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°° MERCOLEDìVEG: un giorno alla settimana che può cambiare il mondo °°

IL MERCOLEDìVEG PUO’ CAMBIARE IL MONDO

Una  scelta naturale, sana e nonviolenta

Aspetti nutrizionali e di sopravvivenza del Pianeta

Per essere davvero salutare, una dieta deve essere ideale non solo per alcuni individui isolati, ma deve permettere a tutti i sei miliardi di persone di essere in salute e di convivere con le molte altre specie che vivono sulla Terra. Da questo punto di vista, il naturale adattamento per la maggior parte o forse tutti gli uomini nel mondo moderno è la dieta priva di ingredienti animali, in quanto non c’è nulla di naturale nell’orrore dei moderni allevamenti industriali e nel loro tentativo di ridurre soggetti vivi e senzienti a macchine. Né è naturale che il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotta nel mondo servano a nutrire animali “da allevamento” mentre 870 milioni di persone soffrono la fame, o che enormi quantità di acqua e grandi foreste vengano distrutte per la produzione di carne.

IL MERCOLEDìVEG “SALVAPIANETA”

 

La produzione di alimenti vegetali è ecologicamente molto più sostenibile della produzione di carne, latte o uova: lo provano numerosi studi internazionali riguardanti l’inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale, il consumo di acqua e di foreste, riconducibili all’industria della carne. Alcuni esempi:

– sostituendo 1 kg di carne a settimana con proteine vegetali si risparmiano 36 kg di Co2;

– gli allevamenti producono il 64% delle emissioni di ammoniaca a livello mondiale e contribuiscono in maniera determinante alla formazione delle piogge acide;

– sostituendo 1 kg di carne di manzo con proteine vegetali in una settimana si risparmiano almeno 15.500 litri di acqua;

– ogni hamburger comporta la distruzione di 5 mq di foreste;

– i metalli pesanti, i farmaci usati in zootecnia e i pesticidi tendono ad accumularsi nella carne e nel grasso degli animali d’allevamento ed entrano nella catena alimentare di coloro che si cibano di animali. Il 90% della diossina assorbita nel corso della vita da una persona deriva dal consumo di carne, pesce e latticini;

– l’elevato contenuto di inquinanti tossici dei cibi animali e in particolare del pesce è tra le prime cause dell’esposizione umana alla diossina e al mercurio, sostanze che ne rendono sconsigliabile il consumo per via dei loro accertati effetti cancerogeni e neurotossici, specie per i bambini;

– la produzione di carne comporta l’uccisione ogni anno di circa 700 milioni di animali terrestri e di miliardi di animali acquatici.

La LAV ha calcolato che se tutta la popolazione italiana adulta adottasse il MercoledìVeg, il risparmio in termini di emissioni di Co2 sarebbe equivalente a miliardi di chilometri in meno percorsi in automobile, e a miliardi di litri d’acqua risparmiati. Ma anche le scelte individuali sono importanti: se una sola persona adottasse il mercoledì veg per un anno, risparmierebbe l’equivalente del consumo di una lampadina accesa ininterrottamente per 277 giorni. Inoltre, secondo una ricerca diffusa durante la Settimana mondiale dell’acqua, entro 40 anni tutti dovranno passare a un’alimentazione vegetariana, per poter conservare un minimo di indispensabili risorse idriche.

 

IL MERCOLEDìVEG “SALVASALUTE”

L’alimentazione vegetariana/vegana può essere nutrizionalmente equilibrata: a questa conclusione sono giunte le due maggiori autorità internazionali in materia di nutrizione, l’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada confermando che “le diete totalmente vegetariane o vegane sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie – aggiungendo che – sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale”.

Tali associazioni hanno pubblicato un’ampia panoramica sulla nutrizione  vegetariana stilata sulla base di più di 250 lavori scientifici, pubblicati su riviste mediche internazionali. Il documento prende in rassegna i dati scientifici attuali concernenti i nutrienti chiave per i vegetariani, compresi le proteine, il ferro, lo zinco, il calcio, la vitamina D, la riboflavina, la vitamina B12, la vitamina A, gli acidi grassi omega-3 e lo iodio. Una dieta vegetariana, intesa sia come lacto-ovo-vegetariana che vegana, è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti questi nutrienti. In alcuni casi, l’uso di cibi fortificati o di supplementi può essere utile per il raggiungimento delle dosi consigliate per alcuni singoli nutrienti.

