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°°Santuario di Montenero: fra Ribellione Animale, Miracoli e Specismo°°

Collocato su una collina con vista sconfinata sul bellissimo mare di Livorno, il Santuario della Madonna delle Grazie è una delle opere architettoniche più suggestive di questa città marittima. Non solo luogo di ritrovo per i coloro che credono nella religione cattolica, ma soprattutto scrigno di bellezze artistiche per gli occhi degli amanti della cultura.

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Dopo aver contemplato la bellezza dei marmi, degli affreschi e delle decorazioni in foglia d’oro che caratterizzano il Santuario al suo interno, ho avuto modo di accedere ad un piccolo atrio dedicato alle grazie attribuite alla Madonna. Quadri e disegni incorniciati e affissi alle pareti raffiguravano momenti tragici aventi come protagonisti persone che si sono salvate per una grazia ricevuta.
Persone ammalate, cadute, schiacciate dalle ruote di carrozze oppure ferite da animali “imbizzarriti”.

Ed eccomi qui a mostrarvi una realtà che ho trovato interessante da analizzare: la ribellione animale ed atti specisti che hanno trovato salvezza in un miracolo.

miracolo 1

Nel primo quadro che vi mostro viene raffigurato il momento in cui un bovino tenuto in una stalla ferisce gravemente l’addome della persona che lo deteneva. Accanto al disegno è stato collocato l’indumento insanguinato dell’uomo. La ferita, pur essendo profonda, non ne avrebbe comportato la morte per grazia divina.

Osservando questa rappresentazione mi sono chiesta cosa possa aver spinto l’animale ad infierire sull’umano in tale modo. Forse il ritrovarsi in uno spazio chiuso, privato della libertà? Forse il presentimento della morte, la paura, la non volontà di essere sottomesso? Come avrà continuato la sua esistenza la persona in questione, dopo essersi salvata da un colpo che poteva essere mortale?

miracolo 4

Nel secondo quadro che pubblico per voi troviamo un tipo analogo di ambientazione, ma con soggetto diverso: un cavallo. L’equino, detenuto legato in uno spazio chiuso, avrebbe calciato il caporale al basso ventre mettendo a repentaglio la sua vita.

Come avrà vissuto la sua vita l’uomo d’armi dopo questa dolorosa esperienza?
Avrà creduto che il gesto dell’animale sia stato dato da semplice istinto oppure avrà realizzato che il motivo poteva essere un altro?

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Nei quadri che seguono invece troviamo ancora una volta la figura del cavallo, non più nella stalla bensì imbrigliato e costretto a trainare carrozze con a bordo persone di ogni età. La grazia attribuita a Maria sarebbe quella di aver salvato la vita di bambini e giovani caduti dai mezzi o finiti sotto le ruote. Nel quadro intermezzo possiamo appurare attraverso la didascalia che un infante fu drammaticamente sottratto dalle zampe dell’animale che continuava ad infierire sul suo corpo.

Analizzando i comportamenti dei soggetti raffigurati è avvincente realizzare quanto la subordinazione animale all’uomo sia mostrata come atto di totale normalità, mentre la ribellione delle specie sottomesse come evento raro.
E’ interessante notare come i protagonisti di questi momenti per poco finiti in tragedia abbiano ringraziato una figura divina per averli salvati mentre sottomettevano un elemento del creato.
Ci sarebbe così tanto da dire sulle religioni e sulla concezione degli animali che esse hanno diffuso nella società.. ma un semplice articolo non basterebbe.
La strada dell’evoluzione umana, soprattutto quella etica e comportamentale nei confronti delle altre forme di vita presenti sul pianeta, è ancora lunga.
Il passare dei secoli però sta facendo emergere un cambiamento graduale positivo, volto al rispetto e al rifiuto perpetrare violenze gratuite.

Quando un giorno il nostro genere arriverà comprendere che nessuna specie è inferiore a quella umana, che nessun individuo merita di nascere in prigionia, e che tutti abbiamo il diritto di vivere senza  obblighi, forzature, catene, corde e briglie, forse sarà quello il miracolo più bello di tutti.


Ringrazio chi, con la propria sensibilità, è già un cambiamento in atto e un buon esempio per coloro che lo circondano. E ringrazio tanto chi mi ha fatto scoprire questo luogo ancora mai visitato, e che ha dato vita a questo nuovo articolo di riflessione.

Carmen.

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°°Livorno: Gruppo di Cinghiali e Cinghialini si Avvicina ai Bagnanti tra Foto e Carezze°°

La segnalazione che mi è appena arrivata ha dell’incredibile.

Oggi in località Calignaia in provincia di Livorno un gruppo di cinghiali si è avvicinato a dei bagnanti intenti a passare una giornata di relax al mare.
Stando a quanto raccontato dalla segnalante gli animali sarebbero stati circa 17.
Una femmina con dei piccoli si sarebbero poi fatti avvicinare senza problemi dalle persone, che hanno colto l’occasione per fare foto e per accarezzarli.
Nelle foto si può notare un genitore accanto alla sua bambina mentre gli mostra i cinghialini intenti a cercare cibo.

