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°° Petizione Europea: STOP VIVISECTION °°

 

Ad oggi, abbiamo raccolto 659.009 firme per STOP VIVISECTION e se andiamo avanti così, finiremo a Pasqua!
Vi prego di fare un ultimo sforzo e pubblicizzare AL MASSIMO l’iniziativa! Abbiamo ancora 41 giorni di tempo!
E dobbiamo ancora raccogliere 340.991 firme!
Ovvero 8.300 firme al giorno! Inoltre per raggiungere l’obiettivo di Stop Vivisection, almeno 7 paesi dell’UE devono raggiungere il Quorum!
L’Italia, il Belgio e la Slovenia l’hanno già raggiunto, ma mancano ancora 4 paesi! Quindi VI PREGO di pubblicizzare l’iniziativa soprattutto su pagine facebook (animaliste e non), blog e siti Bulgari, Spagnoli, Francesi ecc…

Alla Bulgaria mancano 2.935 firme
Alla Spagna mancano 3.391 firme
Alla Slovacchia mancano 2.944 firme
Alla Francia mancano 17.961 firme
Alla Germania mancano 24.396 firme

Firmare su www.stopvivisection.eu

°° Campagna Antispecista “ATTACCA L’ADESIVO” °°

Condivido con voi questa campagna animalista alla quale sto prendendo parte molto volentieri!

Campagna per la diffusione di un adesivo per la liberazione animale

Cari animalist* e antispecist*,
questo è un periodo di grande confusione del “movimento” animalista italiano. La confusione è dovuta sia alla breve storia delle idee rivoluzionarie necessarie a concepire gli animali da un punto di vista non più antropocentrico, sia agli inevitabili problemi che dobbiamo ancora affrontare per riuscire a diventare effettivamente un elemento di cambiamento culturale e sociale. La diversità delle nostre prassi dimostra che ogni gruppo, associazione, coordinamento ha idee differenti su come sia possibile arrivare il più velocemente possibile alla meta che tutti ci accomuna: vedere finalmente finire l’immane olocausto quotidiano subito dagli animali.
Non abbiamo certo la presunzione di avere delle risposte sul come e sul cosa si potrebbe/dovrebbe fare, anche se da sempre auspichiamo un maggiore dibattito, il più allargato possibile, tra tutte le realtà animaliste presenti in Italia. Senza una riflessione collettiva, faticosa ma indispensabile, crediamo sarà molto difficile, per non dire impossibile, poter mettere in atto delle modalità davvero efficaci per scalfire l’apparente indifferenza nei confronti della sofferenza animale.

Questa è una proposta, molto semplice, di facile realizzazione, che potrebbe essere la prima pietra, ancorché piccolissima, con cui iniziare a costruire insieme una identità più precisa per poi passare ad imbastire il lavoro per far nascere un movimento più unito e più consapevole delle proprie responsabilità e dei propri fini.

Come è successo in passato per altre campagne di sensibilizzazione su grandi temi sociali (pensiamo la faccina gialla di “Nucleare? No grazie”) proponiamo a tutti di adottare un adesivo unico, collettivo, che in un modo semplice e diretto potrà essere riconosciuto ovunque come un segno di speranza di una cultura che sta cambiando. Se questo adesivo fosse utilizzato da ogni attivista come un segnale, appiccicato ovunque per ricordare a tutti che gli animali non sono oggetti alla nostra mercé, forse ci accorgeremmo di essere in tanti a volere un cambiamento e questo ci darebbe più forza, più ottimismo e magari si rinforzerebbe in noi la consapevolezza di dover fare le cose uniti per poter far sì che le speranze diano vita a cambiamenti reali.

Siamo ben consci che non sarà un adesivo a cambiare nulla. Non è un pezzetto di carta appiccicato alla bicicletta che salverà gli animali. Non siamo così ingenui. Però non vogliamo neppure sottovalutare la spinta collettiva che un simbolo di lotta potrebbe avere sull’entusiasmo di tutti noi. Leggere la frase dell’adesivo un po’ ovunque è anche un modo per ricordare ad ognuno di noi il dovere di attivarci in prima persona per la liberazione di tutti gli animali, per cercare di aumentare continuamente di numero e di forza.

