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°°La Famiglia Me Lo Impediva: Finalmente Adesso Sono Vegan°°

Vi ricordate la storia della ragazza a cui avevo attribuito il nome di fantasia Erika, che 5 anni fa ci raccontò di come la sua scelta di smettere di alimentarsi con animali e derivati veniva ostacolata dalla sua famiglia?

A distanza di tutto questo tempo Federica, il suo vero nome, mi ha scritto per dirmi che finalmente ha conquistato la sua indipendenza e il diritto di alimentarsi come desidera.

Felicissima per la sua conquista, ho deciso di intervistarla di nuovo per parlare del suo vissuto, e di come la sua vita sia cambiata.

Come hai vissuto il divieto di diventare vegana da parte della tua famiglia?
Ero piccola, avevo circa 16 anni, diciamo che col senno di poi credo che si trattasse di un modo per la famiglia di “proteggermi” da una scelta ancora poco gettonata, dato che ancora oggi, nonostante le persone Vegan siano sempre in costante aumento, c’è ancora tantissima disinformazione che io nel mio quotidiano cerco di combattere, perché è davvero una bellissima scelta. Un atto di gentilezza che non solo fa del bene agli animali, ma anche alla propria salute, e a quella del pianeta, che purtroppo stiamo distruggendo senza nemmeno accorgercene. Quindi una scelta assolutamente tutto fuorché estremista. Magari esistessero gli estremisti che ti dicono di non far del male a nessuno…

In che modo hai ottenuto la libertà di scelta?
Ho ottenuto la libertà di scelta diventando indipendente, vivo in Inghilterra da ormai circa 2 anni e mezzo, lavoro come assistente di volo e, se vengo considerata abbastanza grande e matura per gestire un aereo di 189 persone, allora posso essere considerata altrettanto matura e responsabile per fare una scelta di vita considerata ancora, purtroppo, diversa. Quindi di fatto, nel momento in cui ho visto in TV i disastri che abbiamo causato all’Australia con miliardi di animali morti a causa degli incendi, mi sono detta “non posso stare con le mani in mano. Devo assolutamente fare qualcosa.” e lì un giorno mi sono imposta dicendo a mia madre “mamma, da oggi smetterò di mangiare carne, per sempre.” Chiaramente all’inizio non è stato facile, come per nessuno credo, ma col tempo ci hanno fatto l’abitudine. Una persona che mi ha supportato, sebbene non sia Vegan, è mia sorella, che non mi ha guardata come una marziana bensì ha capito che la mia era una scelta fatta sia con la testa che con il cuore. Avevo paura di dirlo al mio ragazzo per paura che lui mi vedesse negativamente diversa, invece no, mi apprezza ancora di più. La prova lampante che lui potrebbe davvero essere la persona giusta.

Cosa hai provato quando sei diventata vegana?
Quando sono diventata veg ho iniziato a vedere le cose in maniera diversa. Mi sono sentita un po’ sola all’inizio perché quello che riuscivo a vedere io, ovvero la poca sostenibilità e la sofferenza animale, non era vista dalla maggior parte delle persone che mi circondavano, come se nessuno si ponesse il problema. Chiaramente ci tengo a precisare che io non voglio assolutamente puntare il dito verso nessuno, io non credo che molte persone siano cattive o vogliano la sofferenza nei confronti degli animali, semplicemente veniamo cresciuti in una società dove purtroppo solo poche cose vengono ritenute giuste e, se noi non siamo d’accordo con esse, allora veniamo bollati e ritenuti sbagliati, pazzi, estremisti, e chi più ne ha più ne metta. Quindi, praticamente, il cambiamento più grande l’ho visto quando ho cominciato ad accorgermi di cose a cui, quando ancora non conoscevo cosa ci fosse dietro al business degli animali, non pensavo minimamente.

Da quanto tempo lo sei adesso, e cosa ne pensi di questo stile di vita?Ora sono completamente vegan da poco tempo, credo che non sia passato nemmeno un mese, inizialmente sono diventata vegetariana all’inizio del 2020 cercando comunque di consumare il meno possibile i derivati, in modo tale da fare una transizione facile. Di fatto, cercavo di essere più accondiscendente nei confronti della mia famiglia che si sforzava di non cucinare animali per me, fino a fargli capire anche che l’industria dei derivati era strettamente collegata a quella carne, purtroppo.

Cosa consiglieresti a chi viene ostacolato dalla famiglia?
Consiglio vivamente a chi viene in qualche modo ostacolato dalla famiglia di cercare di avere un dialogo con loro e, se necessario, di andare insieme dal proprio medico di famiglia o da un nutrizionista specializzato in questo tipo di alimentazione (anche se comunque va detto che l’essere vegan è uno stile di vita che va oltre il proprio modo di mangiare). Chiedere un po’ di fiducia ai propri genitori ma soprattutto dimostrarsi maturi e indipendenti anche nella vita, non solo per questo tipo di scelta, altrimenti penseranno che sia semplicemente uno sciocco capriccio. Difatti, bisogna farlo in modo intelligente, bisogna informarsi tantissimo, leggere, mostrare studi che rivelano quanto questa scelta sia ben ponderata. Bisogna farlo in maniera gentile, magari cucinando noi stessi delle buonissime ricette che poi faremo assaggiare alla nostra famiglia e ai nostri amici, sempre con il sorriso.

