatles è abbastanza indicativo di come potresti crescere 🙂 .
    Mi ricordo che in salotto avevamo un hi-fi (ah, i bei tempi dello stereo in ogni casa) e ci sedevamo sul divano ad ascoltare i grandi artisti. E’ passato di tutto su quel giradischi, da Battiato a Genesis, da Jethro Tull a Branduardi.

  • Oltre alla musica una delle tue più grandi passioni sono gli animali. Qual è il tuo rapporto con loro?

    Il mio rapporto con gli animali è profondo. Non saprei trovare altri aggettivi. Profondo come il rapporto con il migliore dei tuoi amici, profondo come quando incontri una persona con cui ti capisci al volo senza dover parlare, profondo come la vita stessa. Ho sempre vissuto malissimo il paradosso di avere questo legame incredibile con gli animali e doverli poi mangiare o sfruttare. Mi son sempre sentito come se stessi mangiando me stesso o una persona che amo. Una follia. Ogni volta che guardo gli occhi di un animale rimango esterrefatto da come trovo quegli occhi, quella luce, quella voglia di vita, esattamente uguale a quella di noi umani. Non vedo differenze tra loro e noi in questi termini.

  • Visitando il tuo profilo facebook non si può non notare che sei vegano. Quando lo sei diventato? Cosa ti ha spinto a cambiare stile alimentare?

    Sono stato vegetariano in&out per qualche anno per poi rimanere onnivoro, ahimè, finchè non sono andato in tour in Kuwait e Iraq con una band americana dietro Obama neo presidente che salutava le truppe augurandogli il meglio (ce ne sarebbe da dire). Avevo già lavorato su due dischi con il cantante di questa band, gli Axe, Bob Harris che ha, oltretutto, fatto parte della band di Frank Zappa per numerosi anni. Bob lo conobbi nel 2003 quando venne in Italia per cantare su uno dei miei primi dischi. Bob è vegano da fine anni 70. Un giorno gli chiesi semplicemente “ma perchè vegano? non basta vegetariano?”.
    Bob, nella maniera più candida del mondo ma in modo estremamente deciso, mi disse solamente “non voglio prendere parte alla sofferenza animale”. Non ero ancora maturo per capire cosa mi stesse dicendo, io, che pensavo che le mucche facessero il latte naturalmente; io, che pensavo le api producessero miele senza alcun motivo; io, che pensavo che in fin dei conti se hai vissuto bene anche se muori è il male minore; io, che pensavo che “vabbè ma la gallina farebbe le uova comunque no? meglio che buttarle”.
    Poi in tour con Bob abbiamo parlato per ore di come lui vive gli animali, la natura, il Tutto e mi son guardato in faccia capendo che non potevo essere io al mio meglio rimanendo onnivoro. Dovevo cambiare per me stesso prima di tutto. Non stavo rispettando il mio amore per gli animali e di conseguenza non rispettavo la vita stessa. Son tornato a casa dicendomi “stasera ultima cena da onnivoro”. Ecco, arrivato a casa dopo il tour vado in bagno e c’è un numero di Geo (chi in bagno non legge Geo? ahaha) dove si parlava di quanto in realtà la pesca sostenibile fosse una boiata e che nel giro di pochi anni non avremmo avuto più tonni o pesci simili nei mari, ma solo negli allevamenti. Ho avuto un colpo al cuore e da lì non ho più toccato nulla che fosse di origine animale. Manco l’ultima cena mi son fatto 🙂 . Non potrei oltretutto neanche tornare indietro e non mi manca niente di quegli anni vissuti da inconsapevole della vita.

  • Hai mai cercato, attraverso la musica, di diffondere il messaggio antispecista? Se sì, come?

    Assolutamente sì. Io sono un liricista molto allegorico e poco di facciata. Parlo del disprezzo verso la vita e verso la natura nelle molteplici forme che l’umanità sa assurdamente adottare. Il mio brano “Another Paradise” parla proprio dell’ipocrisia di chi professa l’amore per la vita (le religioni nel caso specifico), ma annienta la vita di quelli che vengono ritenuto esseri soggiogati ai nostri vizi, ai nostri bisogni al di sopra del necessario, alla nostra lussuria.
    Ah, ma la lussuria non è un vizio capitale? Vabbè 🙂 .
    Nel disco degli Hardline “Human Nature” parlo di come la natura umana sia assurda nel distruggere la nostra stessa casa, il pianeta Terra, chiudendo gli occhi di fronte a qualsiasi strage, distruzione, disastro ambientale, sfruttamento, uccisione. Siamo folli. Chiedo sempre come ci sentiremmo se un giorno arrivasse un essere che dal nulla ci soggiogasse, sfruttasse, ingravidasse per rubarci latte e figli, uccidesse per cibarsi delle nostre carni. Non sappiamo rispondere a questa domanda. Perchè noi, uomini, siamo convinti di essere una razza superiore. In base a cosa? All’inganno? Sì, allora siamo superiori, soprattutto nell’essere con una morale che così bassa non si vede in altre specie in natura.