Ovviamente l’adesivo non riporta nessuna sigla di nessuna associazione. Consiste di una frase breve che non possa lasciare dubbi sul fatto che si riferisca a tutti gli animali, indistintamente. L’adesivo è stato fatto stampare in decine di migliaia di copie e verrà distribuito a tutti coloro che lo vorranno utilizzare e che ne faranno richiesta. Oppure ogni associazione o gruppo potrà stamparlo autonomamente presso una sua tipografia.

Questo progetto potrà realizzarsi appieno solo se una grossa quantità di associazioni, gruppi e singoli attivisti deciderà di appoggiarlo. Appoggiarlo vuol dire impegnarsi per distribuire più adesivi possibile e attivarsi per dedicare un po’ di tempo e fantasia ad appiccicarli in giro.

Per aderire al progetto e per avere info e materiale contattateci su FB oppure potete scrivere a questo indirizzo marula@email.it o telefonare al 335-8376756.

COME AIUTARCI?

– METTI L’ADESIVO COME IMMAGINE DEL TUO PROFILO FACEBOOK

Siccome questa campagna sta partendo ora e necessita di essere conosciuta attraverso il passaparola, invitiamo tutti coloro che l’appoggiano a sostituire con l’immagine dell’adesivo il proprio profilo FB

– FOTOGRAFA L’ADESIVO

Speriamo di vedere l’adesivo appiccicato un po’ ovunque in tutta Italia! Ognuno di noi potrebbe investire 5 euro per comprare 100 adesivi da passare ad amici e conoscenti e da attaccare nei luoghi più disparati. Se vediamo questo adesivo in luoghi particolari, strani o divertenti, fotografiamolo e manduamo le immagini a marula@email.it Le immagini più significative saranno pubblicate.

– PUBBLICIZZA

Abbiamo bisogno di fare conoscere il progetto a più gruppi animalisti possibile. Abbiamo spedito centinaia di mail ma sicuramente non abbiamo contattato tutti. Invitiamo le persone e i gruppi che aderiscono alla campagna a pubblicizzare il progetto e coinvolgere i gruppi con cui lavorano. Clikkate mi piace e mandate ai vostri contatti!

Per qualsiasi informazione potete contattarci direttamente sulla pagina di facebook cliccando QUI oppure inviare una mail a
marula@email.it o telefonare al 335-8376756

COSTI DEL MATERIALE

Gli adesivi sono stampati, per ora, in due formati rotondi (diamtetro 9,5 cm e 14 cm). Ogni adesivo Ø 9,5 costa 3,5 centesimi. Ogni adesivo Ø 14 costa 7,5 centesimi. Abbiamo pensato di proporre dei pacchetti standard per risparmiare tempo. Nel caso, comunque, qualcuno volesse pochissimi adesivi o quantità superiori ai 1000 pezzi, ci contatti che accontenteremo tutti.

I costi COMPRENDONO le spese di spedizione

A) 90 adesivi Ø 9,5 + 5 adesivi Ø 14 = 5 euro
B) 50 adesivi Ø 9,5 + 25 adesivi Ø 14 = 5 euro
C) 30 adesivi Ø 9,5 + 35 adesivi Ø 14 = 5 euro
D) 10 adesivi Ø 9,5 + 45 adesivi Ø 14 = 5 euro

E) 190 adesivi Ø 9,5 + 10 adesivi Ø 14 = 10 euro
F) 110 adesivi Ø 9,5 + 50 adesivi Ø 14 = 10 euro
G) 70 adesivi Ø 9,5 + 70 adesivi Ø 14 = 10 euro
H) 30 adesivi Ø 9,5 + 90 adesivi Ø 14 = 10 euro

I) 290 adesivi Ø 9,5 + 15 adesivi Ø 14 = 15 euro
J) 170 adesivi Ø 9,5 + 75 adesivi Ø 14 = 15 euro
K) 110 adesivi Ø 9,5 + 105 adesivi Ø 14 = 15 euro
L) 50 adesivi Ø 9,5 + 135 adesivi Ø 14 = 15 euro

 

Partecipa all’Iniziativa “L’ADESIVO NEL PROFILO”.

 

L’adesivo in giro per l’Italia….

