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°°Top in Pelle di Agnello: La Risposta di Intimissimi°°

Siete stati in tanti ad aderire all’invio di messaggi di sensibilizzazione al brand Intimissimi a seguito della decisione di produrre e vendere abbigliamento realizzato con materiali di derivazione animale, in questo caso pelle di agnello.

Il marchio ha risposto al mio messaggio con il testo che segue, che pubblico a titolo informativo.

Cortese Carmen,

grazie per averci contattato.

Siamo dispiaciuti per questa sua esperienza negativa.

Le confermiamo che tutte le segnalazioni che riceviamo sono fondamentali al fine di migliorare sempre l’esperienza di acquisto dei nostri clienti.

Capendo il suo disappunto confidiamo che questo episodio non comprometta la sua fiducia in modo definitivo nei confronti del nostro Brand.

Anticipatamente grazie per la comprensione,
cordiali saluti,
 
Vincenzo – Intimissimi Customer Care Team

Prima di esprimere il mio parere in merito, tengo a dire che alcuni di voi hanno invece ricevuto messaggi da parte di Intimissimi dove l’azienda informerebbe di utilizzare solo pelle di quegli animali che vengono usati per fini alimentari. Una pelle “scarto”, tanto per intenderci.

“Gentile Paola,

abbiamo letto con attenzione il Suo messaggio e ci teniamo a rassicurarLa segnalandoLe che il Gruppo Calzedonia, per la realizzazione dei propri capi in pelle, sceglie esclusivamente materiali provenienti da allevamenti finalizzati unicamente alla vendita della carne per uso alimentare.
Ciò premesso, nella consapevolezza che tale argomentazione può non essere condivisa, è per noi importante sentire la voce dei nostri Clienti per permetterci nuove riflessioni su questi rilevanti temi, anche al fine di poterla prendere seriamente in considerazione nelle nostre future valutazioni e scelte aziendali.
Grazie per aver condiviso con noi il Suo pensiero”

Dominik – Intimissimi Customer Care Team



The same old story.
Quante volte ce lo siamo sentiti dire.

Trovo davvero assurdo che in un momento storico come questo un’azienda così importante vada nella strada opposta a quella della sensibilità collettiva verso la vita degli animali. Pelle scarto? Nessuna vita merita di essere violentemente uccisa per cedere il proprio essere fisico. Nessuna.
Del corpo degli altri non dovrebbe “avanzare” niente, perché la sua funzione naturale è quella di rimanere addosso al legittimo proprietario.

E’ allucinante.

La domanda di proposte realizzate con materiali ecologici, a basso impatto ambientale e soprattutto non di derivazione animale è in costante aumento, e così di conseguenza l’offerta.
Quale passaggio ha perso Intimissimi?

Personalmente mi sento di dire al signor Vincenzo (e rivolgendomi a lui, anche a tutto il brand) che spero vivamente sia solo un episodio raro e triste questo al quale stiamo assistendo.

Se Intimissimi decidesse di realizzare altri capi d’abbigliamento di questa fattura, degni di donne nostalgiche dei bei momenti di vita passati nella valle di Neander, senza alcun dubbio non comprerei mai più altro nei loro negozi.

Come sempre, a ciascuno di voi la libertà di scelta.


Carmen.

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°° L’Inutilità del Provolone di Fabio&Mingo di Striscia °°

Uno dei pochi programmi televisivi che merita di esser visto è Striscia la Notizia su Canale5. Uno dei pochi programmi in cui emergono fatti di rilevante importanza tenuti nascosti dai mass media. Problemi di inquinamento, ingiustizie sugli animali, oltre che a stacchetti e satira. Questo programma di Antonio Ricci sta contribuendo anche grazie all’Amico degli Animali Edoardo Stoppa a sensibilizzare il pubblico da casa riguardo tematiche animaliste. Da non dimenticare tutte le spedizioni dell’inviato e i numerosi successi ottenuti. Striscia la Notizia ha diversi inviati, alcuni dei quali lasciano a chi viene intervistato o rimproverato un gadget personale: Valerio Staffelli è ormai legato al suo Tapiro D’Oro, Luca Abete ha invece la Pigna, mentre Fabio & Mingo hanno… un provolone (simbolo della Puglia e che sta a significare la figura che gli intervistati hanno fatto per esser beccati dal programma).

