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°°[Lucca] Il Ributtante Manifesto a favore della Caccia°°

Nel cuore di Lucca, città che prevede di diventare la prima ad essere smart amica degli animali in Europa, è comparso un enorme manifesto a favore della caccia firmato CPA (Caccia – Pesca – Ambiente).
Il manifesto, che fonti sicure mi dicono essere affisso nei pressi di Via Martiri delle Foibe, mostra due immagini: sulla sinistra, un gruppo di tre cacciatori (di cui uno che reca in pugno un volatile deceduto) accompagnato da cani. Sulla destra, un ragazzo solo, intento a inserire nel suo braccio l’ago di una siringa.
Sulle due immagini appaiono poi due scritte: “Io ho scelto la vita.” “e tu?“.

Le immagini scelte non lasciano spazio ad altra interpretazione: chi ha voluto l’affissione di tale manifesto ha desiderato mandare un messaggio ben preciso: c’è chi sceglie la vita, e chi no. Un aut aut dove sembrerebbero esserci solo due possibilità: o sei un cacciatore che “ama la vita”, o rifiuti la vita e ti droghi.
Oppure, meglio amare la vita andando a caccia, che drogarsi da soli.

Ma analizziamo insieme quello che a mio avviso configura essere un manifesto degno di critica, censura e rimozione nel più breve tempo possibile.

Sebbene le associazioni venatorie facciano di tutto per far passare un’immagine dei cacciatori pulita, corretta e ridicolmente bucolica, noi privati cittadini che la domenica non ci vestiamo di abiti mimetici per andare a fare del male agli animali dobbiamo andare a fondo e non soffermarci alle sole parole.
In che modo scelgono la vita, i cacciatori? Decidendo di non cadere in atteggiamenti autolesionistici?
Siamo sicuramente tutti contenti per loro, se al mondo non esistono cacciatori con dipendenze da sostanze stupefacenti. Siamo però consapevoli tutte/i che chi caccia sceglie la vita per sé, ma non sostiene sicuramente quella degli altri: parlo nello specifico degli animali cacciati.

Nell’affermazione “Io ho scelto la vita” possiamo ripristinare un’ipotetica ellissi discorsiva includendo un particolare omesso: IO HO SCELTO [DI TOGLIERE A QUALCUNO] LA VITA.
Difatti nella foto uno dei tre cacciatori tiene nella mano il collo di un volatile morto, animale al quale è stata appunto tolta la vita. Non vi è nulla di corretto, giusto, degno di onore nel gesto di imbracciare un’arma da fuoco e sparare contro chi non può difendersi e non sa come sopravvivere.
Leggere della scelta della vita su un’immagine che mostra individui che girano armati nei boschi per disseminare morte è un vero ossimoro.

Inoltre, la scelta di accostare un gruppetto di persone a una sola con atteggiamenti autolesionistici è davvero deplorevole. Non esistono solo l’alternativa di vivere e di cacciare, e quella di farsi del male.
La maggior parte delle persone semplicemente vive senza praticare né l’una né l’altra azione.

La tossicodipendenza è una realtà delicatissima da trattare. Io per prima, non avendone le competenze per farlo non argomenterò in modo ampio. Mi soffermo solo sull’aspetto empatico: trovo vergognoso che una tale debolezza venga strumentalizzata per raccogliere consensi per un animalicidio legalizzato che non dovrebbe averne. Chi fa uso di droghe e sostanze stupefacenti spesso ha un trascorso di vita difficile fatto di solitudine, incomprensione, violenza ed emarginazione. Un cartellone del genere non aiuta chi è in fase di ripresa, anzi.
Credo fermamente che le associazioni che sostengono e aiutano le persone tossicodipendenti per il loro recupero debbano intervenire affinché questo manifesto venga rimosso.

Che l’associazione “Caccia Pesca Ambiente” realizzi che tale trovata pubblicitaria sia di pessimo gusto.
Che il Comune di Lucca prenda provvedimenti affinché tale cartello venga rimosso.

In conclusione, invito tutte/i voi a continuare a difendere sempre la vita, soprattutto quella di coloro che non sanno difendersi dalla violenza e dalla crudeltà umana.


