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°°Cappotti in Pelliccia di Conigli “da Carne”: Mai Più PIN-UP STARS°°

Scorrendo le foto su instagram ho notato un contenuto pubblicizzato da parte di Pin-Up Stars, brand italiano di cui due anni fa acquistai un bellissimo costume da bagno.

Essendomi trovata molto bene con il capo acquistato in negozio, ho deciso di cliccare sull’inserzione e curiosare fra le offerte presenti sul sito e… orrore.

Mi sono ritrovata sul display due cappotti e una borsa “scalda mani” in pelliccia vera di coniglio unita a lana, ed altri abiti in seta (sempre di origine animale). Dal vertiginoso prezzo, ribassato poi con sconto dell’80%.

Incredula che tale marchio potesse davvero proporre abbigliamento fatto con materiali di origine animale, ho cliccato sui dettagli degli articoli per avere conferma, che è arrivata.

Il cappotto, inizialmente prezzato 2.688,00 euro, è realmente confezionato con pelliccia di LAPIN (in termini del volgo, coniglio).

Ma badate bene: l’azienda ha avuto la premura di precisare che gli animali scuoiati provengono “da filiera alimentare”.

Il dettaglio del voler rendere nota la natura del destino dei conigli che hanno fornito, magari ignari e non consenzienti, il proprio manto non è da sottovalutare.

In una società come quella attuale dove la violenza GRATUITA è ormai ostacolata e rifutata, una tale informazione potrebbe indurre la cliente meno sensibile a dire “va beh, alla fine è pelliccia di animali usati per fini alimentari. Sempre meglio che buttarla via”.

Sbagliato.

A mio avviso, una tale conclusione è totalmente immorale.

Dobbiamo disimparare le regole culturali dell’aut aut specista, dove le altre creature se non muoiono per motivo X devono morire per motivo Y.

Ci hanno indottrinati alla violenza, portandoci da bambini sensibili ed empatici quali eravamo a distaccarci emotivamente dagli altri abitanti del pianeta. Una disconnessione che i non umani pagano cara.

Una profonda lacerazione morale che però può essere ricucita.

Non importa se gli orrendi cappotti di Pin-Up Stars siano stati assemblati con resti di conigli che qualcuno ha digerito e defecato.

Solo in Italia, nel 2017, stando alle fonti di Agri Istat sono stati macellati oltre 20 milioni di conigli.

VENTI MILIONI DI PICCOLI INNOCENTI che nascono negli allevamenti e finiscono, dopo pochi mesi di vita, al mattatoio.

Presi per la pelliccia o per le orecchie, messi dentro ceste, costretti a vedere la morte degli altri amici di sventura, sgozzati, appesi a testa in giù, lacerati nella loro esistenza e obbligati ad abbandonare la vita e il proprio corpo. Perché gli umani, gli oppressori del creato, hanno deciso così. Perché non importa se si può vivere senza uccidere e se siamo evoluti abbastanza da coprirci con altri materiali: alla maggioranza ancora importa di avere carcasse nel piatto, e corpi scuoiati addosso.

Vittime che avevano un volto, come queste fotografate dall’attivista photo-reporter di Tras Los Muros.

Possiamo solo provare una profonda vergogna, davanti alla violenza di cui ci macchiamo.

Conigli bastonati o sgozzati, pecore tosate (e spesso mutilate) per poi finire al macello, bachi neo bozzi gettati in vasche d’acqua bollente per generare ciascuno un filo di seta….

Ma davvero abbiamo bisogno di questo per sopravvivere?

Ho comprato qualcosa a marchio Pin-Up Stars. L’ho fatto ignara dell’etica aziendale del brand. Adesso finalmente ne sono a conoscenza, e posso giurarvi e promettervi che non acquisterò MAI PIÙ nulla che abbia questa firma, esattamente come non ho più acquistato niente di altre griffe che non si sono rifiutate di mettere in commercio abiti costati la vita a qualcuno.

La moda crudele deve terminare. La vita degli altri è più importante dei nostri capricci.

L’epilogo della cruel fashion arriverà solo quando saremo noi consumatori, clienti, acquirenti a dire “BASTA, questo capo non lo voglio perché ha fatto soffrire o morire qualcuno”

Tante aziende hanno smesso di commerciare resti animali: preferiamole a quelle crudeli.

Carmen

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°°Volpi, Conigli e Visoni Scuoiati per la Collezione Blumarine 2018°°

Ieri sera cercando online un articolo da acquistare mi sono imbattuta sul sito della Blumarine, firma che ho sempre visto come di buona qualità, originale e gradevole negli outfit che propone, nonostante i prezzi.

Molto presto però la stima che avevo nei confronti del brand è svanita. Scorrendo con lo schermo dello smartphone sono comparsi alcuni articoli della nuova collezione autunno/inverno 2018 sul serio incredibili: scarpe, cappotti ed altri indumenti bordati in pelliccia. Pelliccia vera!

