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°°Volpi, Conigli e Visoni Scuoiati per la Collezione Blumarine 2018°°

Ieri sera cercando online un articolo da acquistare mi sono imbattuta sul sito della Blumarine, firma che ho sempre visto come di buona qualità, originale e gradevole negli outfit che propone, nonostante i prezzi.

Molto presto però la stima che avevo nei confronti del brand è svanita. Scorrendo con lo schermo dello smartphone sono comparsi alcuni articoli della nuova collezione autunno/inverno 2018 sul serio incredibili: scarpe, cappotti ed altri indumenti bordati in pelliccia. Pelliccia vera!

Sono rimasta inorridita alla visione di un paio di scarpe col tacco con bordo in visone, di cui vi mostro lo screenshot. I tacchi potrebbero essere anche carini, peccato per la pelle vera (strappata a qualcuno) con effetto “struzzo” (i pori degli struzzi sono fashion?!) e per la striscia di pelliccia vera di visone posta sul davanti, lunga quasi quanto il corpo intero di questo animale. Mi chiedo: che senso ha? Che senso ha collocare i resti di un animale quando non ha nemmeno una vera funzione su una calzatura?
A mio avviso è pura crudeltà mista a pessimo gusto.
Un paio di scarpe così non le indosserei nemmeno fossero tutte sintetiche.

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Ma andiamo avanti. I visoni scuoiati Blumarine non li ha collocati solo sulle décolleté ma anche ai guanti. Anche questi in pelle, giustamente.
Perché gli animali per Blumarine forse vanno bene sia ai piedi che alle mani.

Screenshot_20180905-060444_Chrome.jpg
Solo visoni scuoiati?
No, c’è morte per tutti.
Anche i resti di povere volpi e poveri conigli (lapin) sono finiti sull’abbigliamento Blumarine come vi mostro negli screenshots che seguono.

Screenshot_20180905-061705_Chrome.jpgScreenshot_20180905-060418_Chrome.jpg

Prima di arrivare al fulcro di questo articolo, vorrei ricordare le sembianze delle vittime della moda Blumarine utilizzando delle foto esempio trovate in rete.
Volpi, visoni e conigli da pelliccia vengono allevati in allevamenti appositi dentro gabbie, spesso tenuti a temperature basse affinché la pelliccia diventi folta. Per evitare che quest’ultima si sciupi, facendo perdere all’animale la sua “importanza” commerciale, vengono usati metodi davvero orrendi per eliminare la vita dal corpo di questi animali innocenti. Bastonate dietro la testa oppure scariche elettriche mediante elettrodi inseriti in bocca e nel retto: sono solo due dei metodi di uccisione che non prevedono sanguinamenti e quindi danneggiamento della pelliccia. Pelliccia che, non è una rarità, può finire strappata via anche quando l’animale è ancora cosciente.

Risultati immagini per visone allevamento

Risultati immagini per volpe allevamento

Risultati immagini per lapin allevamento

Non ho la possibilità di mostrarvi ricordi fotografici delle vittime Blumarine durante la fase di allevamento, ma possiamo ben immaginarci la breve vita che hanno vissuto e provare a provare sulla nostra pelle la sofferenza che hanno sentito sulla loro.

Nel 2018 ritengo sia osceno, crudele e violento continuare a proporre capi d’abbigliamento e calzature che hanno comportato sofferenza e morte per gli animali. Nessuna specie animale fra le infinite presenti sulla terra ci riserva lo stesso trattamento che noi riserviamo all’intera fauna. E’ vergognoso sapere che i resti degli esseri viventi non umani siano ancora associati a status sociale e a ricchezza da ostentare.

Blumarine non è la sola a fare di questo stereotipo la sua filosofia del vestire. Molti altri marchi, di cui vi scriverò prossimamente, si macchiano ancora di sangue innocente.
Ma oggi è giunto il momento di dire la nostra.

E’ giunto il momento di prendere qualche minuto del nostro tempo e difendere coloro a cui il tempo è stato negato, assieme alla vita, per cedere ciò che la natura gli aveva donato: un corpo.

Vi invito ad inviare una mail di dissenso a Blumarine utilizzando toni civili ed educati.
Chi vuole, può utilizzare il testo qui di seguito:

“Gentili responsabili Blumarine,
vi invio questo messaggio dopo aver preso visione delle vostre novità autunno/inverno 2018. Con estremo dispiacere ho notato che sull’abbigliamento e sugli accessori della vostra griffe sono presenti resti animali: conigli, volpi, visoni.
Mi sento di esternarvi il mio più totale dissenso nei confronti della vostra filosofia aziendale che a quanto pare non tiene di conto della vita degli animali e non si trattiene dal calpestarla per fini commerciali.
Penso che nel 2018 siano quasi tutti a conoscenza di cosa significhi ma parola “allevamento” e di cosa si celi dietro a quello di animali da pelliccia. Più di una associazione ha mostrato gli sconcertanti retroscena di questo business che si macchia di sangue innocente. Perché, dunque, il vostro brand fa della sottomissione animale e del massacro un vanto da esibire su scarpe, colli e polsini?
Davvero abbiamo bisogno di avere ai piedi due visoni per sentirci persone che vestono alla moda, magari professionali e realizzate nella vita?
Mi vergogno all’idea che nel mondo ci siano persone che ancora associano la pelliccia ad uno status sociale. Mi vergogno all’idea che ancora ci siano individui che antepongono frivoli vezzi alla vita sacra di ogni esistenza.
Vi informo che fino a quando continuerete a propinare abbigliamento crudele sarà mia premura evitare qualsiasi acquisto del vostro brand, ed inviterò amici, parenti e conoscenti a fare lo stesso.

Saluti.

Nome, Cognome, Città”

Da inviare a:
blufin@blufin.it
customer.service@blufin.it
pressoffice@blufin.it
e via contact form da compilare cliccando qui.

Grazie a tutti coloro che decideranno di essere l’eco della voce degli animali.

 

 

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°° 21/09/2016 Blitz Animalista @ Milano Fashion Week °°

 

Mercoledì 21 settembre 2016,
in occasione dell’apertura della Milano Fashion Week,
si è tenuto un blitz animalista organizzato dal gruppo di attivisti
La Loro Voce – Iene Vegane capitanato da Alessandra Di Lenge.
Le vetrine dei negozi griffati nel Quadrilatero dell’alta Moda pullulavano di capi d’abbigliamento realizzati con pelle, pelliccia e piume strappati agli animali.
La città era in fermento e si preparava ad accogliere ulteriori turisti e fashion-victims di ogni etnia e provenienza con promozioni e sfilate.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica gli attivisti, dopo circa un’ora di preparazione, hanno manifestato in Via Montenapoleone davanti ai negozi dei principali brand killer: Gucci, Hermès, Fendi, Moncler, Simonetta Ravizza, Prada.

Microfono alla mano, Alessandra Di Lenge, Silvia Premoli, Gioia Barbaglia e Vittorio Togni hanno spiegato ai passanti, che si fermavano ad ascoltare e a scattare foto, come vengono realizzati gli abiti con inserti animali.
Gli struzzi sono stati l’animale emblema della protesta.
Vittime della crudeltà della moda, è stato trattato il tema dell’allevamento e della loro uccisione in tenera età per l’utilizzo delle piume e della pelle per il confezionamento di borse e cinture.

“In natura potrebbero vivere dai 45 ai 60 anni, ma negli allevamenti arrivano solo ad un anno di vita. Dopo esser stati spiumati vivi la pelle della loro schiena, con bulbi piliferi irritati, viene utilizzata per realizzare borse e cinture ma anche portafogli”.
“Sono animali che si spaventano facilmente. Immaginate cosa possano vivere negli allevamenti in Africa, lontano dalle loro madri”.

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Il blitz è stato reso ancor più scenico e d’impatto grazie alla presenza di tre attiviste truccate e vestite ad arte da struzzi morenti.
Presenti giornalisti e stampa.

 

struzzi

[Modelle: Nico, Giulia, Erika.] [Make Up: Elena Salvi. Hair: Antonio Trovisi.]                  [Foto: Carmen Luciano per Think Green Live Vegan Love Animals]

 

Ho preso parte a questo blitz e l’ho trovato davvero ben riuscito ed organizzato.
Ringrazio i ragazzi e le ragazze de La Loro Voce – Iene Vegane per quanto stanno facendo per gli animali e spero che ogni loro iniziativa possa spronare le coscienze assopite di chiunque li ascolti.

 

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Foto: Sal Giaquinto

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Per seguire tutte le iniziative
degli attivisti milanesi
e per ulteriori foto e video del blitz
cliccate mi piace sulla loro pagina facebook.

°° Conigli e Volpi : le nuove vittime della moda autunno/inverno. Ecco chi commissiona la loro uccisione °°

Dicono che gli stili nell’ambito di moda e abbigliamento dopo anni ritornino.
Ma ce n’è uno in particolare che è un ever green: quello del Paleolitico.
Ovvero, un outfit rigorosamente “Cruel” realizzato con resti di animali.
Se i nostri antenati dal Chopper appuntito non avevano niente con cui vestirsi se non del pelo con relativo epidermide degli animali morti, adesso non abbiamo nessun valido motivo per continuare ad uccidere animali per coprirci.
1) Perchè dovremmo (uso il condizionale!) esser abbastanza evoluti anche nel settore dell’abbigliamento.
2) Perchè ormai non viviamo più nelle caverne e possiamo ripararci dal freddo con altri indumenti realizzati con materiali caldi non di origine animale.
3) Perchè abbiamo una coscienza, e sappiamo che soffrono gli animali.
4) Perchè non dobbiamo dimenticarci che siamo degli animali anche noi al pari livello degli altri, e dunque, dobbiamo rispettare la vita di tutti.