Carmen



Se volete esternare il vostro disappunto,
potete scrivere una email a nazionale.cpa@gmail.com un messaggio tipo:

“Buongiorno,
scrivo la presente e-mail dopo aver saputo della presenza nella città di Lucca di un manifesto a favore della caccia che riporta il nome della vostra associazione. Tale affissione è a mio avviso di pessimo gusto. Trovo vergognoso che venga strumentalizzata una debolezza sociale (la tossicodipendenza, che avete tirato in ballo) per raccogliere consensi per l’attività venatoria.
La caccia è un atto vile nei confronti degli abitanti della natura. Gli animali non sono bersagli da colpire, non sono oggetti, non esistono affinché possiate divertirvi armati a negargli la vita.
Segnalerò l’affissione al comune di Lucca, e a tutti i comuni dove comparirà. Inoltre informerò le associazioni dedicate al recupero psicofisico di chi soffre di tossicodipendenza sulla vostra scelta infelice.
Il vostro “enorme” livello di empatia si è visto anche in questo.

Saluti”

E una mail al Comune di Lucca a protocollo@comune.lucca.it

“Gentile Comune di Lucca,
scrivo la qui presente e-mail a seguito della comparsa di un cartellone affisso nei pressi di Via Martiri delle Foibe a favore della caccia. Reputo tale manifesto, che strumentalizza la tossicodipendenza per raccogliere consensi sulla caccia, davvero di pessimo gusto. Con la vostra volontà distinguervi a livello Europeo come città smart amica degli animali, vi invito a prendere visione di questa affissione ed a valutare la possibilità della sua rimozione.
Saluti”


AGGIORNAMENTO
il manifesto non è piaciuto nemmeno ai cacciatori stessi, tanto che sono fioccate critiche e commenti di dissenso. A tali esternazioni l’associazione CPA ha risposto nel seguente modo:

E proprio riguardo a questa risposta, vorrei lanciare un altro messaggio a tutti coloro che fanno parte di questa associazione, o che semplicemente di “hobby” sparano animali:
quando i giovani vengono avviati e fatti appassionare all’attività venatoria, a mio avviso si mette in atto una manipolazione dell’individuo mirata a minare l’empatia e la sensibilità intrinseche all’animo umano.
Tutti i piccoli e le piccole della nostra specie sono affascinati dagli animali, dalle altre specie, che assieme a noi condividono questo bellissimo pianeta. Il protenderci verso di loro per vedere, osservare, toccare e accarezzare è il nostro più intimo istinto. Non a caso cresciamo circondati da disegni, pupazzetti, giocattoli con le forme animali più diverse: abbiamo bisogno di loro.
Secondo il mio pensiero, iniziare delle giovani vite al distacco emotivo nei confronti delle altre creature è una duplice violenza. Il primo atto di violenza sta nello spezzare il legame di amicizia che può stabilirsi fra umano/a e animale, che non è per forza il gatto o il cane. Un’amicizia può nascere dal contatto con qualsiasi individuo. Il secondo, il più efferato, sta nell’avviare un individuo verso la presunzione di una fallace superiorità rispetto alle altre forme di vita. Superiorità dalla quale scaturisce l’illusorio diritto di poter disporre degli altri a proprio piacimento, nonché l’atto dell’uccisione.

Nessun animale adulto avvia e fa appassionare i propri cuccioli alla predazione umana per hobby, e questo è una vera fortuna per taluni: se fosse il contrario, proverebbero sulla propria pelle il significato dei propri gesti.

La scelta dell’accostamento caccia-droga, vita-morte è semplicemente ripugnante, esagerata e fuori luogo.
Non si tratta, ai miei occhi, di una comunicazione forte d’impatto, ma di una comunicazione scorretta e che andava evitata.
Fra chi, purtroppo, cade nel baratro dell’autolesionismo e coloro che decidono di appassionarsi di armi da fuoco da usare contro innocenti esistono infinite sfaccettature umane.
Esistono, soprattutto, persone che non mettono in pratica né l’una né l’altra azione.
E sono tante queste persone. Tantissime.

Che CPA Caccia Pesca Ambiente chieda scusa ufficialmente a tutti coloro che si sono sentiti toccati od offesi da questo manifesto. Che i comuni si mobilitino affinché affissioni simili non compaiano più nelle città.
Che le persone sole e deboli che si abbandonano a gesti deleteri vengano aiutate, e non strumentalizzate nella propria fragilità in pubblica piazza.
Infine, che gli umani cessino di avvalersi del diritto di decidere quando, come e dove una vita deve terminare la sua esistenza: gli animali non sono bersagli, e meritano rispetto.

