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°° “NAZIVEGAN” – Neologismo Oltraggioso e Mendace °°

Coloro che continuano a mangiare carne solitamente lo fanno per poche motivazioni distinte tra loro:
– abitudine
– salute
– ignoranza
– crudeltà

Le persone che mangiano animali per abitudine sono le stesse che compiono azioni emulando gli altri per conformarsi alla massa e dunque sentirsi “normali“.
Sono nate e cresciute in un certo modo e si crogiolano all’idea che quel modo sia l’unico giusto da seguire. Non hanno voglia di impiegare energie per scoprire se esistono, la fuori nel mondo, diverse abitudini da carpire perché la propria è decisamente più rassicurante. Un po’ come il Don Abbondio manzoniano che percorre la stessa strada, ogni giorno. Statiche e passive, accettano la mattanza animale come accettano qualsiasi cosa nella propria mera vita.

Le persone che mangiano animali per salute invece sono quelle che si fidano ciecamente del parere di alcuni medici che sostengono che mangiarne resti e derivati corporei faccia bene all’organismo umano. Poco importa se poi tali medici abbiano stretti legami, con o senza secondi fini, con il mondo dell’allevamento. 

Le persone che mangiano animali per ignoranza sono le stesse che lo fanno perché ignorano cosa ci sia dietro l’industria alimentare. In realtà, di siti che mostrano attraverso video e foto girati negli allevamenti come vengono smontati gli animali ne è pieno il web, ma preferiscono non documentarsi perché, appunto, ignorando i metodi di abbattimento si sta meno male quando a tavola si fa incetta dei resti altrui.

La crudeltà invece è propria a quegli individui che non solo sono a conoscenza dei pessimi trattamenti ai quali sono sottoposti gli animali, ma che addirittura provano piacere nel sapere quanta sofferenza viene imposta ogni giorno dal genere umano alle altre specie. Menti labili, dalle quali bisogna riguardarsi.

Quest’ultima sotto-categoria di umani è la stessa che, vedendo la società cambiare grazie alla diffusione della sensibilità e dell’empatia, ha pensato di inventarsi un termine per offendere chi ha più rispetto di loro:  “NAZIVEGAN”.

 

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Valutando bene l’utilizzo del termine, coniato nel 1944 da Donald Watson (ex membro della Vegetarian Society e fondatore della Vegan Society) si può dedurre che questo neologismo sia, senza ombra di dubbio, nato dall’esigenza di screditare chi rappresenta una minaccia.
I vegani infatti lo sono per tutti quelli che abusano degli animali per soldi e/o per tornaconto personale, ma anche per quelli che non intendono evolvere la propria forma di pensiero.Il veganismo infatti propaganda l’idea che vivere senza ledere gli altri esseri senzienti sia possibile per chiunque, e che questo sia un dovere morale.

E’ dunque corretto utilizzare il suffisso NAZI (che sta per NAZISTA) per indicare una persona che lotta con tutta se stessa per i diritti di chi viene fatto nascere, crescere in modo innaturale e ucciso senza motivo?

Certamente non lo è.

Rinfreschiamo la memoria (o istruiamo, non si sa mai) a coloro che hanno dimenticato il significato delle parole “nazista” e “nazismo”.

Dal dizionario Treccani:

nazista s. m. e f. e agg. [v. nazismo] (pl. m. –i). – Forma accorciata per nazionalsocialista, usata comunemente con tono polemico per indicare non solo chi fu esponente o fautore del nazionalsocialismo, ma anche chi tuttora ne condivida o esalti l’ideologia e la prassi.

nazismo /na’tsizmo/ s. m. [der. di Nazi, abbrev. ted. di Nationalsozialismus “nazionalsocialismo”]. – (polit.) [ideologia elaborata in Germania soprattutto da A. Hitler dopo la prima guerra mondiale, incentrata sul mito della superiorità della razza ariana e del popolo tedesco] ≈ hitlerismo, nazionalsocialismo.

