Archivi giornalieri: 16 ottobre 2021

°°[LUCCA] Corteo contro l’obbligo del Green Pass°°

Ieri, venerdì 15 ottobre 2021, con l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori e le lavoratrici,
le piazze italiane si sono riempite di persone che hanno espresso il proprio dissenso.
Sono state tante le manifestazioni e i cortei organizzati in tutta Italia, a partire da Trieste dove i lavoratori portuali hanno protestato per solidarietà collettiva.

Con amici e amiche dagli ideali comuni ho preso parte al Corteo di Lucca promosso dal gruppo Lucca Consapevole.
Lucca Consapevole è una realtà emergente nata di recente da persone che si sono trovate a manifestare assieme e che credono nella cooperazione per una società migliore. Mi piace il logo che hanno scelto: un pesciolino che esce fuori dalla boccia di vetro dove era stato confinato. Ermeticamente parlando, lo trovo un simbolo dal messaggio di libertà ben chiaro.

Ieri mi sono ritrovata in piazza con migliaia di persone – forse tremila, quattromila: adulti, anziani, donne, uomini, adolescenti, bambini, famiglie, amici.. Tutti uniti per dire a gran voce no agli obblighi.

Corteo sulle Mura di Lucca – Video di Claudio N.



Come ho espresso al megafono, ricevendo consenso da parte di chi ha ascoltato, siamo l’unico paese in Europa ad aver adottato misure restrittive volte a togliere la libertà individuale. Anzi, per meglio esprimermi, siamo l’unico popolo a subire misure restrittive volte a togliere la libertà individuale e a spingerci a vaccinarci.

Foto di Stefano S.



Parlando con un mio amico spagnolo, è emerso che in Spagna non esiste alcuna imposizione. Cittadini e cittadine hanno la possibilità di spostarsi tra le regioni e di lavorare tranquillamente. Viene richiesto solo un tampone negativo per prendere voli aerei.
Un altro amico, contatto di Facebook, mi ha raccontato che a L’aia in Olanda dove si trova per lavoro in questo momento non gli è mai stato chiesto il green pass, né per accedere agli uffici né per i locali pubblici. Quando è arrivato in hotel indossando la mascherina gli é stato comunicato che non è più obbligatoria nemmeno nei luoghi chiusi.
Così in altri stati dell’Unione Europea.
In Inghilterra, stato-culla del veganismo, chi è vegan può rifiutare la somministrazione del vaccino per scelte etiche.

Viene spontaneo quindi domandarsi se questa non sia mera azione politica del governo italiano.
L’Italia, da Repubblica democratica fondata sul lavoro è diventata luogo dove se non obbedisci puoi stare a casa.
Non importa che mestiere fai, se sei insegnante, medico, infermiere/a, impiegato/a, ostetrico/a: se non accetti di vaccinarti, o di fare un tampone ogni 48 h (con la speranza che ti stanchi e dunque ti vaccini) non lavori e stai senza stipendio.
O, come ha espresso il simpaticissimo Burioni, te ne puoi stare sul divano a guardarti film su Netflix come un ratto chiuso in casa.


Ieri in piazza ci sono stati anche degli interessanti interventi, che ho filmato e reso pubblici anche attraverso il mio canale YouTube. Se avete mezz’ora di tempo libero, ascoltate le parole di chi ha voluto parlare alla folla.
Hanno parlato Massimiliano di Lucca Consapevole, un medico che è stato allontanato dal lavoro, uno studente liceale che ha creato una realtà di sostegno per adolescenti e altri..




La mia posizione sull’attuale situazione in Italia.

Tante persone animaliste mi hanno chiesto quale fosse la mia idea in merito a ciò che sta succedendo nel nostro paese e nel mondo riguardo alla pandemia Covid che ci ha letteralmente travolto, stravolgendo le nostre vite. Me lo hanno chiesto perché tanti sostenitori dei diritti animali si sono ritrovati a sostenere la vaccinazione di massa appoggiando la scienza, la stessa scienza che ci ha fatto protestare per anni contro la sperimentazione animale. Per il bene di tutti noi. E va bene.
Esprimo pubblicamente, e in modo del tutto sommario (servirebbe un lunghissimo articolo per argomentare il mio pensiero punto per punto) ciò che penso.
Innanzitutto nutro forti dubbi sulla natura e sulla genesi del virus. Giornali (ormai faccio fatica a fidarmi anche di queste letture), notiziari, media hanno parlato di “virus scappato da un laboratorio per sbaglio”, altri di zoonosi e molto, molto altro.
Ho vissuto anche io il confinamento in casa che abbiamo vissuto tutti: mesi fra le quattro mura domestiche, auto ferma per settimane, nessun contatto con parenti, amici, amiche e la persona che amo. Mi sono fatta coraggio e quei mesi li ho trasformati in opportunità per dedicarmi allo studio e terminare la Triennale. Altri hanno preferito farla finita sentendosi troppo soli. Ma di loro non se ne parla.
Ho vissuto anche io l’obbligo di mascherina al volto, guanti alle mani, spray sanificante ovunque e gel igienizzante ogni ora sul posto di lavoro. Lavorare in quelle condizioni è stato difficile, soprattutto col taglio del personale dove i compiti che dovevano essere ripartiti su almeno due persone sono stati addossati a una sola per turno. Non oso immaginare chi invece ha lavorato in condizioni più pesanti e stressanti magari.
Ho vissuto l’isolamento in casa, d’estate, per 21 giorni poiché un membro della mia famiglia è risultato positivo a un tampone.
Nessun sintomo, nessun problema di salute, niente di niente. Nel frattempo, quasi un altro mese fra le quattro mura di casa.
E due tamponi fatti, di cui uno mi ha lasciato per giorni agonizzante. Troppo vicino al cervello, il mio organismo ha reagito con lacrimazione degli occhi, bruciore alla gola, formicolio continuo al naso e calo del volume della voce. Follia.

