Archivi giornalieri: 22 agosto 2013

°° EMPOLI (FI): libertà di esistere degli animali in vendita al mercato ogni giovedì °°

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Divulgo l’indignazione di una mia amica animalista riguardo alla pessima metodologia di vendita di “animali da alimentazione” adottata da un commerciante ogni giovedì mattina al mercato di Empoli, in provincia di Firenze. La ragazza già tempo fa aveva segnalato il sovraffollamento delle gabbie, per giunta sporche, dove vengono detenuti gli animali. Per un breve periodo il commerciante non era più stato presente al mercato. Questo giovedì però è tornato, e la situazione è sempre la stessa, come vi raccontiamo di seguito..

 

<< In riferimento alla vendita di animali vivi al mercato del giovedi in zona stadio ad Empoli,
vi rinnovo le mie segnalazioni del 26/07/2012 e 25/07/2013.
Questa mattina ho potuto constatare che i banchi sono nuovamente presenti.
Polli, galline, pulcini, paperi, faraone, anatre, colombi, piccioni e altri volatili stipati in piccolissime gabbie piene di escrementi.
Le gabbie non più alte di 30 cm costringono gli animali ad una posizione innaturale e sono sovraffollate all’ inverosimile, non permettendogli movimento alcuno.
E’ ora di abolire tutti i maltrattamenti animali, non è accettabile che ancora oggi si usino degli esseri viventi per il vile compiacimento dell’uomo!!!! >>

Invito tutti ad inviare un’ e-mail di protesta al sindaco e all’ufficio ambiente di Empoli, e soprattutto, a fare un piccolo esame di coscienza: se quegli animali sono li rinchiusi, è perchè qualcuno li mangia. Vorrei ricordarvi che uccidere per sopravvivere in questo mondo non è necessario, e che l’Uomo continua a farlo solo per 5 minuti di gusto non pensando agli anni interi di vita che vengono strappati via agli animali uccisi in nome del piacere delle papille gustative.

Mail tipo:
Gentile Sindaco,
in riferimento alla vendita di animali vivi al mercato del giovedi in zona stadio ad Empoli, 
con la presente la invito a non rendersi più complice di spettacoli di tale crudeltà che non aggiungono valore e pregio alla sua città 
ma anzi la marchiano di poca sensibilità nei confronti dei suoi cittadini a cui dovrebbe trasmettere un buon esempio, 
dando loro la possibilità di sviluppare sensibilità nobili e suggerendo loro alternative possibili.
Polli, galline, pulcini, paperi, faraone, anatre, colombi, piccioni e altri volatili stipati in piccolissime gabbie piene di escrementi. 
Le gabbie non più alte di 30 cm costringono gli animali ad una posizione innaturale e sono sovraffollate all’ inverosimile, 
non permettendogli movimento alcuno.
Come primo cittadino dovrebbe farsi carico di questa svolta, di questo modo di pensare gli animali.
E’ ora di abolire tutti i maltrattamenti animali, non è accettabile che ancora oggi si usino degli esseri viventi per 
il vile compiacimento dell’uomo.

In fede
Distinti Saluti.

NOME
CITTA’

da inviare a:

sindaco@comune.empoli.fi.it
urp@comune.empoli.fi.it

°° Scandalo Green Hill: La libertà dei cani Beagle avverrà previa PAGAMENTO °°

Non sono bastate le torture che hanno subito i loro simili, venduti a laboratori di ricerca dove sono stati vivisezionati e uccisi in nome della ricerca medica.
Non  è bastato il trattamento disumano che hanno ricevuto nell’allevamento della morte, rinchiusi in mura di cemento su un pavimento freddo, con le finestre chiuse e l’eco di migliaia di voci che abbaiavano.
I cani di razza Beagle di Green Hill ( Montichiari – BS), nonostante siano stati fortunati una volta guadagnata la libertà e affidati a famiglie grazie alle numerose proteste degli animalisti , la più importante di tutte quella del  28 Aprile 2012 dove hanno fatto irruzione portandone via decine, adesso sono vittime di un vero e proprio business.
Come si può leggere anche sul sito NelCuore.Org di Michela Vittoria Brambilla
<< le oltre duemila famiglie che hanno preso in affido i beagle di Green Hill possono stare tranquille, Secondo notizie di stampa, il pm Ambrogio Cassiani e il procuratore aggiunto di Brescia Sandro Raimondi hanno disposto la cessione dei beagle ancora sotto sequestro. L’operazione dovrebbe cominciare alla fine del mese. La cifra richiesta non è ancora nota, ma non sarà astronomica. Il “Corriere” parla di 100 euro per cane (ma la cifra potrebbe essere più bassa), che dovrebbero confluire in un conto aperto dalla Procura in Banca Etica e ci resterebbero fino alla fine del processo per maltrattamento e animalicidio. In caso di condanna, il “tesoretto” finirebbe nelle casse dello Stato. Se gli imputati fossero assolti, la somma sarebbe messa a disposizione della multinazionale Marshall, proprietaria dell’allevamento sequestrato il 18 luglio 2012.>>

Nessuno aveva mai lontanamente accennato ad un pagamento pecuniario per l’adozione dei cani liberati dall’allevamento.
Se il costo della libertà per singolo cane fosse veramente 100 euro, si parla di ben 250,000 euro !
Che vada allo Stato o alla Marshall , reputo la richiesta del tutto deplorevole.
La libertà degli animali non ha prezzo.
E questo lo sanno soprattutto i 13 ragazzi che il 28 Aprile 2012 hanno sfidato le leggi che tutelano gli assassini entrando nella proprietà privata di Green Hill e “rubando” circa 80 cuccioli, visti come beni e non esseri senzienti.
Questi ragazzi hanno messo in pericolo la loro libertà personale pur di donarne a chi sarebbe morto sotto tortura.
Tutto questo è un affronto alle infinite persone che hanno raccolto firme, protestato, boicottato marchi che testano su animali poichè CONTRARI ALLA VIVISEZIONE.

E non importa se lo Stato sbandieri l’intenzione di usare l’ingente cifra (altro che gruzzoletto, un vero e proprio bottino!) per tutelare altri animali. Vengano piuttosto usate le entrate derivate da sanzioni amministrative riguardanti i padroni inetti.
Rimane il fatto che sulla libertà NON BISOGNA PERMETTERSI DI FARE DEL BUSINESS!
Pensate poi se tutti quei soldi finissero nelle mani sporche di sangue innocente della Marshall: una vergogna infinita.
Sarebbe come se non fosse accaduto niente. Loro avrebbero guadagnato sulla vendita dei cani alle aziende e guadagnerebbero lo stesso sui cani. Vivi o Sezionati cosa importa? Importa il guadagno!
Non ci sarebbe giustizia, non ci sarebbe una punizione per questa multinazionale che, come tante altre, vive da parassita sulla non-vita e morte di miliardi di animali.

Si torna a punto e a capo.
Come avviene sempre in Italia, dove regna il business e c’è puntuale carenza di giustizia.
Gli italiani rifiutano la vivisezione e chi è ai vertici del potere fa finta di non sentire.

Chissà se con le cattive prima o poi capiranno che con chi rivendica il diritto alla vita non si scherza….

 

_Sbrellababy_

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