Archivi giornalieri: 2 gennaio 2014

°° Io, Alessandra, sono contro la Vivisezione nonostante il tumore °°

Quella che vi propongo oggi è un’intervista speciale ad una ragazza altrettanto speciale.
In momento critico dove i media danno spazio a persone malate senza pietà  e incoerenti nei confronti degli animali, ho pensato di dare voce ad una persona che ha tanto, tanto da dire sulla sua malattia e sugli animali.
E chi meglio di una persona che lo ha provato sulla sua pelle, sa dirci quanto è inutile testare il tumore su animali?

Il suo nome è Alessandra, ha quasi 38 anni e vive a Fondi con suo marito e i suoi dolcissimi gatti.
E’ una convinta animalista. Ha deciso 15 anni fa di non mangiare più carne e pesce diventando vegetariana, e negli ultimi 5 di eliminare anche i derivati animali abbracciando la filosofia vegan.
Di recente Alessandra ha scoperto di avere il tumore.
Anche se l’alimentazione naturale non regala ( come nessun altro regime alimentare ) l’immortalità,è stato grazie a questa dieta priva di sofferenza animale che Alessandra è riuscita con grande forza a superare tanti ostacoli generati dalla malattia.

Quanto segue sono le sue risposte alle domande poste, che raccontano cosa ha vissuto, cosa pensa della vivisezione e la sua opinione riguardo la ricerca del cancro su animali.

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– Cara Alessandra.. quando hai scoperto di avere il tumore?

Era la sera del compleanno di mio marito , il 1 giugno dell’ anno 2012 ed avevamo amici a cena.
L’ultima cena, perchè da li in poi tutto è precipitato nel tunnel della malattia.
Mentre preparavo avevo avvertito un indolenzimento al braccio destro ma non vi avevo dato peso, poi a fine serata mentre mettevamo i piatti in lavastoviglie ho notato che le vene del braccio destro erano gonfie e molto visibili dal polso fino al collo.
Non sono voluta andare in ospedale.
Non è che amassi i dottori..
Mai avrei pensato a quello che poi si sarebbe scatenato.
Il giorno dopo mi hanno letteralmente costretta, ma era il due giugno ed era festa, e in pronto soccorso ho trovato una incompetente che non vedeva nemmeno il gonfiore, innegabile visto che pesavo 42 kg e visto che negli ultimi sei mesi avevo perso 8 kg.
Credevo fosse lo stress, invece era “lui”, ma ancora non lo sapevamo.
Comunque la impropriamente definita dottoressa mi dette dei calmanti e spedì a casa.

Qualche giorno dopo il gonfiore che mi ero ritrovata alla giugulare era spaventoso, cosi siamo ritornati in ospedale, dove ho trovato finalmente qualcuno che sapeva fare il suo lavoro.
Scattano tutti gli accertamenti del caso e da Fondi mi hanno mandato in ambulanza a Formia per trombosi della giugulare (avrei potuto avere un ictus visto che il sangue non arrivava al cervello).
Lì ho trovato un angelo di dottore, il quale non si spiegava come mai essendo giovane mi fosse venuta una trombosi e senza nemmeno aver fatto qualche sforzo che la potesse giustificare.
Facendomi varie domande gli ho detto che da qualche mese avevo una tosse con affanno che non mi dava grossi problemi ma sembrava senza motivazione.
Da li è cambiato tutto di corsa: T.A.C e P.E.T, sospetto tumore del mediastino.
Di corsa a ROMA per biopsia.
Mi hanno ricoverato e  l’intervento è andato tutto ok.
15 giorni d’attesa e il verdetto è stato: LINFOMA NON HODGKIN A GRANDI CELLULE B PRIMITIVO DEL MEDIASTINO.
Era la massa che premeva sulla vena giugulare.
Questo accadeva a luglio 2012.

Nell’Agosto 2012 in un altro ospedale sempre a Roma , dopo aver a lungo discusso con i miei famigliari perchè io non mi volevo curare non con i veleni che chiamano cura per il cancro,  ho dovuto cedere perchè purtroppo questo mostro aveva distrutto psicologicamente la mia famiglia che nel tentativo di salvarmi credeva e crede tutt’ora che quello fosse l’unico modo.

