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°°Menu Esclusivamente Vegan sul Set di Avatar°°

James Cameron torna a stupirci. Non solo al cinema.

Il regista americano è al momento impegnato nella realizzazione dei sequel di Avatar (campione di incassi, dopo Titanic, uscito nelle sale meno di un decennio fa) che sono previsti per il 2020, 2021, 2024 e 2025.

Cameron, vegano dal 2012, ha deciso di proporre solo alimenti vegetali per i pasti dedicati ad attori e comparse presenti sul set. Lo rivela in un articolo il sito VegNews.
“Stiamo offrendi pasti vegani a tutti. Esclusivamente vegani. Non obblighiamo nessuno a rimanere a mangiare qui se non vuole” ha spiegato il produttore Jon Landau.

“Lo facciamo basandoci sull’iniziativa di uno stile alimentare vegetale che reputiamo importante non solo dal punto di vista salutistico ma anche da quello ambientale. Così diciamo: guardate, se ci occupiamo dei pasti per voi lo facciamo non venendo meno ai nostri valori e il catering sarà interamente vegetale”

Una bellissima iniziativa, dettata da empatia e coerenza, che non può che farci piacere.

Carmen

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°° Ecologia: La Dieta Vegan può salvare il Mondo dall’inquinamento °°

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JAMES CAMERON, regista di “Avatar” e “Titanic” E’ VEGAN!

 

“Non sei ambientalista se mangi carne.
L’allevamento industriale inquina più di tutte le altre fonti industriali combinate.
Non è un obbligo mangiare animali, scegliamo solo di farlo, così diventa una scelta morale che sta avendo un enorme impatto sul pianeta, utilizzando le risorse e distruggendo la biosfera.”

In 28 secondi di video, pubblicato sulla pagina Facebook di “Earthlings”, Cameron ha invitato gli ambientalisti che mangiano carne a passare a una dieta Vegan, se vogliono veramente salvare il pianeta.

Nello spiegare il perché è diventato Vegan, Cameron ha sottolineato che danno ambientale comporta l’allevamento di bestiame per cause alimentari.
“Non si può essere ambientalista, senza fare una passeggiata a piedi”, ha detto Cameron.
“E non puoi fare una passeggiata nel mondo del futuro, il mondo davanti a noi, il mondo dei nostri figli, mangiando ancora carne.”

GUARDA L’INTERVISTA:
www.youtube.com/watch?v=EdDUGmUWX24

Nel 2006, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, ha pubblicato un rapporto sostenendo che il 18% delle emissioni di gas serra artificiali del mondo provengono da allevamenti.
In realtà tale cifra è più vicina al 51% , secondo un rapporto del 2009 di Robert Goodland e Jeff Anhang dell’Ambiente IFC e Sviluppo Sociale.

Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo di Esperti sui Cambiamenti Climatici, ha recentemente suggerito che tutti possiamo contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, semplicemente riducendo il consumo di carne.

“Se la vostra preoccupazione principale è quella di ridurre le emissioni, non si dovrebbe mangiare carne,” ha detto Pelletier, Economista Ecologica della Dalhousie University di Halifax, Nuova Scozia, “Le mucche producono dai 13 ai 30 chili di anidride carbonica per ogni chilo di carne!”

Molti esperti, sostengono che anche gli animali degli allevamenti bio, nutriti solo con erba, abbiano lo stesso impatto degli allevamenti intensivi, come il Dr. Jude Capper un professore di Scienze della Washington State University.
“Molta gente crede ancora che gli animali nutriti solo con erba, vivano beatamente all’aperto sotto il sole e siano sani”, ha detto Capper.
“Quello che abbiamo trovato in realtà nel terreno e nell’acqua dei pascoli, è stata la presenza di carbonio!”

Tutti gli esperti concordano invece che gli allevamenti producono danni al pianeta e una dieta a base vegetale è molto più eco-friendly.
Marc Reisner, ex scrittore al Natural Resources Defense Council, ha detto:

“In California, il primo consumatore di acqua non è Los Angeles. Non sono le industrie del petrolio e di prodotti chimici e nemmeno i campi di uva e pomodori.
Ma è il pascolo!
Per irrigare tutti i giorni l’erba dei pascoli californiani in un clima quasi desertico, il consumo di acqua è a livelli inaccettabili.
La crisi idrica del West e molti dei suoi problemi ambientali, si possono riassumere in una sola parola: il bestiame.”

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