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°° L’Ingresso della Terra nella Quinta Dimensione e L’Assenza dell’Amore °°

Da qualche anno mi sto interessando sempre di più a tutto ciò che va oltre le cose, tralasciando la forma e la materialità e avvicinandomi a sensazioni, percezioni e sentimenti.
Generalmente un “cambio di rotta” di questo tipo può avvenire in età molto più matura nelle persone e non è molto frequente nei giovani, alla ricerca di sicurezze per farsi accettare e quindi spesso manipolabili nei modi di pensare e nei comportamenti.
Ci sono però eccezioni che dipendono molto dalla predisposizione individuale e io credo di rientrare in questo cerchio limitato di persone che si portano dietro un bagaglio sensazionale da chissà quanto.
Ho da sempre avuto un’innata empatia che già da piccola mi permetteva di arrivare quasi a sentire lo stesso dolore che poteva provare qualcuno che stava soffrendo: un umano, un animale, una pianta.
E’ stato proprio questo riuscire ad immedesimarmi così bene nell’altro immaginandone le emozioni e le sensazioni vissute che mi ha spinto a 12 anni a diventare vegetariana.

Nonostante sia stata educata in base alla religione più diffusa in Italia, ho sempre avuto un modo diverso di vivere la fede che, con gli anni, ho scoperto essere vicinissimo a filosofie di vita orientali più che occidentali.

La Terra per me è un grande organismo vivente. Non è un semplice luogo. Il mondo lo sento “vivo”.
Le piante sono strettamente legate alla Terra
( non solo attraverso le radici ) e sono parte integrante di un ecosistema in grado di accoglierci. Gli animali ( inclusi gli umani ) sono ospiti di questo pianeta.
E’ così che mi sento: una semplice abitante di una bellissima “casa” ospitale, da condividere con altri fratelli di specie diversa.
Gli animali, a differenza nostra, nell’arco della loro vita non ledono in alcun modo l’equilibrio ambientale. Noi umani invece, essendoci dimenticati che non siamo padroni di niente, abbiamo incentrato il nostro vivere su inquinamento e distruzione.

Queste cattive abitudini del tutto controproducenti caratterizzano gran parte della popolazione umana. Io li definisco ” coloro che vivono e basta “, che poi sarebbero tutti quelli che vivono come fossero automi senza arrivare a soffermarsi mai un secondo per chiedersi chi siamo, perchè esistiamo e chi ci fa esistere.

Secoli di errate credenze dove l’uomo ha creato un falso mito di se stesso ponendosi al vertice di un’immaginaria quanto stereotipata piramide gerarchica ci hanno allontanato dall’amore.

Dall’assenza di amore ( per noi, per gli altri, per il mondo e per gli animali ) sono nate guerre, violenze, discriminazioni, umiliazioni, massacri.
L’assenza di amore genera odio, e l’odio porta a conseguenze disastrose non solo per chi vive sulla Terra ma anche per la Terra in sé.

Da qualche tempo il mondo è entrato nella Quinta Dimensione, quella dedicata all’Amore, per l’appunto. Una dimensione superiore a quella terminata, perchè tutto è in continua evoluzione e niente rimane immutato ( panta rei ).
Molti di noi però sono rimasti bloccati, per passività o per comodità, nella Terza Dimensione.

E’ il momento di farsi forza e coraggio e di iniziare a comprendere che non siamo solo fatti di materia ma anche di spirito, e che come pettiniamo i capelli al mattino e curiamo il nostro aspetto esteriore, dobbiamo impiegare tempo ed energie anche per curare e migliorare il nostro aspetto interiore.

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Una mancanza di equilibrio può portare conseguenze che ci limitano nel cammino verso l’evoluzione interiore. Ma come si fa a ritrovare l’equilibrio?

Come spiega la Sciamana Russa LUMIRA nel suo nuovo libro ” Guarigione Spirituale ” (  Edizioni Macro, 234 pagine con CD di meditazione )
dobbiamo fare pulizia dei nostri pensieri e del modo in cui ci esprimiamo per guarire, attraverso la positività e l’aspetto costruttivo.

Nell’opera sono elencate diverse tecniche di guarigione spirituale con le quali si può riconnettere con armonia il corpo, lo spirito e l’anima alla coscienza superiore.