Secondo l’American Diabetes Associaton e i Dietitians of Canada, le diete vegane ben bilanciate ed altri tipi di diete vegetariane risultano appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia ed adolescenza. Non solo le diete vegetariane sono adeguate, ma offrono molteplici vantaggi sul piano nutrizionale, tra cui ridotti contenuti di acidi grassi saturi, colesterolo e proteine animali, a fronte di più elevati contenuti di carboidrati, fibre, magnesio, potassio, acido folico ed antiossidanti, quali ad esempio le vitamine C ed E e le sostanze fitochimiche.

I dati disponibili evidenziano come i vegetariani presentino un più basso indice di massa corporea dei non-vegetariani, come pure una ridotta incidenza di morte per cardiopatia ischemica; i vegetariani presentano inoltre più bassi livelli di colesterolo plasmatico e di pressione arteriosa, una ridotta incidenza di ipertensione, di diabete mellito tipo 2 e di tumore della prostata e del colon.

Chiaramente l’alimentazione deve essere ben bilanciata, cioè variata, non costituita solo da una piccola porzione dei vegetali disponibili, ma questo vale per qualsiasi tipo di alimentazione.

I dati relativi agli Studi epidemiologici sui vegetariani dei Paesi Occidentali, condotti negli ultimi 40 anni, hanno documentato un ridotto rischio di malattie croniche, un aumento della longevità, ridotti valori di peso corporeo e pressione arteriosa, e un miglior stato generale di salute. Gli individui che consumano elevate quantità di cibi vegetali evidenziano un rischio ridotto per molte malattie croniche, mentre gli individui che consumano elevate quantità di carne e grassi animali presentano un rischio aumentato.

Le principali Società Scientifiche internazionali per la prevenzione dei Tumori e dell’Arteriosclerosi hanno prodotto delle Linee Guida per un sano Stile di Vita, atto a ridurre il rischio di queste malattie. L’alimentazione ideale per la prevenzione di queste malattie risulta ricca di fibre, povera di grassi (specialmente animali), con abbondanti porzioni di frutta e verdura.

Vediamo in dettaglio i principali nutrienti.

PROTEINE = se l’assunzione di cibi vegetali è variata e congrua con il fabbisogno energetico individuale, le proteine vegetali sono in grado di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero, fornendo da sole quantità adeguate di amminoacidi essenziali. Nell’alimentazione a base di cibi vegetali non è necessaria la simultanea assunzione di proteine complementari, perché il consumo di diverse fonti di amminoacidi nel corso della giornata è in grado di assicurare l’assunzione di tutti gli amminoacidi essenziali in misura adeguata per le persone sane.

 

Sono fonte di proteine vegetali:

i legumi (fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli, soia);

il tofu e il tempeth (entrambi ricavati dalla soia);

il seitan (proteina estratta dal frumento, dal farro, dal kamut)

Nelle donne in gravidanza, o in allattamento, il fabbisogno proteico è più elevato e così anche nelle persone fisicamente attive. In questi casi è possibile soddisfare l’aumentato fabbisogno proteico semplicemente aumentando l’apporto energetico quotidiano, e mantenendo invariata la proporzione di proteine rispetto alle calorie totali.

Nella dieta occidentale tradizionale si consuma circa il doppio delle proteine necessarie e si tratta prevalentemente di proteine di origine animale. I cibi animali contengono infatti circa il 30% di proteine, contro il 10-15% dei cibi vegetali.

E’ stato dimostrato che diete ad elevato contenuto proteico, articolate sull’assunzione di carne, uova e derivati del latte, con ridotto apporto di frutta, verdura e cereali, sono dannose per la salute, in quanto aumentano il rischio di comparsa di alcuni tipi di tumore.

Le proteine animali, inevitabilmente accoppiate con i grassi saturi e il colesterolo, favoriscono la comparsa di arteriosclerosi e cardiopatia. Inoltre, producono scorie acide, che provocano la perdita di calcio dall’osso (osteoporosi).

