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Archivio mensile:febbraio 2018

°°Odore di Specismo e Morte: Yankee Candle Bacon°°

Sembrava uno scherzo, e invece è tutto vero.

Yankee Candle, marchio di candele conosciuto a livello internazionale, nello sfrenato desiderio di ricreare fragranze di ogni tipo ne ha ideata una decisamente di pessimo.. gusto.

Si tratta di “Mmm, Bacon!” ed è una candela dalla formulazione tale da generare, appena accesa, odore di bacon, derivato dai maiali.

Peccato che negli allevamenti intensivi di suini non ci sia posto per i profumi: ciò che un naso delicato può sentire in tali edifici è solo la puzza di feci, urine e relativo odore di ammoniaca.

Che dire poi degli aromi del mattatoio? Oltre alle deiezioni sopra menzionate c’è l’aggiunta del sangue. Altro che Yankee Candle!

È alquanto imbarazzante pensare che ci sia qualcuno disposto a pagare per comprare una candela capace di sprigionare nell’aria l’odore di parti corporee animali cotte. È ancora più inbarazzante realizzare che tutto ciò sia definito “fragranza”.

Umiliante non solo per queste creature offese e ferite, ma anche per la nostra stessa specie che dimostra di aprire le narici agli aromi ma di chiudere gli occhi per non vedere le mostruosità di cui siamo capaci.

Carmen

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°°Lettera Aperta a Chiara Ferragni: Invece del Seno mi Preoccuperei del Cervello°°

Non si può fare un giro nel web che ovunque si parla di lei, Chiara Ferragni, fashion blogger, famosa, ricca, felice, stra-fidanzata col rapper Fedez, iper voluta dai brand, super seguita sui social.. ecc ecc ecc (potrei andare avanti annoiandovi pesantemente).

Per carità, bella ragazza, si è costruita un impero da sola (a quanto pare). Direi “ben fatto!”, da persona che crede nella solidarietà e nell’emancipazione femminile, se tutto l’oro che luccica intorno a lei fosse dato da un duro lavoro mai abbassatosi a ledere la vita di qualcuno. Non essendo purtroppo così, non posso complimentarmi con questo personaggio pubblico.

Dopo l’ennesimo articolo su di lei, dopo aver letto di nuovo quanto sia “bella la gravidanza che ti regala un seno enorme”, e dopo aver ricevuto la notizia dai media (vivevo bene anche senza) circa il suo desiderio di averlo sempre così, il seno, non potevo tenere le mie idee confinate nella mia mente.

Eccomi dunque qui, dunque, a scriverle una breve lettera aperta.

Cara Chiara, ma davvero ti preoccupa la dimensione del tuo seno???
Chi ti scrive è una ragazza coetanea del tuo futuro marito, che tiene un blog per i diritti animali, e che ha la quinta come taglia di reggiseno.
Tu invece sei una neo trentenne in carriera, che scrive un blog sulla moda, e che ha una prima, forse una seconda scarsa, di seno. Oggi aumentato di qualche taglia grazie al bimbo che porti in grembo. E che forse tornerà alle sue dimensioni abituali, o forse no.
La domanda è: faremmo a cambio?
Faresti a cambio con la mia vita pur di avere un seno abbondante?
Sinceramente io no, non farei a cambio con la tua persona. E ti spiego perché.

Nonostante il tuo bellissimo faccino angelico, incorniciato da soffici e curatissimi capelli biondi, dentro di te c’è altro che contrasta vertiginosamente col tuo aspetto esteriore.
Sarebbe buffo se si potesse vedere, in superficie, la bellezza o la bruttezza dell’animo delle persone: sono sicura che tante donne oggi etichettate come “dee” desterebbero sgomento e paura. Altro che milioni di followers!
Sarai anche una fashion blogger capace di dare esempio di stile in tutto il mondo, ma permettimi di dirti che come essere umano non vedo in te nulla da insegnare al prossimo. Peccato.

Pur non avendo ancora figli, ma volendone avere in futuro, ti confesso che se diventassi una “social mum” intenta a caricare ogni movimento del bambino in pancia, ecografia o peggio ancora andando  creare già un profilo a chi devo dare alla luce mi farei due domande, cercando poi amleticamente la risposta.
“Divento mamma per mio/a figlio/a, o per me stessa? Il bello di essere madre sono le ghiandole mammarie attive e produttive o la nuova vita che metto al mondo?
E’ giusto che i ricordi di chi nasce, così intimi e privati, siano condivisi con il mondo quando ci sono donne che i propri figli li perdono perché vivono in un contesto di povertà estrema?”
Se rispondessi di sì a queste ultime domande, correrei a farmi chiudere le tube di Falloppio.

