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°°|BREAKING NEWS| Chiude l’Allevamento “Etico” LatteAmore°°

Car* followers vi informo di una notizia importantissima pubblicata da poco.

Chiude l’allevamento “etico” LatteAmore che da qualche tempo si professava di fornire ai clienti formaggi realizzati con il latte di mammiferi “trattati bene”. Il comunicato è stato pubblicato sia sulla pagina facebook dell’azienda (QUI), sia su quella della Rete dei Santuari di Animali Liberi. Vi chiederete magari, come mi sono chiesta anche io, come mai un comunicato anche su quest’ultima pagina. Ebbene, la situazione sembra essere drammatica, e per questo gli/le attivist* antispecist* hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte, pur di salvare i tantissimi animali.

“BREKING: COMUNICATO IMPORTANTE SU “LATTEAMORE”!

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒗𝒊 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒄𝒊𝒑𝒂𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒔𝒊, 𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒑𝒐𝒔𝒕 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒇𝒓𝒆𝒒𝒖𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒐𝒔𝒊 𝒄𝒂𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒆𝒎𝒆𝒓𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂.
𝑶𝒈𝒈𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊.
𝑰𝒍 𝒄𝒂𝒔𝒐 ❞𝑳𝒂𝒕𝒕𝒆𝑨𝒎𝒐𝒓𝒆❞

Molti di voi sicuramente già conoscono la realtà di cui parleremo oggi. Si tratta di Latteamore e Oasi Leonardo.
Due realtà che hanno, negli ultimi anni, raccontato di “allevamento etico”.
Bene, Latteamore e Oasi Leonardo chiudono.
Solo una volontaria, con pochissimi mezzi, rimasta ad occuparsi degli animali.
Sono quasi 500 lasciati in condizioni di estrema necessità.
E senza fondi adeguati per una gestione corretta.
La Rete dei Santuari di Animali Liberi è stata contattata per cercare di portare in salvo gli animali.
Altri, chiamati prima di noi, hanno rinunciato.
Non nascondiamo che pure noi avremmo voluto girarci dall’altra parte, in questa circostanza.
O scappare lontano.
Ma non l’abbiamo fatto.
Dopo lo sconforto iniziale, abbiamo trovato la forza e la determinazione necessarie per imbarcarci in un così folle programma di svuotamento.
Prima che venissero prese altre misure drastiche o attuati interventi diversi da istituzioni e magistratura.
Già le prime pecore e capre sono partite per le nuove case.
Dove vivranno libere per sempre.
Senza dover produrre alcunché.
CERCHIAMO: rifugi, privati, fattorie, oasi, disponibili ad accogliere capre, pecore, maiali, mucche e tori.
Serve codice stalla.
E’ una corsa contro il tempo.
Per salvare quasi 500 vite.
Si tratta di un’operazione senza precedenti.
Per questo abbiamo bisogno di tutti voi.
Ogni posticino libero sarà una vita salvata.
Ancora di più, questa occasione fa tacere ogni dubbio.
Se mai ve ne fosse stato bisogno.
L’allevamento etico e responsabile non esistono.
Latte e formaggio fanno parte della filiera della carne. Indissolubilmente legati ad essa.
Sottoprodotti.
Non si può né si deve produrre nulla dagli animali.
Grazie alla collaborazione di una veterinaria attivista che abbiamo coinvolto, si sta provvedendo a castrare tutti i maschi delle diverse specie.
Attualmente sono interi.
In quanto avrebbero dovuto essere utilizzati con finalità riproduttive.
Gli ultimi piccoli, figli di questa sciagurata gestione, stanno nascendo o sono da poco nati. Poi, sarà tutto finito.
Per favore, aiutaci a dare loro un futuro come individui.
Per favore aiutarci a trovar loro una casa dove non vengano più sfruttati in alcun modo e passano semplicemente vivere felici.

Contattaci per proposte di adozione alla mail della Rete 👉info@animaliliberi.org

𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞: i Santuari della Rete che si occupano di questo caso sono: VitadaCani – Ippoasi – La Tana del Bianconiglio.
Per favore fate riferimento a questi nostri rifugi se decidete di contattare direttamente per offrire possibilità di adozione”




Chiudo questa notizia invitando tutte le persone che la leggeranno a non finanziare nessun tipo di allevamento, etico o non etico che sia. Allevare vuol dire far nascere con uno scopo ben preciso, e gli animali non devono esistere per essere d’utilità economica per la nostra specie. Sono convinta che riusciremo (spero presto) a imparare a vivere senza vedere nelle altre creature qualcuno da cui attingere qualcosa.

Carmen

°°LIDL: Cosmetici contenenti Latte d’Asina°°

Oggi pomeriggio mentre facevo acquisti in una filiale LIDL ho notato sullo scaffale dedicato ai cosmetici un sapone liquido che non mi è piaciuto affatto.
Mi sono avvicinata per capire come mai vi fosse raffigurato un asinello sulla confezione, e poi ho capito: fra gli ingredienti del detergente a marchio CIEN (di proprietà della catena Lidl) era presente anche il latte d’asina.Da lì, l’illustrazione.

Foto: CarmenLuciano.com



Rimasta alquanto sconcertata, una volta tornata a casa ho effettuato una breve ricerca su Google per capire se fosse stato un prodotto solo ed isolato. E invece no. Mi sono imbattuta, pensate un po’, in un’intera linea arricchita con latte d’asina: sapone, detergente, crema corpo.. il tutto recensito da donne. Youtubers, bloggers femmine, come femmine sono gli animali dai quali viene tolto il latte usato anche per finire in questi prodotti.
E così questo alimento specie specifico che spetterebbe ai figli mammiferi finisce con la volontà umana di spalmarlo in faccia o farci bolle di sapone nella vasca da bagno.