Ma non solo: Lumira spiega come si può arrivare a “vedere” l’aura in tutto.
L’aura è ciò che avvolge ogni cosa che ci circonda.
Vi è mai capitato di provare antipatia a pelle per una persona o di innamorarvi a prima vista di qualcuno o qualcosa? In quel momento la vostra aura è entrata a contatto con quella altrui generando sensazioni o positive o negative.

Mediante una visione più completa delle cose possiamo andare a fondo, senza rimanere catturati da come tutto appare fuori e senza ritrovarsi schiavi di informazioni manipolatorie a cui siamo ormai abituati.

Se già siete predisposti dunque ad ascoltare le vostre sensazioni che vanno oltre i principali sensi, è il giusto modo per potenziare la vostra indole.
Se invece per voi l’aspetto metafisico è ancora un’incognita e lo sentite lontano, è opportuno aprirsi a nuovi modi di vedere e sentire le cose.


°° L’Accordo Commerciale USA-UE E La Minaccia Per La Nostra Alimentazione Naturale °°

Gli Stati Uniti d’America non sono un bell’esempio da seguire.
Quando vedo persone dire sognanti di desiderare di andare a vivere in America non dico mai “oh, che bello, piacerebbe anche a me”. Non mi piacerebbe proprio per niente vivere la!

Tolta la Statua della Libertà, i paesaggi fantastici e l’accento americano, sono ben poche le cose che rimangono a piacermi.

L’America festeggia il giorno del Ringraziamento sacrificando animali per dire grazie a Dio.
L’America ancora ha la pena di morte ( in alcuni Stati).
L’America è il luogo dove tutto è commerciale e dove la salute dei cittadini non è garantita, se non hai i soldi per pagarti l’assicurazione ( avete mai visto il documentario Sicko del regista Michael Moore? Fatelo ).
L’America è popolata da circa 320 milioni di persone e più del 30% di esse soffre di obesità causata soprattutto da sovralimentazione , mentre nel mondo c’è chi muore perchè non ha a disposizione alimenti.
L’America è la patria del fast food. Qui sono nate numerosissime catene di ristoranti dove poter mangiare alimenti poco sani, velocemente, tra un impegno e l’altro.
Più il menù è grande, più mangi, meno paghi.

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Non è un caso se molti americani durante le vacanze volano oltre oceano e si innamorano di altri paesi.
Quanti cittadini a stelle e strisce , anche tra i vip, sono rimasti a vivere in Italia perchè << qui si vive bene >> ?

So che spesso diamo per scontato ciò che abbiamo o tendiamo addirittura a sminuirlo, colpa forse anche del nostro Governo schifoso che ci fa desiderare di andare a vivere altrove, ma ciò che abbiamo è davvero qualcosa di impensabile ( tipo un sogno ) per qualcuno che ha avuto la sorte di nascere in un luogo diverso del globo che non sia la terra di Da Vinci.

Mi viene in mente l’opinione di una ragazza americana che una mia amica ha conosciuto l’anno scorso.
Si era interessata a me e mi aggiunse agli amici di facebook perchè io sono vegan e lei ambiva a diventarlo.
Il suo desiderio di diventare vegetariana e poi vegan abbracciava anche l’idea di tutelare la sua salute.
Secondo lei infatti nella sua patria il benessere fisico dei cittadini non viene tutelato ma anzi, è minacciato continuamente.
Gli alimenti sono tutti “da supermercato” e la genuinità dei prodotti praticamente non esiste.
<< L’orto per prodursi le verdure accanto casa?
Un miraggio! >>.

Riuscireste mai a pensare di vivere una vita intera consumando solo alimenti confezionati comprati al market?
Riuscireste mai a pensare di alimentarvi con prodotti ogm?
Se foste onnivori, mangereste mai i resti di animali gonfiati di ormoni?
C’è chi purtroppo è costretto a farlo perchè le leggi dello Stato in cui vive lo impongono.

Al momento, in Europa e soprattutto in Italia siamo liberi da alcuni vincoli, ma presto potremmo non esserlo più.
C’è un accordo che potrebbe minacciare le poche libertà che ci sono rimaste , e questo accordo si chiama Trattato Transatlantico.

Secondo Alain de Benoist (scrittore, saggista e conferenziere, direttore delle riviste Nouvelle Ecole e Krisis e autore di oltre 80 libri ) il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership), rappresenta un pericolo senza eguali per tutti i Paesi d’Europa e forse, proprio per questo, le trattative tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America si svolgono all’insaputa della maggioranza dell’opinione pubblica.