Ma visto che hai già parlato abbastanza della tua libertà di condividere con la tua “grande famiglia” di followers la tua gioia, abbandonando il discorso maternità e varco la soglia di quello dell’etica, e del rispetto per gli animali. Che sembra non interessarti.

E ribadisco quanto scritto in articolo: più del seno, mi preoccuperei del cervello.
Se da una parte le ghiandole mammarie hanno la loro funzione importante, non dimentichiamoci che l’organo essenziale è proprio il cervello. Una sede centrale di pensieri. Pensieri che determinano la nostra persona.
Da blogger che scrive da 12 anni per i diritti degli oppressi e soppressi, ti dico che non sei assolutamente d’esempio. Tu, e i resti degli animali scuoiati per soldi che ti metti addosso, condividendone poi gli scatti sui social per far vedere quanto è bello quell’indumento.
Non nascondo il fatto che è molto triste vedere una donna giovane disinteressarsi completamente della sofferenza di creature che non possono difendersi.
Perché quando ti chiudono in gabbia al freddo per infoltire il pelo, e ti prendono dopo mesi per ammazzarti a bastonate o con una scarica elettrica dagli elettrodi posti in bocca e nell’ano, non ti puoi difendere. Ti sapresti difendere, Chiara, se accadesse a te?
Si dice tanto che il sesso femminile sia più sensibile. Sbagliato.
A volte sono proprio gli uomini ad essere più attenti a tematiche importanti.
Pensa un po’, nel 2013 quando ancora non ti conosceva, Fedez si schierò contro l’industria delle pellicce con Freccia 45. Oggi invece, immortalato nei tuoi selfie, non si fa problemi ad indossarle. Vi scattate foto su foto insieme ai vostri cani, non facendo mai la connessione che c’è poca differenza tra un cane e una volpe, o un cane e un procione.
E’ stata forse la tua influenza negativa? Ha cambiato idea nel tempo?
Prova ad immaginare quante su persone puoi influire negativamente mostrandoti sorridente con decine di volpi scuoiate addosso, o con le ciabatte confezionate col pelo strappato dal corpo di chissà quale altro piccolo animale.

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Ti dirò una cosa che forse saprai già: i soldi non fanno la felicità. Quella vera intendo.
I soldi possono regalarti una villa immensa, una macchina potente, l’ammirazione di persone false e superficiali, vacanze da sogno, ma alla fine dei giochi re e pedine finiscono nella stessa scatola (adoro questa citazione).
Almeno io, spero di addormentarmi per sempre dopo aver ripensato a quante cose ho fatto in positivo per la società, a quanto impegno ho messo per diffondere un messaggio di uguaglianza fra umani e animali. Che ce n’è tanto bisogno, in questo mondo flagellato dalla specie umana.
Vuoi davvero, in un futuro spero più lontano possibile, chiudere gli occhi e pensare a tutto il bene che non hai fatto?
Chiara, sul serio per te i soldi valgono più della vita di milioni di animali vittime dell’industria della moda? Lo sai che non potrai portarli dietro con te, ovunque voli la nostra anima dopo? Se c’è, un dopo..

Spesso mi danno della persona che vive di utopie. Ammetto che mi piace sognare, perché ripongo tanta speranza nella specie alla quale appartengo, che è stata capace di grandi cose e tante altre ancora ne dovrà fare. Credo nell’evoluzione, nel progresso, nel cambiamento, nel salto di qualità. Credo in un bellissimo futuro per il mondo.

Ti dico, Chiara, che spero tanto tu possa rivedere le caratteristiche della tua persona, riflettere su ciò e su chi sei dentro, magari decidendo di livellare la bellezza esteriore con quella interiore. Una ragazza, fra poco mamma, di 30 anni come te ha tutto il tempo per vedere evolvere il proprio pensiero. E spero che ciò accada.
Hai un potere influente sulle ragazze che ti seguono in tutto il mondo: non usarlo per fare un torto agli animali.

Spero che tu possa presto essere un’esempio non solo per la moda, ma anche positivo a livello umano.
Ti auguro anche la taglia di seno che desideri, magari da sfoggiare sotto abiti realizzati senza lo sfruttamento animale: la vera bellezza nel vestire sta nel non annientare la bellezza delle altre creature che la natura ospita.

 

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Carmen.

