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°°Lettera Aperta al Circo di Vienna e al Parroco di Vicopisano°°

Cari e care followers,
come avrete potuto leggere dal mio ultimo articolo, domenica 29 maggio 2022 a Vicopisano (PI) si è tenuta una manifestazione pacifica contro il circo con animali organizzata da numerose famiglie con bambini, contrarie all’uso delle altre specie per spettacoli e intrattenimento e perfettamente in linea con l’idea di benessere animale promossa e voluta dal Comune.
La protesta si è formata negli spazi all’aperto davanti alla parrocchia del paese, dal momento in cui l’attendamento del circo è avvenuto nella proprietà parrocchiale previo consenso di Don Tadeusz Dobrowolski, ed è iniziata dopo che quest’ultimo aveva terminato la funzione religiosa.
“Proprio perché ai nostri figli insegniamo il rispetto per tutti”, ha esternato Cristiana, una delle mamme che domenica hanno preso parte attiva al sit in.

La notizia della manifestazione è arrivata a migliaia di persone, generando ampio consenso fra chi ama e rispetta gli animali, ma ha anche dato origine a reazioni discutibili sia nel parroco che soprattutto nei circensi.

Viste le parole spese dai sopracitati, intervistati da Cascina Notizie, e viste le azioni compiute dal Circo di Vienna di cui leggerete sotto, è doveroso per me scrivere questo articolo-lettera aperta, volto alla loro attenzione e ma anche all’attenzione di tutte/i voi.

Iniziamo da Don Tadeusz Dobrowolski.
Sarebbe stato piacevole, domenica scorsa, poter scambiare due parole con lui dopo la funzione religiosa conclusasi verso le 18.30. Al contrario, la parrocchia ci è sembrata subito deserta, e ad un certo orario abbiamo visto le porte chiudersi da dentro senza che nessuno avesse il decoro di affacciarsi.
Don Dobrowolski, intervistato da Cascina Notizie (intervista che potete trovare qui) avrebbe esternato che pensava che il circo potesse portare movimento e allegria per tutto Vicopisano, che esso non sia da osteggiare a prescindere perché dà da lavorare a molte persone che proprio con quello portano a casa lo stipendio, e che crede che al momento, nel pieno di una guerra e della crisi post pandemica, i problemi siano altri. Non tanto l’uso di animali selvatici per gli spettacoli.

A Don Dobrowolski vorrei dire che bisognerebbe imparare (sin da piccoli, ma anche da adulti e indossando un talare si può) a saper riconoscere la vera allegria da quella che non lo è per qualcun altro.
Il circo dà lavoro a molte persone, sì, ma queste persone dovrebbero lavorare facendo affidamento alle proprie competenze e alle proprie capacità artistiche. Solo su quelle. Per fortuna, sono molti i circhi che propongono spettacoli dove i protagonisti sono esclusivamente artisti umani. Lì si che troviamo vero divertimento e intrattenimento piacevole, buono.
Gli animali invece non si divertono a essere usati per gli spettacoli, viaggiando di città in città, subendo la doma dai domatori (perché non se ne parla mai abbastanza? in che modo vengono preparati gli animali per imparare esercizi da compiere? quali strumenti vengono usati?) e vivendo una vita innaturale lontano dal loro habitat e dalla possibilità di esistere secondo natura e funzione nell’ecosistema.
Dire che i problemi sono altri è davvero vergognoso.
Per gli animali, non essere liberi ma vincolati a una vita itinerante è un problema, e ciò non va sminuito.
Per noi persone sensibili e che lottiamo per il riconoscimento dei loro diritti, è un problema. Per risolvere grandi problemi, bisogna partire anche da quelli ritenuti “minori”, ma che in realtà minori non sono.
Sottomette la volontà di chi non può difendersi a parole è tirocinio di prevaricazione verso chi ha facoltà di parola. Quello che accade nella società lo dimostra.
E pensare che durante la pandemia anche gli esseri umani hanno fatto esperienza di cosa significa essere confinati in uno spazio chiuso senza possibilità di muoversi liberamente, interagire e condurre una vita “normale”. E’ stato come vivere in gabbia.
Visto che parla di post pandemia, caro Don Dobrowolski, il lockdown non le ha insegnato niente?
Sono consapevole che non tutti gli uomini del clero non siano San Francesco, altrimenti la Chiesa sarebbe sicuramente un’istituzione migliore, ma nell’anno domini o non domini 2022 non è pensabile appoggiare la subordinazione delle altre specie. Il momento per imparare a esistere su questa Terra senza far pesare la nostra presenza alle altre creature (di Dio, della Natura che siano) è giunto.
Non siamo padroni delle loro vite, i loro corpi non ci appartengono, anche se con la prevaricazione vorremmo fosse così e qualcuno se ne autoconvince per tornaconto economico.