 

GRASSI = i grassi sono responsabili di molteplici effetti all’interno dell’organismo. Essi incrementano la produzione di ormoni, stimolano la produzione degli acidi biliari, aumentano i livelli dei grassi circolanti, colesterolo e trigliceridi.

Molti studi indicano che l’alimentazione ad alta percentuale di grassi aumenta il rischio individuale di sviluppare tumore (mammella, colon, prostata) e può anche influenzare negativamente la sopravvivenza di coloro che hanno già contratto questa malattia. La quantità di grassi nella dieta è correlata anche al rischio di sviluppare arteriosclerosi, mentre una riduzione degli stessi è in grado di farla regredire.

Le Linee Guida per la Prevenzione di Tumori ed Arteriosclerosi fissano al 30% delle calorie totali il massimo apporto di grassi con la dieta. La Società Italiana di nutrizione ha recentemente aggiornato le indicazioni nutrizionali (LARN=Livelli di Assunzione di Riferimento di nutrienti ed energia) indicando i grassi nella percentuale del 20-35% delle calorie totali di un adulto sano.

I Lacto-Ovo-Vegetariani seguono una dieta che contiene circa il 10% in meno di grassi rispetto alla dieta non-vegetariana, mentre l’alimentazione vegana contiene circa il 20% in meno di grassi.

E’ accertato che i grassi animali sono molto più dannosi dei grassi vegetali. I grassi animali contengono infatti colesterolo e acidi grassi saturi. Gli olii vegetali sono per contro ricchi di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi, poveri (ad eccezione degli olii tropicali) di acidi grassi saturi, e totalmente privi di colesterolo. Sono i grassi animali ad essere strettamente associati al cancro al colon, alla mammella, alla prostata, alle ovaie ed al rischio di arteriosclerosi.

Gli acidi grassi Omega-3, contenuti elettivamente nell’olio di semi di lino (acido alfa-linolenico) e nell’olio di canapa (omega 6 e omega 3 in proporzione perfetta), secondo vari Studi, ridurrebbero sensibilmente l’incidenza di tumori di mammella e colon. Sia gli acidi grassi monoinsaturi che gli acidi grassi Omega-3 sono in grado di conferire protezione nei confronti delle cardiopatie, riducendo l’aggregabilità piastrinica ed elevando la soglia per la fibrillazione ventricolare.

Studi clinici sull’uso di diete a base di cibi vegetali, che includono olii vegetali ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi ed Omega-3, mostrano una riduzione della mortalità del 50- 70%, contro il 15 ed il 30% degli Studi clinici con l’uso di pesce ed olii di pesce.

Studi epidemiologici hanno individuato una minor incidenza di morte per malattia cardiovascolare nei soggetti che presentavano elevati consumi di noci ed altra frutta secca: il consumo quotidiano può far guadagnare 2 anni di Vita (anche di più per gli uomini). L’assunzione quotidiana di frutta secca e di olii vegetali (olio di semi di lino), è in grado di fornire adeguate quantità di acidi grassi Omega-3.

 

FERRO = più di 500 milioni di individui nel mondo, indipendentemente dal tipo di dieta, sono affetti da anemia da carenza di ferro. Le persone a rischio sono quelle in cui il fabbisogno è più elevato (bambini e adolescenti, donne in età fertile, gravidanza e allattamento).

I cibi vegetali sono ricchissimi di ferro (legumi, cereali integrali, verdure verdi, frutta secca e semi), ma in questi alimenti il minerale è presente nella forma non-eme, una forma molto sensibile alle interferenze positive o negative sull’assorbimento da parte di altre sostanze assunte contemporaneamente.

L’anemia da carenza di ferro non è più diffusa tra i vegetariani rispetto agli onnivori, anche se i vegetariani presentano riserve di ferro più limitate. Ciò appare vantaggioso in termini salutistici, dal momento che un eccesso di ferro può generare delle specie molto reattive di radicali liberi, ed elevati depositi di ferro sono fattore di rischio per molte malattie croniche.

