Archivio mensile:gennaio 2014

°° VeggieCorners: mangiare Vegan @ Modena & Reggio Emilia °°

Questa settimana ho avuto l’occasione di visitare due locali veg in Emilia Romagna provandone le rispettive cucine, ed eccomi dunque intenta a scrivere un articolo-recensione su entrambe che spero potrà esservi utile.

Lunedì 27  Gennaio dopo aver pranzato a Firenze Rifredi con un panino vegano di sopravvivenza (pomodoro e insalata.. la barista voleva rifilarmi la schiacciata col tonno quando gli ho chiesto qualcosa senza carne e pesce  -_-””” ) una volta arrivata a Modena avevo la necessità di sgranocchiare qualcos’altro.
Essendo troppo lontano il “Caffè con Tè” , locale che di recente ha introdotto piatti e dolci vegani e che avrei visitato volentieri, è stato necessario cercare via smartphone qualche altro locale green.
Dopo qualche ricerca eccone trovato uno:
“Dal 5 al 6” caffetteria bio.

Questa caffetteria, situata tra il numero 5 e 6 nella Piazza XX Settembre oltre ad avere una vasta  gamma di te biologici da bere a colazione è anche un punto ristoro con piatti vegetariani e vegani.
Entrando nel locale si è accolti gentilmente dai dipendenti che si mostrano subito disponibili per rispondere a qualsiasi dubbio.
Nel menu alla carta che mi è stato servito ho avuto la possibilità di poter scegliere qualcosa di vegan tra i primi e secondi piatti.
Ho optato poi per gli involtini primavera da abbinare a thè verde al melograno bio.
Gli involtini sono arrivati accompagnati da insalata da condire molto buona.
Nel complesso il pranzo l’ho trovato ottimo.

involtini primavera vegan

Mentre pranzavo ho avuto modo di osservare meglio lo stile del locale.
Ho trovato assolutamente carino il ri-uso di pagine di vecchi fumetti come tovagliette. Originalissimo.
Le posate racchiuse in tovaglioli rossi legati con uno spago davano un senso di ricerca del dettaglio.
Poco più in la del mio tavolino si trovava una mensola alla vetrata che da sulla piazza da dove è possibile navigare in internet attraverso uno dei 3 pc messi a disposizione.
L’arredamento era molto carino e ho ipotizzato che d’estate il locale lo è sicuramente di più potendo mangiare ai tavoli disposti all’esterno.
I prezzi dei piatti rientrano nella norma.

Consiglio questo locale per tutti coloro che passando da Modena vogliono fare uno spuntino veloce vegano e biologico 🙂 .

Martedì 28 Gennaio invece visitando Reggio Emilia ( città davvero carina con contesto architettonico di notevole bellezza) ho visitato a cena la prima paninoteca vegan da poco aperta al pubblico situata in Via Umberto I al numero 17/c :
Re Vegano !

re vegano 2

re vegano

Quando si entra da Re Vegano non si può fare a meno di essere colpiti dallo stile del locale: pareti color verde e arancione sgargiante, tavolini colorati, foto di dolci animali appese qua e la.
I proprietari, due fratelli diventati vegani da qualche anno, accolgono la clientela con un sorriso che mette chiunque a proprio agio.
Una volta sistemati sciarpa e cappotto a un tavolino ho guardato cosa c’era di buono nel menu.
Tra i diversi panini, secondi e stuzzichini ho optato per il panino Ippocratev, un muffin al cioccolato e come bibita ho scelto una cola bio.
Dopo solo qualche minuto di attesa per la preparazione è arrivata la mia cena:

ippocratev

Un morbidissimo panino lievitato con pasta madre e farcito di burger fatto a mano con pomodori, insalata, formaggio e maionese vegan.
Veramente buonissimo!
Anche il muffin era qualcosa di speciale.

muffin

Sono rimasta estremamente soddisfatta della cena, del clima accogliente, dai simpaticissimi titolari con i quali ho chiacchierato di alimentazione & antispecismo e del locale in sé per sé.
In Re Vegano vedo una solida realtà green, etica al 100% che potrà illuminare tanti onnivori che vi capiteranno per curiosità.

