°° Mattatoio Halal a San Miniato – Il Sindaco Gabbanini : ” L’azienda Non Ha I Permessi Asl ” °°

Ieri pomeriggio è arrivata a quasi tutti coloro che avevano inviato una mail di protesta all’azienda agricola Romilda, un messaggio di risposta copia-incolla.
Nessuna smentita dell’apertura del mattatoio halal, solo una frase secca ( senza nessun tipo di saluti o formalità ) contenete quanto segue:

risposta azienda agricola

Il signor Giovanni Cialdini ha quindi confermato tacitamente l’intenzione della sua azienda di aprire il mattatoio rispondendo che gli animali verranno storditi elettricamente.

Sebbene la risposta sia stata questa, rimane un dubbio:
se la macellazione halal non prevede lo stordimento degli animali,
come fa l’azienda Romilda a definire islamico il mattatoio che vuole aprire se gli animali verranno storditi elettricamente?

Nel frattempo la notizia dell’apertura del luogo dove perdono la vita gli animali è finita sul social network facebook ed è stata pubblicata anche sul gruppo ” Sei di San Miniato Basso se…” dove, dopo numerosi commenti dei cittadini, il sindaco Vittorio Gabbanini ha scritto un post in merito alla vicenda.

riposta sindaco gabbanini

 

L’azienda non avrebbe dunque i permessi e quindi il 14 Settembre 2014 non ci sarà niente da inaugurare con Donne e Bambini.

Ma facciamo ben attenzione alla risposta data dal Sindaco.
Vorrei evidenziarvi una frase molto importante.
” La Regione Toscana vieta macellazioni a scopo religioso “.
Se veramente la Regione Toscana vieta macellazioni a scopo religioso,
com’è possibile che in località La Catena a San Miniato il mattatoio di Buggiani Domenico ogni martedì uccida animali con metodo Halal o Kosher senza stordirli come invece previsto dalle leggi italiane ?

Sul sito BuggianiDomenico.com si può leggere, nella sezione “Comunità Islamica”, che il mattatoio è in grado di soddisfare le esigenze delle persone islamiche facendo tagliare da un uomo di tale religione la gola degli animali in direzione della Mecca senza che siano storditi.

Se la Regione Toscana lo vieta, come può questa attività soddisfare le esigenze di chi mangia solo animali “puri” ovvero feriti mentre sono coscienti?

Tutti questi dubbi qualcuno di competenza dovrà assolutamente chiarirli.
Qui , lasciato in disparte il discorso religioso, c’è in gioco il fatto che le leggi italiane sembrerebbero venir aggirate con permessi e favoritismi che vanno assolutamente a discapito di chi ci rimette la vita: gli animali.

Vi invito a scrivere mail o messaggi di chiarimento al Comune e al Sindaco di San Miniato affinchè venga fatta chiarezza.

°° San Miniato ospiterà un Nuovo Mattatoio Islamico Con Uccisione Halal °°

mattatoio halal

 

Sta circolando sul social network Facebook il seguente invito per l’inaugurazione di un nuovo mattatoio con metodo di macellazione Halal che si terrà sabato 14 settembre 2014.
La struttura , stando alle informazioni riportate, sarà di utilità per le persone di religione islamica che vivono in Toscana.

L’idea sarebbe nata dalla famiglia Cialdini, già nota nel Sanminiatese per la loro Azienda Agricola Romilda S.r.l che si occupa di vini e olio.

Se veramente aprirà le porte questo nuovo luogo di mattanza animale, la città di San Miniato avrà ben due mattatoio dove si pratica l’uccisione halal per gli animali.
Non bastava il mattatoio di Buggiani Domenico .