Se il 27 gennaio non è una trovata buonista per fingere di ricordare, dovremmo sapere tutti che i nazisti hanno commesso crimini abominevoli nei confronti della vita.
Per soldi (gli ebrei, spesso bancari, usando sposarsi tra famiglie della stessa religione mantenevano la ricchezza entro le mura del proprio culto), per motivi religiosi (venne preso come puntiglio l’uccisione di Cristo voluta dalla comunità ebraica), per motivi politici e per altre futili motivazioni (tipo quella del sentirsi superiori) dal 30 gennaio 1933 all’8 maggio 1945 vennero uccise dai 15 ai 20 milioni di persone.
Tra queste, anche omosessuali, diversamente abili, zingari e persone incriminate di compiere vita sessuale pubblica.

Se la storia ci ha insegnato qualcosa, dovremmo sapere tutti che il nazismo ha portato con sé una delle piaghe più profonde che l’umanità abbia mai avuto: l’olocausto.
Campi di “lavoro” dove bambini, adulti e anziani giungevano dopo lunghi viaggi in treni-merce affollati. Campi di lavoro forzato dove queste persone, private  di tutto, venivano spogliate dei propri abiti e della propria identità.
Costretti a lavorare, a produrre, a vivere una breve esistenza fatta di privazioni e sofferenza fisica fino al giorno della loro condanna a morte.
La morte arrivava per tutti, grandi e piccoli, e nei modi più squallidi che si potessero trovare: finte docce dove dei corpi se ne lavava via la vita, finti momenti di libertà dove con un colpo solo d’arma da fuoco si annullava un’esistenza intera.

I nazisti, esaltati dall’idea di essere superiori, hanno preteso il diritto di negare la vita agli altri (umani e animali) senza alcuna pietà, ridendo e denigrando la morte di chi non sapeva come difendersi.

Può, dunque, il termine NAZISTA essere associato a quello VEGAN, nato proprio nel 1944, mentre il mondo era in guerra, e voluto da chi desiderava il diritto di vita per tutti?
Chi è arrivato a mettere insieme due realtà opposte come questa ha davvero seri problemi, sia di carattere culturale che di carattere mentale.
Chi si avvale della facoltà di utilizzare quest’oltraggioso e mendace neologismo altro non mostra di essere vittima di  proiezione psicologica.
La proiezione è un meccanismo di difesa arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche propri, o parti del Sé, su altri oggetti o persone.

I nazisti prendevano d’assalto le case delle persone per deportare famiglie intere.
I vegani lo fanno? NO.

I nazisti numeravano i deportati tatuando loro cifre sulle braccia, per privarli della loro identità facendoli sentire numeri, non persone.
I vegani lo fanno? NO.
In compenso lo fanno coloro che allevano gli animali, etichettandoli alle orecchie.

I nazisti rasavano i capelli a uomini e donne di qualsiasi età. I libri di storia parlano addirittura della vendita delle chiome all’estero per la realizzazione di tessuti.
I vegani fanno questo? NO, poiché non indossano parti corporee di alcun essere vivente.
In compenso chi non è vegan tiene in vita la produzione di abbigliamento fatto con i peli di altre specie.

I nazisti costringevano i presenti nei campi di lavoro forzato a lavorare oltre le loro capacità fisiche. Pena: l’uccisione per inutilità.
I vegani fanno questo? No, poiché contrari alla schiavitù.
In compenso chi alleva animali li spinge a sforzi eccessivi e innaturali prima dell’abbattimento (vacche da latte, galline da uova).

I nazisti uccidevano con i gas piccoli, donne e anziani ritenuti inutili.
I vegani non uccidono nessuno poiché sanno che la vita è ciò che di più prezioso abbiamo al mondo.
Le persone non vegane ogni giorno fanno uccidere gli animali. Molte di loro sono addirittura ree di omicidio, dunque di morte imposta ai propri simili.