Inizio poi una delle chemioterapie più pesanti che prevedeva 12 sedute di 5-6 ore l’una di infusione di un miscuglio di veleni che mi ha distrutto: capelli caduti ,vomito, mucositi, insensibilità ai sapori e danni permanenti ai nervi.

Finisco tutto a novembre 2012.
A dicembre P.E.T. di controllo e il 27 dicembre vengo chiamata d’urgenza a Roma perchè il mostro è ancora lì.
Mi propongono L’AUTOTRAPIANTO DI MIDOLLO…….altrimenti sarebbe continuato a crescere e i secondi trattamenti non avrebbero avuto effetto su questo tipo di tumore.

Altra tragedia perchè io distrutta dalle cure non volevo continuare.
Di nuovo cedo, e sospendiamo le chemio nell’attesa che mi chiamassero per  il trapianto.
Prima però ho dovuto affrontare una delle esperienze più orribili della mia vita: L’AFERESI.
E’ il processo tramite il quale hanno estratto le cellule staminali dal mio sangue attraverso un macchinario che lo preleva, effettua il processo e te lo reimmette, ma devi spingere il midollo a produrre più del normale per effettuare la raccolta con un medicinale che provoca dei dolori che mi spaccavano in due letteralmente.
Le urla arrivavano credo fino in cielo……

Ma non è finita qui perchè le mie vene non funzionavano, essendo bruciate dalle terapie.
Per farla breve mi hanno infilato l’ago per prelevare nella vena del collo.
Volevo morire, lo giuro..

Ma andiamo avanti.
Il 26 febbraio 2013 mi ricoverano e inizia la discesa all’inferno.
22 giorni di orrore e dolore. Mi hanno messo un catetere venoso fisso per le terapie e mi hanno sottoposto a una chemio distruttiva che uccide tutte le cellule tumorali ma anche quelle sane del midollo.
Sono stata tanto male e senza difese immunitarie i batteri comuni del corpo mi attaccavano le mucose dello stomaco. Erano come lava, non riuscivo a mangiare né a bere. Vomitavo e andavo in bagno in continuazione.
Sono arrivata a pesare 39 kg. Dolori terribili. Mi hanno dovuto alimentare per endovena. Una notte sono svenuta in bagno stremata e ho rischiato seriamente. Da allora non mi hanno più lasciata sola: mia sorella a farmi compagnia di notte e mio marito di giorno.
Sembrava non finire mai.
Dopo il trapianto piano piano il midollo ha iniziato a lavorare.

Senza contare le varie volte che siamo dovuti correre a Roma per febbri improvvise, l’ultimo ricovero l’ho avuto a luglio.

Perchè in questi casi si muore per le complicazioni dovute ai veleni che ti iniettano.

– Come ti sentivi fisicamente prima degli accertamenti che hanno confermato la malattia?

Il mio tumore era asintomatico quindi non mi sentivo in maniera differente. 

– La dieta vegan migliora sicuramente la nostra salute, ma rimaniamo comunque esseri mortali. Come hai reagito a questa notizia?

Mah.. io in realtà sono fatalista.
Ho sempre pensato che mi dovesse venire il tumore , come penso anche che se non sono morta non sarei morta comunque , e non per i veleni che mi hanno messo nel corpo.
Per questo non volevo curarmi ma vivere dignitosamente fino alla fine senza essere cosi debilitata e danneggiata aspettando che i tumori che chemio e radio che ho fatto dopo il trapianto mi portassero in aggiunta.

– La ricerca sugli animali e le case farmaceutiche dicono che l’unico modo per trovare una cura al tumore è sperimentare su animali: cosa ne pensi?

Non è assolutamente vero , la sperimentazione non serve a niente.
Siamo specie diverse, quante volte farmaci che avevano sperimentato sono stati ritirati perchè dannosi???
Ma se anche fosse non accetterei mai che per curarmi debbano soffrire gli animali!!!!
Sperimentassero su pedofili e stupratori, o su volontari al massimo!!!!! Non deve passare l’idea che i malati sono pro sperimentazione.
Io non voglio che gli animali soffrano quanto ho sofferto e soffro io.
E poi la cura per il cancro non la vogliono trovare,vogliono solo guadagnare con la vendita dei farmaci.

