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°°Tirrenia: Ristorante espone Crostacei Vivi sul Ghiaccio°°

Qualche giorno fa ci è giunta una segnalazione da parte di una persona, interessata a metterci a conoscenza di una scorretta pratica di un ristorante di Tirrenia. Tale locale, che si chiama C*******e N**o, esporrebbe in una vetrina pesci morti e crostacei vivi sul ghiaccio.

Se per i pesci, ormai deceduti, il freddo permette soltanto al corpo di non decomporsi celermente, per i crostacei ancora vivi e senzienti non è una situazione piacevole.

In natura la loro corazza non viene mai a contatto con superfici fredde, e questo renderebbe la disposizione voluta dai ristoratori incompatibile con il proprio organismo.

Qui di seguito la foto scattata dalla segnalante.

Guardando la pagina Tripadvisor del locale abbiamo constatato che tale trattamento viene riservato agli animali da svariati anni. Modus operandi abituale dunque.

Mi domando come sia possibile non preoccuparsi minimamente della salute degli animali venduti. Capisco prettamente che non si possa avere alte aspettative da chi li compra per ammazzarli per i clienti, ma almeno un minimo di furbizia.

Ormai è noto a tutti che la collocazione di crostacei sul ghiaccio configura reato per maltrattamento.

La notizia è del 2017: la cassazione ha condannato un ristoratore che esponeva astici su superficie ghiacciata. L’uomo di Campi Bisenzio è stato multato di 5.000 euro dopo una segnalazione della Lav. Aveva fatto ricorso, ma i togati non hanno voluto sentire storie: “incompatibile con la natura degli animali e produttiva di grandi sofferenze”, la detenzione sul ghiaccio.

Sul caso sono stati allertati i Carabinieri e la Polizia Municipale di Tirrenia, ma provvederemo a segnalare il fatto all’Asl di competenza.

Per il momento vi invito a prestare sempre attenzione alla tipologia di detenzione degli animali (non solo nei ristoranti) e a segnalare tempestivamente in caso di irregolarità o violazione delle normative.

Inoltre, un modo efficace per fare in modo che questi pessimi trattamenti cessino (vi ricordo che i crostacei vengono bolliti vivi) è proprio evitare di essere clienti di tali ristoranti.

Ciascuno di noi ha il grande potere di decidere quali realtà sostenere economicamente.

[Notizia in aggiornamento]

Carmen.

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°°[Giugliano] Astici Vivi Sigillati dentro Vaschette nel Supermercato Auchan°°

Vergognose notizie da Napoli.

Grazie alla segnalazione di un cliente, nella giornata di oggi (giovedì 28 Dicembre 2017) è stata resa nota una pratica immorale manifestatasi presso il punto vendita Auchan di Giugliano. 

Nel reparto pescheria sarebbero stati messi in vendita degli astici vivi dentro vaschette sigillate con cellophane. Gli animali, con le chele immobilizzate da fascette, sarebbero finiti in questo modo fra il “cibo” in offerta.

La persona ha generato un foro nella pellicola per alimenti mostrando come uno degli astici si muovesse. Il video di tale dimostrazione è stato poi pubblicato sul suo profilo sul social network facebook.

Un gesto vile, quello di rinchiudere dentro della plastica degli esseri ancora in grado di respirare.

<<Non è la prima volta che accade. Fanno spesso così>> si sente dire nel video dalle due persone preoccupate per la sorte degli animali.

Ciò che accade alle altre specie, colpevoli di esistere in un mondo flagellato dagli umani, è indescrivibile. Gli animali a causa nostra vivono ogni sorta di offesa, angheria, violenza, crudeltà, sofferenza. Ridotti a merce, oggetti, scarti, rifiuti, “offerte” da tirare dietro ai clienti, qualcosa da annullare nella totalità.

Mi auguro che gli organi competenti si mobilitino affinché questo maltrattamento cessi nel più breve tempo possibile. 

Nel frattempo, vi ricordo che se gli animali continuano ad essere vittime del sistema crudele di cui facciamo parte, è grazie alle nostre scelte. Fino a quando ci saranno persone disposte a pagare per mangiare CORPI, gli animali continueranno a morire ammazzati.

L’unico modo per porre fine alla mattanza è decidere di diventare vegan.

– Carmen 

°° Bari : Animali Abbandonati Presi a Sassate Nel Parco 2 Giugno °°

Quanto state per leggere è frutto di una segnalazione fatta al mio blog da parte di una lettrice, esausta nel vedere una situazione davvero triste dove le vittime sono piccoli animali.