❤️


A Federica vanno i miei complimenti per la sua forza di volontà e un ringraziamento speciale per aver voluto condividere con voi lettori e lettrici questo felice epilogo. Sono sicura potrà essere d’incoraggiamento a chi ancora oggi vive in famiglia un clima di repressione nei confronti delle proprie volontà.


Carmen.

°° L’Inferno di Erika : ” Umiliata e derisa dai miei genitori perchè non voglio mangiare carne ” °°

Erika ( nome di fantasia attribuitole per tutelare la sua privacy ) è una giovane ragazza animalista che ha deciso, con molto coraggio, di scrivermi un messaggio per parlarmi della situazione spiacevole che sta vivendo in casa.
Vorrebbe diventare vegetariana ma i suoi genitori glielo vietano. Ha deciso di parlarne con me visto che anch’io sono diventata vegetariana da teenager ( 12 anni ).

Erika da sempre adora gli animali e standogli a cuore ha pensato di smettere di alimentarsi con i loro corpi.

Racconta:
<< Sono cresciuta in una famiglia dove la carne non è mai mancata.
Fin da piccola però non l’ho mai apprezzata.
Ho fatto parecchia fatica a mangiarla, da sempre.
A volte la sputavo perché mi venivano i conati di vomito.
Mia madre, per questo motivo, doveva rincorrermi per somministrarmi delle fialette di ferro.
Col passare del tempo ho dovuto rassegnarmi e mangiarla, però ogni volta cercavo di evitarla dicendo “la mangio a cena” oppure ” l’ho mangiata già ieri”.
Rimanevo mezz’ora col boccone e proprio non riuscivo a mandarlo giù.
Ultimamente mi sono un po’ ribellata a tutto questo perché oltre a trovare disgustoso mangiare cadaveri ( perché quello sono ) sono da sempre appassionata di animali e l’idea di ucciderne anche uno solo per riempirmi lo stomaco mi fa passare la fame.
La mia decisione etica però non è stata ben accettata in famiglia.
Da quando ho cercato di convincere i miei genitori a lasciarmi diventareALMENO vegetarianaloro non ne vogliono proprio sapere..
( se osassi optare per diventare vegana dovrei farmi la spesa da sola, con i miei soldi, ed è difficile per me data la mia età ).
Mi ricattano e dicono che se non mangio quello che loro cucinano ( pesce incluso ) mi privano di qualsiasi cosa, anche di andare al mare che adoro tanto!
Mi stanno dando tutti contro: mia madre, mio padre, mia sorella e persino mio cognato.
Dicono che sono egoista, viziata e che non mi rendo conto che così metto tutti in difficoltà. Cosa posso fare? >>

Dopo aver ricevuto questo messaggio da parte di Erika contenete la sua testimonianza le ho risposto dicendole di essere forte e di cercare di far capire ai genitori che si può essere vegetariani ( o vegani ) alimentandosi bene senza alcun rischio, anche nell’adolescenza.
Le ho consigliato delle ricette da provare a preparare con la sua mamma, per esempio quelle delle cotolette di legumi che oltre ad essere buonissime aiutano anche a far risparmiare tanti soldi.
Di solito un dialogo aperto tra genitori-figli riesce a sciogliere le tensioni e a far superare le incomprensioni.
Purtroppo i miei consigli non sono stati molto utili in questo caso specifico.
Proprio oggi Erika mi ha contattata di nuovo per informarmi del peggioramento della situazione.

<< Le cose non stanno andando troppo bene, anzi sono peggiorate..
Oggi, a pranzo, avrei dovuto mangiare una spinacina (che solitamente ha il ripieno completamente verde, fatto di spinaci) ma mia madre mi ha messo al suo posto una cotoletta ( datale da mia nonna) e mi dice che quella era una spinacina.
Quando ho visto il ripieno di colore marroncino chiaro ho subito capito che si trattava di carne.
Per un altro po mia madre ha continuato a cercare di convincermi del fatto che quella fosse una spinacina.
Invece si trattava palesemente di una cotoletta.
Dopo essermi rifiutata di mangiarla me ne sono andata dalla cucina.
Da li sono cominciati gli insulti.
Mia madre ha detto che il regalo che mi aveva fatto lo darà piuttosto a mia sorella;
Mio padre voleva addirittura prendermi il telefono per romperlo.
Hanno detto che non mi daranno più nulla. Sono arrivati persino a darmi della pazza, dell’estremista.
Ho paura di dovermi arrendere e cercare di andarmene via il prima possibile di casa se voglio iniziare a vivere secondo una mia etica.
Qui in casa non mi è possibile: non sono aperti alle scelte altrui.
Ricorrono a linguaggi scurrili nei miei confronti e cercano di privarmi di qualsiasi cosa.
Cercherò di combattere contro tutta questa ignoranza.
Forse mi servirà per quando dovrò crescere i miei figli.>>

