Archivio mensile:dicembre 2016

°° [Pisa] Conferenza “Veganismo: l’Etica oltre la moda” – 5/01/2017 °°

Nuovo appuntamento con i diritti degli animali.

Giovedì 5 Gennaio 2017, ore 16.00-17.00 presso la Fiera  “Tra Sogno, Magia & Benessere
a Pisa si terrà la conferenza “Veganismo: l’Etica oltre la moda“.

La conferenza, che avrà luogo nella Sala Fermi del Palazzo dei Congressi, sarà incentrata su tre tematiche principali: il diritto alla vita degli animali, la scelta di diventare vegan e i benefici dell’alimentazione 100% vegetale.

Saranno mostrati i retroscena degli allevamenti, la cruda realtà dell’uccisione degli animali e verrà trattata la semplicità dell’alienarsi da tutto ciò arrivando ad abbracciare una filosofia esistenziale dove l’empatia prende il posto della crudeltà sul prossimo.

Largo spazio anche a risposte ad eventuali domande e curiosità con la partecipazione del Dottor Fabio Cerboni.

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Graphic: Educazione Vegana (FB)

Vi aspetto!

– Carmen.

°° [Lucca] Circo Miranda Orfei: Elefante Stressato al Freddo °°

Ieri sera, martedì 27 Dicembre 2016, verso le ore 22.50 presso i tendoni del Circo Miranda Orfei a Lucca è stato possibile assistere ad una scena incresciosa:
un elefante, presumibilmente femmina, tenuto all’esterno era in preda a movimenti stereotipati tipici da stress. L’animale infatti, fermo nello stesso punto, muoveva la testa senza sosta da un lato all’altro.

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Insieme ad altre persone testimoni, è stata filmata la scena.
I video (per vederlo clicca sul testo) testimonianza dello stress psichico del pachiderma, condivisi subito sul social network facebook, sono stati condivisi centinaia di volte raggiungendo migliaia di persone rimaste sconvolte e scandalizzate.

E’ inaccettabile che esista ancora la schiavitù animale.
Non è ammissibile che degli esseri senzienti vengano obbligati a viaggiare di Stato in Stato, dentro gabbie e container, per esibirsi sotto ai tendoni davanti ad un pubblico di stolti egoisti. Gli animali esotici schiavizzati dai circensi soffrono il freddo, non hanno quasi vita sociale e non possono vivere la propria esistenza liberamente.

Lo Stato Italiano deve abolire i finanziamenti derivati da soldi pubblici destinati a queste disumane realtà retrograde e non deve permettere che la sofferenza venga fatta passare per felicità.

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Al momento della registrazione del video la temperatura esterna era di soli 3 gradi sopra lo zero. Queste temperature non sono compatibili con l’organismo di molti degli animali detenuti in cattività dai circensi.

Il fatto è stato segnalato a più enti e al momento siamo in attesa di ulteriori controlli.

Nel frattempo vi informo che Sabato 7 Gennaio 2017 si terrà un presidio autorizzato davanti ai tendoni del suddetto circo, dalle 18.00 in poi. La protesta è stata organizzata dal gruppo animalista “Riscatto Animale”.
Per partecipare e per rimanere in contatto con gli attivisti, seguite la pagina ufficiale dell’evento.

– Carmen.

°° “Il Futuro è Verde” – L’Esperienza di Andrea, diventato veg a 2 anni °°

Quella che state per leggere è la lettera aperta di un caro follower del mio blog, Andrea Fortune, scritta per volontà di raccontare la propria esperienza e per esprimere la sua idea circa le sorti degli animali.

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Sono nato nei primi anni ’80 a Palermo da una coppia di professori che, per via della loro professione, con molta pazienza rispondeva ad ogni mia curiosità: ad ogni “Perché?”, seguiva una loro risposta, e di nuovo un mio “Perché?”. Ricordo ancora una delle mie prime domande, quella che mi avrebbe cambiato la vita per sempre.