Dal parroco di Vicopisano mi aspetto rispetto verso gli animali, e che il terreno privato della parrocchia non venga più utilizzato per dare spazio a realtà dove vengono tirate in ballo altre creature costrette a una vita che non meritano.
Per questo motivo ho scritto personalmente, e tante altre persone hanno fatto altrettanto, all’Arcidiocesi di Pisa.

Passiamo adesso al Circo di Vienna.
Dovete sapere che il suo direttore, tale Flavio Vassallo, ha rilasciato al notiziario Cascina Notizie un’intervista a dir poco imbarazzante.
Nell’articolo si legge che i bambini hanno manifestato spinti da alcuni genitori invasati, tenuti a forza sotto il sole senza cappello in testa dalle 16.30 alle 18.30, inconsapevoli di ciò che stava accadendo.
Manifestazione vissuta dai circensi come cosa da ribrezzo che non accade nemmeno nel terzo mondo.
A rincarare la dose un post sulla pagina facebook del circo, dove è stata utilizzata la foto da me scattata senza il mio consenso e senza il consenso dei genitori dei minorenni raffigurati.

A Flavio Vassallo vorrei dire pubblicamente che quanto da lui affermato corrisponde a falso.
La manifestazione è iniziata dopo le 18.30, ossia dopo la fine della funzione religiosa tenuta dal loro nuovo amico parroco. Nessuna persona è stata sotto il sole cocente, tantomeno i bambini, perché l’area all’aperto dove la protesta si è tenuta era all’ombra e ben ventilata.
Lo dimostrano le foto che ho scattato, anche quella prelevata dal mio blog e pubblicata senza alcuna autorizzazione da parte dei genitori: clima piacevole, cielo coperto.
Perché manipolare la realtà?

I bambini che hanno partecipato attivamente alla manifestazione sono giovani che hanno la fortuna di essere nati in famiglie dove si insegna e si mette in pratica il rispetto per gli animali. Ed erano veramente motivati dalla causa. Ho visto personalmente il loro interesse nel sensibilizzare le persone che uscivano dalla chiesa. Qualcuno di loro desiderava che il prete vedesse i loro cartelli e leggesse la loro richiesta, ossia che gli animali nascono per vivere liberi, ma il desiderio non è stato esaudito.
A fine manifestazione due bimbi sono corsi da me per chiedermi di poter firmare la petizione contro l’uso degli animali nel circo. Questo per controbattere all’idea che essi siano “incoscienti”.
Credere che i bambini non siano capaci di comprendere cosa accade agli animali e nel mondo è menzogna. Lo so bene, perché ho iniziato a difendere le altre creature dagli umani specisti proprio alla loro età. E sono ancora qui, due decenni dopo, a continuare anche a fianco di giovani generazioni empatiche.
Definire i loro genitori “invasati” è sinonimo di maleducazione e ignoranza, oltre a essere diffamatorio.
Spero che le famiglie, tutte unitie, prendano seri provvedimenti legali visto quanto esternato.

Parlando poi degli animali definiti nell’intervista “bene preziosissimo” da Vassallo, lo credo bene:
stando alle numerose locandine trovate affisse (regolarmente? io intanto le ho segnalate tutte alla Polizia Municipale) sull’arredo urbano nei comuni limitrofi, gli animali sono l’attrazione principale di questo circo. Sono quelli che fanno arrivare famigliole paganti a comprare i biglietti fin sotto al tendone. Peccato che pagando per sedersi e assistere a quello “spettacolo”, questi esemplari paghino il prezzo più alto con la loro libertà.



L’era dell’uso a proprio piacimento delle altre specie sta finendo.
Forse il caso di pensare a un’evoluzione lavorativa e per qualcuno spirituale, abbracciando il cambiamento necessario e inevitabile.

In un mondo dove si forma una nuova società che non vuole gabbie, fruste, imposizioni, detenzione, reclusione e assoggettamento c’è spazio per una vita libera per tutti: esseri umani e animali.




Carmen Luciano


Aggiornamenti:
in mattinata ho contattato la Polizia Postale di Pisa per segnalare l’uso senza consenso della foto con i bambini, e per quanto esternato da Vassallo nell’intervista.
Ci sono gli estremi per avanzare quesito al Garante della Privacy e sporgere denuncia per diffamazione.

Nel frattempo, sul gruppo Sei di Vicopisano Se..
sono giunte altre offese da parte di circensi sostenitori del circo.


Veramente permettiamo a delle creature di finire nelle mani di queste persone?

°°[VICOPISANO] Famiglie e Bambini contro il Circo con Animali°°

Nel Comune di Vicopisano (PI) è successo un fatto a dir poco increscioso che sembra venire direttamente da quei secoli passati e remoti in cui il potere della chiesa fronteggiava quello laico delle città.

