Archivio dell'autore: Carmen Luciano

Rischia la vita per la leucemia cronica: raccolta fondi per curare Peppino

Care lettrici e cari lettori,
la storia che vi racconto oggi ha come protagonista un giovane micio di appena due anni di età.
Peppino, questo è il suo nome, è un gatto a pelo corto dalla pelliccia color tramonto e il nasino rosa tenue. Come tutti i gatti rossi, ha gli occhi ambrati e la coda tigrata. Un vero, piccolo capolavoro della Natura come lo è ogni creatura che esiste su questo pianeta.
Un esserino pieno di vita, affettuoso, che apprezza e ricerca il contatto umano nelle persone che lo hanno accolto come membro a quattro zampe della propria famiglia.
Un motivo perfetto, se non fosse per una nota che incrina l’armonia: Peppino è malato di leucemia cronica. Il suo midollo osseo non è in grado di produrre sufficientemente globuli rossi.
Dopo numerose trasfusioni di sangue ricevute grazie a mici donatori, che hanno permesso di allungargli la vita, adesso Peppino è difronte a una possibilità di guarigione: sottoporsi a una cura con staminali. Un trattamento che ha dato buoni risultati e che potrebbe essere la svolta per questo micio che sta lottando per la vita.
La sua tata umana, Claudia, volontaria della provincia di Pisa che da anni recupera animali che riversano in stato di abbandono, ha già investito migliaia di euro per coprire le spese di visite, esami e trasfusioni.
La cura che vorrebbe donare a Peppino costa altri 2800 euro: una cifra alta, per una persona che da sola si sta facendo carico di tutto.

Peppino è pieno di vita, lo si percepisce quanto voglia vivere” ha spiegato la volontaria al mio blog.
Ho accompagnato verso la naturale fine della propria esistenza diversi animali. Lo fanno capire quando sono stanchi, quando vogliono abbandonarsi. Ma Peppino ha solo due anni, e tutta la vita davanti. La sua forza merita una possibilità. Questa cura potrebbe aiutarlo concretamente a guarire“, ma il costo è elevato. Per questo motivo Claudia ha lanciato una raccolta fondi sul sito GoFundMe, piattaforma sicura dove chiunque può chiedere e ricevere aiuto per concretizzare un sogno: l’obiettivo è quello di raggiungere la cifra necessaria per pagare la cura di staminali.
“Sono una volontaria che ha sempre fatto del bene in silenzio. Ho sempre cercato di aiutare chi ne avesse bisogno. Stavolta sono io che chiedo aiuto”.
E l’aiuto non è tardato ad arrivare.
Nel giro di poco tempo la raccolta fondi ha raggiunto 515 euro di contributi inviati da persone che hanno preso a cuore la salvezza di Peppino.
Persone che ringrazio dal profondo del cuore“, riferisce Claudia.

Mancano ancora 2285 euro per raggiungere la cifra necessaria per affrontare i costi dell’onerosa cura che potrebbe salvare la vita a Peppino.

Chi desiderasse contribuire, può farlo cliccando qui: RACCOLTA FONDI PER PEPPINO
Ogni contributo, anche il più piccolo, è prezioso.



Carmen Luciano

BLOGTOUR: INTERVISTA ALL’AUTRICE CARMEN LUCIANO

BLOGTOUR: D’OMBRE E NEBULOSE LE INTERVISTE DEL SALOTTO Bentornati a un nuovo appuntamento con le interviste del Salotto. Oggi, in occasione del blogtour dedicato, conosciamo Carmen Luciano, autrice del racconto Eterna compagnia, contenuto nell’antologia D’ombre e nebulose di NPS Edizioni. Come è nato il tuo racconto? Di cosa parla? Il mio racconto affonda le sue […]

BLOGTOUR: INTERVISTA ALL’AUTRICE CARMEN LUCIANO

Polemica “Diario Amico”: Conflitto di Interessi dietro la Petizione per chiederne il Ritiro?

Care lettrici e cari lettori,
non si fermano le polemiche riguardo al racconto “Blog in Val Formazza, miaoo!” scritto da una ragazzina di 12 anni e pubblicato su “Diario Amico“, supporto didattico diffuso nelle scuole del VCO con 7.000 copie distribuite a studentesse e studenti. Il testo, primo classificato nel concorso Info Point 2024, ha scatenato lo sdegno di coloro che sostengono l’allevamento degli animali per il messaggio in esso contenuto.

Come si può leggere direttamente dal racconto cliccando QUI (copia e-book gratuita), la giovane scrittrice ha ideato un’intervista immaginaria fatta da un micio-blogger in cui più animali raccontano la propria esperienza. Il micio dà la parola a un lupo, che fa emergere la problematica dello scarso spazio lasciato dagli esseri umani agli animali selvatici; è poi il turno di un cervo, che affronta il tema dell’inquinamento e delle strade trafficate da mezzi umani dove i selvatici attraversano. Finito con questi due personaggi, prima di passare al saggio gufo, il micio-blogger intervista una mucca, che dichiara di essere stufa di venire sfruttata per il latte dagli esseri umani.

«Miao, mu-mu mucca, ti vorrei chiedere quanto sia faticosa la vita da mucca ed essere sfruttata dall’uomo»
«Mu-mu gatto, sì certo, mi piacerebbe parlarne. Guarda, quegli strani stecchini, mi fanno partorire per poi sfruttarmi e mettere il latte in vendita. È veramente brutto, da tutti quei soldi che ricavano io ci guadagno solo del cibo. Sono davvero dei ladri! Io sono stufa! È vero, l’erba delle parti più alte delle Alpi è molto buona, però mi fanno camminare… oh, che stress!»
«Ok, grazie mille, mu-mu mucca!»