I nazisti si sentivano superiori agli ebrei, agli omosessuali, ai diversamente abili e ad altre piccole minoranze sociali, tanto da decidere che era giusto toglierle dal mondo.
I vegani professano l’uguaglianza universale fra specie, senza distinzione di genere ed etnia. Una visione geocentrica dove la natura (che ci dona la vita) sta al centro di tutto e dove non esistono gerarchie, inferiorità e superiorità.
Si può dire lo stesso di chi non è vegan?

I nazisti non apprezzavano la vita, bensì la toglievano.
I vegani rispettano la vita degli umani e degli animali allo stesso modo, e non tolgono la vita a nessuno.

Una domanda sorge spontanea: chi merita davvero il suffisso NAZI?
I vegani, o i non vegani?

Spesso viene detto che i vegani “impongono” le proprie scelte.
I vegani NON impongono proprio niente. Cercare di far capire a chi ci circonda che non è un atteggiamento lo schiavizzare delle esistenze devastandole in ogni modo non è imposizione. E’ imposizione invece quella che vivono gli animali, COSTRETTI A PARTORIRE dopo aver subito violenza fisica, COSTRETTI a vivere dentro delle gabbie, COSTRETTI a non poter interagire liberamente coi propri simili, COSTRETTI  a non poter godere della natura in libertà, COSTRETTI  a morire seppure non lo vogliano.
Facciamo bene attenzione alle parole che usiamo, e ai verbi, soprattutto!

Chi segue la filosofia di vita vegan si OPPONE ad ogni forma di ingiustizia, e questo lo rende non un individuo un nazista ma un guerriero. Un sognatore della libertà universale che come un alchimista fonde i sogni con la realtà, facendo in modo di rendere rendere concrete le caratteristiche  della società in cui vorrebbe vivere.
Una personalità romantica, illuminata, non assopita nella ragione.
Una vita che è cosciente e a conoscenza di quanto valga l’esistenza propria, e di quella degli altri.

L’atteggiamento poco costruttivo di alcune persone vegane che reagiscono in modo discutibile col mondo che le circonda ( es. i vegani  che “augurano i tumori”) non è un’attenuante o una scusante per l’utilizzo del termine nazivegan. Ci sono, è vero, persone diventate vegane dopo anni di sofferenza che dicono di desiderare che anche gli umani soffrano, ma questa è una reazione scaturita dalla crudeltà che non accettano.
Quanti di voi, sentendo al tg la notizia di omicidi, vorrebbe che i killer morissero?
Quanti di voi, leggendo di attentati e stragi, desidererebbero che gli attentatori patissero allo stesso modo?
Riflettete.

Se mai dovesse venirvi in mente di utilizzare questo termine per offendere chi non mangia animali e impiega le sue energie per ostacolarne la schiavitù e la mattanza col fine di far evolvere l’umanità,
sappiate che in un colpo solo state:
offendendo la memoria di chi è stato ucciso dai nazisti
– diffamando una persona con termini ingiuriosi e non pertinenti
– dimostrando di avere un bagaglio culturale pressoché vuoto.

 

maiali16
– Carmen.