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  • In che modo la musica potrebbe esser d’aiuto alla causa animalista?

    La musica è ancora vista come la colonna sonora e l’accompagnamento della nostra vita, dei nostri momenti, del nostro cammino. In questo senso la musica può aiutare ad aprire gli occhi perché dona spunti di riflessione se si vuole ascoltare. Purtroppo a volte ci si scontra col fatto che i testi non vengono letti e i messaggi quindi cadono nel vuoto. Il brano ci cui parlavo prima, “Another Paradise”, in alcuni paesi lo han visto come un brano cristiano, come tanti miei altri testi.
    Io, cristiano? Non ci siamo.

  • Ognuno di noi ha una visione tutta sua del futuro: come lo immagini tu per la Natura e i suoi abitanti? Sei ottimista?

    Sono, purtroppo, assolutamente pessimista. Penso che per il bene del Tutto dovremmo estinguerci. Noi siamo il male. Le religioni parlano del Diavolo, del Male, del Maligno, dei peccati, ma non fanno altro che ricordarci in realtà chi siamo. Per due soldi uccideremmo nostra madre. Abbiamo venduto l’anima alla comodità sfruttando chiunque potessimo sfruttare. Non abbiamo morale.
    Siamo sbagliati. Punto.

  • Il tuo lavoro ti porta a viaggiare molto. E’ difficile, secondo te, mantenere un certo stile di vita etico anche all’estero?

    No. Secondo me se sei vegano, ma sai adattarti e non hai richieste assurde, mangi bene ovunque. Io viaggio soprattutto in US e Germania e non ho mai avuto problemi. Anzi, in alcuni paesi europei basta dire “I’m vegan” che sanno già tutto. Mi è capitato che in Spagna non sapessero cosa darmi a cena e mi han portato la minestrina in brodo, spiegandomi che lì è un piatto ottimo.
    Ho sorriso e me la son gustata dopo penso vent’anni che non la mangiavo.
    Pensa che io essendo tendente diabetico, ma moooolto borderline, non mangio quasi nulla contentente sale e zucchero. Vegano, preferisco integrale, senza sale, senza zuccheri, non bevo alcolici e non fumo. Un quadretto contrario alla rockstar stereotipata, eppure riesco a cibarmi più che bene ovunque. Ho anche lavorato in quello che chiamano Vegan Paradise, Portland in Oregon. E’ la città più vegana al mondo e son tornato indietro con una panza da vero statunitense dopo che in un mese mi son girato tutti i ristoranti e le vegan bakeries! LOL 😀

  • Cosa vorresti dire a chi è interessato alla musica?

    Non fatelo per lavoro a tutti i costi. E’ la morte della musica stessa. Suonate, divertitevi e fate di tutto per essere ascoltati e, se vi capita, prendete le occasioni per avvicinarvi al professionismo. Ma in tal caso continuate a divertirvi, suonare, godere dell’arte e non pensare solo al portafogli. Ho troppi colleghi e amici che vivono una vita da miserabili pur di dirsi “faccio il musicista di lavoro”. Io mi sveglio ogni giorno sempre carichissimo come quando avevo 12 anni e il mio primo pensiero (musicisti incorreggibili) è “non vedo l’ora di far musica oggi”. Mi ritengo un privilegiato che ha lottato per il proprio amore e la propria passione, ma comunque un privilegiato. Se mio figlio mi dicesse di voler diventare musicista farei di tutto pur di tenerlo lontano da questo business maledetto. Non esiste ambiente lavorativo dove cattiveria, invidia, gelosia e arrivismo toccano certi culmini. Ci sono la maggior parte dei musicisti che sono repressi, tristi e quindi nervosi verso la vita e amareggiati e tutto questo si riversa in atteggiamenti che sono assurdi. La musica andrebbe vissuta come un grandissimo privilegio. Onestà, lealtà, duro lavoro, attitudine. Doti rare, rarissime in questo ambiente.

  • Cosa consigli a chi vorrebbe diventare vegan?