Un evento che fa capire quanto sia semplice coesistere con le altre specie che vivono sul pianeta che ci ospita e di come in realtà questi animali così ingiustamente perseguitati dal genere umano siano socievoli e mansueti.

 

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°° [Recensione] La Casina di Alice: Ristorante Vegano a Livorno °°

C’era una volta, in una città sul mare, una Casina bianca confortevole e accogliente.
Si chiamava la Casina di Alice ed era dimora di una bambina fatina che amava tantissimo gli animali e di numerosi folletti magici.
I folletti erano in grado di realizzare su richiesta di Alice cibi incredibili, e
tutti gli abitanti del paese, ma anche dei paesi vicino, lo sapevano ed erano curiosi di assaggiare quei piatti.
Nella Casina c’erano tre grandi stanze con tavoli e sedie in legno chiaro e, una volta seduti , aveva inizio un vero spettacolo di magia naturale: verdure, ortaggi, frutta, cerali impreziositi da profumati fiori.
Tutti i sensi venivano coinvolti e gli ospiti non potevano che vivere un vero incantesimo culinario.

C’era una volta la Casina di Alice e, ancor meglio delle fiabe, c’era e c’è ancora!
Dove? A Livorno!

Sabato 11 Marzo 2017 ho avuto modo di provare questo ristorante grazie ad una sorpresa organizzata dal mio ragazzo (che ringrazio tantissimo!).
L’esperienza è stata fantastica, da ripetere, e ovviamente non potevo non scrivere una recensione in merito.

Il ristorante, situato al numero 14 di via Cambini a Livorno (una strada dalla movida frizzante soprattutto nel week end grazie ai locali presenti), presenta dei tavolini con delle sedie di colore bianco all’esterno per la stagione più calda.
Suonando al campanello viene aperta la porta con vetrata che mostra già l’ingresso confortevole nel quale si farà accesso: divanetto, lampade e ambiente che richiama molto lo stile shabby chic.
Salendo le scale si arriva fino al cuore del ristorante che ha ben 3 salette dove potersi accomodare.

Durante la nostra visita il locale era al completo: coppiette, gruppi di amici, persone di ogni età erano sedute ai tavoli ed intente a gustarsi i fantastici piatti che il personale, in tempi celeri, portava fuori dalla cucina a vista.

Ci ha accolti il titolare, vegano, che ha raccontato:

“Il locale è aperto da circa 3 anni. E’ stato chiamato così come omaggio a mia figlia Alice, di 4 anni e mezzo. Anche lei, come me, vegana e amante degli animali. Questo locale si prefigge di dimostrare che chi passa all’alimentazione 100% vegetale mangia bene e con gusto. Adoriamo proporre piatti colorati con ingredienti sani.
Da quando abbiamo aperto abbiamo ricevuto a pranzo e a cena molte persone. L’80% della clientela non è vegan, ed è un vero piacere scoprire poi col tempo che alcuni abbiano smesso di mangiare animali proprio grazie a noi e al nostro dimostrare che ci si può alimentare in modo diverso”.

Dopo esserci accomodati abbiamo guardato il menù.
Ricco di opzioni fra antipasti, primi, secondi e dolci abbiamo scelto le seguenti portate.

ANTIPASTI:
Pappa al pomodoro con tartufo per me e verdure glassate per il mio ragazzo.
I piatti, come potete vedere dalle foto, erano davvero delle opere d’arte.
Sapore buonissimo, ingredienti freschi e presenza di fiorellini ovviamente da poter mangiare.

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PRIMI E SECONDI:

Come primo piatto il mio ragazzo ha scelto gli spaghettoni al pesto nero.
Io invece, reduce da una merenda fuori orario, ho puntato direttamente per il secondo scegliendo il piatto “il Giardino di Alice”.
Era uno sformatino di patate e zucca con crema di funghi, piselli, germogli e fiori servito in una composizione che mi ha lasciata senza parole!

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La scelta del secondo del mio ragazzo è finita invece sulle scaloppine di seitan al limone.
Il piatto era stato scelto da tanti altri ospiti a cena e così la curiosità (e la voglia di provare quel piatto!) ha vinto.

Il seitan (fatto a mano) era davvero morbidissimo, e la cremina al limone molto delicata.
Ci è piaciuto molto.

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DOLCI:

Finito di mangiare il secondo abbiamo scelto, fra le numerose opzioni proposte dalla cameriera, il nostro dolce preferito: tiramisù per me e millefoglie al cioccolato per il mio ragazzo.

Anche i dolci, come i piatti salati, li abbiamo trovati buonissimi.

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L’esperienza in questo ristorante è stata super soddisfacente.
Sottolineo volentieri dei dettagli a mio avviso importanti:

– Locale ben arredato, accogliente e pulito.
– Personale gentile
– Ingredienti freschi
– Piatti ricercati, creativi, belli da vedere e da assaggiare
– Costo del coperto onesto (1 euro, pane incluso)
– Prezzi nella media ( 4 euro i dolci, dai 7 ai 10 euro i piatti salati)

Se non siete mai stati alla Casina di Alice, dopo averne provato la buonissima cucina vi consiglio di prenotare presto!

– Carmen


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