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Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 28 febbraio 2017, in ° Critiche ° con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Non sono d’accordo, io mangio carne per nessuno dei motivi che ha elencato (abitudine, salute, ignoranza e crudeltà), mangio carne per puro piacere…intendo piacere del palato…..che cosa c’è di “più meraviglioso” che trovarsi una volta l’anno con una quindicina di amici intorno ad un camino acceso per un fantastico arrosto girato di uccellini….magari cacciati durante un anno intero (o anche di più alcune volte visto che la legge limita le quantità per ogni cacciata). Una giornata così non ha prezzo. Ah, premetto che io non sono un cacciatore anche se adoro tutto quello che la caccia può portare sulla tavola. Inoltre non vi considero neppure Nazivegan come Lei ha dichiarato, assolutamente….però una setta sì….perché credo che ognuno abbia il diritto di fare quello che crede….voi volete rispetto per la vostra scelta…ed è giusto che sia così….però dovreste anche rispettare chi non la pensa come voi e non c’è bisogno delle vostre “sparate” assurde sui cadaveri, sulle vite degli animali ecc.. La legge ha messo delle regole per allevamenti, caccia, ecc…, se non sono rispettate ci devono essere le punizioni previste, altrimenti che problemi ci sono?….non potete sempre attaccare chi non la pensa come voi. I non vegani lo fanno?….no….o meglio, alla fine può darsi che qualcuno lo possa fare perché le persone si stancano di avere sempre i vegani intorno che rompono e scatole per qualsiasi cosa. Se ritenete che la parola Nazivegan non sia appropriata, dovreste smetterla di considerarvi “la razza” superiore….altrimenti sono associazioni che cercate da soli. I vegetariani mangiano le verdure e non rompono le scatole, voi mangiatevi il vostro tofu e tutto quello che non ha derivazioni animali e nessuno vi romperà le scatole, però a noi lasciateci mangiare la nostra carne e il nostro pesce in pace come abbiamo il diritto di fare. A proposito, due giorni fa il mio gatto ha ucciso un uccello e l’ha portato prima in casa e poi in giardino…non l’ha fatto per necessità, perché una volta morto ha smesso di giocarci (sì, di giocarci) e l’ha lasciato da una parte….praticamente l’ha fatto per puro istinto felino…..che cosa dovrei fargli al mio gatto secondo la legge dei vegani?

    • “Però a noi lasciateci mangiare la nostra carne “: mai detto che quella presente sul vostro scheletro non possiate disporne a piacimento.

      • Certo, ognuno si sceglie l’alimento che preferisce e quindi anche la carne che preferisce…..come voi del resto….non credo che tutti siano obbligati a mangiare le stesse cose. Varietà nell’alimentazione…..lo dicono anche i medici.

  2. Innanzi tutto complimenti per l’articolo, ma io credo che chi usa questo termine sa benissimo di usare un termine sbagliato. Lo usano perché è un insulto verso i vegani, non per il significato in se. Un’altra motivazione è quella di affermare che i vegani vogliono sterminare chi mangia carne, da qui nazi. Cmq secondo me oltre che termine sbagliato è anche un insulto per chi ha dovuto aver a che fare con i veri nazisti, non sta gentaglia che si sente sgretolare la bistecca sotto i piedi.

    Poi vorrei rispondere ad Andrea Biaggini: “perché credo che ognuno abbia il diritto di fare quello che crede….voi volete rispetto per la vostra scelta…ed è giusto che sia così….però dovreste anche rispettare chi non la pensa come voi.”

    Ti faccio un esempio, tu sei d’accordo con le bambine date in sposa ad un uomo anziano? Suppongo di no, eppure in tanti paesi è una cosa normale! Accettata! Questo non vuol dire che sia giusta e se ti trovassi di fronte una situazione del genere non credo proprio (lo spero) che tu rimarresti in silenzio perchè “rispetti” le loro scelte! In queste scelte bisogna anche allargare un po’ la visuale. La bambina è vittima di quella scelta, così come lo è un animale. Ti dico solo questo, i nazisti uccidevano chiunque si ribellasse allo sterminio, chiunque cercasse di salvare anche un bambino. E, all’epoca, il ragionamento suppongo fosse proprio quello che stai facendo tu. Noi vogliamo uccidere gli ebrei. Tu non vuoi ucciderli? Ok! Ma non t’intromettere in quello che faccio io!

    ““sparate” assurde sui cadaveri, sulle vite degli animali ecc.. La legge ha messo delle regole per allevamenti, caccia, ecc…, se non sono rispettate ci devono essere le punizioni previste, altrimenti che problemi ci sono?”

    Sparate assurde non l’ho capito. Sono cadaveri! Cosa sono altrimenti? Sono vite! Cosa sono altrimenti??? La legge è la stessa che permetteva ai nazisti di fare quello che facevano. All’epoca era una cosa giusta, adesso è follia. Lo stesso, secondo me, vale per gli animali e spero che un giorno sarà follia la “legge” che tutela cacciatori e macellai. In alcuni paesi la legge non vieta i matrimoni tra anziani e bambine, non vieta l’uccisione di una donna perché ha tradito il marito. La legge non è sinonimo di giustizia! (tu vivi in Italia, questa cosa dovrebbe essere chiara! Quante cose ingiuste succedono proprio a causa di leggi sbagliate?)

