Archivio mensile:febbraio 2025
[PROTESTA] “Su Puddu”: la Vergognosa Gara Sarda a Colpire Galline a Cavallo
Care lettrici e cari lettori,
nonostante l’umanità di cui facciamo parte stia vivendo i primi mesi dell’anno 2025, in alcuni angoli di mondo alcuni nostri simili sembrano essere rimasti al Paleolitico più inoltrato.

In Sardegna, nel comune di Sedilo, anche quest’anno andrà in scena l’orribile usanza definita “Su Puddu”, che in sardo significa pollo. In occasione di questo evento definito “manifestazione storica e culturale” (provo un certo imbarazzo dal punto di vista antropologico a riportare le parole pubblicate sul sito internet del comune), uomini addosso a cavalli schiavizzati si diletteranno a colpire delle povere galline appese a un cavo. Fino a pochi anni fa tale triste, imbarazzante usanza contemplava l’uso di animali VIVI, che appesi a testa in giù venivano colpiti senza pietà dagli esseri diversamente empatici dal volto coperto da una maschera bianca. Quest’anno, stando a quanto riportato da La Nuova Sardegna, l’usanza ha subito una variazione: gli animali non saranno più vivi, ma già ammazzati precedentemente previo parere – pensate un po’ – veterinario.
Mi chiedo spesso quali emozioni, quali paure e quanto terrore attraverserebbero i nostri corpi se di punto in bianco gli animali decidessero di farcela pagare per tutto il male che gli abbiamo riversato addosso in millenni di efferato dominio. Cosa penseremmo se una specie a caso appendesse degli esseri umani per i piedi a un cavo e iniziasse a picchiare forte fino a quando quei corpi non risultano smembrati? Brandelli di pelle, capelli, sangue, tessuto muscolare che cade mentre le ossa diventano visibili.
Proveremmo sicuramente sdegno, orrore e disgusto.
Perché dunque se il soggetto è di altra specie animale e non di quella umana, osiamo definire tutto ciò “manifestazione storica culturale”? Non è forse un oltraggio al concetto stesso di cultura?
Dal punto di vista antispecista, questa becera tradizione – che merita di morire e di essere dimenticata dall’umanità sana di mente – non è altro che un insulto al decoro, al rispetto per la vita e per la natura che genera ogni esistenza, non solo la nostra.
I cavalli non sono mezzi di trasporto né corpi da sovrastare a piacimento.
Le galline non sono esseri da ammazzare e da usare come bersaglio.
In sunto, gli animali non sono nostri schiavi e non devono stare alla mercé umana.
Dire che tale manifestazione sia stata contestata dagli animalisti corrisponde al falso: chiunque, dotato di morale integra e priva di corruzione, rabbrividisce dallo sdegno e dall’orrore al pensiero che in occasione del carnevale vada in scena un abominio simile.
Basta leggere i commenti di biasimo e rimprovero lasciati dalle persone in commento alla notizia apparsa sui social.
Scrive Francesca Z.
“Cara mia Sardegna, EVOLVIAMOCI!!! Ma che esempio di luogo retrogrado e di cattiveria diamo al mondo intero??? NON POSSO CREDERE CHE NELLA MIA TERRA ESISTANO ANCORA QUESTE “TRADIZIONI” TROGLODITE!!! Dobbiamo davvero svilupparci mentalmente perché tante cose in Sardegna oggi denotano cattiveria e mancanza di sensibilità! Amo la mia terra ma su tante tradizioni orribili prendo le distanze e spero in una nuova versione moderna e umana nel rispetto degli altri esseri viventi e senzienti del mondo Animale (N.B. con la A maiuscola)!!!”
È arrivato il momento di finirla con queste pagliacciate di pessimo gusto, che non fanno altro che dimostrare quanto poco rispetto per la vita vi sia in alcuni popoli attaccati alla tradizione ma incapaci di smettere di tormentare esseri senzienti. Che si vergognassero le istituzioni retrograde che ammettono tutto ciò per far sollazzare una comunità di persone prive di empatia.
Vi invito dunque a scrivere una mail di protesta sia alla prefettura, che ha dato l’ok per la messa in scena di questo abominio, sia al comune stesso di Sedilo che lo ritiene evento culturale.
Messaggio tipo:
Gentile prefettura,
Gentile comune di Sedilo,
apprendo con sdegno che anche quest’anno andrà in scena l’orribile tradizione definita ‘su puddu’ dove delle povere galline verranno colpite da esseri umani intenti a sovrastare dei cavalli schiavizzati. Poco cambia se anziché essere vive quelle povere esistenze verranno uccise prima e legate per le zampe già morte, con il vergognoso benestare di un veterinario: quale esempio di civiltà volete dare all’umanità intera?
Veramente trovate ‘culturale’ un gesto così barbaro e privo di senso e di ragione?
Cosa accadrebbe se gli animali iniziassero a riservarvi lo stesso trattamento, cavalcandovi per prendere a bastoni alcuni esemplari umani appesi per i piedi a una corda?
Non sarebbe forse un atto di efferata violenza, becera e inutile violenza?
Mi unisco dunque, con la presente email, alla campagna di sensibilizzazione nei vostri confronti e nei confronti della gente del vostro posto promossa dal blog antispecista Think Green • Live Vegan • Love Animals, affinché sappiate che questa vostra usanza fa letteralmente rabbrividire la gente dotata di rispetto, empatia e morale sana.
Che si smetta di portare avanti usanze che non meritano affatto di essere perpetuate, ma che al contrario, andrebbero abolite in segno di civiltà e progresso etico e morale!
Gli animali non sono nostri schiavi e meritano di vivere la loro vita lontano dalla nostra inutile violenza!
NO AL ‘SU PUDDU’! No alle tradizioni retrograde e speciste! Lavorate per una Sardegna capace di far parlare bene di sé e non di far inorridire!
Distinti saluti.
Nome, Cognome, Città
Da inviare a:
pessalva1972@gmail.com, info@comune.sedilo.or.it,
protocollo.prefor@pec.interno.it
in CCN:
carmen.veganblogger@gmail.com
Con posta PEC:
protocollo@pec.comune.sedilo.or.it
Grazie a chi darà voce a chi, schiacciato e oppresso dalla violenza di taluni umani, non può difendersi.
Carmen Luciano

