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°°Torna a Casa con un Pallino al Cuore: Cenere lotta tra la Vita e la Morte°°

Montecalvoli (Pisa)


Una denuncia sui social molto forte, quella di Debora N., residente nella provincia di Pisa. Un ignoto armato ha sparato al suo gatto Cesare, che adesso lotta fra la vita e la morte.



Il bel felino dal manto grigio striato, come mi racconta la signora, è tornato a casa il 9 marzo in condizioni disperate.



«Nel pomeriggio Cenere è riuscito a tornare a casa. Ho visto subito che c’era qualcosa che non andava. Stava male, tremava tutto, era freddissimo. Aveva il corpo gelido. L’ho portato subito dal veterinario. Ho pensato in un primo momento che fosse stato investito o avvelenato, invece dalla lastra è risultato che gli hanno sparato. E’ stato uno shock. Il veterinario mi ha detto che non era operabile perché il pallino è talmente piccolo che è come cercare un ago in un pagliaio.»

Un soggetto ignoto quel giorno ha sparato a Cenere, facendolo tornare a casa ferito gravemente. Il gesto vile non sarebbe stato compiuto solo ai danni del gatto della signora Debora, ma anche a un’altra famiglia.

«Farò denuncia contro ignoti. Non si sa chi sia stato. Avrei preferito avere un nome e un cognome. Ho saputo che non è la prima volta che questo pazzo compie un gesto del genere. Mi sono arrivati tanti messaggi. Quel giorno lì (il 9 marzo 2021, n.d.r) hanno sparato anche a un altro gatto che purtroppo non ce l’ha fatta.»


La donna ha scritto così un post di denuncia sui social, in special modo su un gruppo dedicato agli animali persi e ritrovati nella provincia di Pisa, che ha raccolto molti commenti di disprezzo nei confronti di un gesto simile.
“Ci si deve sentire dei grandi a sparare a un gatto. E’ successo vicino a casa mia, in pieno centro abitato. Oggi hanno sparato al mio Cenere, e adesso lotta tra la vita e la morte perché un pallino è arrivato vicino al cuore e non è operabile. Che divertimento è far soffrire così un animale? Chi spara a un gatto per me è ha una mente malata. Ci si deve sentire davvero orgogliosi della grande impresa. Una denuncia non basterebbe, questo essere (persona non si può certo definire) dovrebbe provare il dolore e l’angoscia che proviamo io, i miei figli, mia madre.. Perché per molti è ‘solo un gatto‘, ma per noi è un membro della famiglia. E se avesse preso una persona? o un bambino con la sua bravata? Ad ogni modo, il mio Cenere soffre e noi con lui e la prossima volta potrebbe toccare a uno dei vostri animali. Perché purtroppo, se nn vengono identificati, questi pazzi continueranno sempre a sentirsi soddisfatti e orgogliosi di sparare a un povero gatto indifeso”

E adesso Cenere lotta fra la vita e la morte nell’ambulatorio veterinario dove è ospite.


«L’unica soluzione è questa cura che però non si sa se può andare a buon fine. La situazione è molto delicata. Lui è sempre fra la vita e la morte e soffre tantissimo. Questo ci sta distruggendo in tutti i sensi.»


Questa triste vicenda è stata riportata anche su La Nazione.


Esprimo la mia più sentita solidarietà a Debora, che conosco di persona, e alla famiglia del gatto che non ce l’ha fatta.
Spero che Cenere si riprenda e che possa continuare a vivere assieme ai suoi “familiari” che lo trattano come un membro di famiglia.

Sull’individuo che ha commesso tale scempio, nessuna clemenza: bisogna avere seri problemi comportamentali e relazionali per prendere un’arma e ferire gratuitamente delle vite.
Contraria alla caccia, sono anche contraria alla detenzione di armi, che nascono col solo intento di arrecare danno al prossimo.
Spero che questo atroce fatto abbia molto eco, e che questa persona venga individuata e punita severamente.
Non possiamo e non dobbiamo accettare situazioni così gravi.