    “non potete sempre attaccare chi non la pensa come voi. I non vegani lo fanno?….no….o meglio, alla fine può darsi che qualcuno lo possa fare perché le persone si stancano di avere sempre i vegani intorno che rompono e scatole per qualsiasi cosa.”

    Ti posso dire con assoluta tranquillità che nei miei 10 anni da vegetariana (e poi vegana) la prima ad essere stata attaccata sono sempre stata io! Questo perché il “diverso” spaventa, il cambiamento spaventa, e, oltretutto, spesso quando dico di non mangiare animali, la persona che ho di fronte si sente quasi colpevole, infatti tende a giustificarsi con “eh ma è la natura, eh ma il leone, eh ma le proteine” ecc anche se io non ho aperto bocca! Ti parlo di discorsi faccia a faccia, facebook secondo me non è da considerare. Da dietro una tastiera siamo tutti bravi ad insultare o a scrivere la prima cavolata che ci salta in testa. Vorrei vedere quanti avrebbero il coraggio di dirmi in faccia “nazivegan! Mangiati l’erba!” e tanti altri insulti che ricevo su facebook. Non è normale, non succede MAI se parli a quattrocchi con una persona. Non succede nella vita reale! Se succedesse quella persona sarebbe da internare! Sai quante volte su facebook ci si promettono le botte? Quando mai è successo davvero?

    “Se ritenete che la parola Nazivegan non sia appropriata, dovreste smetterla di considerarvi “la razza” superiore….altrimenti sono associazioni che cercate da soli.”

    Razza superiore? Niente di più sbagliato! Siete voi che vi considerate superiori ad un animale, tanto da poter decidere chi vive, chi muore, come vive, come muore. Io non mi sento superiore a nessuno, proprio per questo sono vegana. I nazisti si sentivano superiori agli ebrei. Per questo li uccidevano.

    “però a noi lasciateci mangiare la nostra carne e il nostro pesce in pace come abbiamo il diritto di fare.”

    DIRITTO. I nazisti avevano il diritto di uccidere gli ebrei? I vecchi hanno il diritto di sposare le bambine? I mussulmani hanno il diritto di considerare le donne come oggetti? La tua liberta finisce dove comincia quella di un altro essere vivente. Donna, bambino, uomo, animale.

    “A proposito, due giorni fa il mio gatto ha ucciso un uccello e l’ha portato prima in casa e poi in giardino…non l’ha fatto per necessità, perché una volta morto ha smesso di giocarci (sì, di giocarci) e l’ha lasciato da una parte….praticamente l’ha fatto per puro istinto felino…..che cosa dovrei fargli al mio gatto secondo la legge dei vegani?”

    Ma che discorso è? Il tuo gatto va in giro vestito o nudo? Il tuo gatto usa il computer o il cellulare? Il tuo gatto ha un mutuo, una macchina, un lavoro? NO! Non confondiamo un istinto con la volontà. Tu potresti anche girare nudo ma il senso del pudore te lo impedisce! Noi potremmo anche uccidere un animale, ma la nostra etica ce lo impedisce! Lui è un gatto agisce d’istinto. Tu sei un essere umano, puoi fermarti e pensare a cosa è giusto e a cosa è sbagliato!

