°° Il matrimonio ecologico sbarca in tv, con Let’s EcoParty °°
Nella puntata di “Occhio alla Spesa” andata in onda venerdì 27 Aprile 2012 su Rai Uno
si è parlato di Matrimonio e di tutte le spese inerenti al “giorno più bello”.
Wedding Planner, Bouquet, HairStylist, bomboniere, location, fiori, addobbi ecc.
Le statistiche parlano di matrimoni in calo, mentre l’età degli sposi aumenta.
Non ci si sposa più a 25 anni, ma si decide di farlo intorno aio 30 (lei) e 35 (lui).
Il matrimonio, in chiesa oppure in comune, rimane però uno degli eventi più importanti della vita delle persone.
E’ quindi necessario pensare proprio a tutto, in modo tale da rendere questo giorno un’indimenticabile ricordo.
Per questo c’è chi pensa in grande scegliendo una location di lusso, un catering a 5 stelle o invitando centinaia di amici e parenti.
C’è chi invece, nel suo giorno più importante, oltre a pensare al matrimonio in sé per sé, pensa anche all’impatto ambientale.
E’ dal connubio tra matrimonio ed ecologia che nasce quindi il Matrimonio Ecologico , scelto da sempre più persone all’estero ma ancora poco diffuso in Italia.
Ed è di questo che il presidente dell’associazione ecologica ” Let’s EcoParty” Stéphanie Lazzereschi ha parlato durante la trasmissione Occhio alla Spesa.
Stéphanie e il suo compagno sono stati la prima coppia in Italia ad aver scelto il metodo più ecologico e di minor impatto ambientale (ma anche economico ) per sposarsi:
Uso di un autobus per lo spostamento di sposi & invitati, banchetto prevalentemente vegetariano, vestiti noleggiati, lancio di semi al posto del riso (utili per alimentare uccellini) , supporto di associazioni onlus con i regali degli invitati, bouquet realizzato a mano e non coi fiori e tanto altro ancora.
L’unione di queste idee originali ha permesso agli sposi di poter coronare la loro unione nel rispetto della natura senza dover spendere cifre enormi.
Chiunque sia interessato all’associazionedi Stéphanie , può visitare il sito LetsEcoParty.Com .
Qui di seguito vi mostriamo delle bellissime foto scattate dal photographer Marco Cappelli in occasione del Matrimonio Ecologico.
°° Piemonte : un referendum per abolire la caccia °°
In Piemonte il 3 Giugno ci sarà un referendum per abolire la caccia.
La regione sicuramente non pubblicizzerà l’evento (il motivo è scontato).
Le istituzioni non vogliono che si raggiunga il quorum ,oltre ad averlo messo l’indomani di una festa nazionale invece di accorparlo alle amministrative spendendo così 25milioni di euro in più!.
Quindi è importante condividere e fare il passa parola affinchè tutti i cittadini piemontesi possano andare a votare.
E’ indispensabile votare SI all’abolizione della caccia. Migliaia di animali finiscono uccisi dai cacciatori ogni anno.
La caccia non è uno sport. Non è importante per la sopravvivenza. I cacciatori non rispettano la natura, in quanto massacrano gli abitanti della natura stessa.
Speriamo in una vittoria schiacciante.
La caccia è “tutelata” da uno sporco business, ma uniti tutti insieme possiamo annientarla.
Condividete a tutti i vostri amici piemontesi! 🙂
°° Lush : lotta dura ai test sugli animali °°

Il divieto assoluto di testare cosmetici e farmaci su animali in Europa richiesto dai cittadini con numerose petizioni, che dovrebbe entrare in vigore nel 2013, richia di slittare al 2023.
Una posticipazione lunga 10 anni in cui , continuando senza sosta la vivisezione, moriranno torturati milioni e milioni di animali. Gatti, cani (soprattutto beagle ), ratti, cavie, topi, scimmie.
Tutto questo è assolutamente inaccettabile, oltre ad essere evidentemente disumano.
Gli animali non sono materia inanimata. Sono esseri viventi che hanno pari diritto di vivere dell’uomo.
<< Nessuno scopo è, secondo me, così alto da giustificare dei metodi indegni per il suo conseguimento >>.
Così parlava Albert Einstein della vivisezione. Pratica portata avanti dalla Scienza e supportata dalla minoranza della popolazione che crede erroneamente che i test su animali siano gli unici che garantiscano l’efficacia e la sicurezza di un prodotto.
Concordando con Einstein, vorrei chiarire la mia opinione:
Se vengono messi in commercio prodotti destinati all’uso umano, non vedo assolutamente la coerenza del test su altri tipi di esseri viventi oltretutto diversi da noi nelle particolarità fisiche.
La vita di un cane, di un gatto,m di un topo o qualsiasi altro animale non è inferiore a nessuna vita umana.
Se si vuole mettere in commercio prodotti per le persone, che si cerchino nuovi metodi per testarne la sicurezza!
Nessun animale merita di morire asfissiato da un profumo o bruciato da una crema!
E’ assurdo, osceno, vile e da schifosi.
Non so come facciano a non vergognarsi i vivisettori, ma soprattutto, non so come facciano a sentirsi UMANI coloro che supportano la vivisezione e la finanziano.
Fortunatamente, i test alternativi ci sono.
E fortunatamente esistono aziende che hanno a cuore la salute degli animali nella stessa maniera con cui hanno a cuore la salute dei propri clienti.
Un esempio?
Lush.
Lush è un’azienda nata in Inghilterra dall’idea di 5 persone vegetariane che, non sopportando più di vedere sugli scaffali prodotti testati su animali, chimici e inquinanti, hanno deciso di realizzare una linea completamenteinnovativa.
“Fresh Handmade Cosmethics” è il loro motto.
Cosmetici fatti a mano, con frutta e verdure, freschi, sani, profumatissimi e .. buoni con gli animali.
In breve tempo l’azienda è riuscita a raggiungere più stati Europei. In Italia le botteghe Lush sono ormai sempre più numerose. E questo ci fa enormemente piacere!
Lush ha già portato avanti altre iniziative animaliste (tipo quella contro la caccia ) ma quest’anno, in vista del possibile slittamento di data dello stop alla vivisezione, il gioco si fa duro.
E così, nasce lotta dura ai test su animali , iniziativa recentissima (24 Aprile) che prevede la raccolta firme per la petizione popolare contro la vivisezione in tutte le botteghe.
Tantissime persone hanno accettato l’invito da parte dei negozi sparsi per la nostra penisola e hanno aderito all’iniziativa.
Chi lo desiderava, ha potuto firmare di proprio pugno la vetrina col suo nome, farsi fotografare e partecipare in prima persona contro la vivisezione.
Le foto sono state raccolte e pubblicate sul sito Lush.it .
In Inghilterra invece l’evento contro la tortura animale è stato molto più d’impatto.
Una ragazza di 24 anni, Jacqueline Traide, si è offerta volontaria per prendere parte alla “vetrina vivente” allestita nel negozio Lush inglese nella Regent Street di Londra contro la vivisezione.
La ragazza, indossando una tuta color carne aderente, ha mostrato ai passanti ciò che viene fatto agli animali durante i test in laboratorio.
Apertura forzata della bocca con ganci metallici per ingerire le sostanze, iniezioni sotto cutanee, inserimento negli occhi di sostanze irritanti . La ragazza è stata tenuta con delle corde e buttata su un piano di lavoro completamente terrorizzata. Mentre venivano effettuati i test cercava di difendersi invano dai vivisettori e ciò le ha provocato ferite sul corpo. Le hanno rasato i capelli per testare creme e lozioni, e sulla sua testa sono stati impiantati elettrodi.
Tutto questo per 10 ore, mentre i passanti inorriditi filmavano le scene coi propri smartphones.
Questo chiaro messaggio animalista ha colpito chiunque si sia trovato davanti a vedere coi propri occhi la scena.
Tutti si sono sentiti toccati. Tutti hanno provato ripudio e sdegno davanti a tanta crudeltà.
Sono fermamente convinta che, se i test venissero realizzati pubblicamente, i cittadini si opporrebbero drasticamente alla vivisezione. Tutto questo continua poichè è lontano agli occhi dei consumatori.
Ma ricordatevi, cari consumatori, che se chiudete gli occhi davanti alla vivisezione, centinaia di animali chiuderanno per sempre i proprio a causa vostra.
Messaggi forti e diretti come quello realizzato da questa ragazza coraggiosa andrebbero riproposti anche in Italia.
Ricordatevi che la vivisezione è evitabile.
Esistono ormai tantissime aziende che non effettuano più test su animali.
Tipo Lush ( controllate la lista Cruelty Free LAV ).
Boicottate tutte quelle che non certificano di essere cruelty free ma che indicano sull’etichetta “testato clinicamente/dermatologicamente”.
La vostra scelta è determinante.
Finanziando solo le aziende certificate eviterete la morte a tantissimi innocenti.




















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