L’obiettivo di tale trattato è quello di dare vita a un accordo commerciale intercontinentale tra l’Europa e il Nord America, che abolisca i dazi doganali e uniformi i regolamenti dei due continenti, in modo che non vi sia più alcun ostacolo alla libera circolazione delle merci: creare insomma un grande libero mercato.

Uniformando il nostro regolamento agli standard americani – volutamente meno restrittivi – verrà meno non solo la tutela dell’ambiente, della salute, dei livelli salariali e dei consumatori, ma anche quella delle aziende europee. Per quanto riguarda l’agricoltura, infatti, negli Stati Uniti è possibile coltivare prodotti OGM e utilizzare gli ormoni nell’allevamento degli animali destinati all’alimentazione, così come non è riconosciuta alcuna denominazione di origine controllata, tanto per dirne una.

Benoist tratta questo  scottante argomento nel suo nuovo libro “ Il Trattato Transatlantico L’accordo commerciale USA-UE che condizionerà le nostre vite ” ( 187 pagine, Arianna Edizioni ) .

Che le sue tesi siano fondate e che qualcosa già si stia muovendo lo sottolinea già il fatto che l’etichettatura dei prodotti è ormai cambiata.
Non sappiamo più infatti , per gli alimenti lavorati, quale sia l’origine della materia prima ma veniamo a conoscenza solo del nome dell’azienda che li ha prodotti e messi in commercio.

Il consiglio che mi sento di darvi è quello di cercare il più possibile di auto-produrre ciò che portiamo in tavola e di iniziare a documentarci meglio su ciò che sta accadendo senza che noi ne siamo a conoscenza.


°° Vegan Street Food : 150 Ricette da Tutto il Mondo °°

Avete mai desiderato viaggiare per il mondo, scoprendo piatti dai nuovi sapori in chiave vegan?
Tra qualche giorno potrete fare il giro del mondo direttamente ai fornelli della vostra cucina!

Save the date!
Tra pochissimi giorni, esattamente il 16 Novembre 2015, uscirà un nuovissimo e interessante libro di cucina vegan : s’intitola
” Vegan Street Food – Il cibo di strada… A casa tua 150 ricette da tutto il mondo “.
Il libro, edito da Macro Edizioni è stato scritto da Valerio Costanzia, che il mondo vegan ha conosciuto già nell’opera ” Il Cucchiaio Arcobaleno “, ed Eduardo Ferrante, esperto di cucina vegan crudista dalle conosceze perfezionate grazie ai numerosi viaggi fatti. Ha inoltre contribuito con una sua personale introduzione Yari Prete, export manager nel settore alimentare, vegan da circa dieci anni.

Questo nuovo ricettario è unico nel suo genere, dal momento che in esso sono contenute ricette per realizzare piatti 100 % vegetali, tipici dei principali paesi di tutto il mondo. Piatti che si possono acquistare principalmente in strada.
Una buona occasione dunque per scoprire i gusti delle tradizioni culinarie straniere e sentire le altre culture più vicine… a portata di fornello!
Dall’Estremo Oriente all’Africa, dalle Americhe all’Europa Continentale raggiungendo poi il Medio Oriente e l’Europa Mediterranea, senza tralasciare le specialità del nostro Paese.
Ben 150 ricette etiche dagli ingredienti assolutamente naturali ( in alcuni casi le ricette originali sono state “rivisitate” in chiave vegan ) che potranno dare ai lettori nuovi spunti in cucina oppure essere d’utilità in caso di ospiti di etnia diversa da stupire!

Non solo ricette!
Vegan Street Food è arricchito con foto a colori degli alimenti proposti, oltre che a numerosi appunti di viaggio nei quali gli autori ci svelano curiosità dei paesi che hanno visitato e dai quali provengono le delizie proposte.

