°° Centro*Coop EMPOLI (FI): Maiali morti in bella vista °°

Nonostante  COOP continui a ribadire il proprio “concreto impegno nei confronti del benessere animale garantendo buone pratiche di allevamento e adeguate condizioni di stabulazione, igiene, alimentazione e salute di essi” e sbandierando l’etica a favore degli animali con l’introduzione di cosmetici cruelty free, a me rimangono comunque delle perplessità.
Una fra le tante?
Quella sulla stabulazione degli animali destinati a diventare cibo.
Una volta morti.

Capita spesso infatti di poter avere un faccia a faccia a pochi passi dall’ingresso del supermercato di Empoli (Fi) con le vittime dell’industria alimentare della carne.
La prima volta che mi è successo, di ritrovarmi davanti in una teca un maiale intero arrostito e comprensivo di tutta la testa, sono rimasta allibita.
Allibita e disgustata al contempo.
Il limone posizionato nella bocca spalancata in una smorfia di dolore dell’animale ucciso poi dava un tocco di macabre-chic particolare.
Non ho fatto in tempo ad avvicinarmi per osservare meglio quello spettacolo ripugnante che subito una vocina strizza-ovaie ha raggiunto il mio orecchio domandandomi “vuole un etto di porchetta signorina?”.
Sempre con fin troppa educazione e rispetto nei confronti di chi ne ha un po meno per gli animali, ho declinato l’invito sottolineando che non mangio animali.

La medesima stabulazione della carcassa è avvenuta purtroppo anche oggi, 1 Febbraio 2014, sempre nello stesso supermercato.
Solito espositore, vittima diversa.

maiale coop

Legato in corde strette con un foro sul posteriore visibile dalla foto, il corpo del maiale è stato messo nella teca ambulante per permettere ai buongustai intenditori di carcasse di poterne acquistare alcune fette.
Per agevolarne l’affettamento è stata staccata la testa del povero animale ed è stata esposta per motivazioni alquanto ignote su un piatto bianco sull’espositore stesso, nel reparto rosticceria.
Se è vero che il 93% degli italiani mangia gli animali, è vero anche che questo spettacolo può risultare raccapricciante al restante 7% che è vegano o vegetariano o a bambini a cui viene imposta l’alimentazione carnivora appartenente alla prima categoria.
E se è vero che i maiali in Italia sono prevalentemente visti come cibo, è anche vero che NON PER TUTTI E’ COSì e che non è per nulla necessario sbandierare al pubblico tutte le parti anatomiche di chi ci ha rimesso la vita.

Quando dunque COOP si professa rispettosa degli animali, mi sorge il dubbio di cosa venga inteso per “rispetto”.
Sicuramente dal mio punto di vista, lasciare in esposizione la smorfia di dolore di un essere vivente ucciso non è rispettoso nei confronti della sua morte.
Non essendo poi vendibile (credo, poi non c’è limite allo schifo!) la testa, vedo in questa trovata un gesto di pessimo gusto e basta.

Prendersi il lusso di divorare esistenze e poi permettersi di sminuire la sofferenza e ridicolizzare la morte degli indifesi ( esempio del limone in bocca) è assolutamente disumano e osceno.

Per fortuna la sensibilità pubblica si sta svegliando poco alla volta.
Rimane comunque scandaloso la sola idea che ci siano umani capaci di avere così poca empatia da riuscire a rivolgersi all’addetto per comprare fette di un corpo straziato, quando la testa della vittima è li a pochi centimetri.
Bocca spalancata in un ultimo grido di dolore,
occhi che hanno versato lacrime e visto la vita passare via prosciugati, denti strappati via..

Come si può essere così insensibili?
Possibile che nel 2014 l’uomo sia ancora così poco compassionevole e rispettoso nei confronti degli animali?

Per quanto ancora l’uccisione e lo sfruttamento saranno visti come atti di assoluta normalità??

Informazioni su Carmen Luciano

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Pubblicato il 2 febbraio 2014, in ° Critiche ° con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sono diventata vegan tardi, ma consapevolmente, dopo aver conosciuto la sofferenza, l’assurdo, la menzogna del latte e della carne “che fanno bene” e del pesce “che non soffre” (dicerie di chi ignora). Il mio rispetto verso gli animali e la natura non era “completo”, ho voluto informarmi, anche per non dovermi sentir dire che la mia scelta (per niente forzata e sofferta), è una “moda”.
    Posso affermare di sentirmi fiera di me. E posso affermare che, quando assisto a certi allestimenti, provo pena per le mamme che chiedono la fettina di carne “molto tenera”, non sapendo che “tenero” significa già in decomposizione, ossia già pieno zeppo di ammine fetide. E provo pena per coloro che si arrabattano su specchi terribilmente scivolosi e che adducono motivazioni prive di alcun fondamento scientifico, ne’ etico.
    Provo pena per coloro che mangiano lombate e bistecche per “gusto”. Ma non capisco quale gusto ci sia nel nutrirsi di cadaveri. Se si prova tanto gusto nel mangiare carne di coniglio, perdonatemi, perché non si prova lo stesso gusto nel raccogliere la carcassa di un gatto ammazzato da un’auto in corsa e, dopo averlo scuoiato, lavato, fatto a pezzi e arrostito, mangiarlo? Ah, no, ma quello è un “gatto”, ti rispondono… E allora? Qual è la sostanziale differenza fra un gatto ed un coniglio, un maiale, un vitello? Il verso? La forma delle orecchie? Il colore del manto?
    Per favore, non diciamo cretinerie. E soprattutto non accampiamo giustificazioni degne della più presuntuosa ignoranza.
    E poi, il sentimento della compassione che ci insegnano sia proprio degli esseri umani… non dovrebbe essere rivolto ed applicato anche agli animali? Se non altro perché la vita e la morte sono lo stato naturale di chiunque, non solo degli umani. O forse noi umani ci sentiamo immortali e creatori “ad honorem”?
    È proprio vero, dunque; oggigiorno l’ignoranza è una scelta, non una sfortuna. E, sorella gemella dell’ignoranza è la presunzione.
    Quelle creature, morte ed esposte, nulla hanno di allettante. Suscitano solamente orrore e una tristezza senza fine.
    Probabilmente molti hanno dimenticato quel V Comandamento. Ed è un peccato, è un vero peccato!

    Grazie.
    Eli

  1. Pingback: Empatia è attenzione per gli altri | Animal Vibe

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