Ed è proprio su quest’ultimo “gadget” (tra l’altro vero, temo non sia finto purtroppo!) che vorrei soffermarmi. E’ da un pò che ci penso, e ora è giunto il momento anche di scriverlo! Si saranno mai chiesti entrambi gli inviati, Antonio Ricci, le Veline & company cosa c’è dietro il provolone? Il provolone è uno dei risultati finali dell’industria casearia. Derivato dal latte, nasconde dietro la sua forma buffa e la sua fama regionale tanta sofferenza. Ci sono milioni di femmine, stiamo parlando di mucche,capre e pecore, che ogni giorno vengono sfruttate e munte per ore intere con macchinari poco delicati per produrre una delle bevande di cui l’uomo non ne ha bisogno se non durante lo svezzamento: il latte. Sinceramente, da persone di una certa importanza televisiva come la loro, non me lo aspetto un gesto simile. Si può scherzare su qualsiasi cosa, tranne sulla sofferenza di chi voce non ha e ogni giorno perde il diritto alla libertà.

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E’ per questo motivo che ho scritto una mail di protesta, pacifica ovvio, ai due iviati. Proprio affinchè capiscano l’entità del loro gesto, e cosa ci sia dietro quel provolone che potrebbe esser sostituito tranquillamente da un altro oggetto.

“Cari Fabio e Mingo.

Sono una telespettatrice di Striscia la Notizia che da anni segue la trasmissione della quale fate parte. Striscia oltre ad essere un tg satirico è anche un programma in cui emergono fatti e notizie che gli altri tg non prendono in considerazione. Provo un’enorme stima per voi che ogni giorno sbattete in televisione ingiustizie, soprattutto quelle subite dagli animali. Striscia per fortuna si occupa anche di questa tematica che, da animalista e vegan, mi sta molto a cuore. Devo però dire che una certa incoerenza l’ho trovata. E’ ammirevole il parlare di animali maltrattati con l’inviato Edoardo Stoppa, è carina l’idea di adottare un cagnolino e tenerlo in trasmissione, ma è alquanto di cattivo gusto il vostro lasciare ad ogni intervista un Provolone. Posso capire che sia legato al modo di dire “fare la figura del provolone” o dal fatto che sia un prodotto tipico della Puglia, ma dietro quel formaggio non immaginate quanta sofferenza ci sia! Quello che portate a chi fa la pessima figura è il risultato dello sfruttamento di milioni di femmine animali, che siano mucche, pecore o capre. E’ il risultato di una sofferenza giornaliera. Questi animali, mamme di cuccioli, vengono private dei loro piccoli al quale SAREBBE DESTINATO IL LATTE DEL LORO SENO, e costrette ad esser munte fino all’estremo. Nessuna di esse rivedrà mai il proprio cucciolo, che nel frattempo viene macellato a pochi mesi di vita. Il loro destino è quello di essere vittime della “gola” umana, che vede il cibarsi del primo alimento fondamentale per i neonati di cui l’uomo in età adulta non ne ha bisogno. Questi animali vengono, dopo anni di segregazione e vita stressante, macellati per finire nel piatto degli onnivori. Una catena di montaggio dell’orrore.Provate a documentarvi di persona. Vedrete che è tutto vero purtroppo. Vi chiedo di riflettere sul vostro “pegno” da lasciare ad ogni intervista ricordandovi che portate anche un messaggio di abuso animale con ogni provolone lasciato. Potreste prendere seriamente in considerazione l’idea di cambiare l’entità del gadget satirico. Sarebbe un passo avanti nella lunga strada dei diritti degli animali. Grazie per l’attenzione”

Se anche voi condividete questo mio pensiero, inviate una mail simile all’indirizzo di Fabio & Mingo:    info@fabioemingo.com

Un Grazie anticipato a chi mi aiuterà personalmente nell’iniziativa.

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