Carmen


AGGIORNAMENTO del 12.03.2021
Cenere purtroppo non ce l’ha fatta.

°°Tirrenia: Ristorante espone Crostacei Vivi sul Ghiaccio°°

Qualche giorno fa ci è giunta una segnalazione da parte di una persona, interessata a metterci a conoscenza di una scorretta pratica di un ristorante di Tirrenia. Tale locale, che si chiama C*******e N**o, esporrebbe in una vetrina pesci morti e crostacei vivi sul ghiaccio.

Se per i pesci, ormai deceduti, il freddo permette soltanto al corpo di non decomporsi celermente, per i crostacei ancora vivi e senzienti non è una situazione piacevole.

In natura la loro corazza non viene mai a contatto con superfici fredde, e questo renderebbe la disposizione voluta dai ristoratori incompatibile con il proprio organismo.

Qui di seguito la foto scattata dalla segnalante.

Guardando la pagina Tripadvisor del locale abbiamo constatato che tale trattamento viene riservato agli animali da svariati anni. Modus operandi abituale dunque.

Mi domando come sia possibile non preoccuparsi minimamente della salute degli animali venduti. Capisco prettamente che non si possa avere alte aspettative da chi li compra per ammazzarli per i clienti, ma almeno un minimo di furbizia.

Ormai è noto a tutti che la collocazione di crostacei sul ghiaccio configura reato per maltrattamento.

La notizia è del 2017: la cassazione ha condannato un ristoratore che esponeva astici su superficie ghiacciata. L’uomo di Campi Bisenzio è stato multato di 5.000 euro dopo una segnalazione della Lav. Aveva fatto ricorso, ma i togati non hanno voluto sentire storie: “incompatibile con la natura degli animali e produttiva di grandi sofferenze”, la detenzione sul ghiaccio.

Sul caso sono stati allertati i Carabinieri e la Polizia Municipale di Tirrenia, ma provvederemo a segnalare il fatto all’Asl di competenza.

Per il momento vi invito a prestare sempre attenzione alla tipologia di detenzione degli animali (non solo nei ristoranti) e a segnalare tempestivamente in caso di irregolarità o violazione delle normative.

Inoltre, un modo efficace per fare in modo che questi pessimi trattamenti cessino (vi ricordo che i crostacei vengono bolliti vivi) è proprio evitare di essere clienti di tali ristoranti.

Ciascuno di noi ha il grande potere di decidere quali realtà sostenere economicamente.

[Notizia in aggiornamento]

Carmen.

°°[Segnalazione] Olio di Pesce nei Cereali Vegetariani°°

Cari e care followers, stamattina ho ricevuto una segnalazione da parte di Mary che riguarda un’imprecisione molto grave trovata in un alimento.

Si tratta dei cereali da colazione “CerealVit“, con più precisione “Nutrimix“.

<<Buongiorno Carmen, ho acquistato una confezione di cereali per la prima colazione Nutrimix, a marchio Cerealvit, e mi sono accorta che, nonostante l’etichetta di prodotto “vegetariano”, tra gli ingredienti compare l’olio di pesce raffinato (persino in grassetto)! Ti allego le foto (scusa per la bassa qualità). Te lo segnalo perché, conoscendo la tua sensibilità e attenzione in materia, magari reputi opportuno condividerlo>>.

L’alimento biologico, come vi mostro attraverso le foto inviate da Mary, è stato indicato in confezione come “vegetariano” ma purtroppo grazie all’olio di pesce per la vitamina Omega3 non lo è.

Ricordiamo a tutti, in special modo a Cerealvit, che l’alimentazione vegetariana esclude ingredienti animali ma accetta quelli di origine animale (solo latte, uova, miele). 

Un errore dunque da correggere, magari scegliendo come fonte di Omega3 l’olio di semi di lino, altrettanto buono e che con la sua presenza renderebbe davvero il prodotto vegetariano.

Ringrazio Mary per la segnalazione (che verrà inoltrata all’azienda) e vi invito sempre a controllare bene le etichette prima di fare acquisti 🙂 

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