°°[Pontedera] L’Allevamento dei Cattivi Odori°°

Da qualche tempo nella piccola frazione “I Fabbri” (Treggiaia) della cittadina di Pontedera si respira un’aria pesante.
Il profumo di erba e fiori di campagna tipico del luogo, immerso nel verde pur rimanendo a pochi chilometri dal centro urbano, ha lasciato spazio ad un acre odore di letame. Un odore così forte da provocare nausea.

L’inquinamento olfattivo è generato da un allevamento di bovini situato a poca distanza dalla zona abitata. Definita “azienda d’eccellenza” pontederese, Fattorie Toscane conterebbe circa 900 esseri viventi che quotidianamente generano escrementi, urine e gas da flatulenza.

Stando a quanto riportato da diverse testate giornalistiche (fra cui Il Tirreno), l’odore stomachevole giungerebbe tramite l’aria a seguito della concimazione dei campi coltivati: l’azienda infatti riutilizzerebbe gli escrementi dei bovini allevati per fertilizzare i terreni di proprietà ad uso agricolo.

un articolo di giornale da poco pubblicato


Sebbene dal punto di vista igienico sanitario per l’Asl di competenza lo smaltimento dei liquami risulta in regola, questa regolarità non risparmia ai cittadini della frazione il disagio del dover respirare i cattivi odori.

Stiamo parlando di numerose famiglie, anche con figli piccoli, che pur chiudendo le finestre sentono l’aria nelle proprie case irrespirabile.
Un disagio enorme, che ho provato anche io personalmente recandomi sul posto: in orario pasti è sul serio allucinante.

Le persone sono stanche di non poter respirare aria pulita, soprattutto quelle che hanno acquistato casa o preso appartamenti in affitto di recente per vivere in un ambiente più sano, e le lamentele iniziano ad essere molte.

Eccovi alcuni dei commenti dei residenti del posto, raccolti nel mese di maggio 2020.


<<Non se ne può più, non si può stare in giardino, non si può stendere i panni e neanche fare una passeggiata perché davvero non ci si sta 🥺>> Jessica.


<<Aria irrespirabile, acre, perdurante per intere giornate, così da rendere impossibile vivere all’esterno o in casa con le finestre aperte. Sono ormai diversi mesi che questa situazione va avanti, l’amministrazione è stata informata, ma a causa del lockdown, niente è stato fatto.
Adesso sarebbe bene che si facesse chiarezza su questa situazione intollerabile. Non è giusto che cittadini siano costretti a subire costantemente una pessima e insalubre qualità dell’aria, quando prima dell’arrivo dell’allevamento l’aria era sana e fresca>>
Leonella Cerretini.


Cattivi odori: un disagio non solo per gli umani

Foto da Facebook di Angela Merolla


Questa vicenda, che sta diventando di dominio pubblico, deve necessariamente portare le persone ad una riflessione profonda ed oggettiva: il pessimo odore che invade la frazione I Fabbri – Treggiaia è una delle conseguenze dell’allevamento di animali da macello.
L’aria che giunge mossa dal vento è irrespirabile per gli abitanti, ma lo è sicuramente anche per i bovini costretti a vivere in quegli spazi.

Se queste innocenti creature disposte a serie (ricordiamolo, quasi un migliaio), non fossero tenute nelle stalle col solo fine di ingrassare per poi finire macellate, non produrrebbero escrementi, fluidi corporei e gas.
Il pessimo odore è dunque conseguenza delle scelte alimentari delle persone, non solo del titolare dell’azienda il cui unico interesse è lucrare sui corpi smembrati e venduti dei bovini.

Il disagio dei cittadini de I Fabbri – Treggiaia è il medesimo che vivono quotidianamente tutte le persone che vivono in prossimità di allevamenti di animali. D’altra parte, se la richiesta di carne da consumo alimentare rimane attiva, le creature da macellare da qualche parte dovranno pur stare contro la loro volontà.

Come un effetto domino, ciò che facciamo agli animali finisce per ripercuotersi anche su di noi.

Concludo questo articolo con la condivisione di una speranza:
spero che presto l’aria che si respira pesante in questa tranquilla località torni pulita, come conseguenza non dello spostamento degli animali schiavizzati ad altro luogo, ma per una possibile conversione dell’azienda. Lavorare economicamente senza coinvolgere la vita e decidere della morte degli animali è possibile. Ed è possibile anche vivere senza portare nel piatto i resti di qualcuno.