°°Pasquetta Vegana: Tanto Buon Cibo e Nessun Rifiuto nell’Ambiente°°

Organizzare un pic-nic all’aria aperta è fra le scelte preferite dagli italiani per condividere il giorno di Pasquetta con familiari o amici.
Se nelle persone rimane il ricordo di una bella giornata, sfortunatamente per la natura non si può dire lo stesso: non è una novità infatti trovare campi e parchi pieni di rifiuti il giorno seguente. Bicchieri, posate, bottiglie di plastica, sacchetti, tovaglioli e confezioni di cibo ovunque. Rifiuti che se non vengono tolti da addetti comunali (pagati per colmare l’inciviltà altrui) finiscono per rimanere nell’ambiente.

E’ accaduto anche questa Pasqua in tante località d’Italia. In Campania la triste notizia è stata data da Napoli Fanpage. Nell’articolo  viene mostrato in quali incivili condizioni è stata lasciata l’area verde del Vesuvio.
E pensare che il 22 Aprile cadeva pure la Giornata della Terra!
Fortunatamente non tutte le persone pensano che il mondo sia un enorme bidone dell’immondizia e fanno in modo di non deturpare la natura con il loro passaggio.

Un chiaro esempio di Pasquetta civile, sostenibile e rispettosa è stata quella organizzata da Aldo Gottardo (membro di Lucca per l’Ambiente) a Capannori (LU) al quale ho preso parte con altri miei invitati.

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Doveva essere un semplice pic-nic con pochi amici. Poi, l’idea di invitare altre persone.
Così, invito dopo invito attraverso una chat whatsapp, l’evento si è trasformato in un raduno di famiglie e di amici. Alla “Pasquetta Cruelty Free” hanno preso parte 30 persone, accomunate dall’amore per gli animali e dalla voglia di passare una bella giornata nel verde. Tutti i partecipanti hanno portato da casa primi, secondi, contorni e dolci preparati con ingredienti vegetali e dunque vegan.

Focacce ripiene con affettati e formaggi vegetali, torte salate, cous cous con verdure, orzo, pasta fredda, hummus di ceci, polenta con funghi, lasagne al pesto vegetale, peperoni ripieni, insalate, torte di ceci, sformatini di verdure, crostini e salsine e poi dolci e bevande.
Un tavolo imbandito di delizie homemade che fa capire quanto si possa mangiare bene, ed in modo sano, senza portare in tavola la sofferenza e la morte degli animali.

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Al bando il monouso in plastica: durante la Pasquetta vegana sono stati usati solo materiali compostabili e piatti e posate della propria cucina.
Alla fine dell’abbondante pranzo ciascuno ha sistemato i propri contenitori e i pochi rifiuti prodotti sono stati separati in sacchetti appositi e portati a casa per essere smaltiti.

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Il prato che ha fatto da setting alla bellissima giornata? E’ tornato più verde di prima, poiché oltre a non esser stato lasciato nemmeno mezzo rifiuto, sono stati raccolti quelli di qualche insensibile che ne aveva usufruito nei giorni precedenti.
Menomale dovremmo essere noi quelli strani o addirittura estremisti!

Nella pausa digestione c’è stato tutto il tempo per fare nuove conoscenze, parlare di ideali, girare video dirette (potete guardare quella pubblicata sulla pagina facebook di Tiziano Terzani a cura di Guido Giacomo Gattai) e far giocare i bambini. Vegani  e in splendida forma anche loro, eh già.

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Vi ricordate la pellegrina Silvia col suo Cammino di Santiago? Ha entusiasmato i bambini con il truccabimbi con trucchi vegan & non testati su animali!

 

Questa Pasquetta Cruelty Free è stato un meraviglioso evento che spero possano vivere presto le tantissime persone vegane che conosco virtualmente. Mi sento davvero fortunata ad essere circondata da persone così sensibili e attente.
E’ stata fra le più belle giornate mai trascorse con gli altri della mia vita.

Ringrazio Aldo per l’idea che ha avuto, Ligeia per il suo invito e tutte le persone che con me hanno condiviso del tempo e ottimo cibo.

Carmen.

°° Carta TENDERLY Carezza di Latte: Pulirsi il Culo sulla Sofferenza degli Animali °°

Qualche giorno fa ho ricevuto una segnalazione che mi ha lasciato davvero senza parole.
Attraverso un acquisto errato una mia cara amica ha avuto modo di accorgersi di una caratteristica alquanto assurda di un pacco di carta igienica a marchio TENDERLY (dell’azienda toscana LUCART, già nota per i fazzoletti al profumo di LATTE E MIELE).
Lo aveva preso dallo scaffale senza fare caso alla confezione. Una volta arrivata a casa, ecco l’amara sorpresa.

Di quale caratteristica assurda sto parlando?
Della componente della carta stessa: da quanto si può leggere sulla confezione altro non è che FIBRA NATURALE DI LATTE.