Alcuni piccoli accorgimenti sono sufficienti per assumere quantità adeguate di ferro dai cibi vegetali: accoppiare i cibi ricchi di ferro con vitamina C (agrumi, kiwi), evitarne l’associazione con cibi ricchi di calcio (latticini, acque minerali), tannini (caffè, cioccolato, vino rosso), eliminare i fitati da legumi e cereali integrali (con accorgimenti quali l’ammollo preventivo seguito da abbondanti risciacqui).

 

CALCIO = il fabbisogno di calcio nella popolazione generale è di circa 1g al dì, e questo quantitativo è generalmente garantito nei lacto-ovo-vegetariani. Nei vegani, l’assunzione di calcio può essere inferiore, ma questi soggetti presentano un fabbisogno ridotto rispetto agli individui che assumono cibi animali, dal momento che il consumo esclusivo di proteine vegetali è in grado di ridurre le perdite di questo minerale, mantenendone positivo il bilancio all’interno dell’organismo, soprattutto se gli introiti di sodio sono anch’essi ridotti.

Il fabbisogno di calcio dei vegani non è stato ancora stabilito, e la carenza di questo minerale può essere in rapporto variabile con il rischio di osteoporosi. Risulta tuttavia che l’incidenza di questa malattia è elevata proprio in quei Paesi dove è elevato anche il consumo di cibi ricchi di calcio (latte e derivati). Se ne ricava che la densità ossea è in funzione più della composizione della dieta e dell’attività fisica svolta che non della semplice assunzione di calcio. Infatti, sono gli elevati consumi di proteine animali, di sale, di caffeina e la mancanza di esercizio fisico i fattori che risultano principalmente correlati con l’osteoporosi.

Elevate assunzioni di Calcio sono anche correlate con una riduzione del rischio cardiovascolare, grazie alla riduzione della pressione arteriosa, dell’incidenza di cardiopatia ischemica e di ictus cerebrale, e con la riduzione del rischio per certi tipi di tumore.

Va quindi prestata particolare attenzione nell’inserire nella dieta fonti ottimali di calcio (legumi e verdure a foglia verde quali broccoli, cavoletti di bruxell, cavoli, cavoli verdi, crucifere, bietole da coste, ed altre verdure verdi, eccetto gli spinaci). L’uso di acque minerali ricche di calcio e povere di sodio può aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero di calcio.

Vitamina D: la sua presenza è scarsa/nulla nei cibi vegetali, ma viene sintetizzata a livello cutaneo ad opera delle radiazioni UV è quindi buona regola passare una parte anche piccola della giornata all’aria aperta, esponendo almeno il viso e le mani alla luce solare (possono bastare 15-30 minuti al giorno).

 

ALTRI MINERALI = Il contenuto degli altri minerali nei cibi vegetali appare non solo adeguato, ma responsabile di una parte dei vantaggi salutistici di questo tipo di scelta alimentare.

Il Selenio, contenuto nei cereali integrali, è un potente antiossidante e favorisce la funzionalità della Tiroide. Può essere rapidamente assunto ad esempio con una sola noce brasiliana al giorno.

Elevati apporti di Potassio, di cui sono ricche frutta e verdura, a fronte di ridotti apporti di Sodio, scarso nei cibi vegetali, sono responsabili di una riduzione della Pressione Arteriosa, del rischio vascolare e di Osteoporosi.

Lo Iodio, indispensabile per il normale funzionamento della Tiroide, va ricavato, piuttosto che dal sale da cucina jodato, dall’uso regolare di piccole quantità di alghe.

Rame, Fosforo, Magnesio e Zinco sono presenti in quantità più che adeguate in cereali integrali, legumi, semi e frutta secca. L’ammollo ed il risciacquo di legumi e cereali, e la germogliazione, migliorano l’assunzione dello Zinco, la cui biodisponibilità a partire da cibi vegetali è ridotta. I cibi vegetali contengono poi Vitamine e Sostanze Fitochimiche che posseggono una provata azione antiossidante (Vitamine A, C ed E). Le uniche attenzioni per le Vitamine riguardano la Vitamina D (riportate nel paragrafo “Calcio”) e la Vitamina B12.