Proprio per rispetto nei confronti di questi animali sono qui alla mia postazione per scrivere il presente articolo, la cui stesura è finalizzata a dare voce ai diretti interessati lasciati inascoltati.

Vorrei dire a LIDL, ai suoi dirigenti e a chi amministra l’area dedicata ai prodotti per la cura del corpo che sono veramente delusa riguardo questa iniziativa. Come cliente (in questo supermercato si trovano tantissimi prodotti vegan e ve ne ho parlato in tanti post) e come persona civile trovo assurdo nonché immorale utilizzare un alimento prezioso per gli asinelli neonati per umani scopi effimeri.
Abbiamo, in natura, a nostra disposizione le più disparate fonti vegetali da utilizzare per la realizzazione di qualsiasi cosa possa far bene al nostro organismo. Di qualsiasi colore, di qualsiasi consistenza e di qualsivoglia aroma.

Perché arrivare a utilizzare un alimento fluido che invece serve a nuove vite senzienti per far accrescere il proprio organismo?

Trovo ingiusto nei riguardi di questa specie dedicare una linea intera di prodotti contenenti ciò che deriva dal loro organismo.
E che l’entità di tale atto non venga ridotta con l’ausilio della solita frase “è un alimento di scarto”,”è di provenienza alimentare”.
Chi scrive e muove tale monito è una persona che non appoggia né l’utilizzo di secrezione mammaria di altra specie per fini alimentari né per fini estetici.


Inserire all’interno di cosmetici ciò che deriva dall’organismo di altri mammiferi è una chiarissima manifestazione di quanta poca considerazione e rispetto abbiamo per le restanti forme di vita animali che insieme a noi vivono in natura.
La Nature, sono convinta, vorrebbe chiedere noi pietà verso i suoi figli, e non di continuare nei secoli ad agire verso gli altri ospiti del pianeta come fossero alla nostra mercé.

Invito dunque LIDL a non ideare più alcun tipo di cosmetico contenente ingredienti di derivazione animale, poiché la vera strada da seguire è quella del rispetto verso la vita.

Potete unirvi a tale richiesta inviando una mail da voi scritta alla catena di supermercati (con toni educati e civili, grazie) oppure facendo copia-incolla del sottostante testo da me composto.

Gentile LIDL,
sono venuto a conoscenza di una linea di cosmetici a marchio CIEN (di vostra proprietà, da quanto si può dedurre e leggere sul vostro sito) realizzata con latte d’asina. Trovo sia stata una scelta poco morale, la vostra, e di discutibile etica nei confronti di questi animali.
Non sostenendo né il consumo di derivati animali per fini alimentari né quello per fini estetici, mi preme invitarvi a prendere in considerazione l’idea di eliminare tale linea dai vostri scaffali orientandovi su ingredienti vegetali che fanno bene al nostro organismo senza assoggettare al genere umano quello degli animali.
Ripongo fiducia in un vostro gentile e positivo riscontro.

Saluti.

Nome, Cognome,Città

Da inviare a stampa@lidl.it oppure incollando il testo del messaggio in questo contact form cliccando QUI.

°°Aumentano le Vendite delle Bevande Vegetali: il business del Latte perde Miliardi°°

Le alternative vegetali al latte stanno riscuotendo enorme successo in tutto il mondo, lo riporta la rivista Forbes in un articolo pubblicato lo scorso 19 Agosto 2019.

In Inghilterra il 25% della popolazione durante gli acquisti mette nel carrello bevande vegetali. Scelta principalmente messa in atto da giovani dai 16 ai 24 anni.

E mentre le vendite delle alternative vegetali aumentano ovunque (tanto da spingere aziende storiche a rimboccarsi le maniche adattandosi alle richieste), l’industria lattiero-casearia subisce gravi colpi: si parla di una perdita di un miliardo di dollari nel solo anno 2017.

È un dato statistico: ogni nuova generazione beve meno latte di quella precedente.

Il motivo? Un cambio netto delle preferenze dei consumatori. Un numero crescente di persone preferisce il sapore del latte vegetale a quello di derivazione animale. Ma non solo. Anche etica e nutrizione giocano un ruolo importante.

Recenti studi hanno infatti dimostrato come il latte possa indebolire le ossa anziché fortificarle come tanto proclamato per decenni da pubblicità e medici.

In Italia, ricordiamolo, la campagna “più latte fresco” promossa dal Ministero delle Politiche Agricole è stata segnalata dalla LAV e fatta ritirare dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria poiché “il latte non è indispensabile per la salute umana”, come invece proclamava il messaggio diffuso dai testimonial Cracco, Calabrese, Parodi & co.

L’Harvard University T. Chan School of Public Health ha reso noto che il latte può causare cancro alle ovaie e alla prostata. L’alto contenuto di grassi saturi può aumentare il livello di colesterolo cattivo (LDL) portando le persone al rischio di ammalarsi.

Oltre per motivi di salute, in moltissimi scelgono le bevande vegetali poiché prive di lattosio e contenenti meno calorie.

E questo è un bene per i tanti, troppi animali allevati e ridotti a macchinari viventi di produzione latte. Creature private della libertà di esistere autonomamente e sfruttate fino alla morte in mattatoio.

Il latte vaccino? Fa benissimo al nostro organismo, ma solo se siamo vitelli.

Carmen Luciano

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