Anche per questo locale dunque avete la mia benedizione 😀 .
Se siete di Reggio Emilia diventerà sicuramente il vostro locale preferito.
Se siete di altre regioni d’Italia come me, è obbligatorio farci un salto se un giorno vi capiterà di visitare questa città !

re vegano 3

100% VEGETALE 100% BIOLOGICO,
Panini, Piadine, Pizze al taglio, Torte e Pasticcini, tutti prodotti da noi!
Succhi di frutta e Verdura estratti con sistema a spremitura lenta, fatti sul momento!!! La maggior parte a KM ZERO.
0% COLESTEROLO – 0% ADDITIVI ARTIFICIALI – 0% OGM
0% INGREDIENTI DI ORIGINE E DERIVAZIONE ANIMALE
Aperto dal Martedì alla Domenica con orari : 11.00 – 15.00, 18.00 – 22.00    Tel: 0522 083639

°° Coop di San Miniato (PI): Presto in arrivo la carne Halal – mail di protesta °°

Mi è appena giunta una mail dove sono stata invitata a scrivere una mail di protesta al supermercato Coop di San Miniato , in provincia di Pisa.
Secondo quanto scritto nella mail, il market avrebbe da poco messo esposto un cartello all’esterno del locale per indicare l’arrivo della carne “halal” nel reparto macelleria.
Per chi non sapesse in cosa consiste la macellazione halal può cliccare QUI.
Questo tipo di uccisione va assolutamente contro le regole italiane che stabiliscono come debba avvenire la macellazione degli animali che finiscono al macello.
E’ prassi di fatto stordire l’animale e ucciderlo con metodi “rapidi” affinché il dolore sia minimo e la morte rapida.
Per la filosofia di macellazione musulmana invece non deve essere così, perché se l’animale muore subito il suo corpo , a loro avviso, tratterrebbe impurità e acidi urici.
Pertanto, l’animale deve essere ucciso ancora cosciente e con uno squarcio sotto la gola, mentre viene appeso affinché il sangue fluisca tutto all’esterno lasciando il corpo dell’animale dissanguato.
halal_sgozzamento

Non si sa per quale motivo, ma l’Italia ha fatto un passo in dietro nella strada del progresso accettando che questi cittadini stranieri attuino i loro rituali, nonostante questo vada contro le normative vigenti.
Chiaramente quando dico che il motivo è ignoto sono sarcastica.
Il motivo è del tutto ECONOMICO, in quanto i cittadini musulmani in Italia sono tantissimi e permettergli di uccidere “a modo loro” gli animali genera introito nelle tasche dei mattatoi italiani aumentando i guadagni del business insanguinato della macellazione.

A Santa Croce sull’Arno (Pisa) il supermercato COOP già da tempo ha nel banco frigo animali confezionati in vaschette e uccisi con metodo halal.
Pertanto la filiale di San Miniato ha pensato di seguire la scia ( di sangue).
Peccato che , attenendomi dal testo della mail, la sede centrale di UniCoop non ne fosse assolutamente a conoscenza.
Sembrerebbe che nemmeno i dipendenti sapessero della novità, oltre al non sapere proprio il significato di termine “Halal”.


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Vi incollo dunque il testo della mail di protesta da inviare, e che ho inviato anch’io.
Non è assolutamente possibile che una catena di supermercati per il solo scopo economico metta da parte l’etica che SBANDIERA da anni.
Perchè se Coop dice di essere dalla parte degli animali non facendo testare i cosmetici e offrendo alimenti vegani, con l’introduzione della carne halal mostra solo di perseguire a introiti economici.
E io, come tanti altri italiani, che lotto tutti i giorni per diffondere il messaggio antispecista affinchè quei poveri animali vengano tolti dalle gabbie e lasciati LIBERI DI ESISTERE COME E’ GIUSTO CHE SIA, mi sento profondamente OLTRAGGIATA.

Non possiamo permettere che le culture altrui facciano REGREDIRE LA NOSTRA.
BASTA!

*********** Mail tipo da inviare:

Al Responsabile Coop sede Toscana
e al Responsabile Coop San Miniato

Con la presente sono a comunicarvi di essere venuta a conoscenza della Vs iniziativa di introdurre la vendita di carne con metodo macellazione halal (salumi, probabilmente, si attendono notizie più precise dalla Coop di San Miniato).