°°[Missione] Chiediamo a Neve Cosmetics una Certificazione Cruelty Free°°

Car* followers, come ben saprete da circa quattro anni uso prodotti da make up di Neve Cosmetics, marchio italiano che ho trovato subito serio, di qualità e professionale.
Scoperto nel 2011 quando ancora era semplice “truccominerale” con polveri libere da rendere cosmetici fai da te, Neve mi ha conquistata per la vastissima gamma di pigmenti, cromie e prodotti per realizzare un trucco a lunga durata. Altra nota positiva, la natura degli ingredienti: quasi al 100% di origine naturale e non animale.
Per tutto questo tempo ho usato terre, blush, ombretti minerali, pastello labbra, matite occhi. Ho letteralmente sostituito tutti i trucchi che avevo con quelli Neve Cosmetics. Ho fatto recensioni e organizzato eventi con bioprofumerie per far conoscere questo marchio ad altre persone, che hanno istantaneamente adorato il brand come me. Mi sono schierata in difesa dell’azienda, insieme a tantissime altre persone, quando Nivea ha denunciato un “illecito” nel nome: a loro parere Neve copiava il nome Nivea.
E’ tutto salvato, conservato nel mio blog.

Oggi, con la beauty bag colma di prodotti Neve Cosmetics, mi ritrovo qui a domandarmi pubblicamente: ma questi prodotti sono davvero non testati su animali?
Qualche settimana fa ho scritto una mail all’azienda per avere delucidazioni. Mi sarebbe piaciuto molto pubblicare la risposta per intero, ma non ho ricevuto un riscontro positivo alla mia richiesta di pubblicare il loro responso. Non mi è stato proprio data risposta, su questo.

La mia domanda, posta in modo gentile e più che lecita, era: perché non certificare i prodotti affidandosi ad un istituto di certificazione? Magari per Lav, la più seria delle associazioni animaliste in Italia? Oppure Consumo Consapevole (gratuito)?

Come si può leggere sul sito di Neve, mi è stato detto che dal 2013 in Europa i test su animali sono vietati, e che l’azienda effettua test  su volontari e non su animali.
Inoltre, sembrerebbe non esserci l’intenzione di essere accostati ad associazioni oppure enti. Quasi nella piena volontà di rimanere “unici”. Infine, mi è stato fatto notare che Neve devolve donazioni ad associazioni animaliste scelte dalle ragazze, make up artists/bloggers, che collaborano con il marchio.

Lodevole, ma a mio avviso non basta.
Per anni ho avuto piena fiducia di Neve, ma dopo la risposta ricevuta tutta quella sicurezza è venuta un po’ a mancare.
Ed è un dispiacere enorme perché sul serio amo questi prodotti e ciò che l’azienda è in grado di realizzare per le proprie clienti.
Penso che la fiducia debba esserci, sì, ma se c’è garanzia è ancor meglio.

Proprio perché non vorrei abbandonare questo marchio di cui ho tutto, sono qui a chiedervi di unirvi a me nel richiedere una certificazione seria.
Si è parlato di certificazioni che purtroppo hanno un costo, e ok, posso capire. Ma si può certificare il proprio marchio anche gratuitamente. Penso che sia un piccolo dovere morale nei confronti di persone che ogni anno acquistano e sostengono economicamente l’azienda, dandole preferenza rispetto ad altri. Siamo tantissime, noi clienti animaliste/vegan/vegetariane, e forse un po’ di attenzione per essere sicure ce la meritiamo.

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Messaggio da inviare a Neve:

Spettabile azienda Neve Cosmetics
mi unisco ad altre persone che vi stanno scrivendo per chiedervi di certificare il vostro marchio. Sono a conoscenza del vostro impegno per gli animali sia per quanto riguarda gli ingredienti (formulazioni vegan & co) sia per le donazioni ad associazioni scelte dalle vostre collaboratrici. Penso, però, che sia necessario garantire a noi clienti che nessuna materia prima né prodotto finito siano testati su animali.
E’ di dominio pubblico la legge entrata in vigore nel 2013 circa lo stop definitivo di test per quanto riguarda i cosmetici. Le nostre firme però, pari a un milione e centomila sottoscrizioni, non sono state accolte per quanto riguarda i test farmaceutici.
Le aziende possono, in ogni momento, affidare il test a terzi, facendo dunque condurre test su animali, rimanendo nel pieno del rispetto delle leggi. Inoltre, per i brand che esportano cosmetici all’estero (tipo in Cina) i test  su animali sono prassi obbligatoria.
Anche se da anni vi siete schierati contro la sperimentazione animale, siamo in tante clienti a credere che sia giusto nei nostri confronti darci una garanzia.
Ci sono enti certificatori attendibili, come per Lav (http://www.lav.it/cosa-facciamo/vivisezione/le-aziende-cruelty-free).
Se proprio non si vuol pagare una certificazione (spesa che però varrebbe la pena, visto il gran numero di clienti animaliste di Neve) è possibile autocertificarsi gratuitamente qui: http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free.html
Vi chiedo gentilmente di riflettere sulla nostra richiesta e di venirci incontro. Personalmente uso Neve Cosmetics da anni e non vorrei dover decidere di non preferirla più come marchio per scegliere brand che invece hanno dimostrato di dare per certo il loro impegno contro i test su animali. Spero che le nostre richieste vengano accolte, un po’ come è successo con Nivea quando vi abbiamo difeso da clienti affezionate.
Rimango in attesa di un vostro gentile riscontro.