Nonostante l’Amministrazione Comunale già dal 2013 si sia schierata contro l’uso di animali per gli spettacoli, si è attendato lo stesso il Circo di Vienna col suo carico di specie esotiche.
Come è stato possibile? Galeotto fu il consenso all’attendamento (si presume previo pagamento)
concesso dal prete della Parrocchia di S. Maria del paese.
Lo ha comunicato il Comune stesso sulla pagina facebook ufficiale:

Chissà se la famiglia Cei avrebbe mai immaginato un uso simile della propria donazione

La comunità di Vicopisano, particolarmente sensibile al rispetto per gli animali, amareggiata per la decisione dall’etica discutibile del parroco ha sentito così il bisogno di esternare il proprio dissenso.

Nella giornata di domenica, alle ore 19 circa, si è creato nell’area verde pubblica situata davanti alla parrocchia di S. Maria un gruppo nutrito di persone con tanti bambini e bambine al seguito.
I più piccoli hanno manifestato con cartelli con scritto “No al circo con animali” e “Born to be free”, portando con sé dei peluche a forma di animali.
inoltre, è stata sensibilizzata l’opinione pubblica con la diffusione del comunicato stampa de L’Ortaccio, circolo ARCI situato proprio di fronte alla parrocchia che si è schierato dalla parte degli animali.


Mi sono unita con piacere a questo pacifico ritrovo mirato a far comprendere coi fatti al parroco che la sua decisione non è stata ben accolta. Gli animali devono essere liberi, e non privati del loro ambiente naturale dove possono espletare la propria funzione ai fini dell’equilibrio dell’ecosistema.
Le tigri, come tutte le altre specie usate dalla famiglia del Circo di Vienna (e da tutti i circensi che li detengono) non meritano di vivere una vita itinerante fatta di esercizi da svolgere davanti a un pubblico pagante, non meritano di sottostare alle volontà di un domatore (che parola orribile!) e di viaggiare dentro delle gabbie verso nuovi paesi dove essere mostrate per mero lucro.

Il circo con animali, benedetto dalla Chiesa e finanziato dallo Stato con soldi pubblici, deve finire.
E’ giusto che si esibiscano artisti umani, pagati e CONSAPEVOLI della vita che svolgono sotto ai tendoni.

Mi rincuora sapere che fra le numerose famiglie sopraggiunte, già sensibili al riconoscimento dei diritti animali e al rispetto per la vita, ve ne siano molte che per scelta etica si sono allontanate dalla chiesa.
Come recentemente ho reso noto sui miei canali social, soprattutto dopo aver richiesto formale sbattezzo, il mio impegno quotidiano è quello di creare con altre persone una società dove la schiavitù animale e la subordinazione spirituale della gente siano solo un brutto ricordo.


Tornando al Circo di Vienna, ho personalmente segnalato alla Polizia Municipale del Comune di Pontedera la presenza di locandine pubblicitarie – probabilmente abusive, e il fatto non mi meraviglierebbe – poste con lo scotch sopra l’arredo urbano. Spero siano state elevate le giuste sanzioni.

Una delle locandine sprovviste di timbro d’affissione trovate e segnalate a Pontedera.

Nel frattempo, visto e considerato che il prete nella giornata di ieri ha chiuso i battenti della parrocchia senza badare molto alla volontà delle famiglie sopraggiunte, il mio invito per voi è quello di scrivere una email all’Arcidiocesi di Pisa per far presente quanto accaduto.

Messaggio tipo:

Gentile Arcidiocesi di Pisa,
con la presente email vorrei portare a conoscenza il fatto che nel Comune di Vicopisano, già dal 2013 contrario all’uso di animali esotici per gli spettacoli, grazie al vostro parroco della parrocchia di S. Maria si è attendato il Circo di Vienna con tigri e altri animali detenuti.
Credo sia moralmente biasimevole sapere che nella proprietà privata di una chiesa, si presume previo pagamento, si sia dato spazio a una realtà tanto triste come quella della subordinazione animale.
Mi auguro che tale cosa non avvenga mai più.
Vicopisano è una cittadina che rispetta gli animali e non vuole saperli itineranti, in gabbia, fatti esibire sotto dei tendoni in giro per il mondo, ma liberi di esistere in natura lontano da esseri umani che vogliono domarli e lucrare su di loro.
Pertanto, mi aspetto un serio provvedimento in merito.

Distinti saluti.

Nome, Cognome, Città

Da inviare a: web@pisa.chiesacattolica.it


Grazie infinite a chi ha partecipato ieri e a tutte le persone che si uniranno in difesa degli animali che non possono difendersi.

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