Purtroppo Erika è solo una delle tante persone sensibili che nascono sfortunatamente in famiglie ignoranti dove questo dono della natura chiamato empatia viene deriso ed ostacolato.
Ci sono tantissimi bambini e giovani che vivono delle vere e proprie guerre in famiglia solo perchè non vogliono mangiare animali.
Ragazzi costretti a mangiare esseri viventi che amano incondizionatamente solo perchè qualcuno vuole limitare la loro libertà di azione.
Tutto questo è assolutamente VERGOGNOSO.
E’ vergognoso che un atto d’amore come il diventare vegan venga paradossalmente negato dai genitori , il cui compito dovrebbe essere quello di dare esempi e stimoli positivi, e non retrogradi e negativi.
Questa triste realtà sottolinea il fatto che non tutti siano in grado di aver prole, e che ancora siamo distanti anni luce dal progresso.

Impedire ad un figlio di poter diventare vegetariano o vegan è inaccettabile.
Imporre ad un figlio di mangiare figli di altri animali uccisi è un abominio.

Ma quali vizi? Quali mode? Quali estremismi?

Vivere senza ledere il prossimo E’ LA NORMALITA’. I veri anormali non sono i vegani.
L’anormalità è uccidere invece qualcuno per riempirsi la pancia.
E’ anormale alimentare miliardi di animali con cereali e legumi di coltivazioni su terreni espropriati alle popolazioni meno abbienti del pianeta.
E’ anormale negare quei legumi e quei cereali al milione di umani che muoiono di fame ogni anno per far ingrassare gli animali che finiranno in tavola delle popolazioni “ricche”, dove invece un milione di umani muoiono perchè mangiano troppo.
E’ anormale trasportare queste vittime sacrificali da uno Stato all’altro e massacrarle senza pietà dopo 8, 12, 24 ore di viaggio stipati e ammassati senza cibo né acqua.
E’ anormale che si debba inquinare il pianeta per trasportarli e per smaltirne le TONNELLATE di feci, sangue, urine e ossa.
E’ anormale che si debba mangiare carcasse per poi sentirsi male e curarsi con farmaci contenenti ingredienti animali e sperimentati su altri animali che invece non portiamo in tavola.

Ma chi ci crediamo di essere?
I padroni del mondo?

Mi rivolgo ai genitori di questa ragazza e a quelli di tanti altre giovani vittime della cattiveria, della stupidità e dell’ignoranza umana:
Chi vi credete di essere? Mettere al mondo un figlio è una gioia, ma bisogna sapersi meritare il titolo di “genitore”. I vostri figli non sono vostri schiavi, non devono stare ai vostri ordini e per quanto li abbiate generati voi, una volta nati sono individui a sé stanti con tutti i diritti che meritano di avere.
Dovreste essere FIERI di avere una figlia che si RIFIUTA DI FARE DEL MALE anche alla più piccola delle forme di vita presenti sul Pianeta dove siete OSPITI e non PADRONI.
Dovreste baciare la terra e glorificare eventualmente il vostro Dio per avervi concesso di ricevere così tanta sensibilità in famiglia.
Perchè se un figlio non si permetterà mai di far del male a chi è indifeso, ne varrà anche della vostra salute e integrità quando toccherà a voi essere deboli.
Quante se ne sentono oggigiorno di notizie di figli che picchiano o addirittura uccidono i propri genitori da vecchi?
Secondo voi tutta la cattiveria anche da chi l’hanno imparata? Chi ha contribuito a dare esempi negativi?

Ma poi..
Perchè rovinare la vita di una ragazzina e costringerla ad odiarvi e ad andar via di casa?
Perchè?? Quale beneficio vi comporta?

Dovrebbe esser vista come un’immensa fortuna avere una figlia che ha a cuore la vita degli animali tanto quanto la propria. C’è sempre da imparare da chi rispetta ogni esistenza.

Vi chiedo di farvi un esame di coscienza e di cercare di aprire i vostri orizzonti.
Ad Erika e a tutte le persone di ogni età che come lei sono vittime di questa ingiustizia chiedo di essere forti, forti tanto quanto lo sono gli animali che nel frattempo subiscono ogni tipo di violenza gratuita da parte della nostra vergognosa specie di appartenenza.

Gli animali non sono nostri schiavi,
non sono nostri accessori,
non sono cibo,
semplicemente non sono nostri.

Grazie.


Ancora convinti che i vegani siano estremi?
Documentatevi.

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www.laverabestia.org


Non avete ancora etica ?
Acquisitela.

Se Niente Importa
Perchè mangiamo gli animali?

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