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°°[Livorno] Furto al Ristorante Vegan La Casina di Alice°°

Nella notte fra il 29 e il 30 aprile qualcuno è entrato nel ristorante vegano La Casina di Alice, uno dei migliori locali di Livorno apprezzatissimo anche da chi non segue la filosofia di vita vegana. Il mattino successivo il personale si è trovato davanti un triste scenario: oggetti manomessi, buttati a terra, in disordine, e apparecchiature sparite.

<<Hanno portato via strumenti tecnologici che utilizzavamo per scattare foto>> mi ha riferito Giulio La Rosa, titolare del locale, quando l’ho contattato per esprimergli la mia solidarietà <<e in più altre cose. Il valore della refurtiva è di circa mille euro>>.

Un gesto vile e immorale in un periodo economicamente difficile dove i piccoli imprenditori, in qualsiasi settore, stanno cercando di andare avanti a fatica. Con il lockdown i ristoranti, incluso La Casina di Alice, hanno dovuto chiudere al pubblico con una perdita economica non indifferente.
Sempre positivi nonostante le avversità, Giulio La Rosa e il suo staff si sono rimboccati le maniche introducendo la consegna a domicilio, portando così le proprie prelibatezze direttamente a casa.

Anche quest’altro colpo non ci voleva. “Piove sempre sul bagnato!”, è stato il commento dei gestori del locale che hanno mostrato attraverso la propria pagina Facebook in che condizioni hanno trovato il loro ambiente di lavoro.

Nonostante tutto, continuano a farsi coraggio e a pensare che le cose si risolveranno.

E noi, solidali, gli auguriamo che questo triste atto diventi presto solo un brutto ricordo.

Personalmente non vedo l’ora di poter tornare a Livorno per gustare un’altra deliziosa cena preparata da Nicola Manga Chef, servita dal gentilissimo staff nella graziosa atmosfera shabby chic che La Casina di Alice vanta.

Se abitate a Livorno sappiate che avete la fortuna di poter ordinare antipasti, primi, secondi, contorni, dolci o addirittura menu completi da asporto. Seguite la pagina del ristorante per rimanere aggiornati sulle novità.

°°[Covid-19] Annullato il Palio di Fucecchio°°

E’ arrivata un’importante notizia che, ammetto con tutta sincerità, stavo aspettando con febbrile impazienza.
A causa (o per meglio dire per merito) dell’attuale pandemia che ha costretto la nostra e le altre nazioni a seguire ferree misure di precauzione igienico sanitarie, il Palio di Fucecchio non si terrà come di consuetudine. Il comunicato è stato dato dal sindaco Spinelli (che nel frattempo si è dilettato in sherlockiani controlli ai cittadini in fila ai supermercati) e diffuso sulle principali testate giornalistiche.

Una triste notizia per gli affezionati di questa tradizione. Decisamente meno triste per i cavalli, che potranno tirare un nitrito di sollievo: tale manifestazione infatti comporta il loro impiego e, che si dica pure il contrario, mette in pericolo la loro vita.
Creature imponenti ma estremamente delicate, i cavalli nel correre continuamente lungo lo stesso percorso con esseri umani sulla schiena che li frustano per chiederne maggiore velocità, rischiano di scivolare, inciampare, farsi del male.

E’ successo più volte nella Buca di Sant’Andrea, sia durante le “gare di Primavera”, sia durante il Palio stesso. Sotto gli occhi degli spettatori che, nonostante le drammatiche cadute, hanno continuato a fare finta di niente.

Per ricordarne qualcuno:

Nel 2017 il cavallo QUINTANA ROO della Contrada San Pierino rimase ferito scivolando e cadendo a terra poco dopo l’assegnazione.

Nel 2016 il cavallo DIJB della Contrada Raimonda cadde a terra come in preda a un collasso. Le sue sorti sono rimaste come offuscate da una nebbia di scarsa chiarezza. L’associazione IHP Italian Horse Protection decise così di fare un esposto ai NAS per l’accaduto.

Nel 2014 il cavallo ORA BASTA cadde durante le Prove di Primavera. Rimasto ferito, venne abbattuto nel più totale silenzio.

Il cavallo Ora Basta, soppresso nel 2014


A niente sono valse negli anni le critiche costruttive, gli inviti a lasciare stare gli animali, le diffide ricevute da parte di associazioni animaliste, l’invito al buonsenso rivolto ai cittadini stessi.
Fa un certo effetto, adesso, vedere come un’entità invisibile sia riuscita a fermare tutto ciò. E che gli affezionati della corsa si mettano l’anima in pace, come già hanno fatto i fanatici delle Corride in Spagna vedendosi negato e annullato il loro sanguinario passatempo.


Come ricorda il simbolo del TAO, c’è sempre una goccia di male nel bene, e c’è sempre una goccia di bene nel male.
Chissà che questo momento surreale, in cui tutti siamo confinati nelle nostre abitazioni (spazi pur sempre ampi rispetto ai box dove vengono rinchiusi i cavalli), non sia perfetto per molti per comprendere la gravità di alcuni gesti che coinvolgono chi non vorrebbe essere coinvolto.


Gli animali non sono oggetti.
I cavalli non sono mezzi.
Le tradizioni non sono più importanti del diritto alla vita.







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