 

VITAMINA B12 = questa importante vitamina viene prodotta dai microrganismi che inquinano i cibi vegetali e che sono presenti nel lume intestinale dell’animale. La vitamina viene assorbita dall’intestino e viene utilizzata dall’animale per le funzioni vitali, mentre quella in eccesso viene depositata nei tessuti (muscolo, fegato). I cibi vegetali non contengono quindi Vitamina B12 se non come frutto di inquinamento, mentre i cibi animali contengono la Vitamina B12 di deposito, frutto di sintesi batterica.

La carenza di Vitamina B12, a fronte di elevate assunzioni di Folati, provoca danni al Sistema Nervoso, piuttosto che Anemia. La Vitamina B12 è inoltre cruciale nei Vegetariani per mantenere bassi livelli di Omocisteina, che appare correlata alla comparsa di malattie cardiovascolari, Tumori, Demenza e Depressione. E’ quindi imperativo integrare la B12 con opportuni preparati, facilmente reperibili in commercio (cibi fortificati, integratori), al fine di ottenere il massimo dei vantaggi dalla scelta vegetariana, annullando gli effetti dannosi della carenza di B12.

 

Nutrienti a confronto

Carne e pesce sono generalmente indicati come fonte di proteine e di ferro, nutrienti contenuti in quantità adeguate in un’alimentazione vegan e vegetariana  e non è pertanto necessario introdurre ulteriormente questi nutrienti, essendo l’eccesso di proteine e di ferro nell’alimentazione correlati con un aumento dell’incidenza di tumori e patologie cardiovascolari. Il pesce contiene anche altri grassi saturi (molto ridotti nei cibi vegetali) e colesterolo (del tutto assente nei prodotti vegetali), sostanze che sicuramente aumentano l’incidenza di patologie cardiovascolari.

Secondo molti studi, alcuni acidi grassi della famiglia degli omega-3 (l’EPA e il DHA), contenuti soprattutto nel pesce, ridurrebbero l’incidenza di malattie cardiovascolari, ma altre ricerche cliniche hanno al contrario rilevato che chi mangia spesso pesce ha una maggiore incidenza di patologie cardiache o, comunque, che il pesce non ha effetti protettivi. Altri studi rilevano che il consumo di olio di pesce aumenta il colesterolo, diminuisce la tolleranza al glucosio, favorendo l’insorgere del diabete, oltre che i livelli di acido diomogammalinolenico (un acido grasso con effetti preventivi nei confronti delle patologie cardiovascolari e delle infiammazioni).

Comunque i cibi vegetali (in particolare l’olio di lino, le noci, la soia e suoi derivati, l’olio di canapa) contengono un tipo di acido grasso della famiglia degli omega-3 (l’acido alfa-linolenico) che l’organismo umano è in grado di convertire in DHA ed EPA. Perché questa conversione sia efficiente è essenziale ridurre al minimo il consumo di grassi saturi e idrogenati e moderare il consumo di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6.

In ogni caso è ampiamente dimostrato che sia i vegetariani che, soprattutto, i vegani hanno già una bassa incidenza delle patologie che l’EPA e il DHA contenuti nel pesce dovrebbero prevenire,  tanto che l’uso di oli vegetali ad alto contenuto di omega-3 è efficace nell’aumentare le concentrazioni di EPA e DHA nel sangue dei vegetariani, ma questo non riduce in maniera rilevante i parametri ematici rilevanti per la previsione del rischio di patologie cardiovascolari. Infine una dieta ricca di pesce è anche ricca di proteine animali che aumentano notevolmente l’escrezione di calcio e quindi il rischio di osteoporosi.

Principali fonti vegetali di vitamine (le fonti migliori sono indicate per prime)

Vitamina A: carote, patate, pomodori, zucche, spinaci, mango, papaia.

Vitamina B1 (Tiamina): tutti i cereali specie se integrali, lievito alimentare, legumi, germe di grano, soia, arance, ananas, melone, semi di sesamo e di girasole.

Vitamina B2 (Riboflavina): tutti i cereali specie se integrali, alghe, spinaci, patate, funghi, mandorle, banane.

