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°° Antivegan Fantastici e Dove Trovarli °°

Domenica 15 luglio ho deciso di pubblicare sulla mia pagina facebook un’illustrazione spassosa raffigurante una principessa Disney intenta ad alzare il dito medio. La prima volta che l’ho vista in rete ho riso per ore. Trovandola stupenda l’ho voluta pubblicare con la seguente frase come didascalia: “quando vuole uscire con te ma mangia gli animali”.

Un po’ di sana ironia non guasta mai, soprattutto se si fa riferimento ad una realtà provata e riprovata: i buffi tentativi da parte di persone non vegane di conquistare chi è vegan.

Chi non mangia animali infatti si sarà almeno una volta trovato coinvolto in un dialogo con interlocutore attacca-bottone intento a giocarsi le carte tipo “anche io amo gli animali”, “di carne ne mangio pochissima”, “sai che ho provato pure io ad essere vegetariano?”.

Frasi “effetto” che a me personalmente fanno sempre un po’ sorridere, ma che comunque rimangono meri tentativi che non vanno a buon fine: credo molto nella condivisione degli ideali in una coppia formata da persone diventate consapevoli autonomamente senza pressioni del partner e reputo sia molto difficile, se non impossibile, amare qualcuno che è causa della morte di altre vite che ami.

La pubblicazione, nonostante non fosse mirata ad offendere nessuno, non è stata particolarmente apprezzata dagli amministratori di due pagine antivegan che hanno pensato di gettare in pasto ai propri utenti uno screen contenente non solo l’immagine, ma anche la mia foto personale.

Il risultato? Commenti sulla mia persona lasciati da individui a me sconosciuti con la presuzione di conoscermi come se avessimo condiviso per anni la merenda all’asilo.

Tutto è partito da “Il Veganimalista Ipotetico”, alias “Alucard Draco”, ossia S.G . Non è stato difficile scoprire l’identità dell’admin. Il caso vuole che abiti nella mia stessa città. Però si sa, avanzare critiche dietro un pc è molto più semplice che muoverle di persona.

Oltre ad aver notato un familiare “Massimo Piscopo”, punto l’attenzione sul commento sarcastico di Federica Gallotta, cosplayer che già tempo fa esternò la speranza di non incontrarmi mai al Lucca Comix da lei frequentato assiduamente (come se l’evento fosse sua esclusiva e come se a me importasse qualcosa della sua persona).

Altri commenti sono giunti nella pagina SCP reloaded grazie ad una condivisione dello screenshot stesso.

Inserite tutte queste belle parole cariche d’amore e di rispetto (mai quanto quello che nutrono per gli animali) posso dire con molto piacere che sono protagonista della mia vita privata e non spettatrice di quella altrui. Purtroppo non si può dire lo stesso di chi ha speso una manciata di secondi del proprio prezioso tempo per ipotizzare, criticare, offendere e screditare la mia persona.

Succede anche questo quando si ha una pagina pubblica dove si difendono i diritti animali? Sì, succede anche questo, ossia che persone annoiate necessitanti di attrazioni forti passino il tempo a bersagliare altre persone di cui hanno un’idea filtrata attraverso delle pagine con scopi ben precisi.

Succede anche di essere definita “mignotta” per il semplice esser contraria allo sfruttamento degli animali. (Offese che vengono fatte passare per “opinioni”).

L’aspetto più incredibile di questo palese cyberbullismo? Gli utenti che, imbattendosi nella mia pagina per criticarmi mossi da odio fomentato, arrivano a dirmi che sono una persona “piacevole con cui parlare” (testuali parole) e scoprono per magia che tutto quell’astio forse forse è parecchio esagerato, se non gratuito.

To be continued…

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°°Bullismo e gara ad indovinare la morte di una donna vegan: “Non arriva a Giugno”°°

I social network, nati con il fine positivo di mettere in collegamento le persone anche a distanza di continenti, oggi più che mai si sono trasformati in covi dove odio e cattiveria gratuita dilagano.

Vittime della più totale assenza di rispetto sono quasi sempre coloro che provano ad avvalersi del loro diritto di espressione, inalienabile a ciascun umano, per condividere messaggi divergenti da quelli ordinari.

Oggi, dando uno sguardo a pagine social spesso e volentieri impegnate nel bullismo su persone vegan, mi sono imbattuta in un post vergognoso. Vomitevole, per meglio dire.

Nel mirino di uno degli antivegani più repressi in Italia è finita Pamela Scuppa, donna estroversa che utilizza il suo profilo e le sue pagine per parlare delle sue scelte alimentari. Pam, così si fa chiamare, può essere o non essere presa come esempio da seguire. Ciascuno è libero di scegliere i propri modelli. Essere in disaccordo con le sue idee però non regala il diritto di offenderla pesantemente e pubblicamente.

Come è accaduto spesso, la solita pagina antivegan ha condiviso la foto della donna, gettandola in pasto agli utenti che non hanno certo speso parole d’amore nei suoi confronti.

Se tra persone civili si prova dissenso e ci si volta altrove, fra quelle abituate a provare piacere nella cattiveria gratuita è andata creandosi una vera e propria gara. Gara mirata a indovinare la data in cui Pamela Scuppa dovrebbe morire. Commenti e parole che trasudano disumanità, e che ho deciso di immortalare con la speranza che gli autori possano essere se non puniti almeno condannati moralmente.

Particolarmente offensive le parole di Monica Paravella, che senza il minimo senso di solidarietà femminile ha ipotizzato il decesso nel mese di giugno 2018.

Ben 7 commenti di risposta al suo:

Non meno crudeli gli altri commenti:

L’idea che la società sia infettata dalla presenza di individui così incivili è avvilente. Mi domando come si possa arrivare ad esternare senza vergogna il proprio vuoto interiore.

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