Per chi non lo sapesse, per halal si intende un metodo di uccisione che prevede il totale dissanguamento dell’animale da far diventare “cibo” dopo che gli è stata recisa la gola.
Da cosciente.
Avete capito bene, da cosciente.
In Italia le leggi in materia di macellazione impongono lo stordimento degli animali, ma questo non vale per la macellazione Halal ( musulmana ) e Kosher ( ebraica ) dove invece l’animale è nel pieno della sua coscienza.
Le specie che possono essere consumate dagli islamici devono essere uccise con un solo taglio alla gola con strumenti halal da un uomo adulto di religione islamica.
Non vale un secondo taglio. Se avviene, l’animale che sta per morire non è più ritenuto halal e dunque “inadatto” per il consumo delle persone islamiche.
In alcuni casi è possibile bendare l’animale affinchè non si agiti alla vista del coltello.

Solo in pochissimi paesi che adottano questa religione, come per esempio la Malesia, gli animali vengono storditi prima di essere uccisi: questo viene inteso come un segno di “gentilezza” verso di loro.

Fa veramente male sentire la notizia dell’apertura di questo nuovo luogo dove degli esseri viventi verranno privati del diritto di esistere e dove la loro vita terminerà per sempre.
Fa ancora più male vedere un’azienda ITALIANA rinnegare quelle poche accortezze che lo Stato Italiano prevede per questi poveri innocenti che vengono giustiziati per la semplice colpa di essere nati in un mondo dove l’uomo abusa sulle altre specie e ne decide vita e morte in base ai propri capricci.

Per non parlare dell’ultima frase del volantino.
“Sono benvenute donne e bambini”.
Portare i bambini a festeggiare un luogo della morte è un abominio.

Su questa notizia ci sarebbe da stenderci UN VELO pietoso.

Alla luce di tutto questo invito chiunque sta leggendo questo articolo a spendere 3 minuti del proprio tempo per inviare una mail all’azienda che dal 14 settembre in poi sarà responsabile di tanta sofferenza gratuita nei confronti di pecore e capre, animali bellissimi che non meritano assolutamente tutto questo.

Mail da inviare:

” Gentile Azienda Agricola Romilda S.r.l,
Sono venuto a conoscenza della vostra imminente inaugurazione del mattatoio con metodo halal dedicato alle comunità islamiche della Toscana.
Scrivo questa mail per esternarvi il mio disappunto sulla scelta che state intraprendendo.
Il metodo di uccisione usato nel vostro mattatoio prevede lo sgozzamento degli animali mentre sono assolutamente coscienti.
L’assenza di stordimento per quanto possa essere accettata come eccezione dallo Stato Italiano per gli islamici e gli ebrei, è inaccettabile dal punto di vista etico per qualsiasi tipo di etnia.
Gli animali che verranno macellati soffriranno ancora di più provando un dolore atroce.
Vi siete mai chiesti cosa si prova ad avere la gola squarciata?
Mi chiedo come si possa accettare e permettere questo orrore in nome di entrate economiche.
Siamo nel 2014 e sempre più persone stanno abbandonando la barbara usanza di mangiare gli animali , avvicinandosi allo stile alimentare vegan che permette di esistere sulla Terra senza ledere nessuna forma di vita.
Decidere nel campo professionale di fare enormi passi in dietro nei confronti dell’etica e del rispetto per gli animali sicuramente sarà per voi,  per adesso, un vantaggio economico con guadagni dalle persone islamiche, ma non durerà per sempre.
State dimostrando ai vostri connazionali quanto poco amore avete per pecore e capre non avendo a cuore il loro benessere.
Avreste potuto indirizzare la vostra azienda su campi più innovativi ricevendo il supporto di persone che amano gli animali, e invece adesso le allontanerete tutte da voi.

Personalmente inviterò tutti i miei amici, familiari e conoscenti a non acquistare per nessun motivo i vostri prodotti vegetali ( olio e vino ) preferendo altre aziende che hanno a cuore il benessere degli animali e che non si abbassano a fare ciò che state facendo voi.

Saluti.”

Nome Cognome
Città

Da inviare a ——–   cialdini.rom@gmail.com  .

Se preferite scrivere una mail di vostro pugno vi prego di mantenere sempre toni civili.

Ringrazio in anticipo tutti coloro che parteciperanno all’invio della mail.