Grazie.

Da inserire nel contact form cliccando QUI

Spero davvero che Neve accolga la nostra richiesta.

Carmen.

 

°°[Mailbombing] Animalissima – Fiera Specista a Pisa°°

Avete mai immaginato di entrare in una fiera in cui poter curiosare fra decine di stand dove animali-allevatori mostrano, illustrano caratteristiche e detengono dentro gabbie/teche/vetrine degli esseri umani? Esseri umani magari fatti incrociare fra di loro per ottenere quel determinato colore dei capelli o degli occhi. Quella particolare forma delle orecchie o della bocca.
Un’immagine simile ci farebbe inorridire e risulterebbe a noi di pessimo gusto, no?

Mi domando allora come possa apparire ai nostri occhi normale, e per giunta divertente, una fiera incentrata sulla mostra di esseri viventi senzienti solo perché le specie esposte sono le altre, e non la nostra di appartenenza. Solo perché i corpi esposti sono quelli degli altri, e non i nostri.

A Pisa questo week end, presso il Palazzo dei Congressi, si terrà una fiera degli animali chiamata ANIMALISSIMA. Ci saranno animali di ogni tipo: cani, gatti, uccelli, roditori, rettili. Una fiera dove viene lanciato un messaggio poco etico nei confronti degli animali.
Animali inquadrati in un’ottica specista dove essi fungono da “contorno” per la vita umana. Vite accessorie da scegliere in base ai propri gusti, alle proprie preferenze, ai propri ritmi di vita e necessità.

La bimba vorrebbe un animale? Prendiamole un gattino.
Ai bambini serve qualcuno con cui giocare? Compriamo un cagnolino, magari uno di quelli che sta nella borsetta.
Cani e gatti sono troppo impegnativi? Prendiamo un pesce rosso da tenere in una boccia di vetro. O magari tanti pesci da acquario, che danno un bell’effetto estetico al salotto.
Abitiamo in città e manca quella naturalezza della campagna? Compriamo un bel paio di uccellini da tenere in gabbia. E’ così piacevole il loro canto.

Quando si vede in un animale un qualcosa in grado di soddisfare le nostre volontà ed esigenze si perdono di vista cose basilari e importanti: le esigenze dell’animale stesso.

Dovremmo seriamente allontanare dalla nostra mente stereotipi che generano conseguenze negative sulle altre forme di vita che condividono il mondo insieme a noi.

Per prima cosa, tengo a precisare che nessuna vita debba essere monetizzata: la vita non ha prezzo. L’idea di dare un costo a un gatto o a qualsiasi altro animale è agghiacciante. Gli animali si adottano. E di cuccioli abbandonati ne sono pieni i gattili, i canili e i centri di recupero.

Seconda cosa, gli animali se vengono accolti in casa deve accadere per la volontà di instaurare un rapporto umano-animale nel pieno rispetto delle necessità di chi si vuol far entrare nella propria casa.

Terza considerazione, al bando gabbie, teche e acquari: sono prigioni per innocenti.

Di idee simili è Paola Paolicchi, attivista animalista di Pisa, che vede la necessità di avvicinarsi ad una nuova sensibilità nei confronti degli animali. La speculazione economica sui sentimenti di chi compra animali genererebbe conseguenze sociali non indifferenti: acquisto impulsivo, abbandono, liberazione di specie non autoctone, talvolta maltrattamento degli animali stessi. Una realtà diseducativa per i più piccoli.