In un primo momento ho pensato che fosse solo una scritta messa là tanto per fare. In realtà, più che averlo pensato l’ho sperato.
E invece….

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Per capire meglio di che latte si trattasse sono andata sul sito ufficiale del marchio registrato QMILK ( http://www.qmilk.it ), un marchio che a quanto pare è tedesco.

Stando a quanto riportato dal sito, che si occupa della realizzazione anche di abbigliamento con la stessa materia prima, le proteine utilizzate sarebbero derivate da “latte alimentare” riciclato. In pratica, il latte non più adatto all’uso alimentare potrebbe avere una seconda vita invece di diventare rifiuto.
Secondo QMILK questo potrebbe essere il “materiale del futuro” poiché sostenibile per il pianeta.

Se il materiale utilizzato è davvero latte animale, mi domando..
Sono consapevoli i titolari di questo marchio dell’impatto ambientale che ha l’allevamento per la produzione di derivati, come appunto il latte?
Ma soprattutto, sono a conoscenza di cosa comporta la “vita” in allevamento per gli animali scelti, per loro sfortuna e senza il loro consenso, come “macchine da produzione viventi”?
Parlano di sostenibilità, ma quanto possiamo sostenere dal punto di vista razionale lo sfruttamento delle altre specie?

Negli allevamenti intensivi le vacche (principali femmine schiavizzate) vengono fecondate artificialemente (o per meglio dire, ingravidate manualmente, in quella che è a mio avviso pura violenza) e costrette a partorire giusto per avere le ghiandole mammarie attive.
Una volta nato il loro figlio questo viene quasi sempre allontanato affinché il nutrimento che gli spetterebbe (la secrezione mammaria)  possa venire utilizzato interamente per fini alimentari umani. Ormai la verità è nota a tutti grazie alle numerose indagini sotto copertura girate da attivisti animalisti (vedi qua)

Una gravidanza imposta, il legame madre-figlio spezzato in nome del business più crudele.
Un abominio, una realtà inaccettabile che anziché esser sostenuta andrebbe ostacolata in ogni modo possibile.

Il latte sottratto a delle femmine dopo la loro gravidanza ( “buono” o “non più buono” che sia) utilizzato per farci dei vestiti o peggio ancora della carta igienica.

Ma allora è proprio vero che del diritto di esistere delle altre specie il genere umano ci si pulisce il culo.

Francamente, anche se faccio parte di questa specie, capita sempre più spesso di sentirmi fuori luogo. Possibile che l’umanità debba ancora, nel 2017, sfruttare gli altri esseri viventi animali che popolano il pianeta?
Come si può arrivare a sentirsi padroni di tutto quando niente ci appartiene?

Ho trovato la decisione di Tenderly ( dell’azienda Lucart, di Porcari – Lucca) davvero di pessimo gusto.
Per questo motivo ho deciso di scrivere una mail all’ufficio marketing.
Se anche voi ritenete che non dovrebbe esserci latte di scarto impiegato per fare della carta igienica perché gli animali non vanno sfruttati, potete copiare e incollare il testo inviandolo a Lucart attraverso il primo form  e secondo form presenti sul sito.
E’ importante esprimere il proprio parere rimanendo sempre di tono civile ed educato.

Gentile azienda,
ho notato che il vostro prodotto “Tenderly Carezza di Latte” contiene fibre di latte.
Stando a quanto riportato sul sito QMILK la materia prima sarebbe proprio di origine animale.
Vi scrivo questo messaggio per informarvi del mio parere contrario alla vostra scelta produttiva. Ritengo che il latte non debba essere utilizzato per fini alimentari umani, e nemmeno riciclato (in caso divenisse rifiuto) per la realizzazione di carta igienica.
Il latte per ogni mammifero è l’alimento che lo accompagna nella crescita fino alla piena facolatà di alimentarsi autonomamente. Il latte dunque deve solo e soltanto servire per nutrire i piccoli. Trovo disgustoso che migliaia di femmine vengano ingravidate, costrette a partorire e private di ogni loro diritto per diventare macchine viventi da produzione latte.
Vi informo che non comprerò mai questo vostro prodotto e che inviterò amici, familiari e parenti ad evitarne l’acquisto.
Nello stesso tempo, invito voi a riflettere sull’etica della vostra scelta e sulla necessità di iniziare ad essere più sensibili nei confronti dei diritti degli animali.

Saluti,

Nome, Cognome, Città.

 

Grazie in anticipo a tutt*.

– Carmen.

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Vacche allevate: quale umano prenderebbe volentieri il loro posto?

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