Carmen Luciano


°°Animali Felici di Essere Sfruttati nei Libri DeAgostini°°

I libri sono strumenti preziosi e importanti: contengono idee, pensieri, riflessioni e danno immortalità alle riflessioni di chi li scrive.
Sono opere che meritano di essere conservate e diffuse.
Non tutte però. Può capitare che esse configurino uno spreco di carta, e nulla più. Perché dico questo?
Perché talvolta i libri possono diventare strumento per veicolare un messaggio alterato, manipolato, scorretto o addirittura oltraggioso nei confronti degli altri.
Dipende tutto da chi li scrive, da chi li illustra e da chi li pubblica.

In questo articolo voglio mettervi al corrente di una pubblicazione a cura della casa editrice DeAgostini che trovo alquanto sconcertante.
Si tratta dei volumi periodici intitolati “Animali della Fattoria” e, come anticipa già il titolo, parlano degli animali allevati in modo estensivo o intensivo dagli esseri umani per la produzione di carne, derivati corporei e materie prime utilizzate nell’industria tessile.

Già cala un velo di tristezza al solo pensiero che ancora nel 2020 si parli (e la si attui) dell’assoggettamento animale alla specie umana..
dopo la sopra menzionata collana specista di DeAgostini oltre alla tristezza sopraggiunge anche la rabbia.

Ciascuno dei libri giunti in edicola a partire dal 2017 fino al 2018 di cui è composta la raccolta è dedicato a ogni singolo animale usato e sfruttato dagli allevatori.

I testi (ideati da Christine Serbource e tradotti in italiano) e le illustrazioni (opera di HCA Creation) sono a dir poco imbarazzanti.

Leggete.

A pagina 12 del libro “L’Oca” si parla della barbara pratica della spiumatura delle oche. Senza la minima vergogna si accenna al fatto che lo strato superficiale di questi animali viene usato per fare piumini, cuscini o giacconi. La contadina Celestina (nome che può avere un perché se si conosce la letteratura spagnola) è raffigurata mentre le raccoglie “pazientemente” mentre l’oca di turno sembra che rida dal solletico mentre altre compagne attendono che tocchi a loro.

Nella pagina successiva viene edulcorata invece la vergognosa usanza dell’ingrasso delle oche per il fegato.
Anche qui l’animale è rappresentato come se attendesse con gioia di essere sovralimentato dal fattore, che ben presto lo macellerà per ricavarne il paté di fegato.
Da notare poi la didascalia alla menzognera grafica: “dicono che il mio fegato sia una vera delizia”, e ancora “il contadino utilizza il mio fegato per preparare una crema deliziosa”.
Il messaggio che viene fatto passare è quanto vi sia di delizioso in una vera e propria sevizia.

Anche in una delle pagine dove sembra venir accennato un briciolo di verità gli animali sono raffigurati quasi allegri.

Non solo inesattezze sulle oche.
Altri messaggi manipolati sono inseriti nei libri dedicati agli altri animali, come per esempio i maiali.

“Non abbiamo bisogno di molto spazio per vivere”, basta questa frase per inorridire e domandarsi se davvero il genere umano sia dotato di intelletto oppure no.
C’è una differenza abissale tra il fingere che delle vite “non abbiano bisogno di molto spazio per vivere” e obbligarle a stare in spazi ristretti che equivalgono alla superficie dell’allevamento, dove l’allevatore killer cerca di confinare più corpi viventi possibile da macellare.
Si chiama sfruttamento delle risorse.

Sul sito ufficiale la casa editrice DeAgostini ci delizia poi con la versione gratuita in pdf del libro “La Mucca”, altro animale da secoli sfruttato e spremuto fino alla morte. Ho evitato di leggere tutto. Mi sono bastate poche righe per sentire un forte senso di nausea.

Avvalendomi della libertà di opinione dell’Articolo 21 della Costituzione, vi confesso che trovo queste pubblicazioni un insulto alla sensibilità umana e un oltraggio all’intelligenza dei più piccoli, ai quali sembra si voglia far arrivare l’idea di una realtà alterata.
Ringrazio l’insegnante che mi ha inviato questa segnalazione fornendomi delle immagini sopra inserite, e che si è rifiutata di adoperare tali testi per i suoi alunni. Trovo vergognoso che dei volumetti simili esistano.
Mi domando, sul serio, se i messaggi contenuti in essi siano appoggiati e promossi dall’editore stesso, perché sarebbe doppiamente raccapricciante.




Provo un misto di ripugnanza e disprezzo per chi rende concreto ogni giorno lo sfruttamento animale, altrettanto per coloro che vorrebbero inculcare nelle giovani menti che questo è NORMALE.