Attacca l’adesivo anche tu! ^_^

°° Supermercato COOP: Quando 100 vite valgono metà prezzo °°

In data 29 marzo 2013  sono stata al supermercato COOP di Fucecchio (FI) per ultimare degli acquisti per la Pasqua.
Passando trai reparti, nei pressi di quello dedicato a yogurt e latte vedo un mini banco-frigo con l’indicazione “alimenti in scadenza a metà prezzo alla cassa.
Mi affaccio e noto, tra le buste d’insalata e confezioni di formaggio con scadenza quel giorno stesso, due contenitori di plastica trasparente con all’interno decine e decine di chiocciole insacchettate in una rete verde.

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Sulla confezione si poteva leggere:
” Lumache Rigatelle, pulite e spurgate. Pronte da cucinare. Buono da mangiare subito! 500 g, 3 porzioni” allevate da Euro Helix .
Inorridita, prendo le confezioni e inizio a controllare lo stato degli animali.
All’interno del guscio erano tutti rinsecchiti.
Sono stata 20 minuti a controllarle, fino al punto di lasciare le confezioni nel banco frigo, totalmente dispiaciuta del fatto che credevo fossero morte.
Pubblicando la foto su facebook dello sdegno verso chi le alleva, chi le vende e chi le acquista per mangiarle, una persona mi ha informato che non erano morte bensì “dormienti”.
Non sapevo assolutamente che venissero addormentate per essere vendute vive.
Questa ragazza si è poi precipitata al supermercato per acquistarle e portarle a casa nel tentativo di risvegliarle a contatto con l’acqua.
Il risultato? Questo!

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Le lumache si sono svegliate!
Grazie a questa persona, le povere chiocciole che sarebbero finite in un bidone dell’immondizia perchè “MERCE SCADUTA” sono state invece rimesse in natura, vive!.
Da animali allevati e destinati a morire sono invece diventati ANIMALI LIBERI.
Come è giusto che sia.

Sappiamo esattamente che averle acquistate ha comunque finanziato i loro carnefici (in questo caso Euro Helix e COOP)
ma l’intenzione era esclusivamente di dare loro la libertà.
E se la loro libertà ha fatto intascare 5,90 Euro a questa “gente”, a noi importa poco.
Ciò che ci interessa è il VALORE INESTIMABILE DELLA VITA.

Con questo atto, e leggendo questo articolo, spero che qualcuno apra gli occhi difronte a questi oltraggi al dono della vita.
Le lumache come tutti gli animali presenti su questo Pianeta hanno lo stesso diritto di vivere degli umani.
Solo perchè sono più piccoli non vuol dire che si è superiori a loro!
Non sono cibo. Sono creature che NON ABBIAMO CREATO NOI e che se esistono al mondo NON E’ SICURAMENTE PER SERVIRE L’UOMO.
Mi dispiace per chi ha questa visione distorta degli animali-cibo, ma si deve ricredere e capire che non è così.

Vi invito tutti a riflettere su quanto è importante ciascuno di noi, e sulla sacralità stessa della vita di ciascun essere vivente.
Mettetevi per un istante nei panni di chi muore.
Provate ad immaginare il dolore che invade  quei corpi.
Abbiamo un libero arbitrio, abbiamo una coscienza…e un cervello.
Usiamolo. E’ gratis!.

In occasione di questa liberazione, vi chiedo di prendere parte all’invio di mail di protesta verso Euro Helix e Coop affinchè comprendano che uccidere è sbagliato. Facciamoci sentire!

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(Lettera- Tipo, personalizzabile)

Gentile azienda Euro Helix,
ho tristemente notato in alcuni banchi frigo confezioni di lumache allevate da voi e messe in vendita “spurgate” e dormienti.
Vi invio questa mail per esprimere tutto il mio disgusto al riguardo.
Avete mai immaginato cosa provano le vostre piccole vittime nel finire bollite vive?
Le lumache come tutti gli altri animali, sono esseri viventi e non cibo.
Vi invito a riflettere sul vostro operato, che si basa sul lucro della morte altrui.
Personalmente, non acquisterò mai esseri viventi da cucinare come le vostre chiocchiole, e chiederò ad amici e conoscenti di fare altrettanto.