Ho appreso inoltre che l’Ufficio COOP Centro Italia non sapeva di questa iniziativa e che è stato inviato un ispettore intimando di sospenderla e di togliere il cartello esposto all’ingresso del negozio, che pubblicizzava la presenza di prodotti halal, contraria alla Vs linea di scelta prodotti e fornitori con dei requisiti etici.
COOP si è sempre pubblicizzata come un’associazione attenta all’ambiente che propone prodotti di linea biologica e cruelty free e la volontà di commercializzare carne halal mi ha amaramente sorpreso.
Si agginge inoltre che alcuni dipendenti della COOP di San Miniato non sapessero nemmeno di cosa si trattasse.
Da cliente COOP chiedo siano effettuati periodici controlli presso le Vs sedi e che la Vs linea di commercializzazione non calpesti quei principi etici di rispetto per l’ambiente per le persone e per gli animali di cui andate tanto fieri.
Spero di non dover cambiare catena di supermercati per i miei acquisti.
Posto che la trasparenza è una qualità che contraddistingue il Vs marchio, si attende cortese risposta.
Cordiali saluti
nome cognome****************

Da inviare a:
info@centroitalia.coop.it;
paola.giangiacomo@centroitalia.coop.it

°° Pet Levrieri Onlus: Associazione in Tutela dei Cani sfruttati nelle Corse °°

Pet Levrieri Onlus – Salva e adotta un levriero
Ci sono cani che hanno la fortuna di vivere in un clima di benessere e amore con la propria famiglia umana che li ha accolti come veri e propri membri.
Ce ne sono altri però che non sapranno mai cosa significhi tutto questo: i cani coinvolti nelle corse , per esempio.

La razza prediletta per questo “sport” è quella dei levrieri.
Ed è di questa razza e di altre simili ( tipo Greyhound e Galgo) che si occupa l’associazione Pet Levrieri Onlus, intenta a salvare questi cani da maltrattamenti e addirittura dalla morte.

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I paesi dove vengono utilizzati questi animali a scopo ludico-sportivo sono Spagna e Irlanda, ma lo sport è diffuso in tutto in mondo e  l’Italia per fortuna ne è immune dal 2000.
Questi cani non vengono considerati animali d’affezione ma da reddito,ovvero beni commerciali da sfruttare al massimo senza badare al loro benessere.
Vivono la loro vita prevalentemente in gabbia e con la museruola e possono uscirne solo poche ore al giorno giusto per essere allenati.

Indagini portate avanti negli anni passati hanno portato alla luce il vero maltrattamento che si cela dietro questo sport:
cani alimentati con cibo di scarsa qualità ( spesso realizzato con carcasse di animali morti o malati), luoghi fatiscenti dove vengono fatti stare e sevizie fisiche inflitte da chi li detiene e sfrutta per il semplice gusto di guadagnare sulla loro vita.
Per non parlare dei casi di doping dove gli animali vengono dopati per correre più forte e dunque permettergli di vincere la gara.

La fine dei cani che si feriscono durante le corse è quasi scontata: la fine della “carriera” è determinata dalla morte dell’animale stesso.

L’associazione Pet Levrieri Onlus dunque si prefigge lo scopo di salvare più cani possibile da questo sporco business, insistendo sulla richiesta di controlli e portando via da situazioni di maltrattamento i cani coinvolti.
Tramite collaborazione con due rifugi ( uno in Spagna e un in Irlanda) tutti gli animali salvati vengono aiutati tramite programma di re-inserimento e affidati a famiglie disposte ad amarli cercando di rendere il loro vissuto solo un brutto ricordo.
Le adozioni avvengono dopo controlli pre-affido per garantire ai cani di essere affidati a famiglie sicure che non li abbandoneranno mai e che sono in grado di gestire il carattere iniziale tipico di un essere vivente che non ha mai ricevuto affetto e coccole.

Se vuoi contribuire anche tu alla tutela di questi animali, puoi farlo facendo richiesta di adozione oppure sostenendo le cause dell’associazione diventando socio/a.

Visita il sito internet PetLevrieri.it per avere maggiori informazioni.

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