Si è unita a coloro contrari a questa fiera anche Paola Bock, operatrice olistica e supporto prezioso per associazioni di recupero felini a Pisa, che ha scritto:
<< Pisa è una città che dà il benvenuto ai circhi, dove i cavalli vanno in giro stracarichi sotto il sole cocente e le colonie feline si riproducono in maniera incontrollata per la disperazione e dei pochi volontari che se ne occupano. In breve: una città di certo poco animalista. Ci mancava solo il patrocinio a questa mostra. Siamo vicini alle elezioni, chissà se un giorno arriverà un’altra coalizione meno ottusa>>.

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Invitandovi a non pagare il biglietto per assistere alla mostra di esseri viventi senzienti, colgo l’occasione per informarvi che è attivo un invio collettivo di email per esternare il nostro dissenso. Chiunque voglia unirsi, può farlo inviando copia del testo sotto riportato agli indirizzi forniti. Grazie.

Alla gentile attenzione di ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana),
alla gentile attenzione del Comune di Pisa – Ufficio Ambiente

Scrivo la presente email, unendomi ad altre persone, per esternarvi il mio disappunto sulla fiera “Animalissima” che si terrà a Pisa nel week end 17-18 Febbraio 2018.
Dai manifesti si è appurato che nell’evento ci saranno numerose specie animali mostrate a chi pagherà il biglietto d’ingresso. Animali allevati e commerciati col solo fine di “arricchire” coloro che pagano, oltre a sostenere economicamente gli allevatori stessi.
Dal mio punto di vista etico-morale, gli animali non come oggetti da esibire e comprare, né accessori da avere con determinate caratteristiche. L’idea che degli esseri viventi vegano fatti nascere a seguito di incroci su incroci per avere un’estetica innaturale è davvero deplorevole. Che dire poi di quegli animali la cui estetica servirà solo per decorare la casa? Mi riferisco agli uccelli in gabbia, o ai pesci negli acquari.
La vita degli animali non deve essere accessoria alla nostra.
Ritengo questa fiera, la fiera dello specismo, poiché una sola specie (la nostra, quella umana) si avvale della facoltà di mercificare le altre.
Non è mai accaduto che degli animali riproponessero, con noi come oggetto, eventi simili tenendoci in gabbia, in vetrine, costringendoci a vite innaturali.
Sarebbe doveroso, nel 2018 già inoltrato, riservare agli animali il rispetto che meritano.
Questa fiera a mio avviso comporta anche a più di un messaggio diseducativo:
– gli animali si possono comprare
– la vita di un essere vivente ha un prezzo
– possiamo scegliere la forma fisica e i colori di un individuo
– detenzione in gabbie e acquari vista come qualcosa di normale
Personalmente non parteciperò a questo evento che reputo pressoché non etico, e inviterò amici e conoscenti a fare altrettanto.
Mi auguro possiate veramente riflettere, al di là dell’aspetto economico, che sugli animali non si lucra. Ci sono tantissimi centri di recupero dove centinaia di animali abbandonati vengono stipati come “cose vecchie” che nessuno vuole più. Gatti, cani, conigli abbandonati a seguito di acquisti impulsivi per far felice magari qualcuno in famiglia. Animali che non vedranno più la carezza di nessuno, nella peggiore delle ipotesi.
Il mio pensiero va poi a quelli “liberati” in strada, nelle campagne, sperduti: esseri viventi incapaci, a causa nostra, di provvedere al mantenimento di se stessi e che muoiono per assenza di cibo, habitat non idoneo, investiti, avvelenati, di stenti…

La nostra attitudine ad imporre agli animali ciò che è favorevole a noi e sfavorevole a loro dovrebbe cessare, ed essere corretta.
Solo così arriveremo a rispettare sul serio le altre specie che esistono al mondo per sé, e non per fungere da utilità a noi.

Saluti.

Nome, Cognome, Città

Email da inviare a:
sede@anfitalia.it , segreteria.sindaco@comune.pisa.it ,  f.piccirill@comune.pisa.it, g.berti@comune.pisa.it


 

E a proposito di animali…
Negli anni ho recuperato decine di gatti abbandonati, figli di gatte mai sterilizzate che hanno partorito e si sono viste portare via i propri cuccioli.
Ho salvato dalle auto che sfrecciavano, e ho curato, un cucciolo di ratto albino, sicuramente liberato in città da qualcuno che deteneva un serpente.
Ho recuperato ben due cocorite ferite e volate via dalla gabbia di qualcuno.

Dico basta, davvero, all’allevamento di animali, alla loro vendita e al loro acquisto.
LA VITA DEGLI ANIMALI NON HA UN PREZZO!

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