Gli animali non meritano questo.
Le altre specie non sono presenti su questo pianeta per essere sfruttati da noi. Nessuno ci strappa i capelli per farne dell’imbottitura da giacconi. Nessuno ci fa esplodere il fegato per farne un inutile paté. Nessuno ci obbliga a stare in spazi angusti, sotto luce artificiale e in mezzo ai nostri escrementi e a quelli degli altri compagni di sventura, per macellarci, farci a pezzi, mangiarci e defecarci nel water.

Nessuno mette in pratica sul nostro corpo quello che noi, svergognati, arriviamo a fare sui corpi altrui.
Ed è forse questo il punto: se solo per un giorno i protagonisti, le vittime, fossimo NOI e non loro, ci passerebbe la voglia di abusare di chi non si può difendere.

Per questo motivo ho deciso di inviare un messaggio alla casa editrice DeAgostini per esternare tutto il mio dissenso nei confronti di questi libretti coi quali non ci accenderei nemmeno il camino in inverno.

“Gentile DeAgostini,
ho avuto il dispiacere di imbattermi nella collana di pubblicazioni intitolata “Animali della Fattoria” e sono qui a scrivervi questo messaggio per condividere con voi tutto il mio dissenso.
A partire dalle spiegazioni contenute fino alle illustrazioni, trovo le vostre opere alquanto menzognere e intrise della volontà di edulcorare la violenza alla quale sono sottoposti gli animali. Anche se nelle pagine dei vostri libri gli abusi compiuti sui loro corpi vengono minimizzati e fatti passare per gesti normali, rimane eccome la mostruosità dell’assoggettamento animale.
I bambini, le giovani menti che saranno il futuro della nostra società, a mio avviso non meritano di apprendere una realtà manipolata così. E nemmeno gli animali meritano di essere raffigurati felici mentre subiscono sevizie.
Non acquisterò mai nemmeno uno di questi libri e inviterò i miei amici, parenti e conoscenti a fare lo stesso.
Provo infinita pena nel realizzare che una casa editrice come la vostra abbia toccato un livello così basso.

Saluti”

Se volete, potete scrivere anche voi un messaggio a DeAgostini da inviare all’indirizzo

relazioni.media@deagostini.it

Grazie a chi darà voce a chi non può difendersi.

Carmen.

°°Affetta da Pectus Excavatum – Raccolta Fondi per Aiutare Perla°°

Mi giunge un appello importante da parte di Rosalba, una volontaria animalista con cui l’anno scorso ho recuperato e fatto adottare ben cinque gattini randagi che adesso vivono sereni nelle proprie famiglie adottive.

Serve un aiuto economico per aiutare una gattina.
Il suo nome è Perla, ed è una micina figlia di RougeRugiada (l’unica micia rimasta nella colonia colonia dei fratellini che l’anno scorso ho contribuito a sistemare), gatto che si pensava fosse maschio, impossibile da prendere. Il micio si è fatto prendere solo in occasione della maternità, e da lì si è scoperto che era una femmina.

Perla è affetta da PECTUS EXCAVATUM, patologia che la farebbe morire entro poco perché crea problemi agli organi interni che non trovano spazio nel torace per potersi sviluppare.



Questa micina ha soltanto 54 giorni, e nei giorni scorsi Rosalba l’ha portata alla Clinica Roma Sud dove dovrà essere operata d’urgenza. Essendo l’operazione e il recupero fisico di Perla molto costoso, ed essendo le volontarie non sostenute pubblicamente da nessuno se non dai privati, Rosalba ha aperto una raccolta fondi per far fronte alle spese che sta e che dovrà sostenere.

Le spese dell’operazione



Sono pertanto qui a condividere questa storia di un salvataggio importante per chiedere a chi ne fosse in potere di aiutare Rosalba ad aiutare Perla.

Chi lo desidera, può inviare un aiuto attraverso i seguenti metodi:


Ricarica Postepay 5333171012349748
intestata a Rosalba Aurilio (c.f. RLARLB81S47I234Q)
Oppure bonifico iban: IT39W3608105138234482734487

Ringrazio sia chi aiuterà Perla con una donazione, sia chi ci darà una mano condividendo l’appello in modo da raggiungere tante persone.
Grazie ❤


Aggiornamento:

Il delicato intervento al quale è stata sottoposta Perla è riuscito.
Ecco una foto-aggiornamento della piccolina.

Grazie a tutte le persone che stanno inviando un aiuto economico ❤

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