– Qual è l’aspetto più brutto di esser malati di tumore?

L’aspetto più brutto è l’impotenza che senti.
Piano piano ti riducono ad una larva umana e senti di non poter reagire: sei nelle loro mani.
In ospedale mi conoscevano tutti perchè “rompevo” perchè volevo sempre sapere cosa mi stavano iniettando , quali erano le conseguenze e perchè me lo stavano facendo.
E poi ho nettamente avuto la sensazione che loro , dottori e infermieri , sapessero esattamente che quei veleni sono il frutto di giochi di potere, e quindi ti senti anche usata.
Forse è una frase forte, ma giocano con la vita di malati e ti rendono tale per sempre solo per soldi e per il potere.
Le cure vere e molto meno debilitanti ci sono, ma non le lasciano emergere.

– Cosa vorresti dire a chi crede indispensabile torturare animali per poter salvare le persone?

 Vorrei dirgli che la smettessero di trincerarsi dietro la falsità , che la sperimentazione è indispensabile ma RICERCA NON VUOLE DIRE VIVISEZIONARE.
Chi davvero vuol trovare una cura lo fa,ci sono prove che la sperimentazione è assolutamente inutile. Senza contare che non bisogna essere degli esseri normali per provocare sofferenze inutili in degli esseri inermi.

Riviviamo la storia di Alessandra con le foto che ritraggono i momenti che ha vissuto.

Alessandra prima di scoprire della presenza del tumore.

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Alessandra in una giornata di relax al mare dopo una delle prime operazioni.

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Alessandra nell’Agosto 2012 : il peso corporeo inizia a diminuire.

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La perdita dei capelli affrontata con tanta forza come solo una donna forte sa affrontare.

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Alessandra nel 2014..

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…Alessandra oggi, nel 2017.

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Alessandra è un esempio per tutti noi.
Il tumore colpisce piccoli, anziani e adulti.
Nessuno ne è immune e tutti possono finire per imbattersi in esso.
Il coraggio che ha dimostrato nel sopportare tanto dolore è ammirevole.
La forza di raccontarlo e di rendere tutti partecipi di cosa si vive durante quel calvario, la rende degna di stima.

La ringrazio immensamente per aver condiviso con noi questi momenti difficili generati da una malattia che tormenta tante persone nel mondo.
Mi unisco al suo pensiero: ricercare sugli animali non porterà mai a trovare cure per malattie umane.
Ora basta giocare con la vita delle persone!

© – Carmen Luciano –
Tutti i diritti riservati

°° Tenuta Rocca Priora: qui la schiavitù si adotta °°

Oggi vi parlo della TENUTA ROCCA PRIORA, con sede a Falconara Marittima (AN).
Ve ne parlo in ambito di una stramba trovata dei titolari, ovvero quella del  progetto ” ADOTTA UNA MUCCA“.
Dal titolo sembrerebbe intesa come adozione per la tutela di questi bellissimi animali, invece è tutt’altro.
Sembra  un paradosso, ma in Italia esiste davvero un’azienda che fa “adottare” a distanza dai clienti gli animali che detiene per sfruttarli ai fini di produzione di alimenti , e questa Tenuta ne è l’esempio.
L’adozione consiste infatti nel pagare 50 Euro per il mantenimento di una delle mucche presenti nello stabile ( Nelly, Zein, Kikka, Haru sono solo alcune ) e per sostenere i costi del parto del vitellino ( uno all’anno, ovviamente).
Tutti gli adottanti hanno poi diritto a pari importo di prodotti freschi caseari provenienti magari dalla mungitura della stessa mucca adottata.
L’utilità di questo progetto, secondo i titolari e secondo quanto scritto nel loro sito internet, sta nell’avvicinare i bambini, le scuole e i disabili al mondo agricolo e contadino dando loro la possibilità di interagire direttamente con una delle loro mucche ed avendo la possibilità di mangiare i formaggi prodotti nel loro laboratorio caseario con il suo latte!