Ho sempre rispettato le regole che dall’alto ci sono piovute addosso “per il bene di tutti noi”.
Ma adesso è veramente troppo.

E’ inaccettabile che senza un certificato verde io non possa andare a prendere un libro in biblioteca, la stessa biblioteca dove ho prestato servizio civile nazionale. E’ allucinante che senza un green pass io non possa sedermi lontana dei metri da altri studenti per prendere parte in presenza alle lezioni universitarie.
E’ frustrante che senza essere scansionata all’ingresso non possa entrare nella mensa universitaria per consumare un pasto caldo come tutte le altre persone. E questo, lo voglio ricordare, succede solo in Italia.

Alcuni hanno detto “bene così, se stai a casa nessuno ti chiede il pass”, “vaccinati e potrai fare quello che vuoi”.
Io rispondo loro, ormai assorbiti dal sistema o troppo incattiviti per colpa di esso, che non baratto la mia salute e non accetto ricatti. Di questo si tratta: RICATTI. Queste restrizioni, questi obblighi sono stati messi per portare le persone a vaccinarsi. E quante hanno dovuto cedere, andando contro la propria volontà, sennò avrebbero patito la fame senza lavoro.

Non vedo niente di positivo, nessun fine sociale benevolo in queste restrizioni volute da uno sistema che sostiene la mattanza degli animali, che permette l’uso di armi da fuoco per sparare nei boschi, che finanzia il settore dell’allevamento, che non si oppone alla sperimentazione animale e molte, tante altre cose vergognosamente “legali”. Nel concreto, credo non sia stato fatto assolutamente niente per la tutela dell’ambiente, per il rispetto delle altre esistenze e per aiutare le persone a godere di ottima salute.

“Ma è l’unica soluzione quella di vaccinarsi” dice qualcuno. Vaccinarsi firmando un foglio dove ci si assume la piena responsabilità in caso di reazioni avverse. Anche reazioni avverse a lungo termine delle quali non si sa nulla.
Intanto i wet market sono ancora attivi. Intanto continua lo spargimento di sangue innocente.
Intanto si continua a non parlare di come potenziare in modo naturale il sistema immunitario umano.
Intanto le persone muoiono di malori improvvisi e di nessunacorrelazione.

Ci sono persone definite “complottiste” (giuro, detesto questo termine) che ipotizzano che questa sia una soluzione per diminuire drasticamente il numero di esseri umani sulla terra, perché saremmo troppi e ne giro di poco raggiungeremmo i 10 miliardi.
Io rimango aperta a ogni dubbio, a ogni perplessità, a ogni tentativo di dare una risposta ai tanti quesiti che sorgono.
E penso che se questo fosse il vero fine, sarebbe l’ennesimo crimine verso l’umanità, resa una massa di consumatori da consumare.
E non mi stupirebbe: la storia insegna come l’egemonia abbia piegato, oppresso e soppresso i subalterni.
Non sono cattivi pensieri, è un non ingannarsi facendo finta di non sapere.

Nonostante questo, confido ancora nell’umanità. Quanto è bello essere circondata da persone con ideali forti!
Confido nella libertà di scelta.
Mi fido della ragione umana.
Sul mio corpo voglio essere libera di scegliere quali trattamenti avere, come devono essere liberi tutti.
Non sostengo la sperimentazione animale, soprattutto per i nuovi trattamenti volti a rammendare buchi di empatia che ci portano a condotte di vita deleterie.
E sono pronta a lottare ora e sempre sia per il riconoscimento dei diritti delle altre specie, sia per la tutela dei diritti umani conquistati con la vita e col sangue di persone valorose.
Siamo tanti, tantissimi e io in una società migliore, empatica, ideologicamente sana ci credo.

Tante persone per la mia opinione hanno deciso di smettere di seguire i miei canali social.
Altre, in preda alla cattiveria, ho dovuto a malincuore allontanarle per le offese lasciate nei commenti.
Io non discrimino nessuno, né offendo: sono per la libertà di scelta.
Chi ha il desiderio di continuare a leggere ciò che scrivo, è il benvenuto sul mio blog.



Al prossimo articolo.






Carmen

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