Vincitrice dello Shelley Project 2024 | Categoria New Writers
Care lettrici e cari lettori,
sabato 1 febbraio 2025, data in cui cadeva il 174° anniversario dalla morte di Mary Shelley, si è tenuta nella bellissima aula magna del Liceo Machiavelli di Lucca la premiazione dello Shelley Project, contest dedicato proprio all’autrice di Frankenstein, or the Modern Prometheus volto a diffondere cultura e la passione per scrittura e letteratura.
L’evento infatti ha coinvolto decine di persone di ogni età, fra le quali me, e classi di liceo ricreando una competizione in stile Villa Diodati dove, in una notte di tempesta, dalla sfida fra Lord Byron, Percy Shelley, Mary, Claire Clairmont e John Polidori nacquero il suddetto capolavoro della giovanissima Mary e The Vampire del giovane medico Polidori.
Il contest ha avuto inizio la scorsa estate, nei week end del mese di settembre, ed è proseguito fino al mese di novembre 2024. Altre persone iscritte alla gara ed io abbiamo avuto la possibilità di passare una giornata intera in uno dei luoghi di Lucca dove hanno soggiornato queste celebri personalità inglesi, come la suggestiva Villa Webb a Bagni di Lucca che fu dimora di Lord Byron (nel palazzo accanto soggiornarono Mary e Percy Shelley) e che ancora conserva suoi ricordi.
Se ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a questo evento incredibile (ancora faccio fatica a realizzare che sia stata data vita a una realtà così meravigliosa!), è grazie alla mia amica Ca(r)milla che me lo ha segnalato, venendolo a scoprire per caso il giorno prima che chiudesse il bando di partecipazione. Sapendo del mio forte amore per Shelley mi ha prontamente scritto ed io, senza attendere un istante, ho inviato la mia adesione. A lei un mio sincero, pubblico ringraziamento!
Proseguendo con i ricordi di questa esperienza meravigliosa, accolti dallo staff di Shelley Project, il giorno della sfida ci è stata consegnata una busta con dentro degli elementi da inserire necessariamente nel racconto gotico/horror/fantascientifico che avremmo poi dovuto scrivere in un solo giorno. Non è stato semplice creare, dare vita a un racconto che contenesse, in modo del tutto lineare e coerente, ciascuno degli elementi indicati, ma ho dato il meglio di me e sono veramente felice – di una felicità che è difficile da esprimere a parole – che la giuria abbia apprezzato il mio testo, tanto da premiarlo come miglior racconto della categoria SP New Writers!
Ricorderò per sempre la giornata che è stata domenica 8 settembre 2024. Quella mattina il cielo era scuro come fumo, e dalle nubi cadevano enormi chicchi di grandine mai vista prima. L’allerta meteo invitava alla massima prudenza. Il tempo, così minaccioso, ha enfatizzato ai massimi livelli la nostra creatività, arrivando personalmente a farmi provare un certo brivido che ho infuso nel mio racconto. Brivido che ha avuto il suo exploit quando la corrente è saltata e siamo rimasti qualche minuto al buio, illuminati dalle sole candele accese, in quella maestosa villa affascinante e suggestiva che sembrava accogliere non solo noi quel giorno..
Un chicco di grandine delle dimensioni di una pietra ha sbattuto contro il vetro della stanza di Lord Byron dove ero intenta, con un altro partecipante, a scrivere il mio racconto, facendomi sobbalzare e credere per un istante che qualcuno dal giardino stesse attirando la nostra terrestre attenzione.