    Diventate vegan. Non esiste altro modo di vivere, a parer mio.
    Diventate vegan per gli animali, per Madre Natura, per noi stessi.
    Fatelo perchè non è giusto uccidere, seppur per cibarsi. Non è giusto sfruttare, non è giusto sopraffare, tradire, umiliare. Non è giusto schiavizzare, non è giusto sentirci migliori, superiori e più potenti pur di prendere e fare tutto ciò che vogliamo. “Non fare ad altri quello che non vorresti si facesse a te”. Io ci credo ciecamente e negli “altri” includo tutti gli esseri viventi, nessuno escluso. Oltretutto all’alba del 2017 penso sia palese che si possa vivere senza proteine animali, senza latte, senza uova, senza pelli di animali morti addosso e senza il pesce in tavola. Io sono il contrario di quelli che vengono definiti “nazi-vegan” e ne son fiero. Io parlo dal mio punto di vista vegan sempre con amore e empatia. Non ho mai attaccato un onnivoro, ma ho sempre dimostrato con il mio esempio di vita quanto sia importante quello che faccio nel mio piccolo. E’ parlando con amore che Bob Harris mi ha aperto gli occhi sulla vita. Me lo raccontava mentre io mangiavo roba di KFC. Eppure mi diceva “io non vedo un chicken nugget, vedo un animale che ha vissuto una vita miserabile e noi lo abbiamo ucciso per la nostra gola” rispettandomi come essere umano prima di tutto, consapevole del fatto che prima o poi avrei ascoltato le sue parole e avrei capito. Chi di noi è nato vegan? Credo pochissimi.
    In vita mia ho conosciuto solo una persona nata vegetariana e vissuta vegetariana. Il resto siam tutti ex onnivori, chi più chi meno, quindi attaccare non serve a nulla. Le coscienza si scuotono con l’esempio, con la propria vita, con la sensibilizzazione, non con l’attacco. Ho visto attivisti vegan spruzzare pellicce con bombolette, facendo morire quegli animali due volte. Ho visto attivisti insultare l’addetto ai panini da Mc Donald’s, come se servisse a qualcosa. Poi ho visto Bob che mi ha aperto gli occhi facendomi capire che l’empatia deve essere a tutti i livelli. Anche quando è difficile accettare certe cose. Ho convertito amici e persone anche solo ironizzandoci sul mio essere vegan. Purtroppo certi individui hanno umiliato il mondo vegan con attitudini piene di odio e di cattiveria, facendo cadere un’ ombra sbagliata su chi, come noi, nel proprio quotidiano, spesso in silenzio, lotta per cambiare il mondo. Ci sono persone che non diventeranno mai vegane, ma il solo fatto che magari, grazie a me, mangiamo meno carne e pesce, per me è già un successo. Lo so, verrò attaccato dagli integralisti del caso, ma io vengo da anni dove ero il solo vegano tra tutti i miei amici e i miei colleghi. Quando vivi con solo il tofu di cartone come prodotto veg al tuo supermercato e il latte di soia che sa di fieno marcio impari a vedere il buono anche nei compromessi 🙂 .

  • Qual è la cosa più bella dell’avere un aspetto da duro ma possedere un’animo nobile nei confronti della vita nella sua totalità?

    La sorpresa che leggo negli occhi di chi ho di fronte è impagabile. Mi guardano e pensano che sia un fattone. E’ inevitabile. Duro, sporco, cattivo, tatuato, capellone, in giro con un lupo e pensano che io sia il peggiore dei dannati. E invece no, vi ho fregato tutti. Come ti dicevo prima sono praticamente uno Straight-Edge 🙂 .
    Certo, non sono molto rock così, ma penso che rock significhi essere se stessi. E essere se stessi significa essere liberi. Io non ho catene. Vivo la vita che volevo vivere e la vivo nel massimo rispetto di Madre Natura per quanto posso 🙂

    Un ringraziamento enorme ad Alessandro per aver accettato la mia intervista regalandoci risposte piene di informazioni utili.

    – Carmen.

°° Due Parole al Sindaco di Grosseto sulla sua “Cena Vegana” a base di Animali °°

Andare a cena fuori, ordinare piatti a base di animali uccisi e condividerne una foto sui social network commentando “stasera cena vegana” sta diventando un vero must tra i minori di neuroni 18.
Una tendenza forse nata per offendere la sensibilità di chi non mangia le altre specie, magari frutto di un profondo, malcelato senso di inferiorità nei confronti di chi ha intrapreso uno stile di vita nettamente più etico e rispettoso del prossimo.
Un vero peccato che Freud non sia più in vita per studiare anche questo affascinante conflitto.