Stando al racconto della segnalante, nel parco “2 Giugno” nella città di Bari sono presenti papere, pesci e tartarughe. Gli animali vivono li da tempo e ogni giorno sono circondati da persone.
Purtroppo l’inciviltà di alcuni frequentatori si è spinta ben oltre il lasciare a terra i rifiuti: soprattutto le oche e le tartarughe sarebbero vittime di violenza. Alcuni bambini e ragazzini infatti, racconta la donna, si divertono a lanciare sassi a questi animali che vengono colpiti sul loro corpo.

<<  Il Parco 2 Giugno è nato per commemorare la festa della Repubblica Italiana.
Fino a circa 20 anni fa ha avuto pesci, papere e tartarughe ma poiché la papere venivano rapite e mangiate oppure uccise crudelmente, il Comune decise di togliere ogni animale dallo stagno. In seguito i baresi , con le varie fiere e mercatini, stanchi dei pesci rossi e delle tartarughe vinti o acquistati per i figli, hanno ripopolato questo parco lasciandoli liberi li. Gli animali sono costretti a nuotare tra mucillagine e immondizia varia. Le piante sono ben curate, ma le acque dello stagno no.
Nelle foto da me scattate si possono vedere due papere, comparse un mesetto fa, molto piccole.
Oggi una signora mi ha detto che chi le ha abbandonate sosteneva di averlo fatto per il loro bene, perché << quello è il loro posto>> .
La papera marrone ha una zampa ferita ( se n’è accorto ieri il mio compagno mentre dei ragazzino la stavano ammazzando di sassate nel laghetto), è molto spaventa ed oggetto di scherno continuo.
Ieri ho provato a prenderla per due ore con il mio compagno, ma non ce l’abbiamo fatta perché si rifugia nell’acqua. Anche oggi stessa cosa.
A distanza di un giorno la situazione della sua zampa sembra peggiorata, perchè nuota nell’acqua tenendola più fuori che può.
Alle tartarughe non va decisamente meglio: la gente gli lancia i sassi per distruggergli il guscio.
Ho chiamato la Forestale, la Municipale, l‘Osservatorio Faunistico di Bitetto (specializzato in volatili), ma tutti hanno risposto con un secco “Non è di nostra competenza”.
Il WWF non risponde. Non so più che fare. >>

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Chiediamo che questi animali vengano tutelati dal Comune attraverso controlli al parco, o in alternativa, che vengano fatti adottare da chi può prendersene cura per evitare che i cittadini incivili possano fargli del male.

Scriviamo una mail al Comune di Bari affinchè provveda al più presto.
→  urp@comune.bari.it

°° Anche i tatuaggi celano maltrattamento animale °°

Nel 21esimo secolo i tatuaggi sono diventati una forma di espressione artistica sulla pelle, dei simboli da sfoggiare carichi di significato (in molti casi) ma nelle peggiori delle ipotesi sono semplice ornamento corporeo fatto d’inchiostro. Tutte le volte che andiamo da un tatuatore, facciamo molto caso all’igiene del locale, alla sterilizzazione degli attrezzi, al costo e alla capacità artistica di chi lascerà un segno indelebile sul nostro corpo. Ma invece, non chiediamo mai al nostro tatuatore se anch’egli ha contribuito o no al maltrattamento degli animali. Vi chiederete, “come fa un tatuatore a maltrattare un animale?”

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I tatuatori in erba, devono applicare le loro capacità sulla pelle, per testare il loro livello di bravura con aghi & Co. Sicuramente nessuno vorrebbe mai farsi fare un tatuaggio da un tatuatore che non ha mai provato a farne uno per non rischiare di avere uno scempio. Per questo motivo, essendo necessaria l’epidermide, i tatuatori utilizzano i maiali per TESTARE LA LORO ARTE. I maiali vengono stesi sul lettino o a terra, sedati, depilati e per ore ed ore vengono costretti a provare dolore tra aghi e personale che li tiene fermi. La loro pelle viene tatuata in base alla fantasia del tatuatore. Poi, finito il “lavoro”, l’artista contempla la sua opera bene o mal riuscita, e l’animale con ancora evidenti segni d’ago sulla schiena, viene mandato in dietro da chi l’ha ceduto per poche ore, come un oggetto. Tutto questo è assurdo. Davvero ogni minima stupidaggine cela dietro maltrattamento animale. perchè di questo si tratta. Non solo l’animale viene prima sfruttato, poi viene anche ucciso.

Esistono tatuatori che non si abbassano a tanto. C’è infatti chi chiede a volontari umani di testare la propria arte facendo un tatuaggio gratis, in modo che sia un favore reciproco. Non contribuite con i vostri soldi e la vostra pelle al maltrattamento dei maiali. Cercate un tatuatore cruelty free.

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