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°° PRATO: 100 volpi rischiano di essere uccise. Mail bombing anti caccia °°

Cari amici
vi invito a scrivere lettere alla Provincia di Prato p.c. ai mass media contro la decisione di riprendere la caccia alla volpe in tana.
Potete modificare il testo ma, soprattutto, cambiate l’oggetto per evitare la cancellazione.
Diffondete.

Signori Amministratori della Provincia di Prato
esprimiamo il nostro totale dissenso per la decisione di sterminare 100 esemplari di volpe di cui alla determina 834 del 18/03/2013.
La volpe è una specie cacciabile durante la stagione venatoria ma estendere il massacro durante il periodo riproduttivo significa condannare a morte, con le madri, anche i cuccioli inermi.

In questa forma di caccia infatti cani appositamente addestrati vengono fatti entrare nelle tane occupate dalle mamme di volpe intente a curare i loro piccoli. A quel punto mamma volpe reagirà come reagirebbe qualsiasi mamma che vede minacciati i suoi piccoli: li difenderà fino a soccombere all’aggressione del cane, o fino a che non cercherà rifugio all’esterno, dove però incontrerà i fucili dei cacciatori che la riempiranno di piombo. Allora anche il destino dei piccoli è segnato: moriranno di fame dopo giorni passati ad attendere inutilmente il ritorno della mamma oppure saranno sbranati dai cani. Questo tipo di uccisione rappresenta una delle forme più crudeli di caccia.

Le volpi vengono accusate di mettere a repentaglio le specie gradite ai cacciatori, ossia lepri e fagiani, e se ne giustifica quindi l’abbattimento con pretese ragioni naturalistiche e di protezione degli ecosistemi.  Le volpi sono principalmente onnivore, la loro presenza dipende dalla  disponibilità di cibo nel territorio di cui fanno parte integrante senza determinare alcun danno alla biodiversità nel suo complesso. Ma, purtroppo, sappiamo bene che la biodiversità e l’equilibrio ecologico  sono stati attaccati, manomessi, irrimediabilmente distrutti dall’uomo e non dalle volpi, dalla continua immissione nei territori di animali destinati ad essere cacciati. Le volpi, unici predatori,  riporterebbero l’equilibrio perduto.

Così come ha deciso recentemente la Provincia di Siena, duramente contestata da cittadini e personalità, con la revoca del provvedimento di caccia in tana,  chiediamo alla Provincia di Prato la stessa coscienziosa decisione  anche tenuto conto che, per il massacro dei volpacchiotti sbranati dai cani, potrebbe configurarsi reato penale in base alla legge 189/2004 sul maltrattamento.
In attesa di un cambiamento di paradigma, dalla morte alla vita, dallo sterminio al rispetto, dall’interferenza all’armonia naturale, porgiamo distinti saluti.
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Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 6 giugno 2013, in ° altro.. ° con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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