However,
a cadere nella trappola del voler apparire simpatici come una ruota sgonfia mentre si guida in autostrada è toccato stavolta anche al sindaco di Grossetto.
In data 1 Ottobre 2016 infatti, Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha pubblicato un post contenente due foto: un selfie con la famosissima attrice Nicoletta Romanoff (non state morendo dall’invidia?), l’altra raffigurante la pietanza consumata insieme in un ristorante.

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Vassoio contenente chissà quanti kg di resti animali, tessuto muscolare ancora al sangue, forchetta infilzata in esso ed ecco che il primo cittadino calcia la sua pallonata da bomber: “CENA VEGANA“.

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Al sindaco che si sente molto cool (lo si nota anche dalla foto del profilo che, personalmente, mi richiama alla mente uno shirtless Mastrolindo) vorrei dedicare due parole, che spero abbia il tempo di leggere tra un ricco pasto e l’altro.

Caro Antonfrancesco,
sebbene non bisognerebbe dare spazio a chi commette azioni deplorevoli, essendo tu il Primo Cittadino di un comune  così grande come quello di Grosseto ed avendo abbastanza seguito da parte degli abitanti del posto reputo necessario trovare il tempo per aiutarti a riflettere circa il post datato 1 ottobre 2016.
So che Facebook è il regno della pioggia di likes dove più ne arrivano più si gonfia il proprio ego, sono anche a conoscenza del fatto che per molti essere antivegan  crei quell’alone che fa figo, ma la domanda è: può una persona che ricopre una carica pubblica permettersi di cadere in ridicolo e di risultare offensiva nei confronti di chi non mangia animali?
E poi: è giusto ironizzare sulla morte del nostro prossimo?
Cercando una risposta al primo quesito, onestamente credo che nel comune dove eserciti il tuo ruolo ci siano eccome persone vegane che non mangiano animali. Cosa dovrebbero pensare di te questi cittadini che, come gli altri, attraverso le tasse che pagano mantengono il tuo stipendio?
Quando si decide di lavorare al pubblico bisogna per prima cosa imparare che la serietà è tutto. E qui è venuta a mancare da parte tua.
Rispondendo invece al secondo quesito, dal punto di vista etico nei confronti degli animali che muoiono, no che non è giusto fare ironia squallida sebbene sottile.
L’animale (o gli animali) che è morto per finire sul vassoio che è stato piazzato al centro della vostra tavolata, a differenza di voi altri, non ha mai saputo cosa significa la parola AMICIZIA, perchè chi lo ha allevato non gli ha permesso di vivere in libertà e di sviluppare legami con i suoi simili.
L’animale che hai divorato non ha mai saputo nemmeno cosa significa avere una famiglia, dal momento che nella maggior parte degli allevamenti ci sono femmine ingravidate manualmente dagli allevatori. Non ha mai avuto un nucleo familiare, magari non ha avuto neanche il piacere di vivere serenamente la sua infanzia a contatto con la madre.

Ciò che devi capire è che quella che tu hai definito “cena vegana” con ironia, in realtà non è una cena.
E’ una cena una portata a base di cereali, legumi, ortaggi e verdure, per esempio.
Non è una cena invece la carcassa di un essere senziente alla quale è stata tolta la vita.

Fatti nascere forzatamente (le femmine non hanno nemmeno la libertà di scegliere se avere una gravidanza o meno e di accoppiarsi con il maschio che preferiscono), costretti a mangiare alimenti spesso lontani da quelli naturali che mangerebbero da liberi, obbligati ad ingrassare ed infine spediti al macello dove il loro organismo perde la vita e viene fatto a pezzi.

Non provi un minimo di pietà per degli esseri che sono in grado di amare e di soffrire esattamente come te? Non ti tocca minimamente l’idea che un’ora della tua vita comporti l’annientamento della vita intera di qualcuno?
Era davvero necessario ironizzare su chi, per parassitismo umano, viene violentato e maltrattato e su coloro che si rifiutano di sostenere la mattanza?

Ti invito a riflettere su queste parole, dette da una persona che ha l’energia vitale basata sui vegetali e non sulle carcasse da oltre 14 anni, e ti invito anche a documentarti su come vivono la loro breve vita gli animali che mangi in compagnia della tua famiglia.

Non mi aspetto delle scuse a chi è vegan, perchè purtroppo non siamo noi a morire nei mattatoi, ma delle scuse a chi ha perso la vita per te, quelle si.
L’unico modo per porgerle è quello di smettere di far uccidere gli animali.

Spero tu ci riesca, prima o poi.

– Carmen.



GLI ANIMALI NON SONO CIBO

NON SONO NOSTRI SCHIAVI
NON ESISTONO PER DIVENIRE NOSTRE UTILITA’

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