Avevo circa due anni e mezzo, eravamo seduti a tavola, stavamo per mangiare una scaloppina con formaggio e prosciutto.
Chiesi con la mia solita curiosità <<Da dove viene il prosciutto?>> mia madre rispose <<Dal maiale.>> e io con ingenuità incalzai <<E come lo fa?>> e mia madre con sincerità rispose <<È una parte del maiale, viene macellato, ucciso, e vengono ricavate le fette di prosciutto…>>
allontanai il piatto e promisi <<Allora non lo mangio più!>>.

I miei genitori dapprima cercarono di spiegarmi “il ciclo della vita”, “la piramide alimentare”, ma la mia decisione fu irremovibile. Rimasi digiuno. Mio padre allora andò su tutte le furie, non è mai stato un tipo violento, ma di fronte alla mia disarmante fermezza, spinto anche da una infondata preoccupazione mi picchiò, probabilmente esagerando, tanto da mettersi a piangere subito dopo, capendo di aver perso la testa davanti al mio “capriccio”. Ma non era un capriccio, io amavo gli animali, sognavo di fare il veterinario “da grande”, giocavo con la fattoria parlante, il gioco che in modo casuale ripeteva i versi degli animali della fattoria. Di mangiarli, e quindi ucciderli, non avevo alcuna intenzione. In realtà i primi anni i miei genitori, spaventati dai medici che sostenevano sarei rimasto rachitico, mi propinavano piatti non vegetariani a mia insaputa, ma a poco a poco, imparato a leggere gli ingredienti, eliminai carne e pesce da ogni piatto da me mangiato. In molti provarono a convincermi che era giusto uccidere gli animali per cibarsene, ci provarono con la “moltiplicazione del pane e dei pesci” di Gesù, con il leone che mangia la gazzella. A volte ero io ad essere più convincente di loro, come la volta in cui mio padre stanco del fatto che io rompevo le scatole a tutti i pescatori.
Ogni tanto qualche parente o amico dei miei faceva “il furbo”.
Crebbi con un po’ di diffidenza nei confronti dei cibi cucinati dagli altri, controllavo per bene che mia nonna non avesse nascosto prosciutto nella parmigiana di melanzane (a volte lo ha fatto), non mangiavo cibi con ingredienti incogniti ai buffet. Tutti i parenti più stretti erano stati da me ben indottrinati: un cucchiaio di legno per la pietanza con la carne ed uno per quello che potevo mangiare anche io.

Non c’erano i social network negli anni ’80, non si conosceva il termine vegetariano e quindi ai camerieri quando chiedevi “C’è carne in questa pietanza?” dovevi specificare “…neanche prosciutto, wurstel, salame, acciughe, pesce?”. Ai matrimoni anche da ragazzino mangiavo solo parte del menu bimbi, vale a dire la pasta al pomodoro, tuttora da adulto sono spesso costretto ad approfittare del menu bimbi.
Crescendo i compagni di classe, del tutto ignoranti, mi chiedevano cosa mangia un vegetariano “E il riso lo mangi? E cosa metti nella pasta? Ma neanche il tonno? Vabbè ma mica lo uccidi… è già morto! Ma come fai… cioè non mangi il salame… e quindi neanche il ragù!”. Ovviamente la merenda al bar della scuola era il momento di massima emarginazione. In quegli anni non facevo la spesa, ma ricordo che comunque mia madre, che fortunatamente mi ha sempre appoggiato, mi comprava di tanto in tanto soya e seitan; imparai a pasticciare in cucina sin da adolescente, esperienza che benedico!