    (Ho usato l’esempio nazisti/ebrei per il tema dell’articolo ma ci sarebbero altri dicimila esempi)

  3. Cara Stefania….cosa c’entrano le bambine, gli ebrei, le donne che tradiscono i mariti….io non parlo di persone umane e non posso equiparare la vita di una persona umana alla vita di un animale non esiste, solo una mente contorta può fare una cosa del genere. Con questo non sto dicendo che un animale può essere torturato o che ci possiamo divertire facendogli del male, anzi, non lo sopporterei e lo difenderei contro chiunque lo facesse davanti a me. Però dovresti sapere che fin dalla preistoria l’uomo è cacciatore e carnivoro….l’uomo mangia carne da sempre….non esiste che adesso arrivi un vegano e per magia nessuno può già mangiare carne. Essere vegani è una scelta di vita, così come mangiare solo verdure….ma chi decide di voler continuare a mangiare carne deve poterlo fare tranquillamente come facciamo da milioni di anni. Chi alleva maiali (parlo di fattorie, non di grossi allevamenti), tratta i maiali come se fossero figli anche se lo scopo dell’allevamento è quello di farlo crescere fino a quando è pronto per la macellazione e quindi per la tavola….l’animale è tenuto benissimo e non si accorge neppure dover morire quando è il momento. Così è sempre stato e così sara per sempre, vegani o non vegani…qualcuno seguirà voi, molti altri continueranno a magiare carne. Io gli animali gli ho sempre trattati molto bene, ma quando sono in tavola mangio con molto piacere e gusto…..domenica scorsa piccioni e coniglio, domenica prossima un centinaio di uccellini (già morti ovviamente) cuoceranno molto lentamente al fuoco di un grande camino per la gioia di quindici persone….l’unica cosa che mi dispiace è che questo può succedere al massimo una volta all’anno. Mangiate pure vegano, nessuno vi dirà mai niente…..ma fateci mangiare anche a noi quello che vogliamo senza menarcela con questa storia dei cadaveri. E non esiste equiparare la vita di una persona con quella di un animale……mi dica se la vita di sua figlia/figlio/marito/compagno equivale a quella di un cane o di un gatto.

  4. Stefania Balletti, volevo dire la mia ma a leggere la risposta del tuo interlocutore : “Chi alleva maiali (parlo di fattorie, non di grossi allevamenti), tratta i maiali come se fossero figli anche se lo scopo dell’allevamento è quello di farlo crescere fino a quando è pronto per la macellazione e quindi per la tavola….l’animale è tenuto benissimo e non si accorge neppure dover morire quando è il momento.” mi sono cadute le braccia per terra. Per fortuna che li tratti come figli, immagino se li odiavi, Andrea Biagini Magari, Andreamangiatorediuccellinimaialipescietuttoquellocherespira, ti scappa anche una lacrimuccia al pensiero che il maiale che hai accudito tutto l’anno sfrigola nella brace. Mai letto tanto qualunquismo becero e privo di qualsiasi forma di empatia e sensibilita. Ho il voltastomaco. Cento uccellini sul fuoco per il vostro divertimento e dici che il discorso di Stefania è contorto? Qui non si tratta di equiparare un bel niente, si tratta di decidere se la vita è sacra e per noi lo è. Tutta la vita, non solo quella degli umani. Lascio che altrimenti esce la nazista che è in me ed inizio ad insultare.

  5. Se tu leggi qualunquismo, io vedo tanto falso perbenismo…equiparare una vita umana ad una vita animale non esiste….e comunque non ho mai detto che gli uccellini sul fuoco si mettono per divertimento, ho detto che ci si mettono per mangiare….mi sembra molto diverso. Se gli animali non si potevano mangiare, sarebbe stato vietato per legge e invece l’uomo lo fa da sempre. Mi dispiace che ti siano cadute le braccia nel leggere che si allevano animali per mangiare….però è così…ti sembrerà strano ma sono veramente tanti anni che succede questa cosa. E ti dirò un’altra cosa ancora più strana, non ho mai allevato un maiale in vita mia e….no, ti assicuro che non mi scende nessuna lacrimuccia quando c’è la carne di maiale sulla brace, anzi, non vedo l’ora che sia pronta. E comunque ripeto il concetto fondamentale, volete seguire la vostra filosofia di vita?…fatelo. Ma rispettate le scelte di chi non la pensa come voi. Ah, dimenticavo, se vuoi insultare fai pure, mi sono accorto che per voi è abbastanza normale….ogni volta che ho visto qualcuno della vostra setta in TV ha sempre insultato qualcuno.

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