Dalle 9 alle 18, la mia mente è stata impegnata nella stesura del racconto che ho intitolato “Eterna Compagnia“, e che ha vinto come miglior racconto fantastico in questa edizione dello Shelley Project 2024. Un racconto dalle sfumature gotiche dove un oscuro passato e un difficile presente si intrecciano e annodano alla vita dell’anziano protagonista come fili infeltriti di una vecchia rete. Non vedo l’ora possiate leggerlo una volta che sarà pubblicato, nei prossimi mesi, assieme agli altri racconti selezionati che faranno parte di un’antologia dedicata.
Ho sempre adorato scrivere. Fra i ricordi d’infanzia e adolescenza ho memorie cartacee di primissimi accenni di poesie e racconti. Carta e penna, sin da bambina, sono sempre stati fra gli strumenti d’invenzione umana a me più cari e mi divertivo a ‘scrivere’ con essi ancor prima di sapere effettivamente scrivere. La gioia provata nel vincere questo premio (che comprende attestato, targa, assegno da 200 euro) è indescrivibile!

Ringrazio pubblicamente Stefano Nannizzi, Sauro Donati, Francesca Chiarantano, Beatrice Gambini, tutto lo staff dello Shelley Project, dalla giuria agli sponsor, dagli enti che lo hanno patrocinato a chiunque abbia sostenuto e creduto in questo progetto, incluse le scuole e attori e attrici che hanno regalato al pomeriggio di premiazione un’aura ottocentesca. Che possa essere il primo di tanti altri contest dove la magia della letteratura e della scrittura è protagonista!
Vi invito a seguire la pagina e il sito internet ufficiale dello Shelley Project, e a non perdervi i prossimi e futuri eventi organizzati.
Carmen Luciano
Hanno parlato di questo evento: Lucca Times, Voce di Lucca
Articolo ufficiale di Shelley Project











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