Halal slaughter poster

°° PAMELA ANDERSON: Non partecipo all’ #IceBucketChallenge perchè sostiene la vivisezione °°

pamela anderson

Nelle ultime settimane nel web sta spopolando una vera e propria moda, ovvero quella di gettarsi dei secchi d’acqua ghiacciata addosso nominando e quindi sfidando altre persone a fare lo stesso.
Ciò che fa più scalpore è che a sfidarsi a colpi di acqua sono persone dello spettacolo e personaggi pubblici.

Per chi non lo sapesse, questa sfida si chiama #ICEBUCKETCHALLENGE ed è stata ideata per raccogliere fondi per la SLA.

Ciascun vip che accetta la sfida infatti è invitato a donare almeno 10 dollari.
Se entro 24 ore le persone sfidate non rispondono pubblicando a loro volta un video, la donazione deve essere di 100 dollari.

L’idea è assolutamente carina e simpatica, e l’idea che vip di continente in continente si sfidino nominandosi è veramente intrattenimento puro.

Purtroppo anche dietro alle cose simpatiche si nascondono verità tragiche.

Se da una parte c’è l’utilità sociale, dall’altra c’è l’assenza di etica.

Donare per la ricerca sulla SLA infatti vuol dire sostenere una ricerca che si basa su esperimenti condotti su animali.

Ciò che più mi ha dato dispiacere è che SOLO pochissimi vip hanno evidenziato la cosa.
Una delle poche persone che si sono rifiutate è stata PAMELA ANDERSON, già nota per essere un’animalista attivista oltre che vegana.

Sul suo profilo facebook Pamela ha infatti scritto in data 20 Agosto 2014

” Mi dispiace –
Non posso partecipare all’Ice Bucket Challenge.
E’ sempre bene portare consapevolezza tra le persone, anche in modi creativi e simpatici.
Nulla da togliere a questo.
Ma mi ha fatto riflettere. Scavando ancora più a fondo.
Ho constatato che il messaggio che vogliamo mandare non è lo stesso, per questo..
Ho pensato che vorrei sfidare la SLA a smettere di sperimentare sugli animali.

Alcuni esperimenti recenti condotti dalla ricerca sulla sclerosi multipla hanno visto topi con il cranio forato, infettati con malattie e forzati a correre su una superficie inclinata fino al loro collassare esausti.
Alle scimmie sono stati iniettati prodotti chimici nel cervello e in seguito sono stati uccisi e sezionati.

Qual è il risultato di questi esperimenti ( oltre a così tanta sofferenza ) ?
Negli ultimi dieci anni solo una dozzina di trattamenti sperimentali per la SLA sono stati usati per gli umani dopo che avevano dimostrato di alleviare le malattie negli animali.
Tutti tranne uno, di questi trattamenti , sono stati un fallimento per gli umani e l’unico che è stato “passato” offre solo benefici marginali per gli umani affetti da SLA.

Questo fallimento totale è tipico della ricerca su animali, perchè oltre al fatto che gli animali provano dolore e soffrono come noi, c’è da dire che i loro organismi spesso reagiscono in maniera completamente diversa dal nostro ai medicinali e alle malattie.
Come afferma il FDA, 92 medicinali su 100 testati su animali non sono adatti nè utili per l’uomo.

Una ricerca condotta grazie a metodi alternativi come il vitro, modelli computerizzati avanzati e studi con volontari umani ( solo per citarne alcuni ) ci hanno dato tutto per migliorare la vita, dai medicinali per l’HIV alla riproduzione di pelle umana per vittime di ustioni.

Cercare una cura per le malattie umane testandole su animali infettati non è solo crudele, è un grave disservizio per le persone che necessitano disperatamente di cure.

Vi prego, aiutate i ricercatori e gli scienziati nella ricerca di cure nel nome del progresso trattando e curando le malattie umane .
Visitate il sito HumaneSeal.org . Supportate la ricerca che non ha mai fatto del male agli animali e che impiega tutto il tempo per trovare cure avanzate, utili ed efficaci per gli umani.”

Sono assolutamente d’accordo con Pamela.
Non siamo contro la ricerca, ma contro alle torture legalizzate e assolutamente inutili.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora