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°°Ironia sul Bimbo Vegano Suicidatosi per Bullismo: “Fatto Bene, Pure Merda Addosso”°°

Si chiama Nicola Pianu l’autore dello sconcertante commento comparso sulla pagina ExtraVegano in risposta al link inerente alla scomparsa di un bambino vegano vittima di bullismo. Il bimbo, Louie Tom Fenton, avrebbe deciso di togliersi la vita sotto il pesante peso dei bulli che da tempo lo deridevano per la sua alimentazione. Le umiliazioni, da verbali, erano passate anche a fisiche: al bimbo infatti i compagni-mostri non avevano mancato di lanciare carne addosso.
Pianu, apprendendo la notizia del suicidio del dodicenne inglese e la modalità di offesa che aveva ricevuto, ha scritto:
<<Fatto bene, pure merda addosso. Tanto i vegani sono fatti di merda>>.

cover pelliccia vera.png

A dare notizia della vergognosa esternazione è stata la stessa pagina ExtraVegano, che ha reso pubblico il commento con uno screenshot.

pianu
Bisogna essere davvero delle persone incivili, e degli umani dalla dubbia utilità sociale unita a scarsità d’intelletto, per arrivare a concepire un pensiero così crudele.
I compagni di Louie avrebbero fatto bene a lanciargli carne (animali uccisi) addosso?
Addirittura avrebbero dovuto lanciare “merda” sulla sua persona perché “tanto i vegani sono fatti di merda”?

Chi è vegan è fatto in carne, ossa e sentimenti. Quelli che mancano a chi non ha rispetto per la vita degli animali e dimostra di non averne nemmeno per quella dei propri simili.

Una frase del genere lasciata pubblicamente da un adulto nei confronti di un bimbo che ha compiuto un gesto disperato spinto dallo sconforto è l’ennesimo oltraggio alla sua persona e al suo ricordo.

Mi vergogno immensamente di sapere che una persona come Nicola Pianu esista indisturbata oltraggiando la nostra specie con il suo esempio deturpante.

Non è la prima volta che dalla Sardegna giungono frasi offensive verso chi è vegan. Già qualche tempo fa vi avevo mostrato lo scandaloso linciaggio social di cui fu vittima una ragazza vegana sarda. Linciaggio nato ed esteso da persone del suo stesso luogo.

Come nel caso di Simona Fais, spero che anche stavolta l’ennesimo autore di così tanta cattiveria possa essere punito per le parole che ha avuto il coraggio di spendere.

La vegefobia è una triste realtà che deve essere ostacolata prima che la violenza sugli animali finisca riversata su chi li difende.

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°° 2006-2016: 10 Anni di Think Green °°

<<Oggi ho mangiato il coniglio in umido, AHAHAHA!>>.
<<Mia nonna lo ha fatto al forno ieri sera, vedessi che buone quelle zampine!>>
<<Ma lo uccide lei o lo compra già ammazzato?>>
<<Ogni tanto lo compra vivo e lo ammazza lei. Un bel colpo dietro la testa. A volte gli strappa via la pelliccia che ancora si muove. Che buono al forno AHAHAH!>>

Ogni mattina, ogni giorno, frasi di questo tipo venivano pronunciate dagli ultimi posti del pullman che prendevo per andare al liceo. Venivano dette prevalentemente da due ragazzi a voce alta affinché arrivassero fino a me, perché la destinataria di tanto scherno e di tante risate vuote ero proprio io.
Ero io perché qualche anno prima avevo avuto un coniglio come animale da affezione, la mia cara Stella. Ero io perché non mangiavo animali già da quattro anni.
Alcuni di quelli che esprimevano macabri pareri culinari su uno dei miei animali preferiti non mi conoscevano nemmeno. Quei pochi che invece sapevano chi fossi avevano fatto le scuole elementari insieme a me quando ancora non avevo un coniglio e quando non ero ancora diventata vegetariana.
Come facessero ad avermi presa di mira per quei motivi là lo scoprii presto: era bastato l’input da parte di una mia ex migliore amica che aveva da sempre sofferto per il fatto di non poter avere animali domestici in casa. Nella mia famiglia non esistevano allergie, e potevo avere amici a quattro zampe da coccolare a differenza sua.
Ex migliore amica con la quale ero andata in classe alle scuole medie, periodo della mia transizione da onnivora a vegetariana. Ex migliore amica di un’infanzia intera fino a quando le nostre strade, e le nostre idee, ci hanno portato ad allontanarci.

E’ stata sufficiente una corposa dose di invidia (anche per l’aspetto fisico) misto a gelosia per innescare quello che per me, per anni, è stato un vero e proprio tormento. Un tormento psicologico enorme che non mi ha fatto vivere serenamente gli anni delle scuole superiori.

Insulti, offese, chiacchiere alle spalle, risate di scherno, frasi crudeli sugli animali, lancio di oggetti, lancio di acqua addosso attraverso bottigliette e siringhe.
Se ci penso adesso, trovo incredibile quanto possano essere crudeli e spietati i ragazzi dai 14 anni in su per sentirsi accettati, per sentirsi forti in un gruppo.
Una crudeltà assurda riversata sempre sui più deboli o su chi prova ad avere un pensiero tutto suo.

Più di una volta sono tornata a casa con i capelli bagnati. Più di una volta ho buttato lo zaino a terra e sono corsa a piangere sul letto. Non ce la facevo più. Non avevo voglia di svegliarmi la mattina per rivedere quegli occhi che mi scrutavano e quelle facce sulle quali era stampato un sorrisetto da schiaffi.
Provai ad indossare le cuffiette per ascoltare la musica ed ignorare le loro parole, ma non bastò. Dal momento che le loro voci non mi raggiungevano iniziarono con il lancio di oggetti per attirare la mia attenzione. Provai a cambiare pullman per arrivare a scuola, ma dovevo svegliarmi almeno un’ora prima e tutto diventava ancora più complicato. Provai a cambiare anche quello del rientro a casa, ma spesso non passava e capitò qualche volta di rimanere a piedi con la conseguenza di dover inventare scuse sul perché sarei tornata tardi.
Alla fine dovetti ritornare su quel mezzo dove tutti facevano finta che non mi accadesse niente, autista compreso. Presto il clima di vegefobia passò dal pullman alla classe perchè nel gruppetto di persone che mi offendevano c’era qualcuno che conosceva le persone che venivano in classe con me. Iniziarono le offese anche tra i banchi di scuola, stavolta mosse da ragazze che vedevano nella mia alimentazione e nel mio modo di vivere qualcosa di inconcepibile.

La situazione non cambiò fino a quando non decisi che dovevo smettere di chiudermi in me stessa e di meditare di farla finita. Dovevo affrontare i miei carnefici.La mia vita non poteva finire così. Dovevo andare avanti. Gli animali per i quali lottavo, per i quali diffondevo materiale informativo facendo banchi con altri volontari Lav dovevano essere la mia priorità.
E lo divennero.

Non avendo nessuno con cui parlare di questi temi decisi di aprire un blog.
Un po’ per sfogo, un po’ perché mi faceva stare bene esternare ciò che avevo per la testa, almeno per iscritto.
Era il 2006 e avevamo da poco messo internet col modem a casa. Proprio in quel periodo scoprii l’esistenza di MSN Messenger e degli Spaces Live grazie ai ragazzi olandesi con cui feci uno scambio culturale in seconda superiore.
Gli Spaces Live di MSN erano pagine in cui gli utenti potevano pubblicare ciò che preferivano, personalizzandole a piacimento nel layout e nello stile.
Nacque così il mio blog, “Il Mondo degli Animali“. Un diario personale aperto a tutti dove condividevo appelli e petizioni. Nessuno di quelli che mi aveva offeso sapeva dell’esistenza della mia pagina. Ero libera, libera di scrivere e di dire ciò che volevo senza subire bullismo.
Scrivevo, scrivevo articoli uno dietro l’altro e più scrivevo e più mi sentivo bene.

Ricordo ancora come fosse ieri le minacce di mia madre intenzionata a togliermi via il modem se non la smettevo stare al pc 😀
Le dicevo che era importante e che stavo scrivendo articoli sugli animali.
Non poteva immaginare quale piccolo mondo stessi costruendo.

Dopo qualche anno, su decisione di MSN, gli Spaces Live vennero trasferiti su piattaforma WordPress. Fu allora che il mio piccolo blog divenne un vero e proprio sito internet, quello sul quale siete adesso, mutando anche da “Il Mondo degli Animali” a “Think Green Live Vegan Love Animals“, un titolo più autentico e utile per intuire le tematiche trattate.

Di articoli in articolo la mia ancora di salvezza, la mia casetta virtuale divenne sempre più seguita fino a diventare ciò che è adesso: uno dei siti vegan più cliccati del web.

Nato come via di fuga mentale dal bullismo e dalla vegefobia, questa pagina che oggi compie ben 10 anni mi ha permesso di raggiungere traguardi che forse non mi ero mai lontanamente prefissata.
Grazie al mio blog ho conosciuto persone fantastiche, sono stata fermata da followers durante manifestazioni nazionali (“ehy ciao! Tu sei Carmen del blog! Io ti seguo da anni!”), ho organizzato decine di eventi vegan benefit in Toscana attraverso i quali sono stati raccolti oltre 5.000 euro devoluti ad associazioni animaliste, ho trovato casa a circa 40 animali abbandonati, ho aiutato centinaia di persone a diventare vegan ed ho avuto l’onore di collaborare con aziende vegan per recensirne i prodotti etici.
Il mio messaggio animalista è finito addirittura su RadioVeg.it , su Radio Lady e in tv per Vegan Is Better. Ho organizzato il mio primo presidio animalista e ho contribuito allo stop definitivo della vendita di pellicce vere sulle borse OBag.
Sono stata anche invitata a tenere una conferenza (“La Mia Vita in un Blog”, n.d.r) per l’evento Lucca Vegan Friends 2016 dove ho parlato anche del bullismo e della vegefobia.

Non mi sarei mai aspettata così tanti successi.
Da sedicenne sdraiata sul letto a piangere non avrei mai immaginato che quelle offese che mi tormentavano sarebbero un giorno servite per portarmi un pizzico di felicità.
Tutto questo è stato possibile solo trasformando l’energia negativa che mi veniva gettata addosso in energia produttiva.
Ho preso le pietre che mi lanciavano addosso e le ho messe in equilibrio zen.

Chi mi voleva debole mi ha reso ancora più forte e ancora più decisa ad andare avanti lungo la mia strada. Non è mai stato facile il percorso e mai lo sarà, ma sono diventata resistente abbastanza per far fronte agli attacchi quotidiani che solo le persone che vogliono cambiare le cose ricevono. Gli animali sono la mia vita e fino a quando avranno bisogno di qualcuno che sia la loro voce, io sarò qui a donargli la mia.

Quindi, caro mio piccolo blog, buon compleanno ❤ .
Tanti auguri per il tuo primo decennio di vita.
Auguri a te che mi sei stato d’aiuto quando non c’era nessuno, permettendomi di far viaggiare in rete i miei pensieri tra la moltitudine di siti.
Ti ringrazio lo stesso anche se sei solo uno strumento digitale e non potrai mai capire quanto sono affezionata a te.

Un grazie particolare a chi segue il mio sito e a chi non ha mai smesso di sostenermi nella battaglia per i diritti degli animali.

Carmen.

°° Dalla Francia arriva una petizione per punire Gianfranco Vissani °°

Le parole cariche di disprezzo dello chef Gianfranco Vissani nei confronti delle persone vegan
dallo studio del programma “In Onda” (La7) hanno fatto il giro del mondo.
La frase shock “I vegani? Io li ammazzerebbe tutti”
( in italiano: “i vegani? Io li ammazzerei tutti”, n.d.r) ha colpito e offeso moltissime persone dallo stile di vita etico, anche fuori dall’Italia.


E’ proprio per la sua sfacciata mancanza di rispetto che, addirittura, dalla Francia è da poco partita una petizione affinché il personaggio televisivo venga punito per quanto espresso ai microfoni del programma.

La raccolta firme è stata avviata dal regista Magà Ettori sul sito petitions24.net.
Questo è quanto si può leggere nell’articolo pubblicato dall’artista sul proprio blog personale:

 

 

 

Genocidio dei vegani, boicottaggio

boycott de Gianfranco Vissani (Magà Ettori - Blog)Il 19 agosto, ospite della trasmissione  » In Onda  » sul canale italiano LA7, lo chef stellato Gianfranco Vissani ha dichiarato: « I vegani sono una setta, sono come i Testimoni di Geova,  » prima chiamata a titolo definitivo al genocidio :  » E intendo i vegani e non i vegetariani. Quello che vorrei fare con i vegani ? Io li ucciderei tutti. « 

È sorprendente come un personaggio pubblico possa liberamente esprimere una tale quantità di menzogne e stupidaggini in un canale televisivo senza rischiare una denuncia.

Mentre gli altri chef presenti in trasmissione si sono indignati per i suoi commenti, chiedendogli di non dire « sciocchezze in TV”, La7 non si è minimamente degnata di scusarsi per l’ospite. È sempre sorprendente sentire la voce dell’orgoglio, la voce della demagogia, la voce dell’intolleranza chiamata genocidio. Gianfranco Vissani chi è per arrogarsi il diritto di giudicare e il diritto di uccidere ? Chi è Gianfranco Vissani per offendere l’onore di milioni di persone sul pianeta con i suoi deliri mediatici ? Nessuno! Un fenomeno da baraccone al quale è stato dato un microfono da La7. L’emittente ha così una sua parte di responsabilità nella vicenda.

Le osservazioni di Gianfranco Vissani sono prive di motivazioni. Invitano al massimo a mettere in discussione i rischi di un cuoco quando è sovraesposto mediaticamente e quando frequenta troppo assiduamente i macelli. Il lavoro della carne e il taglio della carne animale non sembrano essere senza conseguenze per le capacità intellettuali di chi le pratica intensamente. A meno che non invertiamo il problema. Criminologi sottolineano spesso il legame tra un comportamento violento e maltrattamenti di animali.

A meno che, la violenza e la volgarità di Gianfranco Vissani, non siano che una ricerca di visibilità mediatica. L’ex star della tv italiana degli anni ’90 da così tanto tempo vaga attraverso il labirinto dei talkshow, che il suo giudizio è indubbiamente alterato.

Qualunque siano le cause del suo scivolone, la nostra prima reazione è di boicottare tutte le attività commerciali di Gianfranco Vissani (ristoranti, programmi televisivi, libri…). È stato squalificato dai suoi commenti oltraggiosi e per inneggiare all’omicidio. Non si può stigmatizzare e discriminare milioni di persone, mettere un bersaglio sulla schiena di una comunità senza pagarne le conseguenze.

È tempo di reagire. Sappiamo che il caso di Gianfranco Vissani non è isolato. Il problema della vegefobia si sta intensificando in tutti i continenti. Stigmatizzazione, esclusione, satira o l’inferiorizzazione di persone che praticano il vegetarismo, il veganismo e l’antispecismo, stanno diventando sempre più comuni in Europa, negli Stati Uniti, passando per l’Asia e la vetta dell’Everest.

Queste pratiche sono tutte eseguite da lobby industriali che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali, per l’ignoranza di molti.

Coloro che denunciano questa corsa al profitto, chi rifiuta lo sfruttamento cinico dei deboli, coloro che affermano che la convergenza delle lotte tra il rilascio di esseri umani e non umani, quelli che confutano il saccheggio delle risorse naturali, questi sono sistematicamente emarginati ed esclusi.

Le leggi vengono approvate tutti i giorni nei cinque continenti per proteggere gli interessi dell’industria. Come ad esempio la proposta di legge della deputata Elvira Savino, scritta con la chiara intenzione di stigmatizzare la comunità vegana in Italia e che potrebbe essere servita su di un piatto d’argento agli industriali della zootecnia. Leggi fangose e xenofobe oggi sono echi in Italia, ma non solo.

Pertanto, noi vegani, cittadini del mondo, solennemente ci appelliamo ad altri vegani, vegetariani, animalisti, antispecisti, e più in generale a tutte le donne e agli gli uomini con la possibilità di boicottare tutte le attività commerciali di Gianfranco Vissani in tutto il pianeta e chiedere al canale italiano La7 una condanna all’ospite del programma  » in onda  ».

Petizione indirizzata a Urbano Cairo proprietario dell’emittente televisiva La7.

 

Magà Ettori, Dublin, 20/08/2016 in collaborazione con paroledanimaux.com/

[ Traduzione : Carmen Luciano e ExtraVegano ]

 

Chiunque voglia unirsi a Magà Ettori affinchè vengano presi provvedimenti per quanto detto dallo chef italiano, può firmare la petizione cliccando QUI.

 

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