Vitamina B6 (Piridossina): tutti i cereali specie se integrali, patate, pomodori, spinaci, avocado, banane, meloni, arance

Vitamina B12 (Cianocobalamina): cereali, latte di soia e altri derivati della soia ma solo se arricchiti e alcuni lieviti alimentari specifici. Alcune alghe ne contengono piccole quantità naturalmente.

Vitamina C (Acido Ascorbico): papaia, tutti gli agrumi, fragole, broccoli, peperoni, cavolfiore.

Vitamina D: è prodotta naturalmente dalla pelle in quantità adeguate con una esposizione giornaliera al sole di braccia e volto di almeno 15 minuti. Alcuni latti di soia sono arricchiti di questa vitamina.

Vitamina E: patate, mango, avocado, mandorle, nocciole, arachidi, semi di girasole, oli vegetali spremuti a freddo.

Vitamina K: presente in abbondanza in tutti i vegetali a foglia verde (in particolare nel cavolo e lattuga).

Acido Folico: presente in abbondanza tutti i vegetali (in particolare broccoli, asparagi, legumi, arance)

Acido Pantotenico: presente in abbondanza tutti i vegetali.

Biotina: legumi (soia soprattutto), cereali, mandorle, spinaci, funghi.

Niacina: tutti i cereali specie se integrali, funghi, patate, avocado, tempeh, noccioline.

 

 

Principali fonti vegetali di minerali (le fonti migliori sono indicate per prime)

Calcio: latte di soia fortificato, cavoli, tofu (se preparato con un sale di calcio), rapa, broccoli, acque minerali ad elevato contenuto di calcio, semi di sesamo tostati, fichi secchi, fagioli, ceci.

Cromo: tutti i cereali integrali, legumi, patate, peperoni, mele, banane, arance, mirtilli.

Ferro: legumi, alghe, tofu (e altri prodotti a base di soia meglio se fermentati), cereali integrali, cavolo e crocifere in genere.

Fosforo: tutti i vegetali, cereali, lievito, noci.

Iodio: alghe, tutti i vegetali, sale iodato (il sale iodato è la migliore fonte se le alghe non sono gradite e/o se i vegetali consumati sono coltivati in zone montane o altre zone i cui terreni sono poveri di iodio).

Magnesio: tofu, tutti i legumi, tutti i cereali, banane, arance, mele, cavolo, frutta secca.

Manganese: germe di grano, cereali (specie se integrali), spinaci, tempeh, noci.

Molibdeno: legumi e cereali (specie se integrali).

Potassio: asparagi, patate, agrumi, avocado, papaia, pomodoro, cavolo, melone, legumi, cereali integrali.

Rame: tutti i legumi, tempeh, tahini, noci e frutta secca, orzo.

Selenio: cereali (specie se integrali), legumi, funghi, broccoli, cavoli, aglio.

Sodio: è contenuto i tutti i vegetali e nel sale da cucina. La carenza è praticamente impossibile.

Zinco: germogli di legumi e semi, cereali integrali, legumi (specie i fagioli Azuki), tempeh, muesli, semi e noci.

Dal punto di vista nutrizionale, il mondo vegetale offre proteine e ferro in quantità anche superiore, in molti casi, rispetto a carne, pesce o formaggi, che spesso contengono elevate quantità di colesterolo a differenza degli alimenti veg:

Tabella composizione media dei  principali alimenti

ALIMENTO Proteine Grassi  (g) Carboidrati (g) Calorie totali (kcal) Ferro Calcio Fosforo Potassio Colesterolo Fibre (g)
Cereali in chicco secchi 11,9 3 68,1 330 2,6 38 304 327,5 0 5,4
Pasta integrale 14,6 1,4 75 348 9 40 258 215 0 9
Pane integrale 7,5 1,3 48,5 224 2,5 25 180 0 6,5
Legumi secchi 22,6 2,9 19,8 302 6,6 82 333 865,8 0 15
Verdura fresca 1,9 0,3 3,1 22 1 53 229,3 0 2,2
Frutta fresca 0,8 0,2 8,4 37 0,5 27 13 232 0 2
Frutta secca 19,6 57,7 6,2 612 3,4 100 327 414 0 7
Olio extravergine di oliva 0 100 0 900 0,2 0 0 0 0 0
Bistecca di vitello, cotta 23,96 13.96 0 228 0,97 mg 11 mg 197 mg 295 mg 110 mg 0
Prosciutto crudo 18,49 18,52 0.06 g 246 0,71 mg 7 mg 201 mg 310 mg 56 mg
Cotoletta di maiale 26,99 14.68 0 248 0,96 19 230 272 78 0
Pollo, petto 23.3 0.8 0 100 0,4 4 210 370 60 mg 0
Gamberi cotti 22,78 1,7 1.52 119 0,32 31 306 170 mg 211 0
Salmone 19,93 10,43 0 179 0,25 26 289 394 50 0
Pesce spada 19,66 6,65 0 144 0,38 5 255 66
Tofu 32,40 8,72 4,27 145 2,66 683 190 237 0 2,3
Seitan 22 1,20 3,50 110 3,6 mg 24 mg 44 mg 38 0 1,9

Ingredienti tradizionali e sostituzioni VEG

Burro olio d’oliva o di semi – margarina
Dado da brodo Dado vegetale
Latte Latte di soia, d’avena, di riso, di mandorle, d’avena
Panna Panna vegetale e di soia
Lasagne all’uovo Lasagne di grano duro
Pasta all’uovo Pasta fresca di grano duro, pasta integrale di farro, di kamut
Gelatina animale Agar-agar
Uova negli impasti Banana (dolci), fecola di patate, maizena, farina di ceci (tutti mescolati con un paio di cucchiai d’acqua), farina di kamut
Yogurt Yogurt di soia
Gelato Gelato di soia, gelato di riso, gelato di lupino, sorbetto di frutta
Besciamella Besciamella con margarina, latte di soia o di riso
Brodo di carne Brodo vegetale
Budini, creme Budino con latte di soia o di riso
Gnocchi con uova Gnocchi senza uova
Maionese Maionese vegetale a base di tofu o di piselli
Pasta sfoglia con burro Pasta sfoglia con margarina vegetale o olio
Pastella per friggere Pastella di farina di ceci o di riso o di frumento e acqua
Carne per ragù Seitan o bocconcini di soia per ragù veg
Carne (hamburger, cotoletta, arrosto, wurstel) burger, cololetta, arrosto, wurstel di proteine vegetali (soia, seitan, tofu, lupino)
Formaggio Formaggio vegetale (a base di tofu)
Affettato Affettato veg (a base di tofu, seitan)
Pesce Pesce veg (a base di proteine vegetali)

 

IL MERCOLEDìVEG “SALVAPORTAFOGLIO”

 

 

I vegetali e le proteine vegetali sono vincenti anche sotto il profilo qualità-prezzo: offrono tutti i nutrienti, spesso ad un costo decisamente inferiore rispetto ai prodotti a base di carne. Basti pensare al costo e alla resa di 1kg di legumi rispetto ad 1kg di carne o di pesce. Alcuni esempi a confronto (prezzi medi 2012 in euro/kg):

 

PREZZI ORTOFRUTTA- LEGUMI E CEREALI

Prezzi medi in euro/kg

  • Riso arborio= 2,10
  • Broccoli= 2
  • Carote= 1,30
  • Cavolfiori= 1,70
  • Fagiolini= 3
  • Patate= 1
  • Bieta= 1,50
  • Spinaci= 2,30
  • Lenticchie secche bio= 3,24
  • Fagioli borlotti secchi bio= 2,80
  • Ceci secchi bio= 2,86
  • Tofu al naturale= 10,25
  • Bocconcini bio di soia disidratata = 14

PREZZI DI CARNE E PESCE

Prezzi medi in euro/kg

 

  • Petto di pollo 7,9
  • Roast beef bovino adulto 28
  • Arrosto di vitello 7
  • Trota salmonata 9,90
  • Filetto di merluzzo 13,90
  • Seppie 12,89
  • Gamberoni 13,98
  • Spigola da allevamento 12
  • Branzino (estero) 7,89

Panforte.

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Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 22 novembre 2012, in °Consigli per chi vuole diventare vegan°, °utilità per vegetariani° con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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