Sono rimasta inorridita alla visione di un paio di scarpe col tacco con bordo in visone, di cui vi mostro lo screenshot. I tacchi potrebbero essere anche carini, peccato per la pelle vera (strappata a qualcuno) con effetto “struzzo” (i pori degli struzzi sono fashion?!) e per la striscia di pelliccia vera di visone posta sul davanti, lunga quasi quanto il corpo intero di questo animale. Mi chiedo: che senso ha? Che senso ha collocare i resti di un animale quando non ha nemmeno una vera funzione su una calzatura?
A mio avviso è pura crudeltà mista a pessimo gusto.
Un paio di scarpe così non le indosserei nemmeno fossero tutte sintetiche.

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Ma andiamo avanti. I visoni scuoiati Blumarine non li ha collocati solo sulle décolleté ma anche ai guanti. Anche questi in pelle, giustamente.
Perché gli animali per Blumarine forse vanno bene sia ai piedi che alle mani.

Screenshot_20180905-060444_Chrome.jpg
Solo visoni scuoiati?
No, c’è morte per tutti.
Anche i resti di povere volpi e poveri conigli (lapin) sono finiti sull’abbigliamento Blumarine come vi mostro negli screenshots che seguono.

Screenshot_20180905-061705_Chrome.jpgScreenshot_20180905-060418_Chrome.jpg

Prima di arrivare al fulcro di questo articolo, vorrei ricordare le sembianze delle vittime della moda Blumarine utilizzando delle foto esempio trovate in rete.
Volpi, visoni e conigli da pelliccia vengono allevati in allevamenti appositi dentro gabbie, spesso tenuti a temperature basse affinché la pelliccia diventi folta. Per evitare che quest’ultima si sciupi, facendo perdere all’animale la sua “importanza” commerciale, vengono usati metodi davvero orrendi per eliminare la vita dal corpo di questi animali innocenti. Bastonate dietro la testa oppure scariche elettriche mediante elettrodi inseriti in bocca e nel retto: sono solo due dei metodi di uccisione che non prevedono sanguinamenti e quindi danneggiamento della pelliccia. Pelliccia che, non è una rarità, può finire strappata via anche quando l’animale è ancora cosciente.

Risultati immagini per visone allevamento

Risultati immagini per volpe allevamento

Risultati immagini per lapin allevamento

Non ho la possibilità di mostrarvi ricordi fotografici delle vittime Blumarine durante la fase di allevamento, ma possiamo ben immaginarci la breve vita che hanno vissuto e provare a provare sulla nostra pelle la sofferenza che hanno sentito sulla loro.

Nel 2018 ritengo sia osceno, crudele e violento continuare a proporre capi d’abbigliamento e calzature che hanno comportato sofferenza e morte per gli animali. Nessuna specie animale fra le infinite presenti sulla terra ci riserva lo stesso trattamento che noi riserviamo all’intera fauna. E’ vergognoso sapere che i resti degli esseri viventi non umani siano ancora associati a status sociale e a ricchezza da ostentare.

Blumarine non è la sola a fare di questo stereotipo la sua filosofia del vestire. Molti altri marchi, di cui vi scriverò prossimamente, si macchiano ancora di sangue innocente.
Ma oggi è giunto il momento di dire la nostra.

E’ giunto il momento di prendere qualche minuto del nostro tempo e difendere coloro a cui il tempo è stato negato, assieme alla vita, per cedere ciò che la natura gli aveva donato: un corpo.

Vi invito ad inviare una mail di dissenso a Blumarine utilizzando toni civili ed educati.
Chi vuole, può utilizzare il testo qui di seguito:

“Gentili responsabili Blumarine,
vi invio questo messaggio dopo aver preso visione delle vostre novità autunno/inverno 2018. Con estremo dispiacere ho notato che sull’abbigliamento e sugli accessori della vostra griffe sono presenti resti animali: conigli, volpi, visoni.
Mi sento di esternarvi il mio più totale dissenso nei confronti della vostra filosofia aziendale che a quanto pare non tiene di conto della vita degli animali e non si trattiene dal calpestarla per fini commerciali.
Penso che nel 2018 siano quasi tutti a conoscenza di cosa significhi ma parola “allevamento” e di cosa si celi dietro a quello di animali da pelliccia. Più di una associazione ha mostrato gli sconcertanti retroscena di questo business che si macchia di sangue innocente. Perché, dunque, il vostro brand fa della sottomissione animale e del massacro un vanto da esibire su scarpe, colli e polsini?
Davvero abbiamo bisogno di avere ai piedi due visoni per sentirci persone che vestono alla moda, magari professionali e realizzate nella vita?
Mi vergogno all’idea che nel mondo ci siano persone che ancora associano la pelliccia ad uno status sociale. Mi vergogno all’idea che ancora ci siano individui che antepongono frivoli vezzi alla vita sacra di ogni esistenza.
Vi informo che fino a quando continuerete a propinare abbigliamento crudele sarà mia premura evitare qualsiasi acquisto del vostro brand, ed inviterò amici, parenti e conoscenti a fare lo stesso.

Saluti.

Nome, Cognome, Città”

Da inviare a:
blufin@blufin.it
customer.service@blufin.it
pressoffice@blufin.it
e via contact form da compilare cliccando qui.

Grazie a tutti coloro che decideranno di essere l’eco della voce degli animali.

 

 

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