Una figata pazzesca, no?
Sarebbe anche una bella trovata..
Peccato che  LE MUCCHE SONO ESSERI VIVENTI E NON OGGETTI.
Sarebbe un’idea carina se le signore dell’azienda si facessero adottare a distanza per poi esser ingravidate ogni 12 mesi e veder destinare IL PROPRIO LATTE ai clienti. Quasi quasi le adotterei pure io due o tre.
Peccato che questo non avvenga.
Avviene invece con la vita di altre femmine di specie diversa.
Mucche in questo caso.
E non c’è niente di più vergognoso per il genere umano dell’intromettersi nel delicatissimo e tenero rapporto tra una mamma e il proprio figlio.
Perchè il latte, alimento base per ogni neonato, in questo caso serve solo ai vitellini e non ai clienti adulti umani che ormai mangiano a sufficienza.
Se ne avessimo avuto bisogno, anche l’allattamento umano sarebbe durato anni fino alla vecchiaia.
Se lo svezzamento arriva prima dei nostri 12 mesi di vita un motivo c’è.
Eppure tale motivo non è chiaro a tanti e nemmeno all’Azienda Agraria Baldoni.

Ma tornando all’adozione.
Per quanto tempo è possibile adottare una mucca?
Se pensate di poterla adottare per tutto il resto della sua vita, sappiate che l’adozione durerà solo 7 anni.
Eh sì.
Perchè dopo 7 anni passati ad esser munta e rimunta e 7 rispettivi cuccioli fatti vivere massimo 14 mesi e poi sbattuti al macello, la cara mucca adottata vi saluta e finisce nel Paradiso degli Animali ad opera dei Demoni umani che sapientemente lavoreranno il suo corpo e la sua carne per permettervi di cenare coi suoi resti.

Nonostante la macabra iniziativa, hanno anche la faccia tosta di ringraziare i clienti con foto modificate come questa:

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Sicuramente un vitellino non è felice di vedere sua madre detenuta mentre viene munta.
Per non parlare cosa penserà quando a due anni soli di vita si ritroverà ucciso per finire nel banco frigo in vendita accanto ai formaggi della sua stessa mamma .

Grazie cosa?
GRAZIE AL C*ZZO.

Persone fantastiche?
Temo che l’aggettivo “fantastico” non si accosti bene a questo tipo di iniziativa, quantomeno al tipo di clientela che ne prende parte.

Ho scritto dapprima un commento di sdegno sulla loro pagina facebook, ma ovviamente mi hanno bloccato.
Così ho pensato di scrivergli una mail , che potete leggere qui di seguito.

” Gentile Tenuta Rocca Priora.
Tramite la vostra pagina facebook sono venuta a conoscenza della vostra tristissima iniziativa “ADOTTA UNA MUCCA”.
Vorrei dirvi che pagare 50 euro per dare da mangiare ad una mucca ingravidata ogni anno e per 7 anni di fila , per poi finire al macello , più che adozione è sostegno economico al suo sfruttamento.
Non so se siete consapevoli che le vostre schiave mucche sono alla fine delle femmine che mettono al mondo i propri figli che amano, come le donne presenti nella vostra famiglia.
Sfruttarle per usare il loro latte per produrre formaggi e poi uccidere i cuccioli dopo 14 mesi e loro stesse dopo anni di sfruttamento è terribile.
Ma se lo avessero fatto con voi e vostra madre?
Vi sarebbe piaciuto?
Se pensate che questa iniziativa possa avvicinare “scuole, bambini e disabili”, sappiate che allontana voi dalla civiltà, dall’umanità e dall’etica.
Questo è sfruttamento a tutti gli effetti.
Come se un commerciante di cotone nel 1800 avesse fatto adottare dai signorotti uno schiavo “negro” costretto a raccogliere i fiori nelle piantagioni per applicargli poi lo sconto sul prodotto finito tessile.
Siamo nel 2014, è ora di smetterla con la schiavitù!
Gli animali hanno il diritto di esistere, e voi nessuno di usarli come macchine per produrre alimenti da vendere.

Mi dissocio completamente dal vostro operato e invito tutti i miei parenti e amici a fare lo stesso.
Mi auguro che presto tristi realtà come la vostra siano solo brutti ricordi di una umanità malvissuta ma migliorata.

Distinti saluti. ”

Potete inviare anche voi una mail all’indirizzo:
spacciorocca@gmail.com

http://www.tenutadiroccapriora.com/

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