Scopriamo allora insieme quali sono i piatti che potremo preparare a casa seguendo le ricette di questo libro, e da quale Paese provengono:

vegan-street-food (1)

Europa Mediterranea

  • Andorra – Botifarra amb mongetes
  • Bosnia ed Erzegovina – Cevapcici, Lepinje
  • Francia – Crêpe suzette, Gallettes de sarrasin, Croque-Monsieur, Rotolino di baguette
  • Grecia – Gyros pita veggie, Spanako pita, Tzatziki
  • Italia – Tegole, Miasse, Gelato banana e melone,  Panissa, Cuculli, Mondeghili,Fritole, Crescione, Gnocco fritto, Castagnaccio, Olive ascolane,Torta al testo, Supplì, Arrosticini, Pizzette fritte, Panzerotti, Nduja, Pane e panelle, Pizzette sarde
  • Macedonia – Tavce Gravce
  • Portogallo – Ginjinha, Pasteis de nata
  • Spagna – Bocadillos piccante, Churros, Tortilla

Europa Continentale

  • Belgio – Waffle
  • Bulgaria – Banitsa, Boza
  • Danimarca – AEbleskiver
  • Georgia – Khachapuri
  • Germania – Bretzel, Currywurst veg
  • Inghilterra – Brownies, Cornish Pasty, Vegan Rolls
  • Irlanda – Jacket Potatoes
  • Norvegia – Pølse Med Lompe, Smørrebrød
  • Olanda – Poffertjes, Vlaamse frites light
  • Polonia – Obwarzanki, Pierogi dolci, Zapiekanka vegan
  • Repubblica Ceca – Smazeny syr
  • Romania – Langosi
  • Russia – Bliny dolci, Mandorle pralinate, Kartoshka, Pelmeni, Pyshki
  • Ungheria – Kürtőskalács, Töltött Káposzta

Africa

  • Egitto – Falafel, Ful Medames, Koshari
  • Ghana – Kelewele
  • Marocco – Bsarra, Kaab el ghazal, Sfenj, Tajine di verdure, Tè verde alla menta
  • Senegal – Mangue vert
  • Sudafrica – Bunny chow, Masala pineapple
  • Tunisia – Leblebi

Medio Oriente

  • Arabia – Baklava
  • Armenia – Lahmacun
  • Cipro – Pourgouri
  • India – Bhel Puri, Chole Bhatura, Dalaut ki Chaat, Dosa, Jalebi, Masala Chai, Pakora, Samosa
  • Iran – Pane lavash
  • Iraq – Kleeja
  • Israele – Succo di melagrana
  • Libano – Man’oushe, Sfiha
  • Turchia – Gözleme, Pilaf, Simit

Americhe

  • Canada – Bonbons aux patates, Pasta salad, Poutine
  • USA – Apple pie, Cacao raw cake, California smoothie, Cheesecake, Donuts, Gingerbread, Hamburger alla californiana, Muffin, Oatmeal raisin cookies, Pancakes, Pumpkin bread, Waldorf salad, Sweet potato pie
  • Argentina – Choripàn con chimichurri
  • Bolivia – Tojori
  • Brasile – Brigadeiro, Coxinha, Pão de queijo
  • Cile – Mote con huesillos,Sopaipillas
  • Colombia – Arepas
  • Costa Rica – Gallo pinto
  • Cuba – Croquetas de boniatos
  • Dominica – Cornsticks
  • Ecuador – Ceviche de chochos
  • Guatemala – Los suchos
  • Isole Vergini – Johnnycake
  • Messico – Tamales
  • Nicaragua – Rosquillas
  • Paraguay – Alfajores, Tereré
  • Perù – Arroz chaufa, Papas rellenas
  • Porto Rico – Horchata de ajonjolí
  • Venezuela – Empanadas

Estremo Oriente

  • Cina – Baozi, Spring roll
  • Corea de Sud – Hotteok
  • Giappone – Okonomiyaki, Takoyaki di tofu, Yaki udon
  • Indonesia – Gudeg
  • Malesia – Char Kway Teow, Ice kacang, Wonton Mee
  • Myanmar – Mohinga
  • Thailandia – Pad Thai, Khao Niaow Ma Muang, Som Tam
  • Taiwan – Zhu Tong Fan, Bao Bing, Douhua
  • Vietnam – Bo Bia

Ricette di base – Maionese vegan, Pasta brisée, Pasta frolla

► In attesa della disponibilità d’acquisto del libro, possiamo gustarci un estratto di esso gratuito scaricabile in pdf al seguente indirizzo → http://cs.ilgiardinodeilibri.it/data/allegati/estratto-libro-vegan-street-food.pdf .

24.21.2015
Finalmente miooo ❤ 🙂

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