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Trappole-colla e animali morti di stenti nei negozi ACTION
Care lettrici e cari lettori,
in questo momento, mentre scrivo il presente articolo, una creatura che ho provato a salvare oggi pomeriggio si sta lentamente spegnendo incollata col corpo a un’esca adesiva, e chissà quante altre come lei.
Nella giornata odierna – martedì 11 agosto 2026 – mi sono recata in un punto vendita ACTION ITALIA della provincia di Pisa. Fatto qualche passo fra le corsie ho notato delle scatole rettangolari basse, in metallo, posizionate sul pavimento in diversi angoli del negozio: erano esche a marchio “Catchmaster” (azienda del New Jersey) finalizzate a catturare, intrappolare e a uccidere piccoli animali.
Mi sono avvicinata a uno di questi vergognosi strumenti di tortura legalizzati e con profondo sgomento ho notato che la creatura finita sopra il foglio adesivo era ancora in vita. Si muoveva disperata, nel vano tentativo di divincolarsi dalla colla che la teneva bloccata per le zampe anteriori.
Sono corsa a parlare con una dipendente per chiedere di avere un confronto con la responsabile, alla quale ho fatto notare che c’era un esserino che stava lottando per liberarsi.
Trasmettendomi sincero dispiacere per la situazione, la responsabile mi ha spiegato che queste invenzioni malevole vengono installate da una ditta esterna che sarebbe in possesso di speciali chiavi per l’estrazione dei cartoncini-colla. “È obbligatorio che teniamo queste esche perché abbiamo del cibo all’interno dei negozi”, mi ha riferito. In tutta risposta, le ho fatto presente che nessuna creatura entra con volontà di arrecare fastidio agli esercizi commerciali, e che tutto questo è profondamente ingiusto.
Se dal punto di vista etico le trappole colla sono un chiaro esempio di immoralità (pensate, mentre gli esseri umani fanno serenamente shopping c’è chi nell’indifferenza più totale muore di stenti), dal punto di vista dell’HACCP sono strumenti non obbligatori.

In Italia ogni negozio che vende generi alimentari, come nel caso di Action, ha l’obbligo di prevenire e controllare la presenza di animali definiti per specismo “infestanti“, ma la normativa non impone necessariamente di ucciderli. Anzi, il sistema HACCP è impostato innanzitutto sulla prevenzione, il monitoraggio e il controllo del rischio. Il Regolamento (CE) 852/2004 richiede espressamente procedure igieniche comprendenti il controllo di questi animali che devono essere tenuti distanti.
Le soluzioni possono essere organizzate secondo una logica definita, ancora con vocabolario specista, di “pest prevention”, cioè impedire agli insetti di entrare e rendere il locale poco attrattivo.
1. Barriere fisiche
- installazione di zanzariere a maglia fine su finestre e aperture;
- porte dotate di chiusura automatica;
- tende a strisce o altre barriere fisiche appropriate agli ingressi;
- sigillatura di fessure, crepe, passaggi di tubazioni e altri punti di accesso;
- manutenzione delle strutture per eliminare i possibili punti d’ingresso.
2. Riduzione delle condizioni che attirano gli insetti
- eliminazione tempestiva di residui alimentari;
- pulizia frequente di pavimenti, scaffali, superfici e zone difficilmente accessibili;
- contenitori dei rifiuti chiusi e facilmente lavabili;
- rimozione frequente dei rifiuti organici;
- eliminazione di ristagni d’acqua e fonti di umidità;
- corretta conservazione degli alimenti, soprattutto quelli facilmente accessibili agli insetti.
Queste misure sono particolarmente importanti perché l’HACCP deve individuare i pericoli, stabilire misure preventive e verificarne l’efficacia.
3. Monitoraggio senza uccisione
È possibile anche prevedere un sistema di monitoraggio che permetta di capire quali insetti sono presenti e da dove arrivano, utilizzando, a seconda del caso:
- trappole di monitoraggio non letali, ove tecnicamente idonee;
- sistemi di osservazione/ispezione;
- monitoraggio delle merci in entrata;
- controllo periodico di magazzini, scaffalature e zone nascoste;
- registrazione degli avvistamenti per individuare eventuali ricorrenze.
L’obiettivo infatti è intervenire prima che si sviluppi un’infestazione, anziché arrivare alla necessità di un trattamento chimico.
4. Gestione delle merci in ingresso
È molto importante controllare cartoni, cassette, imballaggi e derrate prima di introdurli nel punto vendita. Un’infestazione può infatti essere introdotta proprio attraverso le merci.
Fare acquisti in un negozio che ha predisposto trappole letali dove piccoli animali muoiono soffrendo terribilmente è una pessima customer experience che, nel caso di persone dotate di sensibilità come me, porta a decidere di non esserne più cliente.
Consapevole che niente è impossibile e che il progresso empatico è alla portata di tutti,
ho deciso di scrivere una mail ad ACTION con richiesta di rimozione delle esche-colla dai propri punti vendita.
Chi desiderasse difendere la vita in ogni sua forma e cooperare affinché l’umanità diventi un luogo migliore,
può fare copia incolla del testo e compilare il contact form della catena cliccando QUI.
Tipo di richiesta → Negozio
Categoria → Altri argomenti
Sottocategoria → Regolamento del negozio
Domanda → Altre domande sulle regole aziendali
Testo da inserire in DESCRIZIONE
Gentile Action
facendo acquisti presso uno dei vostri punti vendita ho notato che all’interno del negozio sono presenti esche-colla per attirare con l’inganno, intrappolare e uccidere animali, che siano insetti o piccoli mammiferi come i topi.
Trovare strumenti simili che arrecano inaudita sofferenza a queste creature che muoiono di stenti, mentre facevo shopping, mi ha portato a provare un profondo senso di dispiacere tanto da voler uscire dal vostro negozio per non farvi più ritorno.
Consapevole che per legge, in quanto attività con vendita di alimenti, siate soggetti al sottostare a regole di HACCP, è doveroso ricordare che le trappole cruente come quelle collanti non sono obbligatorie e che possono essere adottate soluzioni decisamente più etiche.
Con la presente comunicazione vi chiedo di rivedere il vostro piano di HACCP aziendale abbandonando l’uso di strumenti volti a uccidere gli animali, per adottare strategie preventive che con arrechino dolore e sofferenza per piccoli esseri senzienti, cagionandone la morte.
In attesa di un vostro gentile riscontro porgo distinti saluti.
Volendo si può allegare la foto caricata qui nell’articolo.
Compilare poi la parte con i dati e inviare la richiesta di contatto.
IMPORTANTE:
si può inviare una mail anche alla ditta Catchmaster che rifornisce le aziende di strumenti di tortura simili.
“Dear Catchmaster (if one can even call you that), I came across one of your shameful glue traps inside a store in Italy. I am writing to express my strong objection to your business, which causes suffering and death to animals. Seeing a tiny creature struggling to free itself from the glue is horrible. You should be ashamed of yourselves!” – Nome, Cognome, Città
da inviare a: INFO@CATCHMASTER.COM, DBeckius@catchmaster.com
Grazie a chi si unirà in questa iniziativa volta a difendere ogni vita.











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