Oggi guardo il presente e lo raffronto col passato: la condivisione delle informazioni, i social network che mostrano come sono realmente i macelli, la sofferenza dei pesci, le torture dei processi industriali della produzione di latte e uova. Oggi è difficile che qualche ristoratore non sappia cos’è un vegano: si sono diffusi con l’aumento della domanda menu vegani, simboli, e cibi pronti, che rendono meno dura la vita ad un vegano quando mangia fuori o non ha tempo di cucinare. Cresce la coscienza e di pari passo cresciamo in numero. Le ragioni Vegan sono ancora più forti, oggi sono più consapevole della scelta fatta da bambino, e ai motivi etici si sono aggiunti quelli ambientalisti e salutisti. Non mi sento più solo, anzi talvolta mi sento sostenuto da chi la pensa come me, ma si esprime meglio, in modo più convincente. Forse non siamo uniti, affrontiamo l’argomento con modalità diverse, ma abbiamo imparato a fare rete, scambiamo ricette, consigli, esperienze, opinioni sui ristoranti. Ci sosteniamo, ed è proprio questo sostegno che mi è mancato in questi 32 anni.
Guardo il passato, l’evoluzione del presente ed in proiezione guardo con ottimismo il nostro futuro.

Quando sono diventato vegan purtroppo non esistevano gli smartphone e nessuno ha potuto immortalare quel momento, e datarlo, come invece succederebbe oggi con i video virali che ritraggono bambini piangenti perché delle carcasse animali sono nei loro piatti. Quando racconto la mia storia qualcuno storce il naso incredulo sull’età in cui scelsi di essere vegetariano. La stima della mia età deriva dai ricordi miei e di mia madre e dal fatto che da allora ho sempre raccontato questa storia allo stesso modo, a sette anni cioè quando mi chiedevano l’origine della mia scelta raccontavo che sin da quando avevo 2 anni e mezzo ero vegetariano, era un fatto che suscitava stupore negli adulti e quindi non tralasciavo questo particolare.

 

Nel mondo il risveglio della coscienza nei più piccoli è molto frequente. Il caso di Andrea non è il solo ed isolato. Anche tra le persone dello spettacolo c’è chi ha scelto di non mangiare animali a soli pochi anni di vita.
L’attore Joaquin Phoenix per esempio lo è diventato a 3 anni.
L’attrice Natalie Portman invece a soli 8 anni.

Ringrazio tantissimo Andrea per aver raccontato la sua esperienza e per aver deciso di farlo attraverso il mio blog.

°° Dolce di Natale Vegan: un’Idea per Renderlo ancora più Goloso °°

Avete già acquistato un pandoro o un panettone vegan per Natale?
Che lo abbiate già fatto, che siate in procinto di farlo oppure di prepararlo in casa, in questo articolo voglio mostrarvi un modo per rendere un qualsiasi dolce natalizio 100% vegetale ancora più gustoso ed esteticamente carino 🙂

La mia scelta è ricaduta sulla stella di natale.

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Dopo aver tagliato il dolce in orizzontale creando 3 strati di circa 2 centimetri l’uno, ho spalmato sulla superficie di due di essi il contenuto di un intero vasetto di marmellata di arance e cannella (abbinamento di sapore davvero speciale!). Con l’aiuto di uno sbattitore elettrico (si può usare anche il frullatore a immersione) ho montato mezza confezione di panna di soia da montare SOYATOO! e ho creato un ulteriore strato sopra la marmellata.

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Dopo aver farcito i due strati ho posizionato la base della stella di natale su un piatto, ho messo sopra lo strato intermedio ruotandolo di qualche grado ed infine ho adagiato sopra la parte superiore.
Utilizzando lo zucchero a velo trovato nella confezione della stella stessa l’ho spolverato su tutto il dolce aggiungendo sulle punte altra panna montata.

Il risultato è stato quello che vi mostro in foto:

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I dolci natalizi 100% vegetali non hanno nulla da invidiare a quelli “classici” realizzati con ingredienti né etici né salutari.
La stella di natale vegan, così farcita, è finita praticamente in un solo giorno!
Davvero buonissima 🙂 .

Per altri suggerimenti per un natale etico e buono in tutti i sensi
rimanete aggiornati sulla pagina facebook di Think Green Live Vegan Love Animals cliccando qui.

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