Distinti saluti,
Nome Cognome Città

Da inviare a :
s.sampo@eurohelix.com
helixelici@tiscali.it

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(Lettera-Tipo, personalizzabile)

Gentile Ipercoop Firenze,
di recente ho notato con disgusto che nei banchi frigo dei vostri punti vendita (in special modo quello di Fucecchio , Fi) sono comparse in vendita lumache insacchettate vive e dormienti dell’allevamento “EURO HELIX”.
Credo che nessun animale, che è un essere vivente, meriti di diventare cibo.
Soprattutto se si parla di innocenti gettati vivi in acqua bollente o divorati mentre ancora respirano.
Pertanto vi chiedo di rivedere la vostra filosofia di vendita e di ritirare dagli scaffali le lumache.
Inviterò tutti i miei amici e parenti a non comprare questi “prodotti”.
E’ vero che siete una rete di supermercati molto vicini alla tematica del rispetto per gli animali (prodotti non testati,ritiro dal commercio di indumenti con inserti in pelo e pelle ecc), ma si può fare sempre di più.
Come è avvenuto con il patè di anatra, può accadere anche con la vendita di lumache.Togliendo dal commercio il patè, frutto di tanta sofferenza, avrete sicuramente scontentato i consumatori abitudinari. Ma in compenso avete dato un segno di civiltà agendo così.
I clienti che acquistano le lumache  sono una piccola minoranza, addirittura minore dei consumatori di foie gras.
Ergo, vi invito gentilmente a tener presente questa richiesta.
Se deciderete di non vendere più animali dormienti destinati a morire vivi, sicuramente avrete fatto un ulteriore passo avanti nella strada del rispetto della vita animale.

Distinti saluti,
Nome Cognome Città

Da inviare a :
comunica@coopfirenze.it

Grazie a tutti per l’aiuto.
XxX

Pietruccia Ferilli , riguardo all’uccisione delle lumache, ha scritto una storia che pubblichiamo qui di seguito.

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C’era una volta un Bambino affascinato dalle chiocciole. Viveva in campagna, tra alti alberi di querce, cespugli di ginestre, cipressi, giuggioli, siepi varie soprattutto quelle dalle bacche rosse che si popolano di uccelli e viburni dai fiori bianchi che attirano farfalle e bombi. Ma il Bambino era attratto dalle chiocciole, per lui più interessanti della sabbiera, dell’altalena, dello scivolo, della casetta del bosco. Le chiocciole lo attraevano e la sera rientrava in casa con almeno una decina di loro, non in mano, ma addosso, sulle braccia. Il Bambino appoggiava il palmo della mano a terra e le chiocciole gli salivano sulla pelle. La madre le riportava fuori, sotto qualche cespuglio e il Bambino non era contento…
Una sera, a 5 anni, convinse la madre a tenerle in casa.
Ma dove si mettono le lumache in una casa?.
La madre pensò ad una grande vasca di plastica, aggiunse dell’insalata e della farina, un tappo con l’acqua. Le chiocciole, una ventina, sembravano star bene, mangiavano (la madre era rassicurata dalle loro deiezioni!), il Bambino era contento. Ma le chiocciole non erano nel loro habitat naturale e la madre, dopo una decina di giorni, convinse il bambino a riportarle fuori: le avrebbero sistemate nella casetta del bosco ed egli avrebbe potuto vederle ogni volta che avesse voluto.
Il giorno dopo le chiocciole, nella casetta del bosco, non c’erano più. La madre si finse sorpresa, sapeva che le creature se ne sarebbero andate. Il Bambino pianse. La madre lo consolò.Morale della favola: o chi compra delle chiocciole vive alla Coop per liberarle è rimasto infantile; oppure ha conservato la sensibilità del Bambino delle chiocciole e la capacità di provare empatia verso tutte le creature, anche quelle che strisciano, senza pensare agli orti, all’ecosistema (ma chi lo sistema l’ecosistema, forse i senesi con la caccia alle volpi in tana?!), alla liberazione animale (in fondo, “salvare un solo essere non cambia il mondo, ma certamente cambia il mondo per quell’essere”).
Io la risposta me la sono data… ma ognuno può scegliersi la sua.

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