Evidentemente il mio ragionamento è troppo evoluto per le “donnicciole oppure ometti (guardate i rappers!)  che hanno nostalgia  dei bei tempi andati del Paleolitico, e che ancora nel 2012 indossano resti animali.
Ma molto probabilmente, il mio ragionamento non quadra neanche alle aziende che le pellicce le tolgono agli animali pur di guadagnare.
Cos’è la vita di milioni di animali davanti a milioni di euro?

Ho notato con mio orrore che quest’anno gli animali più scuoiati dalle aziende produttrici di abiti sono soprattutto conigli e volpi.
Se anni fa le pellicce vere erano proposte da griffes più costose, adesso invece sono in vendita anche nei negozi di marchi meno cari. Un pò per soddisfare i dis-umani di tutte le classi sociali.
Facendo una passeggiata tra i negozi, ho notato pellicce di coniglio e volpe (indicate rispettivamente anche in inglese con la dicitura “LAPIN FUR” e “FOX FUR”, non si sa mai..) in diversi stores:
– Blumarine
-Pinko
-Rifle Jeans
-Motivi
-Liu Jo

Con mio enorme stupore, tra la lista degli assassini c’è anche la Rifle Jeans, che avevo tanto apprezzato qualche annetto fa per avere inserti in pelliccia ecologica.
Anche quest’anno la collezione prevede alcuni capi in finta pelliccia, mentre altri quella vera.
Che senso ha?

Mi chiedo cosa ci sia di fashion, bello ed elegante nel vestirsi con degli avanzi di corpo di animali.
Povere vittime uccise a bastonate, con colpi di scossa elettrica o peggio che mai, scuoiati vivi.
Animali allevati in gabbie lasciati al freddo per infoltire il pelo.
Tutto questo è vergognoso.

Ecco cosa diventano i loro resti grazie alle marche di abiti (e sono alcune delle tante!!!!) sopra citati.

RIFLE JEANS – autunno/inverno 2012
Un “utilissima” sciarpa/coprispalle realizzata in pelliccia di volpe .
Un dettaglio importantissimo. Come si fa ad uscire di casa senza pelliccia???

BLUMARINE – autunno/inverno 2012
Un indispensabile pelliccione violaceo.
Utile per far fronte a tutte le bufere di neve.
Fur Bag in coordinato. Perchè anche gli accessori devono stare al caldo!

PINKO – Autunno/inverno 2012-2013
Bellissimo montone per essere sempre fashion!

Tutto questo è assurdo e inutile.
Nessun animale dovrebbe morire per cedere la propria pelliccia!
E’ osceno. Inammissibile, Vergognoso!!!!

Invito tutti voi a boicottare i marchi che uccidono animali per farli diventare inutili bordi a cappotti e giacche. Solo preferendo chi non usa pellicce vere faremo capire alle industrie che NON ACCETTIAMO DI VESTIRE CADAVERI DI ANIMALI.
Inoltre, è possibile inviare una mail di protesta a tutti i marchi che commissionano lo scuoiamento di poveri animali.

Mail tipo:

” Gentile Azienda,
ho notato con mio enorme disgusto che nella vostra nuova collezione sono presenti abiti bordati di pelliccia vera ( coniglio o volpe, per esempio).
Trovo l’utilizzo di queste pellicce totalmente inutile.
Sappiamo tutti come vengono allevati gli animali dal folto pelo, e sappiamo anche con quali metodi crudeli e atroci vengono uccisi.
Negare una vita per farla diventare un inutile bordo ad un cappotto che passerà di moda dopo qualche anno è disumano.
Gli animali non sono merce. Non sono oggetti. Non è giusto sfruttarli per interessi economici.
Vi invito a prendere in considerazione l’idea di bordare i vostri abiti con pelliccia ecologica se proprio vi piace.
Non so se ne siete a conoscenza, ma nel ventunesimo secolo è stato trovato un modo per riprodurre fedelmente il pelo di questi bellissimi animali uccisi per le pellicce.
Perchè non usare quello finto e lasciare vivere gli animali?
Eviterò di comprare qualsiasi capo d’abbigliamento del vostro marchio fino a quando non smetterete di proporre resti animali.
Inviterò a fare lo stesso ai miei familiari ed amici.

Cordialmente,

Nome Cognome
Città ”

Da inviare a :

info@riflejeans.com
blufin@blufin.it
info@blufin.it
serenac@spaziosei.it

Per contattare Pinko:
http://www.pinko.it/ITA/it-IT/CustomerCare/ContactUs

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