Queste parole di finzione letteraria, che sfortunatamente per gli animali coinvolti fanno riferimento a trattamenti veri, hanno scatenato una polemica vergognosamente esagerata che ha raggiunto i confini nazionali.

Contro Diario Amico, ‘reo’ di aver pubblicato il sopra riportato racconto, si è scagliata l’organizzazione “Tutela Rurale”, in pieno appoggio a Ilaria Dresco, madre che ha lanciato una petizione per chiedere il ritiro del supporto cartaceo.
La Dresco, fa sapere sul sito Change.org dove dal 21 ottobre ha raccolto solo 1131 firme:
“noi riteniamo i suddetti contenuti offensivi per la categoria degli allevatori e per tutti coloro che non abbracciano uno stile di vita vegetariano o vegano. Tutto questo è profondamente diseducativo per i nostri figli che hanno diritto di crescere ricevendo le corrette informazioni che saranno la base, in futuro, per sviluppare liberamente e coscientemente le proprie opinioni e scelte. Nelle pagine del diario, gli esseri umani vengono chiamati “ignoranti” e “cafoni”, come se l’intera umanità fosse un errore da correggere. Ma questo non è insegnamento. È bullismo legalizzato. La scuola dovrebbe essere un luogo di conoscenza, non di condizionamento; perché educare non significa imporre un pensiero, ma insegnare a pensare. Le opinioni non si dividono in giuste o sbagliate: ognuno ha diritto alle proprie, ma nessuno ha il diritto di imporle. I nostri figli non devono essere lobotomizzati da messaggi travestiti da fiabe o lezioni di bontà”.

La Dresco, che parla paradossalmente di sviluppare liberamente e coscientemente le proprie opinioni e scelte chiedendo però il ritiro di una forma di dissenso, fa capire che il racconto veicola informazioni scorrette, promuove bullismo e condizionamento per il semplice fatto che il personaggio della mucca dichiara di essere stanca di venire sfruttata per il latte.
E a proposito di bullismo, il commento lasciato dalla figlia a un mio post pubblico sulla mia pagina Facebookma tu la finisci di dire cazzate per favore? perché fai ridere davvero“, come lo si potrebbe configurare? Educazione e rispetto per il pensiero altrui?
Addirittura, continuando, senza vergogna alcuna, fa riferimento alla lobotomia, conosciuta anche come leucotomia prefrontale, che è stata una pratica crudele e immorale della medicina dello scorso secolo.

Ad una cittadinanza attiva e attenta viene da porsi un quesito: come mai così tanta veemenza contro il racconto della piccola Angelica? Perché (o come scriverebbe la Dresco, “xché“) un testo di finzione inventato da una giovane mente, che racchiude critiche costruttive all’umanità, è stato portato quasi in modo inquisitorio fino in Parlamento?

La risposta, per chi ama cercare la verità, potrebbe risiedere nel profilo Facebook stesso della promotrice della petizione, in cui mi sono imbattuta ieri leggendo i commenti all’articolo pubblicato da La Stampa. La signora, che sui giornali pare abbia dichiarato “non voglio che mio figlio incontri un allevatore e gli dia del ladro”, sembrerebbe coinvolta in prima persona nell’allevamento degli animali. In più foto, pubbliche e visibili da chiunque, compare dentro spazi in cui le creature difese nel racconto della giovane scrittrice sono confinate in spazi chiusi o legate ai macchinari da suzione meccanica. In uno scatto datato 15 agosto 2023 in compagnia di un uomo intento a fumare nell’allevamento (pratica fortemente sconsigliata per motivi di sicurezza e biosicurezza: il fumo può aumentare il rischio di incendi, causare stress agli animali e introdurre agenti patogeni nell’ambiente, viene qui riportato), ha dichiarato “noi il ferragosto lo passiamo così….passione bimbe”.

Cosa ci faceva la promotrice della petizione in un allevamento, mentre delle femmine legate ai macchinari venivano munte del latte che sarebbe spettato ai loro cuccioli, calcolando che all’interno di uno stabilimento simile per legge possono accedervi solo il personale autorizzato, i veterinari e gli ispettori autorizzati per controlli o per motivi professionali?

Chi è veramente la signora Dresco, una semplice madre indignata per un innocente racconto di una ragazzina (che magari starà vivendo delle settimane d’angoscia, ci pensa questa mamma?) oppure una persona direttamente coinvolta nell’impiego di femmine ‘da latte’?

La risposta potrebbe essere contenuta nel post pubblicato lo scorso gennaio da Lely Center Santena. Guardate bene QUI.



Nel frattempo, la contro-petizione lanciata a favore di Diario Amico, in difesa degli animali e della giovane scrittrice ha raccolto 14.689 firme. Ciò dimostra quanto la sensibilità si stia diffondendo e quanto sia caro il diritto alla libera espressione, tutelato dall’articolo 21 della nostra Costituzione.

Concludo continuando ad affermare una cosa certa: se gli animali potessero scrivere e pubblicare ciò che pensano dei propri assoggettatori (e assoggettatrici), qualcuno non potrebbe fare altro che provare immensa vergogna.


Alla giovane Angelica tutta la mia stima e gratitudine.



Dott.ssa Carmen Luciano
Blogger e Attivista per il Riconoscimento dei Diritti Animali

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